L’Astrologia e GdR- Vecchio Carnevale Blogghereccio

Per la prima volta ospito il Vecchio Carnevale Blogghereccio. Il tema del mese di maggio sarà l’astrologia nei Giochi di Ruolo. Astrologia fa rima con magia, non solo in senso stretto: da migliaia di anni si cerca di osservare gli astri in modo da dedurre qualcosa riguardo il nostro mondo, che sia il futuro, la psiche, il meteo e tanto altro. Decisamente un approccio magico. Nei GdR spesso compaiono riferimenti alle capacità astrologiche, questo accadde perfino in un grande colosso come D&D 3.5. Ma andiamo con ordine.

Tema di Maggio per il Vecchio Carnevale Blogghereccio: l’Astrologia

Astrologia nei GdR

Una piccola carrellata dei giochi di ruolo in cui viene utilizzata o si fa riferimento in qualche modo all’astrologia.

Rolemaster

In Rolemaster (uno dei miei GdR preferiti di sempre) abbiamo proprio una classe aggiuntiva (sul Mentalism Companion) che è proprio quella dell’Astrologo! Usufruitore ibrido di Flusso e Mentalismo (prende la magia un po’ dalle potenze esterne al mondo e un po’ dalla mente, diciamo. Ok, è difficile da spiegare in due righe, se non giocate a RM. Se volete approfondire, guardate qui).

Le sue magie sono incentrate su telepatia, divinazioni, comprensione degli scritti, trarre informazioni dal cielo (sia per carte astrali, sia per orientamento), ma non manca qualche attacco basato su luce o fuoco.

Classe bellissima, che però non ho mai avuto il piacere di vedere in azione.

D&D 3.5 e Accordo Sublime

Ecco come promesso il primo riferimento a D&D. Nel Perfetto Sacerdote c’era questa classe meravigliosamente forte (Accordo Sublime, appunto) che faceva diventare un Bardo un incantatore capace tanto quanto uno Stregone (facendolo passare da Tier 3 a Tier 2). In pratica capiva il collegamento tra musica e magia (eh, sì, sarebbe stato in tema anche per il carnevale di marzo) e otteneva questi poteri.

Voi direte “sì, molto figo, ma l’astrologia?”. Il riferimento è in effetti piuttosto labile, ma tra i prerequisiti per accedere a questa Classe di Prestigio spiccavano questi 12 punti abilità investiti in Professione [Astrologo]. Nessuno sa cosa fosse quell’abilità. Nel senso, professione rappresenta genericamente la capacità di saper svolgere (appunto) una professione per guadagnare denaro. Tuttavia questa specifica specializzazione non viene mai citata in nessun altro manuale, che io sappia.

D&D e Dragonlance

Per ora non è uscito ancora un manuale di ambientazione di D&D 5e vero e proprio, però in 3.5 avevamo una serie di tomi su Dragonlance. Fatto sta che, come sapranno tutti gli appassionati dell’ambientazione), la magia arcana è influenzata dalle fasi delle tre lune di Krynn: Lunitari, Nuitari e Solinari.

Non so voi come definiate l’astrologia, ma per me il fatto che la posizione degli astri influenzi il mondo per motivi diversi dalla gravità e irraggiamento luminoso, è proprio condizione necessaria e sufficiente per poter parlare di astrologia.

Nella scorsa edizione di D&D (perche la 4e non esiste (trollface) ) esistevano simpatiche tabelle per il calcolo dei bonus alle pratiche magiche a seconda della veste del personaggio (quindi a quale luna fosse legato) e le fasi dei satelliti. Molto simpatico, ma delirante da usare: io mi perdo nel calendario vero, figuriamoci in quello finto.

Altri Giochi di Ruolo con l’astrologia?

Sinceramente ora non mi vengono in mente, ma di sicuro esistono. Avete voi dei riferimenti da inviarmi?

Astrologia nel mondo reale

Ok, ma a parte questi riferimenti nei GdR, cos’è l’astrologia? Cosa si intende? Come è nata? Lo so che molti di voi pensano solo alle frasette scritte verosimilmente a caso e buttate dentro le riviste, oppure alla celebre affermazione di Paolo Fox secondo cui il 2020 per il Toro sarebbe stato un anno fantastico per i viaggi. Però diciamo che le basi sono un po’ più antiche. Sfortunatamente per voi ho studiato un po’ di questa roba, quindi ora vi farò una lezioncina, ma per vostra ulteriore sfortuna, sono un po’ arrugginito, quindi potrei dire delle imprecisioni. Non spaventatevi: saranno solo alcuni accenni. Per approfondimenti consiglio di leggere Storia dell’Astrologia di Kocku Von Stuckrad.

Intanto partiamo col dire che in linea di massima per astrologia (che è ben lungi dall’essere un corpus organico e omogeneo! Anzi…) si intende lo studio delle influenze degli astri sulla nostra vita. Includendo eventi, emozioni, attitudini, predisposizioni, ma escludendo tutti gli effetti canonicamente riconosciuti dalla Scienza (e anche questa non è un corpus unico e omogeneo, ma non divaghiamo), per cui al netto di stagioni, maree e via dicendo.

Tendenzialmente per ragionare sugli influssi dei corpi celesti si divide l’eclittica (la fascia immaginaria lungo la quale apparentemente scorrono i pianeti) in 12 parti e a ogni parte viene assegnato un segno zodiacale, corrispondente alla costellazione che vi sarebbe posta se non ci fosse la precessione degli equinozi (lo spostamento della costellazione davanti a cui si pone il sole durante l’equinozio di primavera, causato dalla rotazione dell’asse terrestre). Con la fisica celeste mi fermo qui, che se volete vedere un laureato in filosofia che parla di astronomia, andate da Adrian Fartade.

Carte natali moderne. Per ogni pianeta viene indicata la posizione alla nascita rispetto alle costellazioni e i rapporti con altri pianeti

Breve Storia dell’Astrologia

Non è chiarissimo come risalire esattamente alla nascita dell’astrologia, ma pensandoci, l’influenza degli astri riguardo giorni fausti o infausti, giorni in cui bisognava eseguire certi rituali e via discorrendo, era presa in considerazione già in tempi a dir poco antichi, verosimilmente preistorici.
Un certo grado di sistematizzazione venne raggiunto con Hammurabi (XVIII secolo A.C.), con una riforma del calendario imposta a tutto l’impero, garantendo maggior comunicazione e precisione di calcolo.

Nel II secolo A.C in Egitto iniziano a sorgere le associazioni tra i decani (i tre blocchi di 10 gradi dell’ecclittica in cui è suddiviso ogni segno) e una parte del corpo, in questo modo astrologia e medicina iniziano ad essere saldamente interconnesse (connessione che rimarrà almeno fino al XVII secolo). Questo spostamento dell’astrologia dall’ambito prettamente religioso a studio delle influenze degli astri sulla vita terrena si era già notato con Aristotele e si accentua per tutto il periodo Greco e Romano. In tutto questo non possiamo non citare Tolomeo, poiché, ricordiamo, che astrologia e astronomia erano la medesima disciplina, almeno fino all’evento noto come “nascita della scienza moderna”, ma anche oltre.

In epoca medievale non possiamo ignorare il contributo degli astronomi arabi (decisamente più avanzati degli europei dell’epoca) e dal loro approccio all’astrologia mistica che sarà poi ripreso dalle varie tradizioni esoteriche ed ermetiche rinascimentali. Cito solo al-Khwārizmī, l’uomo da cui, tra l’altro, deriva la parola algoritmo.
Invece in Europa si assiste alla nascita delle prime prese di distanza da parte della Chiesa. L’astrologia in toto non venne mai condannata durante il medioevo, ma spesso venivano presentati dei distinguo su approcci leciti e illeciti (questi ultimi spesso riguardavano le previsioni specifiche sugli individui).

Il rinascimento è stato probabilmente il periodo d’oro per l‘astrologia, Paracelso, Pomponazzi, Ficino, Nostradamus…anche solo stilare un elenco degli autori che hanno contribuito alla disciplina, sarebbe troppo oneroso e voi scappereste tutti, se non l’avete già fatto! Ad ogni modo iniziano a delinearsi teorie in cui il microcosmo umano è strettamente collegato al macrocosmo. Studiare l’astrologia voleva anche dire conoscere alcuni di questi collegamenti, questi flussi di energia, e per alcuni con la razionalità o la superiore capacità mentale e conoscitiva era possibile interferire direttamente con i legami tra cosmo interno ed esterno, alterando il destino dell’uomo.

I problemi per l’astrologia iniziano con le prime vere condanne della Chiesa, ad esempio la messa all’indice nel 1559 di alcuni libri astrologici, e vari ulteriori inasprimenti che culminarono con la bolla papale Inscrutabilis del 1631 in cui venivano condannate tutte le pratiche che mirano a conoscere il futuro.

Verrebbe da dire che con la nascita della Scienza Moderna l’astrologia sia morta, assieme al cosiddetto pensiero magico. Tuttavia una lettura di testi di Storia della Scienza potrebbe sorprendervi, mostrando quanto le radici del pensiero scientifico affondino profondamente anche nelle varie tradizioni mistiche ed occulte. Non posso nemmeno mettermi a citare tutti i legami dei maggiori scienziati con le pratiche esoteriche, ma se volete approfondire, vi consiglio di leggere Funkenstein e Paolo Rossi (il secondo è più fruibile, direi).

Cito solo di sfuggita che il tema della mia tesi triennale fosse il legame tra Galilei e l’astrologia e anche per un personaggio ritenuto uno dei fondatori del pensiero scientifico e razionale, non si può fare a meno di notare un certo interesse verso queste pratiche.

Contributi Possibili

Se non avete mai partecipato al Carnevale Blogghereccio, prendete il coraggio a due mani (anche se poi non era il coraggio e non servivano nemmeno due mani (cit.)) e scrivete qualcosa. Potete anche aprire un blog gratuitamente. Se non sapete come fare chiedete ad Aranzulla.

Se non sapete di cosa parlare, io potrei suggerirvi:

  • poteri o classi a tema astrologia (che si parli di D&D o di qualsiasi altro gioco di ruolo vi piaccia!)
  • influenza dell’astrologia nella creazione dei PG
  • influenza degli astri sulla magia (nessuno vuole creare un nuovo sistema magico basato sull’astrologia?)
  • missioni riguardo astrologi o avvenimenti astrologici (Notturno di Asimov è già stato scritto, ma ci sono comunque vari spunti da seguire, non siate timidi)

Però non vi voglio forzare verso argomenti specifici: se avete già le vostre idee, buttatevi!

Come Partecipare

  • Innanzitutto, leggetevi di cosa stiamo parlando e come funziona, spiegato qui.
  • Poi, se non ce l’avete già, apritevi un blog (Google è vostro amico, ci sono diverse piattaforme gratuite che possono ospitarlo: Blogger, GitHub Pages, WordPress.com…); in alternativa, potete fare in un attimo un post su Write.as come se aveste un blog anche se non vi va di crearne uno.
  • Sbizzarritevi a scrivere quello che volete sui famigli, per qualunque GdR: la vera magia arcana è la vostra immaginazione!
  • Nel vostro contributo linkate questo stesso post per far girare l’iniziativa, e far capire di che si sta parlando.
  • Una volta pubblicato, fornitemi il link (potete usare i commenti qui sotto, altrimenti potete contattarmi direttamente in diversi modi).
  • Poco dopo la fine di maggio, provvederò a postare la raccolta di tutti i contributi.

Ricordate: avete tempo dal 1 maggio al 30 giugno per pubblicare!

Io per dare il buon esempio ho scritto un articoletto con 12 razze nuove (una per ogni segno zodiacale) e un altro con 3 sottoclassi a tema astrologico per d&d 5e.

Vox Machina è “Occhi del Cuore” Fantasy – Recensione

Son finalmente riuscito a finire Vox Machina, nonostante le prime due puntate mi avessero decisamente fatto passare la voglia. Non parlo della voglia di guardarlo, ma proprio di quella di continuare a vivere in questo mondo. Sul serio, non riesco a capire il successo di quella roba. Ad ogni modo vi beccate una recensione sul cartone in quanto tale, non in quanto trasposizione di una campagna di un GdR e tantomeno di D&D (anche perchè D&D non è mai citato, le sue regole non sono mai rispettate (incantesimi, oggetti, riposi… nulla!) e nelle descrizione su Prime viene presentato come cartone a sé stante e non come derivazione da altro. Quindi che sia tratto da una campagna, da un sogno, o creato da un algoritmo, non mi importa. Visto che non viene mai citato nulla, io la valuto come cartone, paragonandolo ad altri cartoni). In aggiunta, visto il grande successo (?) del format per la recensione di Evangelion, vi beccate di nuovo “parla di cose che ti hanno fatto schifo come se ti fossero piaciute tantissimo”.

Ecco perchè Vox Machina è vietato ai minori di 18 anni

Rutti, Scoregge, Faccette e Simpatico Umorismo

Cioè, non so se siete pronti: i personaggi ruttano, scoreggiano, a volte vomitano pure.

Fantalol all’ennesima potenza proprio! Tipo il goliath per richiamare l’attenzione del re, fa un rutto gigante e tutti si girano. Risate assicurate per venti minuti. Peccato solo che nessuno abbia fatto le finte scoregge con le ascelle, altrimenti sarebbe stato il mio film comico preferito dopo il quinto “Natale a…”.

Perchè è ora di dire basta alla comicità ricercata e sofisticata, alla satira pungente, al gusto del paradosso e tutte queste robe da professoroni. La comicità migliore è quella di Boldi e De Sica e di Vox Machina. Senza fronzoli, senza orpelli. Solo rutti.

Detto così pare forse riduttivo, perchè non sono solo i rutti, ma anche la reazione ad essi. Come insegna il Giorgio Corelli di Stannis La Rochelle, ci sono anche le faccette. Vale a dire una contenuta selezione di espressioni caricaturali. Poche, sempre le stesse da ogni personaggio, in modo che uno non si deconcentri troppo nel tentativo di interpretarle e per innescare subito l’effetto tormentone. Anche perchè, come dice Ferretti: “la qualità ci ha rotto il…”.

Insomma, con questa vis comica e questa verve, Vox Machina può ben dirsi un umorista a pieno titolo (qua facciamo cit solo per i più colti).

Personaggi: evoluzione, profondità e originalità

Non siete stanchi anche voi dei personaggi che provano in tutti i modi ad essere originali? Magari pure sfaccettati e profondi?

Qui invece siamo finalmente a casa. Personaggi immediati, facili da capire, senza inutili introspezioni. Certo, in questo sono stati facilitati dall’aver inserito 8 (otto!) protagonisti, per cui anche volendo non avrebbero avuto tempo per rovinarli con maggior spessore. Come dicevo, siamo a casa, nel senso che ritroverete facilmente i tipici ruoli archetipici, senza quei tentativi di rovinare i classici distorcendoli o innovandoli. In ordine crescente di riguardo verso le tradizioni abbiamo:

Pike: Un’halfling guidata dal potere della luce e dotata di poteri taumaturgici.
Percy: L’istruito e ben educato artefice di nobile origini armato di pistola.
Vex: L’agile e sveglia mezz’elfa armata di arco e accompagnata da un orso da compagnia.
Vax: L’agile e svelto mezz’elfo armato di pugnali e abile nei sotterfugi.
Keyleth: L’elfa insicura amante della natura e dotata del potere di plasmarla.
Scanlan: Lo gnomo capace di creare magia dalla musica e attirato sessualmente da tutto.
Grog: L’enorme Goliath, furioso, forte e resistente quanto sempliciotto e casinista.

L’ottavo è l’orso, che tanto ha il medesimo spessore degli altri personaggi.

Come potete vedere non ci sono quegli abomini recentemente diffusisi come nani con poteri magici (anzi, non ci sono proprio i nani) o fanciulle forzute e nemmeno orchi studiosi. Se il classico è tale, ci sarà un motivo. Perchè allontanarvisi?

A proposito di allontanamento, avete presente che rabbia quando vi affezionate a un personaggio e questo nel corso dell’arco narrativo evolve e diventa diverso da come lo conoscevate? Bene, siete al sicuro qui!

Forse anche perchè i personaggi sono caratterizzati da quelle 4 faccette e massimo 2 modalità di azione e atteggiamento, fortunatamente non vi sono quegli squallidi cambiamenti nel carattere del personaggio spesso spacciati per evoluzione. Ciascuno degli 8 componenti di Vox Machina rimane sempre fedele a sé stesso dall’inizio alla fine!

L’unica parziale eccezione è la piccola halfing guaritrice della luce (sì, guarda caso il personaggio più borderline come rispetto dei canoni). Infatti a un certo punto presenterà i sintomi di una crisi interiore, ma fortunatamente tutto si risolverà con un ritorno ai consueti atteggiamenti, come se nulla fosse successo.

Trama: frizzante, fantasiosa e coinvolgente

La trama è una sequenza inarrestabile di colpi di scena! Intanto (spoiler) quello che all’inizio sembra essere il cattivo della situazione, in realtà non lo è! Boom, non pensavo si potesse sconvolgere a tal punto l’aspettativa di uno spettatore!

La seconda parte cala un po’ di livello, perchè vogliono inserire delle tracce un po’ più profonde di “ehy, c’è un drago. Ammazziamolo!”. Però per fortuna hanno deciso di fare un brillante richiamo al Re Leone (il figlio scappato che deve tornare a risistemare il regno, il cambio di reggenza che comporta effetti sul clima e la flora, il personaggio scemo che deve distrarre i cattivi…sul serio, se non avete notato i continui rimandi, vi consiglio di rivederlo), rendendo la visione del cartone, un vero e proprio tuffo nel passato.

Splatter senza conseguenze, Sesso e linguaggio

Certo, se la trama è semplice, i personaggi sono lineari e via dicendo, il prodotto rischia di essere un po’ da bambini [no, lo so, questa è troppo pure per scherzo, Hilda è da bambini ed è più profonda sia come trama che come PG…ed è pure più attinente a D&D. Scusate], e nessun adulto vuole vedere prodotti da bambini.

Quindi l’idea geniale degli sceneggiatori è stata di inserire una macro F4 con cui aggiungere alternativamente una parolaccia, una scena/battuta a sfondo sessuale o un po’ di splatter casuale. Geni!

Quindi non sappiamo mai cosa aspettarci: un termine volgare per definire una parte anatomica o una deiezione? Un riferimento all’accoppiamento effettuato con doppi sensi degni del Todd di Scrubs? Schizzi di sangue, che tanto sono gratis, mica come nei film di Tarantino? Non possiamo saperlo ed è questo il bello di Vox Machina!

Inoltre, per non turbare troppo gli spettatori, lo splatter non ha conseguenze tragiche. Magari esplode una comparsa, magari a un tizio a caso viene mozzata una mano, ma i nostri eroi non subiranno mai lesioni permanenti. Che meraviglia!

Finale

Tenetevi forte: il finale è aperto. Nel senso che sta per succedere qualcosa di grosso, ma si son fermati lì sul più bello. Proprio dopo la dichiarazione perfettamente sensata e ragionevole del Re. Non vedo l’ora di vederlo, chissà quali appassionanti avventure ci aspetteranno!

Se vi è piaciuto Vox Machina, date un po’ di fiducia anche ai film Vanzina con Boldi e De Sica.

Ok, ho finito. Mi spiace se a voi è piaciuto e ora vi sentite offesi, ma io sento di aver sprecato 4 ore della mia vita e per recuperarle devo essere un po’ abrasivo. Nel senso che ho proprio deciso che l’avrei finito solo per poter scrivere una bella recensione al vetriolo. Sul serio, io non riesco a capire perchè produrre una roba con una trama così piatta, personaggi macchiettistici, stereotipati e lineari, un umorismo da film comico di serie B del secolo scorso e spacciarla come un valido cartone per adulti (vietato ai minori di 18 anni!). Già che la stavano mandando in vacca, potevano mettere riferimenti al fatto che fosse una sessione (far vedere il tavolo dei giocatori, le loro reazioni, i tiri di dado o che so io), in questo modo magari avrebbe potuto vantare il merito di portare gente a giocare. Oppure rimuovere le parti splatter, i riferimenti sessuali e linguaggio da quindicenni disagiati e farne un prodotto per bambini e preadolescenti (sì, sarebbero stati gli unici cambiamenti da effettuare).

Se vi pare un po’ troppo, potete leggere la recensione più moderata della concorrenza.

Se volete leggere altri miei travasi di bile su html, allora consiglio Evangelion. Altrimenti a volte recensisco cartoni che mi piacciono. Oppure fumetti.
Però soprattutto GdR.
Molto difficile invece che mi capiti di postare dei video.

Perchè non possiamo fidarci del Master riguardo agli Allineamenti

Quando giocavo a D&D 3e ed era uscito da poco Fight Club, i giocatori dicevano che la regola numero uno è non fidarsi del DM e la seconda che non bisogna mai fidarsi del DM. Battute a parte, la questione rimane valida anche in D&D 5e. Anche se gli allineamenti non hanno poi un grande riscontro nelle regole, c’è la tendenza a farvi affidamento per definire rigorosamente l’etica del proprio PG. So che ho già analizzato i pro e i contro degli allineamenti in D&D, ma ho fatto un mini esperimento e vorrei ragionare sui risultati.

Pro e Contro degli Allineamenti - D&D e Giochi di Ruolo - GdR -Nerdcoledì
Di che allineamento sono gli allineamenti?

Esperimento: tu di che allineamento ti senti?

Probabilmente se state leggendo, vi siete già imbattuti nel sondaggio che ho fatto sulla pagina FB, Instagram e il gruppo FB Non Solo D&D (ho coinvolto anche gente da Telegram). In caso contrario, prendetevi un mezzo secondo per pensare che allineamento attribuireste a voi stessi prima di continuare.

Fatto? (da leggersi con la voce di Muciaccia di Art Attack)
Ad ogni modo l’esperimento era tutto qui: chiedevo di indicare tramite voto a quale allineamento si sentisse di fare parte. Ok, in Insta non si possono mettere 9 opzioni, quindi ho chiesto prima di votare per l’asse Legge e Caos e poi per quella Bene e Male.

So che dal punto di vista epistemologico non siamo in una situazione veramente solida: il campione non è ampio, non è scelto in maniera rappresentativa, avevo avvertito che si trattava di un test, eccetera. Insomma, non lo farei pubblicare su una rivista, ecco.

Però i risultati sono stati ben marcati, quindi anche ammettendo un certo margine di errore, dovuto a quanto indicato sopra, direi che possiamo fidarci.

Risultati del Voto

Mentre per l’asse Legge e Caos la situazione è vagamente bilanciata (parliamo di 106 legali, 111 neutrali, 108 caotici), per l’asse Bene e Male notiamo delle fortissime disparità: (191 buoni, 111 neutrali, 23 malvagi.)

Quasi nessuno si definisce malvagio. Parliamo di un misero 7% contro il 58% di buoni!

Voi direte che è ovvio, sì, certo, ero piuttosto sicuro del risultato anche prima di vederlo coi miei occhi. Però mi piace testare. Deformazione professionale.

Forse davvero non ci sono persone di allineamento malvagio?

Non scartiamo nulla. Riflettiamoci. Magari tutti hanno risposto così perchè in effetti nessuno è malvagio nel mondo reale!

Infatti possiamo vedere quanto la pace, l’armonia, la solidarietà sociale, la fiducia verso il diverso, l’accoglienza, la condivisione dei beni e la generosità la facciano da padrone!

Ok, no. Questa la scartiamo.

Resta solo l’opzione che i malvagi siano solo gli altri, tipo quelli che non partecipano ai miei sondaggi. Il che ha senso: se son buoni sono miei “follower”, se invece non mi seguono, qualcosa di marcio dovranno pure averlo…no?

Oppure i malvagi sono solo quelli che non giocano di ruolo.

Suona convincente, in un certo senso. Tipo la frase dei Simpson “uno che sa il tedesco non può essere malvagio”.

Battute a parte, non abbiamo modo di rifiutare con certezza queste opzioni, ma stabilire a posteriori che il campione sia non rappresentativo perchè dà brutti risultati mi pare molto poco professionale. Per non parlare del fatto che stiamo giudicando negativamente solo quelli lontani da noi. Una versione ancor più paraculo di “esclusi i presenti”.

Non possiamo autovalutarci veramente

Questo ci conduce necessariamente alla conclusione per cui molti hanno detto di essere buoni o neutrali, mentre invece ricadrebbero dentro il malvagio. O come minimo sono neutrali, ma hanno detto di essere buoni.

Sarò prevenuto, ma non mi pare sorprendente. Alla fine non esiste la valutazione oggettiva dell’etica, poiché si baserà sempre necessariamente sulle nostre opinioni, il nostro vissuto, il nostro carattere e via dicendo.

Questo è un dato di fatto, non un’opinione. Non esiste una singola etica condivisa (a meno che non ci si limiti a frasi incredibilmente generiche totalmente inadatte ad essere applicate a situazioni reali). A prova di questo posso citare

  1. la pletora di testi di etica che continua a proliferare in età contemporanea; ovviamente senza che ci sia accordo tra i vari autori. Anzi!
  2. un test pratico: provate a sottoporre a 10 amici alcune situazioni etiche famose (torturare il terrorista per sapere dov’è la bomba, dirottare il treno per far uccidere solo una persona invece che 10, ecc), oppure parlate con loro di droghe, aborto, eutanasia e immigrazione. Se escono 10 pareri identici, contattatemi che sono curioso.

A maggior ragione questo effetto si amplifica quando una persona deve valutare sé stessa, poiché oltre all’impossibilità di vedersi “a distanza”, per così dire, dobbiamo usare come metro di valutazione per noi stessi una struttura che noi stessi abbiamo creato. Piuttosto falsante. Peggio del paradosso del barbiere.

Il punto è che (tendenzialmente) non possiamo definirci malvagi. Essendo che la parola è fortemente connotata negativamente, per farlo dovremmo giudicare come “sbagliate” la maggior parte delle nostre scelte. Assurdo.

(se a questo punto vi state chiedendo cosa abbia votato io, beh, chiedete pure e vi rispondo nei commenti. Forse)

Poi a voler essere scrupolosi, dovremmo prendere in considerazione l’ipotesi che alcuni abbiano mentito, in modo da nascondere la loro malvagità e perpetrare così i loro scopi malvagi. Però, siamo seri, quanti saranno davvero?

Però anche se così fosse, rimarrebbe valida la successiva conclusione.

Il Master non può stabilire correttamente cosa sia da Buoni e cosa da Malvagi

Lo so. First reaction shock! Pensavate che diventando master si acquisisse di colpo una competenza assoluta in fatto di etica, capacità attoriali da oscar, conoscenze storiche da far impallidire Barbero e fascino irresistibile. Beh, non è così. Mi spiace. Nemmeno nel mio caso, perchè io avevo già tutto anche prima di masterare.

Lo dico già da svariato tempo, ma continuo. Il Master è solo un giocatore come gli altri che si preoccupa di muovere l’ambiente attorno ai giocatori. Vero che in molti giochi ha l’ultima parola in fatto di interpretazione delle regole. Però cerchiamo di non renderci troppo ridicoli, specialmente quando ci si addentra in un pantano metafisico come gli allineamenti!

Quindi, se come abbiamo dimostrato molte persone non si sanno valutare correttamente (oppure mentono), questo è probabile che capiti anche ai master. Questo ci porta a situazioni problematiche visto che il master probabilmente giudicherà l’allineamento dei PG a partire da sé stesso come punto di riferimento o comunque utilizzando il suo personale schema di valori che sarà diverso da quello degli altri!

Le differenze di vedute rischiano di essere critiche se il master impone il suo giudizio in maniera insindacabile e gli allineamenti sono utilizzati in senso prescrittivo e non descrittivo.

Decisioni condivise

Magari al vostro tavolo si decide tutti insieme. Le decisioni vengono prese a maggioranza e si vota ad alzata di mano. In questo modo il master non può far pesare i suoi probabili pregiudizi per forzare le azioni ogli allineamenti dei PG.

Ottimo. Però anche gli altri giocatori avranno i loro pregiudizi. Nessuno ne è immune a parte me.

Se votiamo e decidiamo che dal punto di vista della maggioranza uccidere il cattivone per non fargli premere il bottone della morte è comunque un’azione malvagia, allora dobbiamo accettare il responso anche se per il giocatore e il suo personaggio è semplicemente l’azione più ragionevole?

Che vantaggi traiamo da tutto questo? Per me davvero pochi, ma sono aperto al confronto.

Allineamenti prescrittivi e descrittivi e soluzioni parziali

Se non sapete di che parlo, lo spiego al volo.

Allineamenti prescrittivi: “hai messo NB sulla scheda, quindi ora devi fare l’azione X”.

Allineamenti descrittivi: “visto che hai fatto l’azione X il tuo allineamento diventa NB”.

Sicuramente gli allineamenti descrittivi risolvono molti problemi e eliminano svariati attriti. Però non credo risolvano in toto il problema.

A parte che se giocate in 3.5 o Pathfinder (o giochi con effetti meccanici legati agli allineamenti) e uccidete il cattivo di prima rischiate di cambiare allineamento e perdere certi privilegi di classe, ritrovandovi con un PG decisamente menomato. Quindi la situazione è a dir poco seria.

Però la questione potrebbe porsi anche in giochi dal regolamento più morbido, come D&D 5e. Il Giocatore vorrebbe considerare il personaggio buono perchè dal suo punto di vista ha agito in maniera irreprensibile, scegliendo tra le soluzioni che aveva davanti.

Bisogna forzarlo in qualche modo a cambiarlo? Cosa potremmo guadagnare da questo? Per me di nuovo davvero poco.

Definizioni Articolate

Potreste perdere un sacco di tempo per definire gli allineamenti nel dettaglio, stabilendo con chiarezza come si dovrebbero comportare nelle varie situazione ed offrendo linee guida per le situazioni etiche critiche più famose.

Io ad esempio ai tempi della 3.5 avevo raccolto tutti i passaggi dei vari manuali in cui si parlava di allineamento per poterli recuperare in caso di discussione.

Invece in Dietro lo Schermo trovate degli interessanti approfondimenti riguardo le definizioni di allineamento. Potete leggerli qua, se volete.

Però alla fine stiamo modificando le regole, inserendo delle definizioni di allineamento diverse (per quanto magari l’intento sia solo quello di chiarire le situazioni confuse) e vale davvero la pena prendersi la briga di definire questi dettagli, spiegarli e argomentarli ai giocatori, riprendere in mano le definizioni per districarsi nelle situazioni più spinose, eccetera?

Davvero traiamo giovamento da un’etichetta che ci dica precisamente la collocazione etica del nostro PG? Non ci basta una sorta di indicazione di massima?

Non si può trovare una definizione precisa e condivisa degli allineamenti

Piccolo corollario sorto dal confronto nei commenti su FB. Prendiamo la situazione classica del terrorista catturato dai PG. Ha messo una “bomba” sotto la città ed esploderà tra poche decine di minuti. Non c’è tempo per far evacuare o per trovarla. Il mago del gruppo è fuori uso, per cui niente soluzioni magiche. L’unico modo è torturare il terrorista per scoprire dov’è la bomba e disattivarla (o sapete dov’è ma non potete spostarla e disattivarla senza il suo aiuto, come preferite).

Come si comportano i vari allineamenti in questo caso? Confrontatevi con gli amici e vedrete che le vostre soluzioni differiscono.

Aggiungiamo complessità: e se non foste sicuri al 100% della colpevolezza del presunto terrorista? Oppure, se fosse colpevole, ma non foste sicuri del fatto che sappia la risposta? E se fosse una creatura malvagia, tipo un Demone? Invece una creatura meno malvagia, tipo un Orco? E se fosse sotto effetto di uno charme, ma fosse in realtà buono? E se non fosse una città ad essere in pericolo, ma l’intero piano materiale? E se il terrorista avesse già compiuto atti crudeli nei confronti dei cari dei PG?

Se davvero trovate un gruppo di persone che delineando il corso di azioni per i vari allineamenti nelle diverse situazione ottengono i medesimi risultati, allora teneteveli stretti e giocateci insieme.

Ok, è sicuramente una situazione estrema e in gioco non capiterà mai (anche se potrebbero capitare cose tipo “è giusto attaccare un villaggio di orchi anche se ci sono bambini e altre creature innocenti?”, “che fare con questo bimbo di una razza malvagia trovato nel dungeon?”, “che fare coi prigionieri?”…ecc), ma il punto è che appena si esce da situazioni palesemente nette (bruciamo o no l’orfanotrofio per divertimento?) le differenze di opinioni riguardo il comportamento degli allineamenti iniziano a farsi sentire.

Quindi, perchè l’idea di qualcuno dovrebbe prevalere su quella di un altro, soprattutto quando l’allineamento non ha risvolti meccanici ed è più che altro una descrizione che il giocatore dà del proprio PG?

Approcci Morbidi

Sicuramente combinare le due soluzioni precedenti, rende gli allineamenti meno critici. Poi discutere con calma cosa si intende fare con gli allineamenti e come questi vengano interpretati è sicuramente tempo ben speso durante la sessione zero (anche perchè se non li usate ci vogliono 10 secondi per dirlo, mentre se la faccenda è molto definita e articolata, allora bisogna proprio spiegarlo!).

Io di base consiglio di usarli come spunto (come ho detto qua), cioè per ricordare ai giocatori che si possono creare personaggi con impianti etici totalmente differenti. A quel punto è il giocatore stesso a decidere come dovrebbe comportarsi il suo PG e se per lui uccidere degli innocenti per salvarne altri è un’azione buona, io gli offro il mio parere, ma se insiste, faccio spallucce.

Certo, a quel punto gli allineamenti non servono a molto, ma in effetti quando spariranno (assieme alle classi e alle caratteristiche), sarà un buon giorno, a mio (im)modesto parere.




Comunque se quando replico un personaggio “famoso” in D&D non metto mai di che allineamento sarebbe, un motivo ci sarà!
Ok, se non vi ho ucciso con questo sproloquio, potete venire a leggerne altri, tipo QUI. Oppure tuffarvi proprio a pesce a leggere i motivi per cui non bisogna togliere i poteri a warlock e paladini.

World’s Inn – Progetto di Federico Calò

Federico Calò ha avviato un progetto di sito in cui si dovrebbero incontrare giocatori, diffondere materiale homebrew di D&D 5e, Pathfinder e altri GdR e si chiamerà, appunto World’s Inn. La taverna dei mondi. Mi ha chiesto di intervistarlo e io mi sono dimenticato di chiedere, marzullianamente di farsi una domanda da solo e di darsi una risposta.

Ecco l’immagine principale del sito

Vuoi spiegarci in poche parole di cosa si tratta?

Worlds’Inn (https://worldsinn.net/) è un progetto nato da tre amici appassionati di giochi di ruolo e in particolare di D&D. Lo scopo del progetto è quello di creare una sorta di taverna virtuale che collega vari mondi collegati tra di loro dal fantasy. L’idea della taverna nasce come punto di incontro tra questi mondi in cui gli utenti possono riposarsi dopo aver esplorato un mondo e prima di esplorarne un altro.

Hai parlato di amici, vuoi dirci chi sono?

Due amici di vecchia data, che per il momento preferiscono operare nell’ombra delle tenebre

Perchè è diverso da altri siti simili? In cosa dovrebbe essere migliore?

Lo scopo del progetto non è semplicemente quello di mettere in contatto persone che hanno la passione per uno stesso gdr e giocare, ma creare anche un luogo di scambio tra di materiale homebrew legato a quel gioco, materiale che possa essere distribuito gratuitamente a disposizione di tutti.

Come ti è venuta l’idea del progetto?

Avevo già un canale e un gruppo Telegram di Dungeons and Dragons, essendo appassionato di questo gdr, poi tra una birra e l’altra con questi due amici ci siamo ispirati inizialmente alla mitologia norrena dell’albero di Yggdrasill, per poi definire la base del progetto con la taverna

Visto che hai citato il gruppo telegram, mi pare che tu prima fossi nella gestione di un gruppo più grosso. Vuoi raccontare cosa è andato storto e come pensi di mettere a frutto quell’esperienza negativa per rendere migliore questo nuovo progetto?

Una cattiva gestione che ho voluto cancellare e ripartire dall’inizio, dando più spazio a progetti simili al mio e con i quali posso collaborare. Si impara dagli errori dopo tutto, e questo progetto mi sembra un buon modo per reiniziare.

Si tratterà solo di D&D 5e o hai in mente di inserire altri giochi?

No, tratterà anche di altri gdr come Pathfinder e non solo. Ad esempio una sezione che vorremmo implementare è una sezione di ricette ispirate a diversi giochi/libri/leggende fantasy che verranno proposti a tutti. Ovviamente si consiglia sempre di bere con moderazione!!!

Quali sono gli obiettivi a medio-breve termine?

Creare una sezione dove potersi registrare e condividere materiale homebrew che poi verrà ripubblicato sul sito nella sezione appropriata. Questo è l’obiettivo principale, al quale seguiranno anche la creazione di uno spazio per la ricerca di giocatori e di associazioni locali italiane in cui potersi incontrare per giocare.

Hai 6 parole per convincere gli utenti a visitare il sito:

Nuovi mondi da esplorare
Fantasy
Gioca di ruolo
Divertimento
Novità

Avevo detto sei parole, ma ne conto dieci. Lol.


Parliamo anche di te, dicci di più.

Come (e quando) hai iniziato a giocare di ruolo?

Dal primo anno di università, me lo fece conoscere un amico universitario e dopo una sessione di D&D mi innamorai subito. Sono sempre stato un appassionato del fantasy e dei libri di Tolkien.

Hai quindi iniziato con la quinta edizione?

No, la mia prima edizione con la quale ho iniziato a giocare è stata la 3.5. Adesso però mi sto adattando alla 5

Quali sono i tuoi giochi di ruolo preferiti?

Sicuramente D&D e Pathfinder

Cosa rappresenta per te il GdR?

Evasione dal mondo reale, immergersi in un mondo immaginario e vivere mille avventure, interpretando un personaggio che può essere un alter ego della propria personalità, oppure dare sfogo a quel lato nascosto di te che non hai mai potuto mostrare alla gente per via dei pregiudizi, anche se ora questi non contano nulla per me.

Di cosa ti occupi nella vita?

Studio informatica e sviluppo software e siti web.

Linguaggio di programmazione preferito? Io sono #TeamPython

Java, molto solido come linguaggio e ben integrato con gli altri, soprattutto per il frontend