Intervista alə autorə di Non-Binary

Sabato mattina, moglie al lavoro e pargoli dai nonni. Mi hanno appena sbloccato FB dopo il ban di una settimana per aver detto a un amico che mi prendeva in giro “Guarda che ti picchio, anzi, ti faccio picchiare da uno più grosso” (secondo me era una palese battuta, ma l’algoritmo non la pensava allo stesso modo). Recupero un po’ di post vecchi e mi balza all’occhio questo videogioco, sulla sua creazione non sapevo nulla.

Superato lo scetticismo iniziale, ho capito che era proprio un prodotto interessante e bisognava farlo conoscere a più gente possibile. Quindi oltre alla mia recensione, vi beccate un’intervista con lə autorə. ATTENZIONE: potrebbe contenere spoiler. Vi consiglio prima di provare il gioco per non rovinarvi la sorpresa. Provate il gioco e non ve ne pentirete! (vi ricordo che è “gratis” (pay what you want))

Prima dell’intervista questa bella panoramica su capitalismo arcobaleno. A parte che la maglietta a 31 dollari costa uno sproposito, la divisione in “uomo e “donna” è un capolavoro di nonsense.

Ok, come vogliamo gestire la cosa? C’è un portavoce o ognunə per sé?

Quando le risposte di tuttɜ e tre concordano la risposta è unica. Quando qualcunə ha più esperienza sul tema o una prospettiva diversa, abbiamo specificato chi parla.

Ti volevamo chiedere un favore: all’inizio da qualche parte puoi scrivere che leggere l’intervista prima di aver giocato a non-binary può condizionare l’esperienza? Perché ci sono alcune domande che toccando aspetti tecnici e di scelta, rischiando di fare qualche piccolo spoiler. Grazie mille 🙂 

Detto Fatto. L’ho scritto nella recensione, a inizio pagina e ho lasciato questo disclaimer. Se unə decide di continuare senza aver giocato…beh, non ci posso fare nulla!

Prima di iniziare mi devo togliere qualche dubbio “tecnico”, se potete rivelarlo: impattare contro triangolini e quadratini cosa comporta? Cambia la storia? In che modo?

Quadratini e triangolini non influenzano il gioco o le sorti di Pallinə in modo diverso. I colpi subiti durante la parte testuale vanno a ridurre la resistenza di Pallinə, andando a complicare il superamento dei bullet hell maggiori, quelli tra un atto e un altro. Venire sconfittə durante uno di questi porta a uno dei finali alternativi.

Quindi si può arrivare in fondo senza mai essere sconfitti durante il Bullet Hell? Su 4 tentativi non ci sono ancora riuscito! Riproverò…

Ok, affrontato questo discorso, possiamo far partire l’intervista normalmente. Perché e come è nato questo progetto?

Grazie a Mario di Bernardo, (che ha gestito la cellula bolognese della Global Game Jam 2022), dopo mesi che ragionavamo sulla possibilità o meno di creare un videogioco ci siamo tuffatɜ in questa esperienza. Il tema di quest’anno era dualità, e abbiamo capito subito dove saremmo andatɜ a parare. Lì per lì pensavamo di lavorare da solɜ, ma poi arriva Ascari che cita Ranma ½, parte subito la crush virtuale, e mezz’ora dopo eravamo a decidere tuttɜ assieme cosa creare. Quella piccola demo è piaciuta fuori, è piaciuta a noi, e ci siamo resɜ conto che volevamo portarla avanti.

Che difficoltà delle persone non binarie avevate intenzione di mettere in luce?

Riducendo la cosa all’osso: l’assenza di un linguaggio che permetta di definirsi fuori dalla dicotomia uomo/donna e di conseguenza l’impossibilità di crearsi uno spazio sociale di esistenza, di avere modelli a cui fare riferimento o attraverso cui riconoscersi. La pressione costante che ci schiaccia in un solo ruolo dettato socialmente da due ghiandole e un po’ di tessuto spugnoso.

Tuttɜ e tre da ben prima della Jam abbiamo passato quintali di ore a riflettere sui problemi dati dal linguaggio, per cui è stato ovvio farlo finire al centro di questo gioco.

Per chi pensate sia rivolto questo gioco e perchè secondo voi un etero cis dovrebbe giocarci?

LazyFox e QueerWolf: ogni cosa che abbiamo fatto è stata pensando a giocatricɜ non binariɜ e trans, ma con la voglia di farci capire dalle persone cis. Motivo per cui abbiamo ridotto al minimo il linguaggio e i referenti culturali tipici della cultura queer.

Le gabbie di genere però sono un problema per tuttɜ, cis o meno: quando ad esempio nel discorso comune si parla di “mascolinità egemone”, si mettono in luce le sbarre che tengono gli uomini cis all’interno di uno spazio identitario molto ristretto e incompatibile con il proprio benessere.

Molti commenti positivi sul videogioco sono venuti da persone cis, perché in qualche modo hanno riconosciuto nella storia di Pallinə pressioni che hanno vissuto anche loro.

E anche per questo speriamo che tuttɜ giochino non-binary: gli effetti di oppressione che viviamo sono indubbiamente diversi ma la matrice è comune, e capirlo è il primo passo per migliorare il dialogo.

Ascari: Per me questo gioco è rivolto a tuttɜ e unə etero cis dovrebbe giocarci per lo stesso motivo per cui noi giochiamo a giochi con protagoniste persone etero cis. C’è un motivo?

Quanta esperienza personale, non solo vostra, ma di amicə, c’è nella trama e quanto è opera di fantasia?

Ascari: Di fantasia ci sono solamente i nomi e alcuni sviluppi della trama, mentre le situazioni sono tutte tratte o in qualche modo mutuate da esperienze di vita vissute.

QueerWolf: Come sottolinea Ascari, molte delle scene sono derivate da esperienze raccolte durante le interviste. È stata una cosa per me importante: è molto facile per chi esce dalla norma etero bianca cis e maschia sentirsi fuori posto quando mette al centro di una storia la propria esperienza (ne ragionano in modo potente Meghna Jayant e Kim Belair qui). Per spegnere quella vocina che mi diceva che stavo esagerando, avevo bisogno di sapere che queste cose sono vere, reali. Che anche se continuiamo a dirci che è il 2022 e siamo nella “dittatura gender” poi succede che arrivi a lavoro e una collega che non ti aveva mai visto in faccia ti dica che fai schifo se ti trucchi.

L’esperienza personale sicuramente è stata al centro della prospettiva con cui abbiamo gestito il game design: non permettere la scelta del genere all’inizio del gioco, o non concedere a Pallinə di recuperare resistenza. Il lasciare che ogni parola si accumuli e non se ne vada: ad esempio mi rendo conto sempre di più che molte delle difficoltà che sto avendo nel capire chi sono vengono da parole lontane, da commenti fatti anche in buona fede da amici e parenti, da persone amate, ma anche da perfettɜ sconosciutɜ, dal modo in cui i media trattano i corpi non cis, dalla fine che fanno spesso le persone queer in molte storie.

Cosa rappresentano metaforicamente parlando questi urti? Come mai la modalità Bullet Hell?

Ascari: Gli urti rappresentano i traumi che una persona gender non-conforming solitamente subisce durante il suo percorso di vita, specialmente quando si è più vulnerabili (infanzia, adolescenza) e non ancora consapevoli o consapevoli solo in parte della propria identità. Questi traumi possono essere: bullismo, emarginazione da parte dei coetanei, disforia rispetto al proprio corpo, rapporti tesi o violenti coi familiari, non accettazione di sé, ecc. Il dolore è un dado con molte facce e in misura più o meno vasta attraversa ogni percorso di transizione

LazyFox: memore dei significati che Undertale ha dato ai suoi bullet hell, scegliere questo genere per rendere meccanicamente solido ciò che descrive qui sopra Ascari è stato immediato. La tensione nel non sapere quando arriverà il prossimo bullet, il tentativo di evitarlo e la consapevolezza che non riuscirai mai ad uscirne completamente illesə sono tutti aspetti che riportano a quelle esperienze di cui volevamo parlare.

A proposito di esperienza personale, giocandolo mi sono venuti in mente particolari della mia infanzia, a parte il fatto che il calcio non mi è mai piaciuto, verso i 4 anni (credo) ogni tanto mi vestivo da bambina e diventavo Obla (non so da dove diamine venga questo nome), uscivo così e volevo essere chiamato al femminile. Fortunatamente a casa nessuno si scandalizzava di questo e a un certo punto ho smesso, per quanto alle medie giocassi più con le femmine e già alle superiori affermassi tranquillamente di avere un lato femminile molto sviluppato. Tutto questo non perchè io sia un ubermensch, ma perchè ho vissuto in un ambiente tranquillo e aperto da questo punto di vista, insomma, son stato fortunato. La domanda è: che legame c’è tra i pregiudizi sui ruoli di genere e malesseri riguardo le discrepanze tra il genere assegnato alla nascita e quello effettivo? Non sarebbe decisamente meglio un approccio in cui il genere non fosse così enfatizzato come fondamento del carattere, dei gusti e delle aspirazioni di un individuo?

QueerWolf: Questa è una domanda immensa, e l’invito più ovvio è quello di seguire attivistɜ e divulgatricɜ che sviscerano da sempre questi temi.

Provo a dare una risposta molto personale. I pregiudizi (anche quelli positivi) per me sono il fulcro del mio malessere. Mentre cerco ancora di dare una risposta a molte cose, mi rendo conto che molto spesso le cose che faccio o desidero fare sul mio corpo o coi miei atteggiamenti esteriori, sono più legate a come voglio essere lettə, vistə dalle altre persone, come voglio esser desideratə. Non ho bisogno di truccarmi o di riflettere sul prendere o meno degli ormoni per diventare chi sono, perché lo sono già e lo sono sempre statə e lo sarò anche se dovessi scegliere di mantenere un aspetto esteriore supermacho e mascolino (LOL). Ma da fuori le persone di norma associano un tot di caratteri secondari (barba o non barba, pelo o non pelo, seno, forma dei fianchi, degli zigomi) a un genere o l’altro, e decidono da quello chi sei e cosa devi essere (ed ecco perché la centralità dello sguardo nei terzi bullet hell di non-binary).

Anche per questo non siamo grandi fan del “non enfatizzare il genere”: il genere c’è, è uno spazio importante e centrale nell’esprimere sé stessə. Se dovessimo cercare ora di togliergli importanza, il risultato sarebbe quello di lasciare una forte traccia di binarietà nella nostra cultura, che non libererebbe nessunə (un po’ come quando ci siamo convintɜ di aver rimosso la schiavitù solo perché l’abbiamo data in outsourcing). Citando Sandra Bem, ci piace di più l’idea di moltiplicare le etichette di genere a dismisura, fino a farle implodere: a quel punto genere sarà un termine svuotato di senso.

Un encomio per la risposta: interessante pur rimanendo concisa, nonostante si potesse scatenare un inferno di wall of text.

Torniamo con domande più asettiche: com’è il linguaggio? Io scribacchio del codice e son curioso.

Abbiamo usato due ambienti per scrivere il gioco: Unity, che si basa su C#, e Ink (di Inkle) che è un linguaggio narrativo di scripting. Unity è probabilmente l’ambiente più utilizzato in ambito di giochi indie (e ormai non solo), mentre Ink è purtroppo molto meno conosciuto ed è stato per noi fondamentale per permettere di coordinarci senza problemi tra sviluppo delle storie e quello visuale.

Nel gioco ci sono “percorsi segreti”?

Non ci sono veri e propri percorsi segreti, ma abbiamo comunque pensato di sovvertire la classica struttura dei giochi dove si “vince” o si “perde”. Volevamo raccontare una storia con un finale sempre positivo, e per questo motivo ovunque si venga sconfitti dai bullet hell si arriva comunque a uno dei sette possibili finali.

Un po’ come nei GdR, non bisogna mai chiedere “chi ha vinto?”.

Quali sono state le parti più divertenti e le più faticose dello sviluppo del progetto?

QueerWolf: la cosa più faticosa sicuramente è stata mettere le mani in qualcosa di personale e ancora non maturo. Finite le corse di questi tre mesi tutto è tornato indietro come un colpo di frustra e non è stato molto piacevole. Invece mi sono sorpresə a divertirmi con la parte di programmazione. Ho una crush per Ink da tempo, e poter esser parte della creazione del codice è stato figo, così come imparare un po’ ad usare Visual Studio Code (poi basta che mi dai qualcosa di colorato e mi fai felice).

LazyFox: la parte più faticosa è stata senz’altro quella finale, con l’integrazione dei risultati del beta-testing e il debug degli ultimi, fastidiosi problemi che non riuscivamo a risolvere. Quella più divertente invece è stata di sperimentare su un ambiente nuovo, quello di Unity per l’appunto, per il quale avevo solo seguito un paio di corsi e fatto qualche tentativo un po’ goffo.

Avete altri progetti in cantiere? Pensate di adattare Non-Binary ad altri sistemi operativi o di tradurlo in altre lingue a parte spagnolo e inglese?

La nostra cartella dei progetti tende a più infinito. Giusto sabato mattina eravamo a fare colazione prima di Svilupparty e a ragionare al bar con matita quaderno e la trecentesima idea della settimana.

Prioritarie sono sicuramente due cose: definire meglio tra di noi l’identità di owof (perché è chiara a sentimento, ma vorremmo formalizzarla in qualche modo) e fare sperimentazioni con persone che si occupano di grafica. Ad ora abbiamo un paio di contatti ma ehi, se ci leggi e ami disegnare la nostra porta è aperta.

Avete capito? (io uso UML per disegnare gli omini stecchini, quindi non mi candido, ma voi fatelo!). Scusate l’interruzione.

Per la traduzione invece è successa una cosa tenerissima. Qualche giorno fa ci scrive una persona non binaria dal Canada: presə strabene da non binary, l’ha fatto giocare nella sua scuola (è unə gamedev) e si è offertə di tradurre il gioco in francese, per farlo giocare anche allɜ amichɜ francofonɜ.

Lato sistemi: siamo già a lavoro su una versione Linux e una Mac. Stiamo ragionando con calma invece su un eventuale porting per il mobile: crediamo nel messaggio del gioco, e molte persone non hanno PC in casa e di conseguenza non potranno provarlo. Di contro però vuol dire ripensare tutta una serie di elementi, a partire dall’interfaccia.

Sarebbe molto carino se diventasse anche un app per mobile!

Domanda a piacere. Ho scordato di chiedervi qualcosa di importante sul progetto? Rimediate voi.

Ascari: Naturalmente sì! Potremmo discutere ore sull’importanza di questa colonna sonora e in generale del sonoro nei videogame!

Owof: Esatto! non-binary non sarebbe l’esperienza che è senza la sua musica

C’è anche un altro aspetto che ci ha sorpresɜ: la comunità di gamer e giornalistɜ e divulgatricɜ con cui siamo entratɜ in contatto in questi mesi.

L’immagine pubblica ampia del mondo del gaming non è sempre positiva, e dal punto di vista queer le critiche a molte tossicità sono più che motivate. Temevamo quindi di ritrovare su scala ridotta gli stessi problemi, e invece abbiamo incontrato un sacco di persone belle di cuore e con un sacco di voglia di cambiare le cose. C’è una reale volontà di rendere il videogioco una cosa altra, uno spazio aperto e di dialogo, e questa è stata la cosa più bella e inaspettata di questo viaggio.

Diteci qualcosa di voi, se vi va. Di cosa vi occupate?

Ascari: creo colonne sonore e più in generale, musica.

QueerWolf: metto lo smalto ai carlini, canto Raffaella Carrà davanti alle chiese.

LazyFox: dormo sotto coltri di coperte, faccio suoni buffi quando sente odore di cioccolato.

E entrambɜ contiamo i giorni all’uscita di Queer Man Peering Into A Rock Pool.jpg

[gif di faggy little panic]

Uh, qualcuno qua vuole mantenere il mistero! Ok, legittimo.

Come vi siete conosciutə?

Storia vera: LazyFox ha visto che bel colore aveva il manto di QueerWolf e lə ha scritto. Da lì è storia.

Obiettivi a medio termine?

Sicuramente, trovare un modo per unire queste belle energie che stiamo trovando e fare in modo di costruire qualcosa di più comunitario, in un mix di sostegno reciproco e diffusione di una diversa cultura nerd (e se tutto va bene, per giugno vedrete i primi effetti di questa cosa).

(chi siete, da dove venite, cosa portate? Un fiorino)

Giocate entrambi ai GdR cartacei? Quali sono i vostri preferiti?

(LazyFox guarda l’immensa libreria) Sì! Sono tantissimi:

Cuori di Mostro

Stonewall 1969: Una Storia di Guerra

Microfiction

Quiet Year

Magus

Witch: la strada per Lindisfarne…

siamo giocatrici versatili.

Nessuno mai che risponda Gurps o Rolemaster. *Single manly tear*

Un consiglio per chi voglia creare il proprio videogioco?

Partecipate a una game jam, e leggete il bellissimo “Rise of the Videogame Zinesters: How Freaks, Normals, Amateurs, Artists, Dreamers, Drop-outs, Queers, Housewives, and People Like You Are Taking Back an Art Form” di sua maestà Anna Anthropy!

E non pensate che solo perché le storie dei videogiochi non parlano di voi che allora la vostra storia non sia importante. Ci sarà sempre qualcunə che avrà bisogno di sentirla.

Invece i Videogiochi preferiti? Avete un genere che prediligete?

QueerWolf: il videogioco/rifugio è la saga di Dragon Age (me basic bitch da RPG), ma l’amore vero è per i giochi Inkle (Overboard! è un gioiello), per Deconstructeam tutta (gli Essays on Empathy sono un passaggio obbligato per ogni narrative/game designer). 

LazyFox: Celeste, Edith Finch, Hollow Knight, Wandersong e Guild Wars 2. Cos’è un genere? I don’t know her.

Ahahahaha, ho usato davvero la parola “genere”. Pessima scelta.

Cosa consigliate (romanzi, saggi, fumetti, podcast, quello che vi pare) a chi voglia approfondire un po’ le tematiche queer?

Ok, come ne veniamo fuori senza una lista della spesa?

Allora: i romanzi di Akwaeke Emezi (Pet ❤️).

Senza titolo di viaggio e La Mostruositrans di Filo Sottile.

Quella dolcissima graphic novel che è Solleone di Noah Schiatti.

Queer: A Graphic History di Meg-John Barker e Julia Scheele

I video di Philosophy Tube.

Il podcast FAQ the Poly, che oltre a parlare di questioni poliamorose, tocca spesso tematiche queer.

Grazie, perchè credo che il frequentatore medio del blog ne sappia meno di me (e io non so davvero quasi nulla! “So di non sapere” diceva un tizio) e mi piace pensare che qualcuno si sia incuriosito e gli sia venuta voglia di approfondire. In questo modo gli potete dare una traccia.

Ultima domanda, la faccio sempre quando intervisto qualcuno che opera in ambito informatico: linguaggio di programmazione preferito?

QueerWolf: quando si tratta di codice ho uno solo dio ed è John Ingold, e il suo verbo è Ink.

LazyFox: Haskell. Mi piace vivere di illusioni, sì!

Non conoscevo Haskell e pare figo, ma non continuo a fare domande al riguardo perchè temo di provocare troppa sonnolenza a quelle persone belle che sono arrivate a leggere fino qui.

Grazie per il tempo dedicatomi e grazie per aver sviluppato Non-Binary 

Grazie di cuore a te per questa possibilità. E se qualcunə avesse voglia di fare due chiacchiere o di approfondire le cose che abbiamo toccato in modo stringato, i nostri canali social sono sempre aperti.

Sì, sul serio. Son sempre disponibili sui social ed è un piacere conversare con loro. Qui trovate i canali owof e Ascari è sia su Facebook che Instagram.

Non-Binary videogioco indie sulle difficoltà di genere – Recensione e Intervista

Ultimamente gioco molto poco ai videogame, ma mi sono imbattuto in questo progettino interessante e gratuito e ho deciso di dargli fiducia. In pratica si vive la vita di una persona non binaria in conflitto con la società riguardo i pregiudizi e le aspettative che ruotano attorno al genere. Parliamo di un videogioco principalmente testuale, ma coadiuvato da alcune parti “bullet hell” sviluppato da owof games con la collaborazione di Ascari per la colonna sonora. Pur essendo io un maschio etero cis (e pure bianco, ma non c’entra), ho trovato Non-Binary molto interessante, profondo e a tratti toccante. Quindi ho pensato bene di propinarvi una recensione e di intervistare i creatori.

Le avventure di Pallino e Pallina

Punti Deboli: Grafica

La vedete là sopra nella gif. Non c’è altro: una pallina che rotola lungo una strada mentre cerca di evitare quadratini blu e triangolini rosa. Io ho apprezzato perchè mi ha riportato ai tempi in cui giocavo con Arkanoid e i bullet hell del periodo (mesozoico). Però capisco che se vi aspettavate disegni realistici e animazioni ultra moderne, potreste ritrovarvi un po’ delusə.

Ovviamente la grafica costa, sia tempo sia risorse, e per un progetto nato ritagliando le poche ore che rimangono dopo il lavoro retribuito, non si può pretendere molto di più, specialmente contando che il videogioco è gratis (in realtà è “pay what you want“).

Inoltre credo ci sia anche la precisa scelta di usare il medium del videogioco per portare metodi di narrazione diversi, scale di valore differenti e punti di vista innovativi. Per cui, sì, belli i blasonati videogame con grafiche iper-realistiche, ma chiediamoci anche qualcos’altro. Cerchiamo di valorizzare le idee che ci stanno dietro e non solo lo sfoggio di opulenza tecnologica.

Purtroppo così facendo si allontana dal prodotto chi gradirebbe anche vedere qualcosa e non solo immaginarlo. Però non si può avere tutto dalla vita.

Musiche

Anche le musiche avevano quel tocco un po’ da videogioco dei primi anni ’80, però reinterpretato in maniera gradevole. Colonna sonora prodotta da Ascari.
Ma cosa mi state ancora ascoltando a fare? Io non capisco nulla di musica.

Bullet Hell

Come ho detto il gioco consiste nello schivare i quadratini blu e i triangolini rosa. La difficoltà è via via crescente e ho come l’idea che a un certo punto non ci siano altre possibilità se non quella di andare a sbattere contro qualche oggetto vagante.

Non sono ancora riuscito a capire se però ci sia un nesso diretto tra la prestazione nella parte bullet hell e l’andamento della trama. Nel caso sarebbe interessante averne visibilità, anche solo con un punteggio in un angolo dello schermo.

Il significato allegorico a me pare chiaro, invece, quindi questa parte non dà l’idea di essere appiccicata lì solo per far qualcosa mentre si legge la storia: gli urti con le sagome dovrebbero essere i danni emotivi subiti dai non binari quando durante il loro sviluppo vengono incasellati forzatamente in uno dei due generi. O peggio, bullizzati per via della loro diversità dal canone prestabilito. Poi intervistando lə autorə ci toglieremo il dubbio.

Storia: interattiva e con finali alternativi

La trama si sviluppa attraverso la vita di un personaggio. Esiste la versione Pallino e Pallina, a seconda del genere assegnato alla nascita. Si seguiranno le sue avventure e disavventure attraverso tre atti che ci condurranno dall’infanzia all’età adulta passando per l’adolescenza.

Ovviamente, essendo un videogioco e non un racconto, avremo la possibilità di dire la nostra. Possiamo scegliere tra due o tre opzioni di dialogo o di comportamento con cui rispondere alle situazioni che ci coinvolgono, decidendo come affrontare il mondo esterno che vuole imporci i suoi specifici ruoli di genere.

Ad esempio potremmo decidere come reagire quando i bulletti ci prendono in giro o scegliere quanto nascondere le nostre diversità, se continuare o meno una relazione e in generale come affronteremo i pregiudizi e le imposizioni con cui ci scontreremo.

Sì, purtroppo questi stereotipi sono ancora vivi e vegeti. “Certi giochi sono da maschietti, altri da femminucce”. “Bisogna vestirsi in un certo modo”. “Un uomo deve sapersi imporre e una donna invece meglio se non fa l’isterica”. Se per caso vi fosse sfuggita la presenza di queste imposizioni, vi consiglio di guardare meglio, oppure mi dite dove abitate che mi trasferisco.

Giusto una breve esperienza personale recentissima. Il giorno in cui ho provato il gioco (combinazione) esco per sbrigare una commissione e indosso il cerchietto di mia figlia come mio solito (se non vado al lavoro, lì al massimo l’elastico per capelli rosa). Sì, il cerchietto rosa e col fiocchetto. Un gruppo di ragazzi seduti sulle scale della chiesa mi apostrofa “bellissima”. Al mio “invidiosi, eh?”, replicano utilizzando un termine volgare per definire gli omosessuali. Io mi dico stupito che sia ancora un’offesa nel 2022, quindi loro non sanno che altro fare se non ripetere il termine di cui prima e io me ne proseguo per la mia strada.

Quindi sì, il problema è vivo e vegeto. Poi se lo dicono a me, chissenefrega: sono adulto (con moglie e figli, diciamo “sistemato” per usare parole ottocentesche) e fondamentalmente mi vesto così più per provocazione che per espressione del mio io e quindi al massimo possono offendere il mio buon gusto in fatto di abbigliamento, ma pensate un attimo a questa situazione rivolta a unə ragazzə in piena crisi adolescenziale. Presə in giro da un branco (di idioti, ma pur sempre un branco) e la sua identità sessuale e di genere utilizzata come fosse un’offesa. Se cercassimo di essere un po’ meno bestie (con tutto il rispetto per le bestie) potremmo evitare alla gente queste ordalie.

Ok, perdonate la divagazione, si torna a parlare del gioco.

Essendo che per finirlo ci vuole meno di un’ora, io mi sono fatto due run del videogioco (due per Pallina e due per Pallino, per la precisione), e ho notato come le scelte diverse non comportino solo una differente reazione nell’immediato: hanno proprio effetti a lungo termine, sbloccando situazioni alternative. Ad esempio si può arrivare a una conclusione anticipata della trama senza arrivare all’età adulta.

Personalmente ho trovato che le scene descritte fossero plausibili e delicatamente toccanti. C’è parecchio materiale per riflettere.

Il finale, che non vi svelerò, perchè non sono mica Caparezza (io non faccio spoiler), presenterà una simpatica soluzione grafica per mostrare i cambiamenti in atto.
Se siete curiosi, ripeto: lo potete scaricare anche gratis e finire in un’oretta. Provate!



Ok, per ora ho parlato solo io, ma visto che non vorrei fare come il famoso meme “eccoci a parlare di inclusione nei videogiochi con un maschio bianco etero cis”, ho pensato che fosse meglio intervistare lə autorə.

Ecco l’intervista, ma ATTENZIONE: contiene qualche piccolo spoiler. Quindi giocate prima al gioco o rischiate di rovinarvi alcune sorprese.





Se volete leggere altre recensioni di videogiochi, eccone una.
Altrimenti vi potrebbero interessare temi di inclusione, trattati ad esempio nella recensione di She-Ra o parlando di Gesù.

Vox Machina è “Occhi del Cuore” Fantasy – Recensione

Son finalmente riuscito a finire Vox Machina, nonostante le prime due puntate mi avessero decisamente fatto passare la voglia. Non parlo della voglia di guardarlo, ma proprio di quella di continuare a vivere in questo mondo. Sul serio, non riesco a capire il successo di quella roba. Ad ogni modo vi beccate una recensione sul cartone in quanto tale, non in quanto trasposizione di una campagna di un GdR e tantomeno di D&D (anche perchè D&D non è mai citato, le sue regole non sono mai rispettate (incantesimi, oggetti, riposi… nulla!) e nelle descrizione su Prime viene presentato come cartone a sé stante e non come derivazione da altro. Quindi che sia tratto da una campagna, da un sogno, o creato da un algoritmo, non mi importa. Visto che non viene mai citato nulla, io la valuto come cartone, paragonandolo ad altri cartoni). In aggiunta, visto il grande successo (?) del format per la recensione di Evangelion, vi beccate di nuovo “parla di cose che ti hanno fatto schifo come se ti fossero piaciute tantissimo”.

Ecco perchè Vox Machina è vietato ai minori di 18 anni

Rutti, Scoregge, Faccette e Simpatico Umorismo

Cioè, non so se siete pronti: i personaggi ruttano, scoreggiano, a volte vomitano pure.

Fantalol all’ennesima potenza proprio! Tipo il goliath per richiamare l’attenzione del re, fa un rutto gigante e tutti si girano. Risate assicurate per venti minuti. Peccato solo che nessuno abbia fatto le finte scoregge con le ascelle, altrimenti sarebbe stato il mio film comico preferito dopo il quinto “Natale a…”.

Perchè è ora di dire basta alla comicità ricercata e sofisticata, alla satira pungente, al gusto del paradosso e tutte queste robe da professoroni. La comicità migliore è quella di Boldi e De Sica e di Vox Machina. Senza fronzoli, senza orpelli. Solo rutti.

Detto così pare forse riduttivo, perchè non sono solo i rutti, ma anche la reazione ad essi. Come insegna il Giorgio Corelli di Stannis La Rochelle, ci sono anche le faccette. Vale a dire una contenuta selezione di espressioni caricaturali. Poche, sempre le stesse da ogni personaggio, in modo che uno non si deconcentri troppo nel tentativo di interpretarle e per innescare subito l’effetto tormentone. Anche perchè, come dice Ferretti: “la qualità ci ha rotto il…”.

Insomma, con questa vis comica e questa verve, Vox Machina può ben dirsi un umorista a pieno titolo (qua facciamo cit solo per i più colti).

Personaggi: evoluzione, profondità e originalità

Non siete stanchi anche voi dei personaggi che provano in tutti i modi ad essere originali? Magari pure sfaccettati e profondi?

Qui invece siamo finalmente a casa. Personaggi immediati, facili da capire, senza inutili introspezioni. Certo, in questo sono stati facilitati dall’aver inserito 8 (otto!) protagonisti, per cui anche volendo non avrebbero avuto tempo per rovinarli con maggior spessore. Come dicevo, siamo a casa, nel senso che ritroverete facilmente i tipici ruoli archetipici, senza quei tentativi di rovinare i classici distorcendoli o innovandoli. In ordine crescente di riguardo verso le tradizioni abbiamo:

Pike: Un’halfling guidata dal potere della luce e dotata di poteri taumaturgici.
Percy: L’istruito e ben educato artefice di nobile origini armato di pistola.
Vex: L’agile e sveglia mezz’elfa armata di arco e accompagnata da un orso da compagnia.
Vax: L’agile e svelto mezz’elfo armato di pugnali e abile nei sotterfugi.
Keyleth: L’elfa insicura amante della natura e dotata del potere di plasmarla.
Scanlan: Lo gnomo capace di creare magia dalla musica e attirato sessualmente da tutto.
Grog: L’enorme Goliath, furioso, forte e resistente quanto sempliciotto e casinista.

L’ottavo è l’orso, che tanto ha il medesimo spessore degli altri personaggi.

Come potete vedere non ci sono quegli abomini recentemente diffusisi come nani con poteri magici (anzi, non ci sono proprio i nani) o fanciulle forzute e nemmeno orchi studiosi. Se il classico è tale, ci sarà un motivo. Perchè allontanarvisi?

A proposito di allontanamento, avete presente che rabbia quando vi affezionate a un personaggio e questo nel corso dell’arco narrativo evolve e diventa diverso da come lo conoscevate? Bene, siete al sicuro qui!

Forse anche perchè i personaggi sono caratterizzati da quelle 4 faccette e massimo 2 modalità di azione e atteggiamento, fortunatamente non vi sono quegli squallidi cambiamenti nel carattere del personaggio spesso spacciati per evoluzione. Ciascuno degli 8 componenti di Vox Machina rimane sempre fedele a sé stesso dall’inizio alla fine!

L’unica parziale eccezione è la piccola halfing guaritrice della luce (sì, guarda caso il personaggio più borderline come rispetto dei canoni). Infatti a un certo punto presenterà i sintomi di una crisi interiore, ma fortunatamente tutto si risolverà con un ritorno ai consueti atteggiamenti, come se nulla fosse successo.

Trama: frizzante, fantasiosa e coinvolgente

La trama è una sequenza inarrestabile di colpi di scena! Intanto (spoiler) quello che all’inizio sembra essere il cattivo della situazione, in realtà non lo è! Boom, non pensavo si potesse sconvolgere a tal punto l’aspettativa di uno spettatore!

La seconda parte cala un po’ di livello, perchè vogliono inserire delle tracce un po’ più profonde di “ehy, c’è un drago. Ammazziamolo!”. Però per fortuna hanno deciso di fare un brillante richiamo al Re Leone (il figlio scappato che deve tornare a risistemare il regno, il cambio di reggenza che comporta effetti sul clima e la flora, il personaggio scemo che deve distrarre i cattivi…sul serio, se non avete notato i continui rimandi, vi consiglio di rivederlo), rendendo la visione del cartone, un vero e proprio tuffo nel passato.

Splatter senza conseguenze, Sesso e linguaggio

Certo, se la trama è semplice, i personaggi sono lineari e via dicendo, il prodotto rischia di essere un po’ da bambini [no, lo so, questa è troppo pure per scherzo, Hilda è da bambini ed è più profonda sia come trama che come PG…ed è pure più attinente a D&D. Scusate], e nessun adulto vuole vedere prodotti da bambini.

Quindi l’idea geniale degli sceneggiatori è stata di inserire una macro F4 con cui aggiungere alternativamente una parolaccia, una scena/battuta a sfondo sessuale o un po’ di splatter casuale. Geni!

Quindi non sappiamo mai cosa aspettarci: un termine volgare per definire una parte anatomica o una deiezione? Un riferimento all’accoppiamento effettuato con doppi sensi degni del Todd di Scrubs? Schizzi di sangue, che tanto sono gratis, mica come nei film di Tarantino? Non possiamo saperlo ed è questo il bello di Vox Machina!

Inoltre, per non turbare troppo gli spettatori, lo splatter non ha conseguenze tragiche. Magari esplode una comparsa, magari a un tizio a caso viene mozzata una mano, ma i nostri eroi non subiranno mai lesioni permanenti. Che meraviglia!

Finale

Tenetevi forte: il finale è aperto. Nel senso che sta per succedere qualcosa di grosso, ma si son fermati lì sul più bello. Proprio dopo la dichiarazione perfettamente sensata e ragionevole del Re. Non vedo l’ora di vederlo, chissà quali appassionanti avventure ci aspetteranno!

Se vi è piaciuto Vox Machina, date un po’ di fiducia anche ai film Vanzina con Boldi e De Sica.

Ok, ho finito. Mi spiace se a voi è piaciuto e ora vi sentite offesi, ma io sento di aver sprecato 4 ore della mia vita e per recuperarle devo essere un po’ abrasivo. Nel senso che ho proprio deciso che l’avrei finito solo per poter scrivere una bella recensione al vetriolo. Sul serio, io non riesco a capire perchè produrre una roba con una trama così piatta, personaggi macchiettistici, stereotipati e lineari, un umorismo da film comico di serie B del secolo scorso e spacciarla come un valido cartone per adulti (vietato ai minori di 18 anni!). Già che la stavano mandando in vacca, potevano mettere riferimenti al fatto che fosse una sessione (far vedere il tavolo dei giocatori, le loro reazioni, i tiri di dado o che so io), in questo modo magari avrebbe potuto vantare il merito di portare gente a giocare. Oppure rimuovere le parti splatter, i riferimenti sessuali e linguaggio da quindicenni disagiati e farne un prodotto per bambini e preadolescenti (sì, sarebbero stati gli unici cambiamenti da effettuare).

Se vi pare un po’ troppo, potete leggere la recensione più moderata della concorrenza.

Se volete leggere altri miei travasi di bile su html, allora consiglio Evangelion. Altrimenti a volte recensisco cartoni che mi piacciono. Oppure fumetti.
Però soprattutto GdR.
Molto difficile invece che mi capiti di postare dei video.

Guida al Sesso in D&D 5e – Recensione – The 5e Guide to Sex

Dopo il grande successo (?) di The Book Of Erotic Fantasy, ecco la sua controparte in D&D quinta edizione per gestire rapporti sessuali durante il Gioco di Ruolo: The 5e Guide to Sex. C’era forse bisogno di regole par farlo? No. In effetti no, nessun bisogno. Però se sentite la necessità di meccaniche precise durante il sesso svolto durante le sessioni (in game, ovviamente, non parlo delle sveltine mentre il master è in bagno), però senza per forza iniziare a giocare a FATAL, allora potreste sfogliare questo manualetto (che tra l’altro si trova in maniera gratuita e credo legale sotto forma di pdf da scaricare). Alla fine è piuttosto breve, ma già che siete qui, potreste leggere la recensione, in cui vi espongo i pro e i contro e lo metto in confronto con la sua versione 3.5. Aspettate, dove andate? Posso offrirvi anche qualche altra dozzinale battuta a doppio senso!!! Non fuggite via correndo, vi prego!!!

Questa è la copertina di The 5e Guide to Sex

Contenuto del Manuale

Il manualetto è piuttosto scarno. Parliamo di 34 pagine con una sola immagine (quella di copertina). Quindi se stavate cercando intrattenimenti per le vostre fantasie perverse, io vi consiglio di andare su altri lidi.

Capitolo 1: Sesso

Il nucleo delle regole è racchiuso in questo capitolo. Non vi farò una traduzione di tutto, ma vi anticipo che troverete alcune meccaniche per calcolare alcuni dettagli. Per fortuna in prima pagina l’autore ci spiega che D&D non è realistico, altrimenti potremmo restare sorpresi da alcuni particolari, ad esempio quanto durano a letto i PG.

Non vorrei sconvolgervi, ma anche avendo 20 di Cos il massimo è 10 minuti. Ora, io non posso parlare perchè il mio record personale è un’ora e 1 minuto (sì, è successo proprio la volta in cui abbiamo messo avanti gli orologi per l’ora legale), però mi pare un po’ pochino.
Per controbilanciare la durata, però possiamo copulare una volta ogni ora (senza bisogno di riposo breve) senza penalità. Insomma, secondo me è molto accurato, soprattutto se siete conigli. Ma anche qui io sto zitto, perchè io ho l’abitudine di fumare tra un amplesso e l’altro e ho calcolato che in media per recuperare mi servono dalle 3 alle 4 stecche.

Inoltre abbiamo le regole per capire se riusciamo a soddisfare il partner, per stabilire se riusciamo a completare i preliminari, per gestire le sveltine, vedere se rimarremo incinti e tanto altro.

Soprattutto, mi preme far notare, per la gioia di tutti i giocatori del nuovo stereotipo del bardo ninfomane e perennemente assatanato, che esiste una meccanica apposita per sedurre. Buon divertimento.

Segnalo, per concludere, la presenza di una gloriosa tabella a doppia entrata per stabilire l’interfecondità tra le varie razze di D&D. Ovviamente è completamente arbitraria. Però è simpatica.

Insomma, non aspettatevi grandi meccaniche (e non solo perchè comunque parliamo della quinta edizione, eh), però siamo qui per farci due goliardiche risate, no? Diciamo che raggiungono l’obiettivo.

Capitolo 2: Personaggi Sessuali

Sì, chi non vorrebbe un PG gnomo sessuale? …eh, ve l’avevo detto no che avrei fatto battute orribili, no?

Tornando seri, qui trovate un approfondimento su ogni razza di D&D 5e, son solo 2 o 3 righe (ma tanto non contano le dimensioni, no?) in cui vengono esposti gli approcci tipici al sesso e per alcune di esse viene presentato un piccolo bonus per le attività “da camera da letto”. Per esempio: gli elfi riescono benissimo a resistere durante i preliminari (seguono battutine scomposte contro gli elfi) invece i Coboldi sono particolarmente fertili, se vi accoppiate con loro usate le protezioni (cioè, quelle vanno sempre usate, ma mettetene due, un po’ come Keith Dudemeister con Elloit Reid).

La parte più interessante però riguarda le classi. Infatti abbiamo una serie di privilegi extra sia per influenzare le meccaniche relative al sesso, sia per ottenere bonus a seconda delle nostre attività. Ad esempio, il Monaco potrebbe recuperare Ki alla fine di un rapporto (sì una specie di TFR), mentre il Paladino può usare il suo potere di imposizione delle mani (chissà dove le impone…) per aumentare la soddisfazione del partner. Lo capisco: pensate fare sesso e in più vi passano anche tutti gli acciacchi dovuti all’età!

Per finire abbiamo un paio di Background aggiuntivi, giusto se il piccante non vi basta mai.

Capitolo 3: Oggetti Sessuali

Sì, ci sono anche tutte le cose a cui state pensando anche voi. Pervertiti.

In aggiunta troviamo anche oggetti magici. Ne segnalo solo 2.

La bikini armor. Oltre a conferire bonus alla CA, aiuta durante le attività di seduzione. NB: non c’è scritto che sia utilizzabile solo dalle femmine. Profit.

C’è un tomo magico noto col nome di Book of Erotic Fantasy. Chiaramente un omaggio alla versione 3.5. Stima.

Capitolo 4: Magia Sessuale

No, non è come quando lei scrive che è incinta e tu usi teletrasporto per andare in Messico. Anche se in un certo senso sì, visto che in questo capitolo non vengono presentati nuovi incantesimi, ma solo metodi per utilizzare gli incantesimi esistenti durante il sesso e la seduzione. No, non c’è Unto. Diciamo che vengono usati in maniera meno diretta e più fantasiosa. Di solito. Ad esempio Lentezza ci raddoppia la durata a letto. Pessimo se sta per iniziare sessione e bisogna sbrigarsi.

Capitolo 5: Mostri Sessuali

Abbiamo 4 mostri nuovi da utilizzare per mettere un po’ di pepe nelle nostre avventure. Certo, nessuno ci vieta di usare anche i mostri classici. Poi se usate il Mind Flayer un po’ mi inquietate, ma non vi giudico.

Appendice: La Checklist del Bardo.

Elenco, lista programmatica, non so, come lo traducete “checklist” in italiano? Ad ogni modo avete capito cosa intendo, spero.

In pratica è una tabella riassuntiva in cui vengono elencati tutti i mostri del manuale base di D&D 5e e per ciascuno viene indicata la CD per la seduzione e la CD per la soddisfazione (il Mind Flayer di cui prima ha 19 e 12, rispettivamente, se volete un esempio a caso).

Il consiglio è stamparla e poi fare le spunte ogni volta che si completa un punto. L’obiettivo finale è ovviamente spuntare tutta la tabelle. Potrebbe essere uno spunto interessante per una campagna (lo spunto della spunta del punto…sembra la versione brutta dei monologhi di Anatoli Balash).

Confronto con la versione D&D 3.5

Il confronto è impietoso. The Book of Erotic Fantasy era un vero manuale: 191 pagine, impaginazione, figure, “il condannato vero” (come direbbe Elio)…ecc.

Invece The 5e Guide to Sex è chiaramente un manualetto amatoriale (pun intended).

Tuttavia, diciamocelo, se volete vedere un’immagine di un’elfa che pratica bondage, di un’orca nuda o di un tiefling virile e muscoloso, potete andare su Google immagini e sfogarvi lì (non dite ai vostri genitori che sono stato io a suggerirvelo). Stesso dicasi per dettagli e approfondimenti sulle pratiche: ormai abbiamo “tutti” internet e anche solo wikipedia offre spiegazioni dettagliate e approfondite di varie pratiche.

Insomma, se state pensando di inserire un manuale del genere, probabilmente (spero) volete solo farvi qualche sessione un po’ leggera mentre siete ubriachi, no?

Quindi tutto sommato non vedo perchè dovreste aver bisogno di molti altri dettagli.

Voi avreste gestito le regole diversamente?



Giuro che alle volte sono un filino più serio e tratto di regole, build e approfondimenti su D&D 5e.
Altre volte faccio recensioni di manuali con un po’ più di senso e un po’ meno sesso. Provate a leggerne un paio.

Luna Nuova – di Maikel Maryn – Recensione di un Fantasy disinibito

Ultimamente leggo solo roba di autori emergenti. Comunque trovate questo romanzo breve (o racconto lungo, non so, comunque sono 50/60 pagine) gratis su Amazon. Però devo avvisarvi, se GoT è così crudo da far sembrare Dragonlance una lettura per chierichetti, Luna Nuova è così crudo da far sembrare GoT stesso una lettura per chierichetti. Quindi se vi siete sempre chiesti come mai i personaggi di Tolkien non vadano mai in bagno, come è possibile che Raistlin non abbia mai avuto un’erezione, perchè Fitz-Chevalier Lungavista non venga mai descritto in intimità con Molly o perche i protagonisti di Brooks non abbiano mai le tipiche voglie adolescenziali, pur condividendo altri tratti di quell’età. Poi se perfino il Trono di Spade di Martin vi sembra un filo troppo edulcorato, allora questo è l’autore che fa per voi. Ok, forse detta così sembra che possa essere utile solo per chi desidera un porno fantasy horror/gotico (robe da Book of Erotic Fantasy). Non è così. Secondo me l’autore (questo personaggio misterioso di cui si sa poco) ha un buono stile. Sarei curioso di leggerne anche altri testi.

Ecco la copertina del libro Luna Nuova di Maikel Maryn

Trama

Come sapete io non amo fare spoiler. Quindi starò sul vago. Ad ogni modo vi avverto: la parte “fantasy” non sarà preponderante, anche se sicuramente presente. Però andiamo con ordine.

Nel libro vengono presentate 4 situazioni diverse, salvo poi scoprire un legame tra di esse.

Una donna segnata da un difficile passato attende la visita di un uomo, conosciuto durante il nobile svolgimento di attività poco rispettabili.

Un uomo corpulento visita una casa di piacere a Venezia, alla ricerca di un tipo di intrattenimento pericoloso (soprattutto per gli altri, ma in fondo anche per sé).

Un gruppo di taglialegna russi incontra sulla via del ritorno a casa qualcosa di oscuro e minaccioso.

Una coppia di giovani amanti si incontra clandestinamente, nonostante la loro differente origine e le diverse religioni professate.

Ognuna di queste storie viene raccontata suddivisa in due parti e quindi inframezzata dalle altre. Questo (oltre a essere un metodo diffuso per far salire la tensione, ma io ogni volta darei dei morsi all’autore) ci permette di leggere la parte finale con una consapevolezza maggiore.

Non vi dico altro per non attirare su di me le ire dalla polizia degli spoiler.

Personaggi

Come dicevo, sono poche pagine con le quali vengono raccontate vicende diverse. Quindi i personaggi sono un po’ troppi per ottenere una profonda e dettagliata descrizione.

Tuttavia le poche pennellate sono sufficienti a dare un’idea abbastanza credibile di ciascuno di essi. Il ragazzo non proprio sincero e coraggioso, l’uomo presuntuoso e divorato dalla sua ossessione, la donna confusa e credulona e via dicendo.

Inoltre molti di loro posseggono una buona dose di originalità e non sono solo macchiette inserite per fare numero.

Anche in questo caso, scusate se non faccio un’analisi più approfondita, ma è veramente difficile dare dettagli senza spoilerare nulla.

Stile

Allora, io personalmente non sono una fan della presenza così massiccia di scene di sesso. Sarò all’antica, ma se voglio un certo tipo di intrattenimento, uso la pornografia. Lo so, nessuno ci obbliga a tenere separate le due cose.
Forse dovrei provare un altro romanzo, anzi chiedergli se sono tutti così, visto che ha un profilo Facebook attivo (e interessante, guardateci) ed è facilmente raggiungibile.

Nota di colore: ho raccontato a mio fratello quello che ho letto e lui mi ha consigliato di scrivergli scherzosamente “ah, bello il libro, ma ha poche scene di sesso. Perchè non ne aggiungi una a pagina 38?”.
Però sono andato a controllare e a pagina 38 la scena di sesso c’era già. Chissà se è stato molto sfortunato lui a beccarla o se sarebbe stato strano il contrario.

Battute a parte, apprezzo l’approccio più crudo che sta andando delineandosi all’interno del fantasy in questi ultimissimi decenni e questo testo si colloca in un certo modo in questa corrente, rendendo i personaggi più soggetti alle normali pulsioni degli esseri umani.

Inoltre la prosa dell’autore è decisamente gradevole. Sarei curioso di leggere un suo romanzo di dimensioni “normali” per vedere se anche negli spazi più ampi riesce a tenere vivo il ritmo e a fornire punti di vista interessanti alle scene che delinea.

Conclusioni

Sì, concludo scrivendo “conclusioni”. Mi porto dietro il trauma dalle elementari.

Il libro è gradevole, si legge velocemente, ha un fantastico rapporto qualità/prezzo (tende a infinito, essendo gratuito) e l’ho trovato interessante. Se usavate gli Harmony per facilitare il vostro onanismo e amate i fantasy, poi lo adorerete addirittura.

Tutto sommato mi sento di consigliarvelo.

Comunque vi ricordo che su Amazon si possono leggere le anteprime dei romanzi, se volete farvi un’idea di cosa state per comprare.



Se vi interessano le recensioni di romanzi e racconti, fate un saltino qui.
Però ricordatevi che di solito qua sul blog si parla di Giochi di Ruolo.

GURPS – GdR Universale Super Dettagliato – Quarta Edizione – Recensione

Recensione della quarta edizione di GURPS. Lo so, voi giocatori di D&D siete cresciuti imparando che la quarta edizione non esiste. Però questo vale solo per D&D, non per tutti gli altri giochi di ruolo!
Perdonate la battuta facile, oggi comunque andiamo ad analizzare questo gioco abbastanza complesso di cui vi avevo già parlato qualche settimana fa, spiegandovi quanto fosse divertente e articolata la creazione del personaggio. Oggi cerchiamo di dare uno sguardo al sistema facendo una panoramica sulle meccaniche e la funzionalità del gioco. Davvero è troppo difficile da gestire come si dice, ci sono troppe regole? Spoiler: se venite da D&D 5e potrebbe spaventarvi, per i giocatori di D&D 3.5 è già più gestibile, se invece giocavate a Rolemaster vi sembrerà addirittura fluido e scorrevole.

Questo è il secondo manuale base di GURPS. Con questo (campaign) e il basic set (character) si può giocare.

Creazione del personaggio

So che ne ho già parlato, ma la creazione del personaggio è fantastica. Ok, può spaventare perchè le opzioni sono un’infinità e ci si perde nelle scelte (sia macro, del tipo “e allora cosa faccio?” sia intermedie “meglio mischia o distanza?” sia micro “meglio essere allergico ai cani però avere un amico influente oppure lascio perdere?”), ma io lo trovo decisamente soddisfacente, in quanto la possibilità di personalizzazione è elevata alla massima potenza.

Certo, questo genera molte più possibilità di imbarcarsi in scelte subottimali o proprio disfunzionali, però d’altro canto si può riuscire a replicare esattamente il personaggio che avete in mente usando le meccaniche di gioco.

Insomma, se la creazione del personaggio in D&D 5e è come andare a comprare un sugo pronto (che se andate in un posto molto fornito (aka avete molti manuali) c’è davvero tanta scelta e alcuni sughi sono anche di ottima qualità!), GURPS vi indica il reparto degli ingredienti, tutti prezzati e dovete cucinare voi rispettando il vostro budget (i punti usati per la creazione). Questo significa che sarà molto più facile fare una schifezza (soprattutto per chi come me non sa cucinare), ci si metterà più tempo, però potete decisamente dare più sfogo alla vostra fantasia.

Se siete giocatori di D&D 5e e vi siete offesi per il paragone, sappiate che per vendicarvi potreste regalarmi una scorta di sughi pronti.

Sistema universale

Dunque, se non lo sapete GURPS è un sistema universale, nel senso che non è pensato per uno stile di campagne specifico (fantasy, gotico, fantascientifico, storico, moderno, cyberpunk, horror…) ma è stato creato con l’intento di poterle replicare tutti.

Quindi, sì, possiamo trovare regole su come hackerare un PC accanto a quelle per lanciare un incantesimo o riparare la propria armatura.

Razze, specie, etnie e creature varie

Tanto per cominciare le regole di creazione del PG (e PNG!) permettono di replicare qualsiasi tipo di razza (sia elfo, orco, nano e le classiche creature fantasy, sia alieni, robot androidi e cyborg di vario tipo), questo ci aiuto molto per quanto riguarda flora e fauna (se qualcuno tira in ballo Serenella lo banno dalla vita vera senza passare dal via).

Tecnologia presente nell’ambientazione

Inoltre viene esplicitato il concetto di TL (Technology Level): una scala di numeri da 0 a 12 in cui viene rappresentato, appunto, il livello tecnologico dell’ambientazione. Dall’età della pietra fino alla fantascienza più sfrenata. Nel manuale le varie abilità e oggetti dipendenti dalla tecnologia vengono corredate dal valore di TL a cui sono disponibili (ad esempio le più antiche armi da fuoco hanno la scritta TL 4, i computer e le abilità ad esso correlate si vedono da TL 8 in su e via dicendo). Vengono indicati quali dovrebbero essere gli effetti delle cure a seconda degli strumenti a disposizione dei medici, effetti specifici delle abilità (essere esperti di biologia nel 1600 non è la stessa cosa che nel 2020, no?) e budget iniziale (lo so, sembra assurdo, ma siamo più ricchi ora che nel 1200).
Questo può aiutare nella creazione dell’ambientazione, poiché se volete rifarvi a un periodo storico specifico (sì, so che per giocare nell’antica Roma c’è Lex Arcana, ma magari volete l’età del bronzo o il rinascimento o il feudalesimo Giapponese…), potete sapere già senza sforzarvi troppo pensando cosa inserire e cosa no.

Magia e poteri vari

Perfino le capacità speciali che possono esserci nel vostro mondo (poteri mentali tipo le Bene Gesserit di Dune? Imposizione delle mani dei paladini? Robe strane come gli X-Men?) sono replicabili o con la magia, i poteri psionici o con la vasta scelta di pregi selezionabili in fase di creazione personaggio (a proposito di X-Men, si può essere in grado di lanciare laser dagli occhi come Ciclope…o come Nonno Laser).

Insomma, anche da questo punto è perfettamente adattabile alle esigenze del tavolo e permette voli di fantasia notevoli potendo gestire le idee particolari senza difficoltà.

Questo è un ottimo manuale se volete usare intensivamente la magia nelle vostre campagne

Esempio di ambientazione facilmente gestibile con GURPS

Io ad esempio sto masterando ora un’ambientazione in cui le creature umanoidi e dintorni sono più piccole di 100 volte rispetto al normale. Questo significa che un topo è un nemico incredibile e una paperella una minaccia mortale, un ramo di un albero può coprire una città e via dicendo. Inoltre, come se il mondo non fosse già abbastanza pericoloso, dalla terra fertile escono dei mostri, quindi le civiltà sono costrette a svilupparsi in luoghi lontani dal terreno (spiagge, alberi, rocce, ecc). Per fortuna la tecnologia è abbastanza sviluppata, diciamo che sembra di essere in una specie di XVI secolo in cui però hanno scoperto l’elettricità.

Ecco, in tutto questo GURPS aiuta parecchio, mentre con giochi più snelli e leggeri farei fatica a rendere bene tutto questo. Certo, potrei usare un narrativo, ma non era quello che cercavo.

Se vi interessano altre info sulla mia ambientazione, fatemelo sapere.

Uso delle abilità

Partiamo dal presupposto che TUTTO è un’abilità in GURPS. Sedurre, calcolare, colpire, lanciare magie…Tutto. Quindi qualsiasi azione in cui ci sia da testare le probabilità di successo si basa sulle medesime logiche: si tirano 3d6 e bisogna fare un numero non superiore al proprio punteggio di abilità per riuscire. Semplice e lineare. Come dicevo, probabilmente i fan di Rolemaster diranno che è un gioco facile (io infatti dico così ai miei giocatori che mi prendono per pazzo). Poi certo, la cosa difficile è calcolare i vari modificatori (sia ambientali, sia derivanti da capacità specifiche dei soggetti), ma soprattutto sapere quale abilità usare di preciso e, se il pg non l’ha in scheda, conoscere il suo default.

Già, perchè ogni abilità a un default (ok, non tutte, solo quelle non troppo astruse e il default si usa solo se ha senso che l’abilità sia aperta a tutti nell’ambientazione). Nel senso che se non si possiedono punti, non si è addestrati, diciamo, in sua vece si può utilizzare un altro punteggio. Ad esempio se volete camuffare qualcuno potreste usare il vostro punteggio di IQ-5, oppure le vostre capacità di makeup con -3. Sì, makeup è un’abilità. C’è anche l’abilità per stivare il carico sui veicoli o per prendersi cura della casa. Questo ci porta al prossimo punto: scegliere con cura l’abilità migliore.

Ad esempio Streetwise (la capacità di interagire coi criminali e la cricca di strada) è diversa da criminologia (lo studio dei criminali). Per convincere qualcuno abbiamo, a seconda della situazione, fast-talk, carousing, acting, diplomacy, intimidation, merchant, panhandling, public speaching, savoir-faire e sex-appeal. 10 abilità, mentre in D&D 5e sono solo 3, giusto per dare un parametro. Quindi ricordare quella precisamente adatta alla situazione potrebbe non essere così immediato.

Queste sono le sole abilità “Sociali” prese da questo fantastico sito, che amerete.

Combattimento

Il mio passato da master di Rolemaster mi fa dire che non è poi così complesso, perchè non c’è una tabella specifica per ogni arma la quale rimanda poi ad altre tabelle a seconda del tipo di danno (non scherzo, RM funziona così).

In GURPS la situazione è più snella: Si tira per vedere se si colpisce, sempre coi classici 3d6. In caso affermativo il nemico proverà a parare, schivare o deviare il colpo, sempre con 3d6. Se colpiamo tiriamo il danno. Da esso sottraiamo il valore di protezione della parte del corpo colpita (sì, ci sono i colpi mirati). La quantità di danno che supera la protezione va moltiplicata per un fattore dipendente dal tipo di danno (una lancia è una cosa, un pugnalino un’altra, no?) e questo va sottratto agli HP del bersaglio. Nota a margine: tutti i danni sono fatti coi d6. Non si usano altri tipi di dado per giocare. Questo può essere un problema per i fan dei dadi strani, ma almeno è un risparmio per chi ha pochi soldi.

A seconda della quantità di danno si avranno contraccolpi immediati, effetti duraturi (specie se vengono colpite parti diverse dal tronco) o perfino morte. I punti ferita non sono tanti, anzi. Il realismo la fa da padrone e un bel colpo di pistola può uccidere qualcuno all’istante.

Ovviamente la situazione non è davvero così rosea come la dipingo, perchè esistono vari tipi di attacco (totalmente incauto, la finta, il colpo rapido, l’azione preparata…) e le posture (in piedi, seduto, in ginocchio, carponi, sdraiato…), quindi bisogna un po’ studiare.

Sistema magico

Ecco, devo dire che la magia non mi convince del tutto. Anche se bisogna far presente che sui vari manuali l’esistenza di vari sistemi magici diversi, proprio per potersi adattare a ogni tipologia di campagna e di ambientazione. Infatti esistono vari manuali aggiuntivi in cui vengono presentate varianti o proprio sistemi differenti. Però, visto che non mi hanno convinto più di tanto (o quanto meno non erano quello che cercavo in quel momento), io parlerò solo di quello base.

Tanto per cominciare non esiste il mana. Le magie si lanciano attingendo ai FP, i Punti Fatica. Cioè lo stesso punteggio che indica quanto possiamo correre, per esempio. Questo significa che tendenzialmente il mago rachitico alla Raistlin è difficile da fare, ma non importa.

Le magie sono divise in “aree tematiche“, “scuole“, se vogliamo. Aria, Acqua, Terra, Fuoco, Tecnologia, Ombra, Salute, Piante, Controllo Corporeo, Animali, Divinazione, Necromanzia, e tante altre. Ogni area possiede una selezione di magie diverse, ciascuna delle quali è considerata un’abilità.

Se vogliamo imparare una magia diversa, non ci resta che metterci un punto, in modo da poterla usare (se non vogliamo fallire spesso dovremmo mettere anche qualche punto in più, probabilmente).

Sinceramente a me un po’ la cosa disturba, poiché non ho mai sopportato gli incantatori “tuttofare” di D&D che per decenni hanno studiato abiurazione e basta, poi all’improvviso virano su invocazione lanciando palle di fuoco, ma comunque se trovano una pergamena di alto livello di necromanzia, la imparano al volo e ogni mattina possono trasformare completamente la propria lista come fosse un vestitino nuovo. Ok, molti incantesimi hanno come requisito di conoscere la loro versione inferiore, ma non è particolarmente problematico spendere quel paio di punti per guadagnare enormemente in versatilità.

Diciamo che io sono più vicino a quei maghi settoriali che si vedono tipicamente nei romanzi: sanno lanciare bene un certo gruppo di magie, magari sono molto fighi e ne conoscono pure un altro paio, ma non è che possono conoscere ogni cosa senza problemi (come in Rolemaster, appunto).

Io sto provando a limitare tutto questo con una HR (una variazione alle regole): ogni volta che si inizia a prendere magie in una nuova “scuola”, bisogna pagare un punto per ogni scuola che già si possedeva. Questo riduce l’efficacia dei maghi tuttofare, ma mi rende insopportabile per i giocatori (no, scherzo, ne abbiamo parlato e hanno accettato).

Ecco un altro manuale di magia. Interessante!

Difficoltà

Come dicevo, il gioco è un po’ complesso. Quindi se volete provarlo seriamente, sconsiglio di giocarci da ubriachi. Perchè ogni volta che un giocatore dichiara l’azione per il proprio PG dovete essere sul pezzo per sapere quale abilità usare e quali modificatori assegnare alla prova. Esagerazioni a parte, se volete una serata leggera e serena, non ve lo consiglierei per una one-shot. Insomma, già che si inizia a studiarlo e si prova a conoscerlo, almeno fare una breve campagna.

Un altro problema potrebbero essere i calcoli. Se per voi fare (2d6+2 (danno) – 4(armatura))x1.5 (moltiplicatore per i danni “cut”) richiede la calcolatrice (o comunque è un calcolo complicato che vi fa passare la voglia di giocare), allora forse GURPS non fa per voi, a meno che non usiate Roll20 o qualsiasi altro tool di automazione (molto utile anche in casi tipo danni da collisione, che richiedono padronanze matematiche tali che potreste dimostrare il teorema di Fermat sul bordo di una pagina).

Invece per quel che riguarda le regole, io sto aggiornando questo schermo del master. Anche se io ultimamente gioco senza schermo (cioè faccio i tiri visibili a tutti) avere un pannello in cui mettere dietro le regole (ed eventualmente coprire gli appunti) è decisamente un salvavita.

Approccio modulare

Se decidete di approcciarvi a GURPS, non scoraggiatevi: so che le regole sono tante, ma non c’è alcun bisogno di saperle tutte.

A parte che se nella vostra campagna non ci sono le armi da fuoco (per dire) non avete motivo di studiarvi il loro funzionamento, se non giocate in un mondo magico, vi risparmiate le regole per la magia. Se partite con un livello di potere contenuto, gli oggetti magici non servono subito. E via dicendo.

Io ad esempio ho fatto una campagna senza veicoli. Ho saltato parecchie pagine e a giudicare dallo sguardo follemente vacuo di chi ne parla, pure parecchi complicate!

Inoltre potreste togliere alcuni dettagli per partire e pensare di inserirli quando sarete tutti più pronti (tipo i colpi mirati o le penalità minori per i danni leggeri o alcune tipologie di attacco). Per questo esiste la versione LITE (anche in italiano). Può semplificare di molto la questione (anche se io sono masochista e mi son buttato sulla versione integrale).

Stesso discorso per i mille manuali di espansione che esistono (sul serio, c’è la versione GURPS di tipo qualsiasi cosa): non partite cercando di leggere tutti i manuali che possono riguardare la vostra campagna. A parte che se non siete bucanieri, spendete un capitale, ma soprattutto verrete sepolti da un mare di regole! Andate cauti e partite dal base, al massimo un paio di cosine in più per caratterizzare meglio (ok, predico bene e razzolo male, io son partito aggiungendo Low-Tech, Magic, Fantasy Dungeon e ne ho sfogliati un altro paio solo per prendere un dettaglio extra).

Pro e contro

+ creazione super libera, classless, raceless e levelless.
+ adattabile a tutti i tipi di campagna
+ ottimo grado di precisione e di realismo
+ vasta copertura di manuali
+ è noto ai più come il più complesso gioco che sia giocabile (Fatal è più complesso, ma non è giocabile), quindi farete un figurone alle feste
– un po’ difficile da studiarsi
– richiede un po’ di RAM da parte del master per poter girare
– I sistemi magici che ho letto non mi hanno fatto innamorare di loro
– Manca un bestiario nei manuali base, ma anche un bestiario onnicomprensivo. Se volete mostri o cercate online (ci sono ottimi prodotti fan-made) o comprate un manuale specifico da cui attingere ogni volta che vi serve un mostro.

Se vi ho incuriosito e avete altri dubbi e domande sul gioco, chiedete pure!

Se vi ho addirittura convinto, pensate di comprare qualche manuale di gurps

Per altre recensioni di GdR invece venite pure qua.

Hilda – Cartone per bambini che piace ai grandi

La dicitura “per tutta la famiglia” mi disturba. Mi sembra sempre di parlare di qualcosa di stupido, tipo un cinepanettone (che non ho mai visto, quindi non so). Ad ogni modo questo interessantissimo cartone ce lo siamo visti con la piccola di 4 anni, il fifone (scusa piccolo) di 8 anni e noi genitori prossimi ai 40. Io e la consorte non vedevamo l’ora di continuare, il grande ha detto che “è divertente ed insegna anche tante cose” e spesso accettava di vederlo al posto degli stupidi video di gamer che giocano a minecraft. Quindi direi che ha superato ampiamente il test. Spero di convincervi e che possiate vedere anche voi questa storia appassionante della bimba che vive avventure fantasy in questo mondo affascinante.

Ci sono tutti i principali personaggi di Hilda. Se non vedete Alfur è perchè non avete compilato bene i documenti

Ambientazione

Direi il punto forte della serie. Un fantasy ad alta densità di magia, direi, specialmente per quel che riguarda la presenza di creature. Sia all’interno che all’esterno delle imponenti mura cittadine.

Abbiamo dei simpaticissimi e minuscoli elfi fanatici della burocrazia e delle scartoffie che sono a tutti gli effetti invisibili e incorporei a meno che uno non abbia firmato tutta la documentazione al riguardo.
I woff e i cervolpe si spostano seguendo imprevedibili rotte migratorie, tuttora sconosciute nonostante lo studio e l’impegno degli umani.
La biblioteca pullula (come le papere (cit.)) di segreti e di misteri magici.
Ogni casa è abitata da “simpatici” folletti chiamati nisse che spostano gli oggetti approfittando degli spazi inesplorati.
I fantasmi sono presenze costanti sia nei pressi di barche affondate che di cimiteri.

Insomma, se dovessi giocare una campagna di D&D con dei bambini, probabilmente penserei a un mondo del genere, dove esistono i pericoli e i malvagi, ma non sono troppo oppressivi quindi ci si piò concentrare sul piacere della scoperta e della novità dietro ogni angolo.

Trama

La piccola Hilda vive con la madre in una casetta di montagna, tipo Heidi, ma al posto di una pecora ha un “Cervolpe” pucciosissimo. Vive le sue giornate in maniera avventurosa, scorrazzando per i boschi (io fossi la madre avrei un infarto, ma ok) e incontrando creature di ogni tipo, dagli elfi burocrati invisibili alle palle di pelo volanti note come woff e imbattendosi in Woodman, l’uomo di legno assolutamente privo di educazione e via dicendo.

Purtroppo (mini spoiler) deve abbandonare la sua casa per recarsi in città (come Heidi, lo so, ma vi assicuro che è molto meglio, eh). Qui, una volta superate le difficoltà di adattamento al nuovo stile di vita, incontrerà nuovi amici e scoprirà che tra nisse, streghe, ratti magici e incantesimi, anche la città può essere luogo di avventure e incredibili esplorazioni durante le quali avrà modo di legare con due coetanei che finiranno per accompagnarla nelle varie peripezie.

Particolare interessante: la città si chiama Trollberg. I troll sono infatti piuttosto presenti nella zona, per questo motivo è stata costruita una cinta di mura con tanto di campane per tenere lontano queste pericolose creature durante la notte. Di giorno non c’è problema perchè la luce solare li trasforma in pietra.

Inutile dire che il rapporto coi troll sarà elemento ricorrente nello svolgimento della trama e si potrà assistere a cambiamenti interessanti, ma mi fermo qui altrimenti arriva la polizia degli spoiler.

Personaggi

Hilda: La giovane protagonista. Avventurosa, testarda, indipendente e spericolata. La sua incredibile curiosità, oltre al talento per finire nei guai la spingono ogni giorno verso nuove avventure. Che si tratti di esplorare una zona misteriosa, cercare oggetti in un cimitero infestato o cimentarsi nella magia nera, per lei non c’è problema. Spesso infatti si scontra con chi vorrebbe attività più tranquille.

Johanna: La mamma di Hilda. Sebbene lasci libera la piccola di andarsene da sola nel bosco o in giro per la città, spesso la bambina non si accontenta e spesso si scontrano per questioni di libertà personale. A parte questo, hanno un ottimo rapporto, si parlano e giocano a giochi da tavola insieme. Che cosa si vuole di più dalla vita?

Frida: Un’amica di città, compagna di scuola e membro dei Passerotti (le Giovani Marmotte locali). Super precisa, perfettina e stimata da tutti. Potrebbe essere il personaggio con l’arco evolutivo più marcato all’interno del cartone, ma non vi dico altro.

David: Anche lui è un compagno di classe e Passerotto. Hilda troverà in questo amico un suo opposto, per molti versi. Infatti il piccolo ragazzo è terrorizzato da tutto, perfino dagli insetti che spesso gli finiscono addosso. Però anche qua non pensate che il personaggio resterà fossilizzato.

Alfur: Questo elfo decide di seguire Hilda in modo da scrivere dei rapporti dettagliati su Trollberg. Fanatico della burocrazia e dei contratti, come tutti gli elfi per bene, tuttavia non si esimerà dal compiere alcune levate di testa quando sarà necessario.

Poi ci sono vari altri personaggi secondari come le guardie Erik e Gerda, l’inopportuno e indifferente uomo di legno, Kaisa la bibliotecaria misteriosa, il nisse di nome Tontu e via dicendo.

Trollberg by night

Conclusione

Conclusione nel senso di conclusione del cartone. A me non è piaciuta. Capiamoci, non dico che sia da buttare, ma l’ho trovata sotto media.
Tanto per cominciare nel film conclusivo hanno cambiato quasi tutti i doppiatori. Quando succede io ho sempre la tentazione di piantarmi un ferro rovente nelle orecchie per non sentire più nulla, ma forse sono esagerato io.

Inoltre l’ultima puntata parte da dinamiche già affrontate (boh? Di nuovo quei discorsi?) e pare un po’ pretestuosa in alcuni punti chiave (l’utilizzo della strana magia da parte di quella madre sul proprio bambino, per dire. Perchè? Le motivazioni esplicitate non sono molto convincenti). Nel film trovo problemi simili (perchè nei momenti di tensione le cose vanno in quel modo? Sembra un po’ forzato), però bisogna riconoscere che son stati bravi a tirare le fila dei vari spunti seminati durante le due stagioni per convergere verso un finale carico di un messaggio davvero importante.

Valutazione

Disegni: 7/10. “quando ero giovane io i disegni erano più belli”. Che ci volete fare? Sono boomer.

Doppiaggio: 8/10. Solido, almeno finché non cambiano.

Personaggi: 9/10. Ben curati, particolari e in grado di evolversi. Ottimo.

Trama: 8/10. Avventure divertenti e stimolanti. Ottimo per i bimbi, ma non solo.

Ambientazione: 9/10. Mi piace molto il contrasto tra città e montagna, le varie tensioni e i misteri nascosti. Come detto, vorrei vedere un GdR ispirato.

Stile e messaggio: Leggero senza scordarsi di essere profondo. Bel mix.




Se siete fan del cartone, sappiate che è tratto da un fumetto. Io sto pensando di prenderlo, ma ho la scusa dei figli. Trovate una scusa anche voi.
A questo punto probabilmente starete pensando di giocare a D&D con la prole o di trovare un modo per farli interessare a questo fantastico hobby(t). Ecco qua un po’ di info in merito!
Se vi piacciono le recensioni dei cartoni e anime, potreste cercarle qua. Divertitevi.

Raccontini Malati – 50 punti esperienza se lo conoscete – Recensione

Parliamo di una raccolta di racconti di vario genere (anche se sono uniti dal filo conduttore del disagio) scritto dall’autrice Carlotta OttaTorielli. Se non la conoscete, sappiate che ha un blog (Sogni di Ragni e di Pizza Mannara) e fa la book influencer su instagram. Il libro a me ha ricordato (si parva licet componere magnis) una sorta di Irvine Welsh nostrano, per così dire. Per alcune note lo stile dei racconti mi ha riportato alla mente un po’ Acid House però con meno sesso e droga. Se siete curiosi, sappiate che comunque si compra la versione digitale per 99 centesimi e che su Amazon potete perfino leggere gratis i primi due racconti (la versione cartacea invece costa 10 volte tanto, ma che ci volete fare). Però andiamo con ordine.

Pare che la copertina di Raccontini Malati non abbia senso, ma non è così

Perchè i raccontini sono Malati?

Io l’ho letto in periodo di covid e quindi uno penserebbe subito all’influenza. Battute a parte, non ho la risposta sicura a questa domanda perchè per averla dovrei chiedere all’autrice e sono pigro. Però posso azzardare delle ipotesi: in ogni racconto si percepisce del disagio, della sofferenza, dell’inadeguatezza, del fallimento o comunque qualcosa di simile.

Che si tratti di momenti di paura immotivata, di traumi infantili irrisolti, crisi economiche, diffidenza e senso di accerchiamento, emarginazione, desiderio di vendetta, tradimento, problemi lavorativi, malattie mentali (e tanto altro) non c’è un racconto totalmente positivo, sereno o disteso. Anzi.

Quindi potremmo assistere a omicidi cruenti perpetrati davanti a davanti a bambini innocenti, seguire la nascita o la fine di storie d’amore malate e tossiche, tentare analisi fantasiose sulla Morte e ciò che ci attende dopo, osservare l’umanità durante pandemie letali peggiori del covid,

Oltre a questo, abbiamo diverse circostanze in cui la situazione precedente viene ribaltata o stravolta da un colpo di scena. Però di queste non vi farò esempi perchè non sono così malvagio.

Tuttavia in cambio vi beccate una mini recensione di tre raccontini, uno l’ho scelto perchè si può leggere gratis nell’anteprima, gli altri due per il tema trattato. Quindi potrebbero non essere i miei preferiti.

Terapia – Raccontino compreso nell’anticipazione gratuita

In questo racconto troviamo una maestra d’asilo alle prese con una possibile minaccia per i suoi studenti. Il tema dell’ansia per il pericolo imminente è preponderante.

Poi non mi focalizzerei troppo sul realismo, magari. Per quanto sia ambientata negli USA, alcuni dettagli lasciano delle perplessità. Tipo le armi e i rifugi anti terrorismo. Inoltre la fattibilità di certe azioni e le scelte della protagonista non convincono al 100%.

Ciò che mi ha colpito positivamente è la disinvoltura nel trattare tematiche scabrose difficilmente presenti nelle mie letture. Però mi fermo qui altrimenti entro nello spoiler.

Sbarcare il Lunario – Raccontino Fantasy

Non potevo non citare un racconto fantasy. Magia, lupi mannari, unicorni e tanto altro. Però non pensate alla classica ambientazione, perchè nel qual caso sarete delusi.

Il protagonista deve appunto trovare un sistema per incrementare le sue entrate e non incorrere in uno sfratto. Il sistema che utilizzerà ha di sicuro dell’originale.

Da fanatico del fantasy ho apprezzato molto l’atmosfera e il taglio che è stato dato a questo raccontino.

Inchiesta sul Diluvio Universale – Mitologia e Giurisprudenza

L’autrice purtroppo svolge una delle poche professioni peggiori degli ingegneri: è avvocata (si scherza, non ho una classifica, sono entrambi mali da estirpare). Questo è uno dei pochi casi in cui questo traspare all’interno di un racconto. Infatti in questo caso abbiamo un processo per stabilire quale delle varie divinità sia la responsabile del diluvio universale. Parteciperanno creature divine provenienti da vari panteon (egizio, greco, norreno e non solo).

A ogni deposizione ci sarà un probabile ribaltamento delle opinioni nella metaforica giuria impersonata dai lettori. Inoltre è un simpatico approfondimento per chi fosse appassionato di mitologia antica (e chi non lo è?).

Stile Espositivo

Ora sapete circa di cosa scrive, ma vorrete sapere anche come scrive. Devo dire che a volte mi sono ritrovato un po’ spiazzato, non ho ancora deciso se positivamente o negativamente: si alternano capoversi caratterizzati da una prosa leggera, quasi discorsiva (per dire, i puntini di sospensione fanno capolino più di una volta) a frasi ampollose, ricercate, costellate di termini desueti per non dire arcaici.

Insomma, a volte sembrava un po’ la scena dell’aspra diatriba legale di “Smetto Quando Voglio” (se non lo conoscete, rimediate, la scena comunque si trova sul tubo).
Iperbole a parte, provate a dare uno sguardo e fatemi sapere che ne pensate.

(NB: mi fanno notare che la versione cartacea è stata corretta, mentre quella digitale è rimasta invariata dal 2011)

Critiche

Secondo me i racconti nel complesso sono buoni, con alti e bassi chiaramente. Avrei fatto un po’ di attenzione extra nella selezione. Ci sono infatti un paio di racconti anche ravvicinati tra loro caratterizzati da tematiche decisamente simili. Probabilmente alcuni di questi si potevano scartare senza togliere nulla alla raccolta. anzi. Probabilmente senza quei due o massimo 3 racconti la qualità complessiva sarebbe migliorata. Uno su tutti: Errore di Sistema. Secondo me il peggiore (poi è una questione inevitabile: in ogni insieme di storie esiste la peggiore, non ci si può fare nulla).

Giusto per amore di filologia spicciola, ecco i due temi più presenti nel libro.

Ragazzini violenti e spaventosi

Io ricordo ben 3 racconti su 23 in cui abbiamo degli adolescenti pericolosi e minacciosi. L’autrice è verosimilmente spaventata dai ragazzi troppo cresciuti considerandoli abbastanza grandi per essere una minaccia dal punto di vista fisico, ma con un super-io non abbastanza sviluppato per evitare azioni imprevedibili da parte loro. Forse “Terapia” poteva essere modificato, inserendo un pericolo diverso.

Timore di non essere lucidi e di avere allucinazioni

Anche qua io mi ricordo almeno 3 racconti in cui ci sono situazioni forti e la protagonista (in questi casi direi che è sempre una donna, probabilmente è immedesimazione) deve fare uno sforzo mentale evidente per stabilire di essere lucida e di non essere soggetta ad allucinazioni.

Probabilmente l’autrice non è molto certa riguardo la sua stabilità mentale, ma in fondo in questo mondo bizzarro sono i sani ad essere i veri pazzi, no? O era “stupido è chi stupido fa”? Non ricordo.

Come già detto, di questi tre io avrei tolto del tutto Errore di Sistema. Coi i raccontini sarebbero diventati 22, cioè il numero degli Arcani Maggiori nei Tarocchi.

Conclusione

A parte il fatto che il rapporto qualità-prezzo è ottimo, visto che costa solo 99 centesimi e che aiutare gli scrittori emergenti è sempre una bella cosa, la raccolta secondo me non è male. La maggior parte dei racconti è valida e c’è del potenziale.

Alcune delle storie contengono idee davvero originali e degne di essere sviluppate (Cattività, Koala sulla schiena, la Lotteria…) e altre offrono comunque colpi di scena o situazioni interessanti (il Coniglietto, il Garzone, la fragilità del punto di vista, Gelosia, Vendetta…), oppure trattano temi particolari in maniera godibile (Come l’inchiesta sul Diluvio Universale e sbarcare il lunario già citati o Quello scintillio negli occhi ma anche Fiabe scommesse e omicidi o la bambola voodoo).

Poi il fatto di essere a racconti, appunto, la rende una buona lettura per inframezzare tomi impegnativi, prendersi una piccola pausa o anche da tenere lì e leggere un capitolo ogni tanto quando si ha un attimo. Per quanto il fatto che non ci sia un unico genere o un filo conduttore marcato, renda gradevole l’opzione di leggerseli tutti di fila.



Io quindi farei un pensierino e proverei a leggerli, poi anche se non vi son piaciuti parliamo di un prezzo di 10 goleador e un impiego di tempo minimo. Quindi provate.

Se vi piace leggere recensioni, sappiate che ne ho fatte alte, non solo di romanzi, ma anche fumetti, cartoni e giochi di ruolo.

The Giver – Romanzo Distopico non molto per Ragazzi – Recensione

Parliamo di un romanzo uscito negli anni ’90 dalla penna di Lois Lowry. Dal 1993 ad oggi è stato chiamato in vari modi, per cui potreste conoscerlo con il nome di Il Donatore o Il Mondo di Jonas (che poi è il nome con cui è uscito il film tratto dal libro nel 2014). Però qua sopra ho scritto The Giver che è il titolo con cui l’ho letto io. Ad ogni modo parliamo di un romanzo distopico ambientato in un ipotetico futuro (anche se non c’è un gran dispiego di super tecnologia, anzi!) con qualche leggera nota di sovrannaturale. In teoria dovrebbe essere per ragazzi, tuttavia l’ho trovato piuttosto inquietante e personalmente mi vengono in mente vari libri per adulti che farei leggere prima di questo. Inoltre è il primo di una saga di 4 romanzi, ma gli altri non li ho ancora letti. Però andiamo con ordine. Come sempre cercherò di farvi una recensione sensata senza spoiler.

The Giver. Film Tie-In [Lingua inglese] : Lowry, Lois, Lowry, Lois:  Amazon.it: Libri
Copertina suggestiva e senza spoiler

Ambientazione

La particolarità del romanzo e il suo punto di forza è senza dubbio l’ambientazione. Il villaggio in cui risiede il protagonista è decisamente particolare, anche se le peculiarità verranno alla luce mano a mano che la storia si sviluppa.

Ad ogni modo una serie di dettagli non trascurabili sono ben chiari fin dalle prime pagine. Per esempio il forte e capillare controllo dell’autorità su ogni piccolo dettaglio della vita sociale (attività tipiche durante la cena, posizionamento delle biciclette e via dicendo). Però ciò che probabilmente colpirà maggiormente sarà la gestione rigorosa e strutturata dei bambini i quali fino al loro primo dicembre vivono in ospedale, prima di essere affidati a una famiglia. In seguito la loro vita continuerà ad essere pianificata con cura: verranno ad esempio stabiliti i capi di abbigliamento specifici per ogni fascia d’età.

Inoltre al compimento del 12 anno di età viene assegnato a ogni bambino il lavoro che dovrà svolgere per il resto della vita (accuratamente selezionato in base alle sue predisposizioni). Ovviamente non dovrà iniziare subito a lavorare, ma dopo la scuola inizierà la formazione professionale. Sì, Confindustria apprezzerebbe (giuro che l’ho scritto prima della tragedia del 21 gennaio!).

Pian piano emergeranno anche altri particolari decisamente bizzarri ai nostri occhi e per certi versi inquietanti, ma non voglio rovinarvi la sorpresa.

Trama

Il protagonista, Jonas, ha undici anni e sta per compiere i 12. Durante la cerimonia di passaggio dell’anno riceverà la sua assegnazione, quindi scoprirà quale sarà il lavoro che dovrà svolgere per il resto della sua vita (anzi, finché non sarà abbastanza anziano da andare nella Casa Dei Vecchi in attesa della cerimonia dello Scaricamento). Senza spoilerare nulla posso dire che la sua assegnazione sarà sorprendente e gli fornirà un punto di vista privilegiato per osservare la società in cui è vissuto e tutte le sue stranezze.

Accanto a questo si intreccia la sua vita sociale coi suoi due amici Asher e Fiona e la vita familiare, col padre, la madre, la piccola sorellina Lily e Gabriel, il nuovo arrivato. Questo non è un membro della famiglia in realtà, ma semplicemente un bambino non ancora assegnato a nessuna coppia. Il padre di Jonas, occupandosi della cura dei neonati, ha ottenuto il permesso speciale di portare temporaneamente il piccolo a casa, trattandosi di un caso difficile col sonno non ancora stabilizzato (capisco che sia un problema non trascurabile: i miei si stanno stabilizzando ora che hanno 12 anni in due!). Questo perchè nel caso non si stabilizzasse, verrebbe scaricato.

The Giver - Il Mondo Di Jonas

Per Ragazzi o per Adulti

Il dubbio mi è venuto perchè il libro è a tratti inquietante. A parte l’atmosfera della città che si fa via via più oppressiva mano a mano che si sviluppa la trama, ci sono proprio scene di crudeltà immotivata che potrebbero scuotere gli animi più sensibili. Il finale poi ha dei passaggi un po’ angoscianti.

Sarà che mio figlio è molto suggestionabile, ma non ce lo vedo tra 5 anni a leggere qualcosa del genere, visto che ha problemi con vari cartoni animati per bambini (sì, lo sto svergognando in pubblico, poverino).

Insomma, ci sono molti romanzi per adulti (mi vengono in mente molti classici di avventura, fantasy, gialli, ecc) che secondo me sono più facilmente digeribili rispetto a The Giver.

D’altra parte è vero che siamo di fronte a un piccolo romanzo di comunque 200 pagine circa e il protagonista è un ragazzo. Inoltre per essere un vero romanzo distopico per adulti, probabilmente dovrebbe calcare molto di più la mano ed entrare maggiormente nei dettagli riguardo la gestione atipica della comunità. Mettendo in luce criticità e punti apparentemente positivi, per dire.

Quindi, riassumendo, secondo me è molto gradevole e fruibile anche per gli adulti. Se volete farlo leggere durante le scuole medie, fate attenzione a non propinarlo a soggetti troppo impressionabili.








Se vi interessano le recensioni di libri e romanzi, sappiate che ne ho fatte altre. Ma anche di fumetti e cartoni.
Però l’argomento centrale del blog sono i Giochi di Ruolo.

Arcane – Buoni Propositi, Realizzazione non Convincente – Recensione

Non so se avete visto anche voi quel gigantesco trailer del nuovo videogioco, probabilmente RPG, che sarà ambientato sempre nel mondo di League of Legend (LoL, sia come acronimo, che come commento). Battute a parte su Netflix c’è la prima stagione completa con tutti e 9 gli episodi di questa serie animata prodotta dalla Riot Games. Battuta per modo di dire, non seguo i “rumors”, ma io ci scommetterei che stanno pensando di produrre un gioco nella stessa ambientazione, con connotati un po’ meno picchia e spacca rispetto a LoL. Ad ogni modo questo prodotto con tecnica mista (disegno “a mano” e CGI) è interessante, anche per chi, come me, non sapeva quasi nulla di LoL e si trova per la prima volta a scoprire Piltover e Zaun. Tuttavia per certi versi mi ha lasciato insoddisfatto, ma andiamo con ordine.

Arcane" ribalta finalmente "Squid Game" nella Top 10 di Netflix a livello  globale - John Hockenberry [IT]
Ecco una buona carrellata dei personaggi di Arcane

Ambientazione

Partiamo dal presupposto che io sono un grande fan delle ambientazioni del genere, ma ad ogni modo va detto che il risultato finale è stato decisamente soddisfacente.

In quasi tutte le mie ambientazioni (di D&D o altri GdR) troviamo una dicotomia simile a quella tra Piltover e Zaun. La distinzione tra Città Alta e Città Bassa. La zona bene, ricca e prospera e i bassifondi, pericolosi, malfamati e sporchi. Sarà che ci rivedo una critica all’iniqua distribuzione della ricchezza (delle opportunità, della cura dell’ecosistema e vi dicendo) che abbiamo nel nostro mondo. Sarà che è un ottimo spunto per raccontare una storia ricca di attriti, ma comunque io apprezzo tanto questo archetipo.

Quindi da un lato avremo una banda di ragazzini orfani che vive al limite della legalità, in un luogo popolato da bande criminali, miasmi fetidi e tanta povertà, dall’altro avremo una città scintillante in cui giovani rampanti possono studiare nuove tecnologie e perfino fare carriera, nonostante la consolidata presenza di una classe nobiliare attenta allo status quo.

A proposito, in questo mondo esiste chiaramente la magia, ma abbiamo un livello tecnologico superiore a quello del “classico fantasy“. Troviamo fucili, laboratori alchemici molto progrediti, dirigibili, maschere anti-gas…
Inoltre durante la prima stagione (che copre un arco temporale di vari anni) in seguito al alcune scoperte si nota un netto avanzamento. Quindi direi che lo classifichiamo come etherpunk, almeno nella parte finale della stagione. Non steampunk perchè non c’è traccia di vapore, anche se spesso l’aspetto estetico richiama molto questa categoria.

Trama

Durante la prima stagione vengono narrate l’infanzia (o comunque il loro passato) di alcuni personaggi importanti di LoL. Il loro sviluppo si intreccia con i mutamenti politici della città di Piltover e i progressi tecnologici.

Assistiamo alla formazione di una solida rete criminale, con tentacoli ovunque, a cambiamenti nella guida della città e a un acuirsi degli attriti tra Zaun e Piltover, a una proliferazione del commercio sotto la spinta tecnologica e tanto altro. I nostri punti di osservazione privilegiati saranno i due gruppi di protagonisti.

Da un lato Vi e la sua banda di amici scalcagnati compiono furtarelli e scorribande varie, sotto la protezione di Vander. Un rispettato ex soldato che ora gestisce la locanda più famosa di Zaun. Tutto questo mentre il farabutto sfregiato di nome Silco inizia ad ampliare la sua rete criminale.

Dall’altro avremo la sete di scoperta del giovane e ambizioso inventore Jayce Talis. Grazie all’aiuto di Viktor e sotto lo sguardo di Heimerdinger, porterà parecchie novità in città.

Dopo il salto temporale avremo la comparsa di Jinx, la folle e imprevedibile ragazza dotata tanto nell’uso delle armi da fuoco quanto nella tecnologia (sì, lo so, però non voglio fare spoiler, ok?). Assisteremo alle sue scorribande nel tentativo di rubare preziosi artefatti magici per conto di Silco. Nel frattempo Vi deve riprendersi da un brutto evento, cercando di riallacciare contatti coi vecchi amici di Zaun, finirà invece per socializzare con Caitlyn Kiramman, la quale si presenta in questa seconda fase in veste molto più matura e con una sorprendente predisposizione verso i fucili.

In questa seconda fase le sorti di Jayce saranno molto più legate alla politica di Piltover, quindi potremo seguire gli intrighi di palazzo e i legami con la consigliera Mel Medarda.

Ovviamente questi due filoni sono destinati a intrecciarsi, ma direi che vi ho già detto troppo.

Trivia from Netflix's new LoL series
Heimerdinger mi fa un po’ l’effetto di Chopper

Personaggi

Ne ho già citati alcuni per la strada, quindi farò il punto su quelli che meritano ulteriori approfondimenti senza per questo spoilerare troppo.

Vi: è un’orfana cresciuta nei bassifondi di Zaun. Determinata, testarda, irascibile e agguerrita. Combatte a mani nude, dimostrando una straordinaria capacità marziale.

Caitlyn: è figlia di nobili, ma non vuole seguire la strada scelta dalla famiglia, preferendo operare come guardia cittadina.

Jinx: Il suo passato la perseguita, minando la sua stabilità mentale. Questo non le impedisce di essere un genio e di riuscire a creare oggetti tecnologici di tutto rispetto. Inoltre possiede un’arma davvero peculiare (una sorta di mitragliatore, diciamo) grazie alla quale è davvero temibile. Sì, probabilmente la vedremo presto nella rubrica Ogni Personaggio è Replicabile in D&D. (o preferivate qualcun altro? Considerate che alcuni PG di LoL ci sono già! )

Viktor: Giovane scienziato. Nonostante sia nato a Zaun, grazie al suo ingegno riesce a fare carriera a Piltover. Tuttavia la sua fragile salute gli sarà di ostacolo.

Heimerdinger: nonostante assomigli molto a un piccolo peluche, siamo davanti a un grande scienziato. Inoltre è straordinariamente anziano, avendo superato già i tre secoli di età. La sua longevità gli ha permesso di assistere ad eventi catastrofici per cui ora teme si possano ripresentare.

Critiche

Fino a questo punto ne ho parlato solo bene, ma nel titolo avevo promesso delle critiche. Non era solo click-baiting, però mi trovo di fronte a una difficoltà: come fare a spiegare il problema senza fare spoiler.

Secondo me le criticità sono sorte nell’episodio 4. I sinceramente trovo che le azioni di Powder siano mal giustificate. Nel senso, non sono contrario in assoluto al fatto che possa effettivamente aver compiuto quelle scelte di vita in seguito agli eventi inattesi che si sono manifestati. Tuttavia trovo che le reazioni non siano commisurate. Nonostante tutti i trascorsi dell’episodio precedente, sarebbe servito qualcos’altro per arrivare a quel risultato. Un dialogo in più, un altro evento inatteso, o qualcosa del genere. Fatta così mi pare un po’ tirata per i capelli, giusto per poter arrivare alla situazione desiderata.

Ho avuto una sensazione simile in alcune scene tra Vi e Jinx, ad esempio quella sul ponte, ma anche quella al tavolo, verso la fine.
Stesso discorso per l’incidente tra Viktor e la sua collega.

Insomma, avete presente quando i master fanno pesantemente railroading per far andare la campagna dove vogliono loro? Ecco, io ho avuto la medesima sensazione.

Arcane, la serie di League of Legends su Netflix, ha una valutazione del  100% su Rotten Tomatoes • Eurogamer.it
Sì, il rapporto tra Jinx e Vi secondo me è gestito male

Valutazione

Disegno: 7/10. All’inizio mi ha un po’ turbato (ricordate? Sono boomer e mi piacciono le grafiche anni 80/90), ma pian piano sono arrivato ad apprezzare lo stile particolare.
Doppiaggio: 7.5/10. Voci azzeccate e calzanti. Di questi tempi non strapparsi le orecchi è ottimo (l’ho visto in italiano, in eng non so)
Trama: 7/10. Spunti molto interessanti, ma realizzazione non sempre convincente.
Personaggi: 8/10. Interessanti, sfaccettati, dotati di progressione. Nulla di straordinariamente innovativo, ma ben fatti.
Ambientazione: 9/10. Son di parte l’ho detto, ma mi è piaciuta assai. Quando uscirà il videogioco lo comprerò (non subito, aspetto scenda di prezzo, eh).
Musiche: 8/10. Colonna sonora interessante. Valido

Voi che ne pensate? Vi è piaciuto?



Se siete fan di Arcane e di LoL, sappiate che esistono molti gadget a tema.
Comunque se vi interessano le recensioni di Cartoni, ne ho fatte altre qua.
Di solito però mi occupo di D&D e GdR in generale.