Il Principe dei Draghi – Recensione

Su Netflix è già uscita la terza stagione di questo cartone che potete guardare in streaming. Personalmente trovo che, sebbene sia adatto ai bambini e quindi a visioni in famiglia, possa essere interessante anche a un pubblico adulto. Lo confesso: io sono qui in attesa, domandandomi “quando uscirà la quarta stagione?”!
Dunque se vi interessano le trame ricche di magia, draghi, regni, intrighi e tradimenti, io proverei a dar fiducia a questa serie televisiva.

Ambientazione

Abbiamo un mondo in cui gli umani sono in lotta con gli elfi. Lungo il confine vegliano i draghi, impedendo gli sconfinamenti. Il Re dei Draghi è morto e il suo uovo pare essere distrutto. Le faide tra le due razze si riacuiscono.

Le lotte vertono in particolare sull’uso della Magia Oscura. Difatti, mentre gli elfi e i draghi nascono con un legame intrinseco con una forza elementale, gli umani ne sono privi. Per questo la loro unica possibilità per utilizzare la magia consiste nell’uccidere creature magiche ed usare il loro corpo (o una loro parte) come componente arcana (sì, una cosa simile a quella che il Duca di Chalced pensava di fare in questo romanzo). A essere precisi, esistono anche alcuni rari artefatti in grado di conferire la capacità di utilizzare la Magia Oscura senza uccidere nessuno, ma sono l’eccezione e non la regola.

Gli elfi (che notoriamente sono dei perfettini rompiscatole) reputano empia ed efferata questa pratica e cercano di ostacolarla. Come si può vedere, non ci sono esattamente le basi per una pacifica convivenza.

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Ecco il gruppo dei protagonisti al completo!

Trama

La storia inizia con un attacco elfico al regno di Katolis, in seguito al quale il principe Ezran (ancora bambino) e il suo fratellastro Callum devono fuggire.

Faccio molta fatica a stare sul vago per evitarvi gli spoiler, ma ci proverò.

Diciamo che hanno la possibilità di portare un chiaro segno di pace ai draghi e agli elfi, in modo da impedire che le ostilità sfocino in un conflitto armato massiccio. Ovviamente il tutto avverrà con la collaborazione (mini spoiler) di una giovane elfa: Rayla.

Oltre alle vicissitudini classiche della tematica del viaggio e del romanzo di formazione fantasy, tuttavia, troviamo sviluppati altri aspetti. Infatti i tre protagonisti si ritroveranno ad interagire con altre persone, tra cui vi saranno sia nuove conoscenze, sia vecchi amici, come Soren e Claudia. La particolarità di tutto questo risiede nell’evoluzione subita da questi rapporti, sia a causa degli eventi a cui sono soggetti, sia a mutamenti di schieramento (o di obiettivi, se preferite) e all’oscillazione attorno a zone eticamente grigie.

Oltre al viaggio dei giovani ragazzi, si seguiranno le sorti del regno e le sue reazioni in seguito all’attacco, con particolare attenzione a Lord Viren (consigliere del Re e padre di Soren e Claudia) e a Lady Amaya, la quale, pur essendo sordomuta, è Generale di Katolis, nonché zia di Callum e Ezran.

Da Bambini o per Adulti?

Personalmente direi per entrambi. Però con due specifiche.

1) bambini che non si impressionino troppo (ci sono dei morti, delle scene di tensione e di paura e alcune creature un po’ schifose). Mio figlio (quasi 6 anni) non è rimasto turbato, ma alcune puntate l’hanno lasciato un po’ scosso.

2) adulti che non rompano troppo le scatole. Abbiamo ad esempio una sordomuta in armatura di piastre che camminando in una casa di legno riesce a sorprendere alle spalle una cacciatrice, insomma a volte il realismo viene accantonato per fa sì che la storia prosegua nella direzione voluta.
Io sinceramente ho fatto spallucce in questi saltuari episodi di labile coerenza, tranne in un caso: la scena della battaglia.

Quella scena fa schifo. Le tattiche sono incoerenti a livelli imbarazzanti: truppe in inferiorità numerica che si schierano in una pianura invece che in una strettoia da cui beneficiare pure della posizione soprelevata, approccio alle armi d’assedio e alle risorse particolari a dir poco discutibile, mancanza totale di armi a distanza, salvo per un manipolo di arcieri a cavallo che si lancia in mischia ai fanti, muri di scudi che si aprono e si chiudono come fossero porte del saloon… ecc.

Lo so, io sono un appassionato di Storia Militare e quindi sono fissato con questa roba e mal tollero le storpiature, però loro ce l’hanno messa tutta per farmi uscire dai gangheri.

Tematiche di Inclusione

Come avrete già visto dalle recensioni precedenti (She-Ra o I Draghi Della Giungla Della Pioggia, per esempio), sono particolarmente sensibile a questo genere di argomenti. Fortunatamente anche questo cartone non è da meno, riuscendo a trattare questi temi con un approccio e una leggerezza adatta al giovane pubblico.

Razzismo

Gli umani e gli elfi si odiano. Però di fatto non si conoscono. Le loro opinioni poggiano saldamente sui pregiudizi radicati nella concezione popolare e tramandati da generazioni. Ovviamente quando si arriva alla prova dei fatti, si scopre che queste opinioni non corrispondono a realtà e che ad alimentare le faide e le ostilità nazionali sono principalmente l’ignoranza dei molti e la sete di potere dei pochi.

Disabilità

Oltre alla Generale sordomuta (sì, secondo me è molto difficile gestire un esercito parlando la lingua dei segni, però è un fantasy: puoi incontrare un drago facendo una passeggiata, le persone lanciano incantesimi e via dicendo…chiudiamo un orecchio…ehm, pardon, un occhio), abbiamo anche un pirata cieco, con la benda su ambo gli occhi. Forse il personaggio migliore della serie.

LGBT o Teoria Gender

Sì, ho scritto “teoria gender”, come se fosse una cosa vera. Però giusto per capirsi, no? Ad ogni modo, sebbene non ci siano tanti accenni lungo lo svolgimento del cartone, possiamo notare qualche apparizione qua e là.
Ad esempio la giovanissima regina di un regno vicino a Katolis è figlia di due madri. Sì, quando litigavano aveva torto automaticamente il primo maschio a loro vicino, d’altronde sono regine, mica possono sbagliare!

Ecco, dopo la battuta di dubbio gusto obbligatoria (così non dovete farla voi), concluderei ricordando che non dovreste aver paura di impressionare nessuno con la trattazione di questi temi, visto che il modo in cui sono approcciati è estremamente delicato e leggero.

Personaggi

Callum: Uno dei protagonisti, giovane impacciato, che non ha ancora trovato la propria strada. Gli piacerebbe gettare via tutto lo studio di scherma e equitazione per dedicarsi alla magia, ma l’unica tipologia di incantesimi accessibile agli umani è la Magia Oscura

Ezran: Un bimbo goloso di crostatine alla marmellata, accompagnato da un rospo luminescente come animale da compagnia, noto col nome di Esca. Possiede una forte determinazione e una saggezza inusuale per la sua età, ma è anche dotato di un potere segreto…

Rayla: Giovane apprendista assassina elfa che rifiuta la violenza gratuita. Questo le creerà dei contrasti con la sua gente.

Viren: Consigliere di corte e amico di vecchia data del Re. Utilizza senza remore la Magia Oscura, per il bene del regno.

Claudia: Figlia d Viren. Callum ha una cotta per lei e adora vederla praticare le arti magiche. Personaggio ironico e perspicace, anche se il suo spirito critico è offuscato dalla totale devozione al padre.

Soren: Figlio di Viren, Guardia Reale e istruttore di scherma di Callum. Sembra essere solo un grande e forte tontolone, ma rivelerà capacità di discernimento, quando sarà necessario.

Pro e Contro

+ Etiche sfumate e non monolitiche e semplicistiche
+ Disegni gradevoli, anche se non sconvolgenti
+ Scene divertenti o comiche ben calibrate
+ Ottimo per tutta la famiglia
+ Personaggi interessanti e ragionevolmente sfaccettati
+ Sistema magico interessante
+ Temi importanti trattati con garbo

– Trama di base non particolarmente originale, anche se alcune soluzioni specifiche sono interessanti, specie considerando il target
– Un paio di forzature e semplificazioni di troppo, per un adulto rompiscatole (come me)
– Alcune critiche alla Magia Oscura le trovo pretestuose



Se volete dare un’occhiata, ho recensito anche qualche altro cartone.

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La casualità è alla base del GdR, ma a volte pare che sia un po’ troppa. Se volete avere risultati meno estremi, con una distribuzione statistica “gaussiana” e dunque con più risultati medi. Provate questo tira dadi online. Il vostro Gioco di Ruolo (che sia D&D, Pathfinder o qualsiasi altro GdR) sarà sempre casuale, ma con probabilità meno squilibrate.
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Desmodeus Descrobidor – Chierico Divinatore – Background

Ecco un BG che scrissi per un personaggio Chierico basato sulle divinazioni. Era D&D 3.5, ma tanto rimane la specialità degli incantatori divini anche in Pathfinder. Invece in D&D 5e forse sarebbe meglio usare il mago specializzato in divinazione. Spero vi piaccia e possa essere uno spunto per i vostri personaggi.

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Trovare un divinatore maschio è difficilissimo!

Sarei dovuto morire. Certo, lo riconosco, questa frase apparirà fortemente melodrammatica, tuttavia si tratta della verità. Nacqui in un piccolo paese, in realtà non era tanto piccolo, anzi, si trattava di un insediamento di dimensioni ragguardevoli, ma data la ristrettezza di vedute dei suoi abitanti, e dal loro attaccamento ad antiche superstizioni, pareva di essere nel più infimo dei miseri villaggi di montagna. La città di Veldasar, nella provincia di Amarant, questo era il nome con cui è tutt’ora nota. Ancor prima che avessi il tempo di emettere il mio primo vagito, fui valutato, soppesato, e fui trovato mancante: non fu tanto il mio pallore cadaverico a impressionare le levatrici, quanto la mancanza di vigore del mio corpo; ero, difatti, un piccolo scricciolo sottopeso, dagli arti rachitici.

La ferrea legge della città avrebbe imposto la mia immediata soppressione, al fine di conservare la purezza del sangue, e di evitare sprechi di risorse per alimentare una nullità simile. Ovviamente questo non accadde, ma se vi state immaginando il sollevarsi di una volontà, pronta a sfidare le tradizioni intrise di pregiudizi, in modo da salvare la mia vita, siete fuori strada. Furono proprio le superstizioni a salvarmi.

Caso volle che la mia nascita coincidesse con il verificarsi di un fenomeno celeste straordinario: una delle stelle di Plerdin, costellazione sacra a Kord, prese a brillare di un’innaturale e folgorante bagliore. Gli anziani, i cosiddetti “saggi” del villaggio, si riunirono, e decretarono, senza alcun motivo apparente, che, per l’intera durata del fenomeno, gli spargimenti di sangue, anche animale, sarebbero stati proibiti. La luminosità dell’astro durò per due mesi, due mesi terribili per le diete dei miei compaesani, ma non è questo il punto: la conseguenza più rimarchevole, dal mio punto di vista, fu che questa procrastinazione comportò l’applicarsi di una nuova norma, vale a dire quella che imponeva a cinque settimane il limite d’età per la selezione dei nascituri. Fui salvo. Forse sembrerà strano, ma non fui nemmeno emarginato. Non vi era stato, infatti, alcun desiderio di provocare la mia morte, se non quello derivante dall’applicazione delle sacre leggi, e una volta terminata la loro giurisdizione io ero divenuto a tutti gli effetti un membro della comunità, al pari di tutti gli altri. Risultato che, tuttavia, non si mostrò permanente.

Ricordo ancora numerosi dettagli di quel giorno, nonostante io avessi da poco compiuto i 17 anni. Resilash, un mio coetaneo, era a caccia. Molti dei nostri compaesani erano già in trepidazione, il ragazzo era uscito alle prime luci dell’alba, e malgrado fosse ormai l’imbrunire, non si avevano ancora sue notizie. Eppure il compito che doveva assolvere era abbastanza semplice: cacciare una preda qualunque, per dimostrare il suo valore con l’arco. Una delle tante prove di passaggio della nostra comunità. D’un tratto Resilash comparve, al limitar del bosco, sporco di sangue e urlante. Non si trattava, tuttavia, di grida di dolore, ma di gioia: <Venite presto! Rufus, Diertich! Non ci crederete mai! Ho ucciso un enorme cervo bianco! Presto, datemi una mano a riportarlo a casa!>

L’intero villaggio pareva in tumulto. L’emozione dei suoi amici, per essere stati scelti come aiutanti, la curiosità e il timore reverenziale di tutti gli altri ragazzi, l’eccitazione degli adulti di fronte a un auspicio così favorevole. Fu in quel momento che accadde, una travolgente consapevolezza mi assalì, frastornandomi. Il pericolo per Resilash e per tutti i ragazzi che si stavano accingendo a seguirlo, sarebbe stato tangibile, immediato e letale. Gridai. Gridai con tutto il fiato che i miei miseri polmoni riuscirono a incanalare. Attirai l’attenzione generale. <Non andate! È pericoloso!>. Non ottenni la reazione sperata. Alcuni scossero la testa, altri sorrisero beffardi. Sentii molti pronunciare frasi come <Probabilmente Desmodeus è geloso delle fantastica preda di Resilash>.

Non capivano. Eppure io vedevo. Era come se fossi presente. Potevo scorgere un branco di lupi sorprendere il gruppo di ragazzi, vedevo alcuni combattere, altri fuggire, ma tutti, prima o dopo, inesorabilmente braccati. Mi pareva quasi di sentire gli schizzi caldi del loro sangue inondare il mio corpo, l’odore delle loro interiore colpire le mie narici. <Non capite! …I lupi! Morirete tutti!>, gridai scosso da tremiti. I più intraprendenti tra i miei compaesani mi afferrarono, portandomi via di peso. Io mi dimenai e gridai, finché non mi infilarono uno straccio in bocca. Mi portarono in casa e mi chiusero a chiave nella mia camera. Lì rimasi a prendere a calci la porta, finché non persi i sensi.

Mi ridestai ore dopo, più calmo. Tuttavia mi sentivo intorpidito e con la testa leggera. Come in un sogno. Fu in questo stato che dalla finestra, vidi una piccola processione di uomini e donne, in lacrime, che trasportavano i resti dei ragazzi fatti a brandelli. Vomitai, e mi accasciai alla parete in attesa. Non fu una cosa lunga. Infatti poco dopo sentii un vociare animato fuori dalla mia stanza. La porta si aprì con uno schianto. Una calca urlante di gente inferocita invase la mia prigione improvvisata, che di colpo era diventata il mio inefficace rifugio. <Sei stato tu!> gridavano. <Con le tue parole hai attirato la sventura su tutti noi!>. A nulla valsero le mie parole, mi presero di forza e mi trascinarono fuori, sotto un cielo plumbeo e gravido di pioggia. Mi legarono a un palo su un palco. La pioggia che iniziò a scendere non impedì loro di appiccare un fuoco sotto di me. Bruciando chissà quale combustibile, le fiamme cominciarono a divampare lentamente, lambendomi i piedi. Paradossalmente non ero più agitato, anzi, sentii una calma pervadermi nel profondo. La pioggia aumentò di intensità, rallentando l’avanzata del fuoco, tuttavia questo non sarebbe stato sufficiente a farmi evitare la fine che stava incombendo su di me. Tutto accadde in un attimo. Un lampo di luce. Un rombo assordante. Mi sentii scuotere e con violenza. Quando, un istante dopo, aprii gli occhi mi trovavo a pochi metri dal palco. Un ronzio fragoroso mi risuonava nelle orecchie. Macchie di luce danzavano nel mio campo visivo. Ero stordito, frastornato, ma vivo.

Il fulmine aveva scalzato il palo dal palco, e gettato tutti gli astanti a terra. Non so come, ma mi rialzai, e, approfittando dello stupore e del timore dei miei compaesani, barcollando mi dileguai nella notte.

Non credo che sarei mai sopravvissuto nella foresta, se non avessi incontrato Leirmat, un anziano eremita. Egli mi accolse nella sua spartana dimora. Mi rasserenò, grazie alla sua calma saggezza. La cosa più importante, tuttavia, fu che mi insegnò a imbrigliare i miei poteri, a controllarli, in modo da non rimanerne più così sconvolto. Leirmat era un grande maestro delle arti divinatorie, alle quali fui iniziato, grazie alla sua guida. Tuttavia quella realtà non poteva essere la mia: così come io avevo bisogno del contatto con altre persone, il mio maestro aveva bisogno della sua solitudine. Per questo dopo un paio di anni decisi che avrei terminato il mio addestramento in una città, dove avrei trovato un mondo più vasto di quello costretto nella capanna dell’eremita. Ormai mi sentivo pronto a interagire nuovamente con l’umanità.

Spero vi sia piaciuto, se ne volete altri: eccoli.
Se dopo aver visto un divinatore vi volete cimentare coi tarocchi (anche se non siete appassionati di Sine Requie) date uno sguardo a questo estrattore casuale.

Yoda in D&D 3.5

Si tratta del più famoso maestro Jedi (o quasi), ha addestrato nientemeno che Luke Skywalker (che potete vedere riprodotto in D&D 3.5 qui) e compare in tutte le trilogie di Star Wars. Già, sia nei prequel (1999-2005) che nei sequel (2015-2019). Inoltre adesso è ancor più famoso per la presenza di Baby Yoda in The Mandalorian (che ancora devo vedere). Quindi non credo gli servano altre presentazioni. Per la sua versione in Pathfinder, andate QUI.

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Una parte di me si ribella a vedere Yoda con la spada laser

Punti salienti: Possiede la Forza, quindi telecinesi, controlli mentali e tutto il pacchetto base. Inoltre da giovane (mannaggia a episodio I, II e III) combatteva agilmente con la spada laser.
Valutazione livello: Una delle creature più potente dell’ambientazione. Possiamo mirare anche a livello 13.

Scheda

Suggerimento build:
Razza: Io sarei tentato di usare un Halfing. Perchè è piccolo e agile. Certo, non ha tutte le abilità tipiche della razza, quindi prendiamo la versione Cuoreforte. Poi ha un colorito strano e sembra anche robusto, magari la versione dell’acqua [Arcani Rivelati] è più adatta. Ed ecco che abbiamo usato la razza preferita dei Powerplayer (halfing cuoreforte dell’acqua) per motivi flavour.

Classi: Per le abilità da combattente io partirei con due livelli da Guerriero Psichico [Manuale Completo delle Arti Psioniche], in modo da ottenere una padronanza accettabile, magari un livello come Monaco, per dare quel tocco di agilità e di disciplina extra (magari la variante di Eberron con Decisive Strike, per rendere più funzionale l’uso della spada), poi proseguirei come Psion Telepate [ Manuale Completo delle Arti Psioniche], in questo modo oltre ad avere tutti i poteri che ci servono, avrà anche le abilità diplomatiche che lo contraddistinguono. Se il vostro master non apprezza gli psionici, fategli leggere questo, mentre voi cercate i poteri migliori QUA)

Caratteristiche: Aiuto, ci servono tutte le caratteristiche alte! Dura la vita del Jedi.

Talenti: Se ci piace, potremmo valutare Tashalatora [Secret of Sarlona], in modo da sinergizzare il Monaco e lo Psion. Gli altri talenti sono liberi. Possiamo acquisire le manovre con Martial Study [Tome of Battle], aumentare i danni o migliorare Concentrazione e via dicendo. Si può prendere il talento Reliquia Ancestrale [Libro delle Imprese Eroiche] per migliorare le capacità della nostra spada laser.

Equipaggiamento: La spada laser: spada bastarda in adamantio +4 Psicocinetica [Manuale Completo delle Arti Psioniche], volendo anche infuocata. L’arma luccica e fa danno aggiuntivo. Ci potrebbe stare anche il potenziamento “energia luminosa”, ma poi non colpirebbe gli oggetti, quindi cosa ce ne facciamo?

Varianti e considerazioni: Giusto per cambiare ho suggerito il monaco e non lo Swordsage, ma alla fine è sempre calzante per i combattenti agili, poi ha accesso alla disciplina Diamond Mind, che fa molto Maestro Jedi. Lo Psion forse si può sostituire con l’Inntato (Wilder), in modo da rendere meno scontato l’uso dei poteri. Il punto debole della build è la spada laser, perchè a conti fatti è un ripiego. Tuttavia, visto che è difficile stabilire quale sia l’effettiva capacità di tale arma, potremmo anche accontentarci. NB: io ho usato la spada bastarda perchè a volte la usano a due mani, ma se preferite una spada lunga, non credo verrete giudicati.

Per la razza ho ceduto al lato oscuro e ho usato quella combo sgrava. Però se vogliamo qualcosa di fisicamente più attinente, potremmo usare un Goblin, magari nella sua versione psionica: il Blu [Manuale Completo delle Arti Psioniche], oppure un Conglomerato [Abissi e Inferi].

Nella scheda di Skywalker avevo usato l’Eternal Blade, per la possibilità di richiamare un maestro morto in grado di guidarci. Non mi pare che Yoda lo faccia, quindi ho pensato di enfatizzare il suo lato mistico con lo Psion, che rimane una scelta valida anche se pensate di cedere al lato oscuro e giocare un Sith. Insomma, non solo i Jedi, ma chiunque abbia la Forza e una spada laser!

Ogni personaggio è replicabile in D&D 3.5

Eh, la questione è leggermente più articolata che mulinare in aria una di queste: Hasbro Star Wars Star Wars E7 Spada Elettronica Deluxe, B2949

Yoda in Pathfinder

Si tratta del più famoso maestro Jedi (o quasi), ha addestrato nientemeno che Luke Skywalker (che potete vedere riprodotto in D&D 3.5 qui) e compare in tutte le trilogie di Star Wars. Già, sia nei prequel (1999-2005) che nei sequel (2015-2019). Inoltre adesso è ancor più famoso per la presenza di Baby Yoda in The Mandalorian (che ancora devo vedere). Quindi non credo gli servano altre presentazioni. Questa è la versione PF, per la sua versione in 3.5, andate QUI.

Risultato immagini per yoda"
Una parte di me si ribella a vedere Yoda con la spada laser

Punti salienti: Possiede la Forza, quindi telecinesi, controlli mentali e tutto il pacchetto base. Inoltre da giovane (mannaggia a episodio I, II e III) combatteva agilmente con la spada laser.
Valutazione livello: Una delle creature più potente dell’ambientazione. Possiamo mirare anche a livello 13.

Scheda

Suggerimento build:
Razza: Piccolo, verde e agile. Niente da fare, ragazzi: è un Goblin. Io sarei tentato di dargli la variante razziale Eat Anything, in modo da giustificare la sua sopravvivenza nelle putride paludi di Dagobah, però forse è più calzante Over-Sized Ears

Classi: Il Magus pare molto calzante, se poi usiamo l’archetipo Mindblade, possiamo crearci una specie di Spada Laser in autonomia (certo, noi in realtà non vorremmo crearla, ma ottenerla da un Maestro Jedi…però). Aggiungendo l’archetipo Magic Warrior, togliamo le competenze in Dungeon e Piani, ottenendo Natura e Storia, forse più adatti nell’ambientazione di Star Wars.

Caratteristiche: Aiuto, ci servono tutte le caratteristiche alte! Dura la vita del Jedi.

Talenti: A parte i requisiti, non ci serve niente di particolare. Miglioriamo l’agilità, le capacità interpersonali e siamo a posto.

Tratti: Non abbiamo Diplomazia come abilità di classe. Rimediamo: Trustworthy. Se non ci convince, abbiamo Cosmopolitan o Friend in every town.

Equipaggiamento: La spada laser: spada bastarda in adamantio +4 Negating, Shocking Burst. Ci potrebbe stare anche il potenziamento “energia luminosa”, ma poi non colpirebbe gli oggetti, quindi cosa ce ne facciamo?

Varianti e considerazioni: La razza non è obbligatoria, alla fine potrebbe essere simile anche a un Halfling particolare o perfino a uno Gnomo. Ci sarebbe lo Gnefro (Mite), ma non mi risulta possa essere una razza giocabile, quindi amen.

Questo Magus ci dà due spade laser invece che uno. A noi basterà non usare mai la seconda.

Se non ci piace il Magus, 12 livelli da Psychic dovrebbero darci tutte le telecinesi e i controlli mentali di cui abbisognamo, poi un livello da Duelist potrebbe concludere il tutto con le competenze marziali.

Per le classi, possiamo sostituire il Duelist con molte altre classi: Monaco, Swashbuckler, ma anche Guerriero. Poi al posto dello Psychic, si può optare per multiclassare Mesmerist e Kinestesist.

Il punto debole della build è la spada laser, perchè a conti fatti è un ripiego. Tuttavia, visto che è difficile stabilire quale sia l’effettiva capacità di tale arma, potremmo anche accontentarci. Se possiamo accedere a materiali iper tecnologici, ci sarebbe anche la Null Blade, anche se ha effetti di Dissolvi Magie che non so quanto siano calzani.
NB: io ho usato la spada bastarda perchè a volte la usano a due mani, ma se preferite una spada lunga, non credo verrete giudicati.

Ogni personaggio è replicabile in Pathfinder?

Eh, la questione è leggermente più articolata che mulinare in aria una di queste: Hasbro Star Wars Star Wars E7 Spada Elettronica Deluxe, B2949