Il Principe dei Draghi – Recensione

Su Netflix è già uscita la terza stagione di questo cartone che potete guardare in streaming. Personalmente trovo che, sebbene sia adatto ai bambini e quindi a visioni in famiglia, possa essere interessante anche a un pubblico adulto. Lo confesso: io sono qui in attesa, domandandomi “quando uscirà la quarta stagione?”!
Dunque se vi interessano le trame ricche di magia, draghi, regni, intrighi e tradimenti, io proverei a dar fiducia a questa serie televisiva. Se volete un approfondimento ()che in realtà è un pippone etico) sulla magia oscura, benvenuti.

Eccoli tutti a fomentare l’hype per la nuova stagione

Ambientazione

Abbiamo un mondo in cui gli umani sono in lotta con gli elfi. Lungo il confine vegliano i draghi, impedendo gli sconfinamenti. Il Re dei Draghi è morto e il suo uovo pare essere distrutto. Le faide tra le due razze si riacuiscono.

Le lotte vertono in particolare sull’uso della Magia Oscura. Difatti, mentre gli elfi e i draghi nascono con un legame intrinseco con una forza elementale, gli umani ne sono privi. Per questo la loro unica possibilità per utilizzare la magia consiste nell’uccidere creature magiche ed usare il loro corpo (o una loro parte) come componente arcana (sì, una cosa simile a quella che il Duca di Chalced pensava di fare in questo romanzo). A essere precisi, esistono anche alcuni rari artefatti in grado di conferire la capacità di utilizzare la Magia Oscura senza uccidere nessuno, ma sono l’eccezione e non la regola.

Gli elfi (che notoriamente sono dei perfettini rompiscatole) reputano empia ed efferata questa pratica e cercano di ostacolarla. Come si può vedere, non ci sono esattamente le basi per una pacifica convivenza.

Trama

La storia inizia con un attacco elfico al regno di Katolis, in seguito al quale il principe Ezran (ancora bambino) e il suo fratellastro Callum devono fuggire.

Faccio molta fatica a stare sul vago per evitarvi gli spoiler, ma ci proverò.

Diciamo che hanno la possibilità di portare un chiaro segno di pace ai draghi e agli elfi, in modo da impedire che le ostilità sfocino in un conflitto armato massiccio. Ovviamente il tutto avverrà con la collaborazione (mini spoiler) di una giovane elfa: Rayla.

Oltre alle vicissitudini classiche della tematica del viaggio e del romanzo di formazione fantasy, tuttavia, troviamo sviluppati altri aspetti. Infatti i tre protagonisti si ritroveranno ad interagire con altre persone, tra cui vi saranno sia nuove conoscenze, sia vecchi amici, come Soren e Claudia. La particolarità di tutto questo risiede nell’evoluzione subita da questi rapporti, sia a causa degli eventi a cui sono soggetti, sia a mutamenti di schieramento (o di obiettivi, se preferite) e all’oscillazione attorno a zone eticamente grigie.

Oltre al viaggio dei giovani ragazzi, si seguiranno le sorti del regno e le sue reazioni in seguito all’attacco, con particolare attenzione a Lord Viren (consigliere del Re e padre di Soren e Claudia) e a Lady Amaya, la quale, pur essendo sordomuta, è Generale di Katolis, nonché zia di Callum e Ezran.

Da Bambini o per Adulti?

Personalmente direi per entrambi. Però con due specifiche.

1) bambini che non si impressionino troppo (ci sono dei morti, delle scene di tensione e di paura e alcune creature un po’ schifose). Mio figlio (quasi 6 anni) non è rimasto turbato, ma alcune puntate l’hanno lasciato un po’ scosso.

2) adulti che non rompano troppo le scatole. Abbiamo ad esempio una sordomuta in armatura di piastre che camminando in una casa di legno riesce a sorprendere alle spalle una cacciatrice, insomma a volte il realismo viene accantonato per fa sì che la storia prosegua nella direzione voluta.
Io sinceramente ho fatto spallucce in questi saltuari episodi di labile coerenza, tranne in un caso: la scena della battaglia.

Quella scena fa schifo. Le tattiche sono incoerenti a livelli imbarazzanti: truppe in inferiorità numerica che si schierano in una pianura invece che in una strettoia da cui beneficiare pure della posizione soprelevata, approccio alle armi d’assedio e alle risorse particolari a dir poco discutibile, mancanza totale di armi a distanza, salvo per un manipolo di arcieri a cavallo che si lancia in mischia ai fanti, muri di scudi che si aprono e si chiudono come fossero porte del saloon… ecc.

Lo so, io sono un appassionato di Storia Militare e quindi sono fissato con questa roba e mal tollero le storpiature, però loro ce l’hanno messa tutta per farmi uscire dai gangheri.

Tematiche di Inclusione

Come avrete già visto dalle recensioni precedenti (She-Ra o I Draghi Della Giungla Della Pioggia, per esempio), sono particolarmente sensibile a questo genere di argomenti. Fortunatamente anche questo cartone non è da meno, riuscendo a trattare questi temi con un approccio e una leggerezza adatta al giovane pubblico.

Razzismo

Gli umani e gli elfi si odiano. Però di fatto non si conoscono. Le loro opinioni poggiano saldamente sui pregiudizi radicati nella concezione popolare e tramandati da generazioni. Ovviamente quando si arriva alla prova dei fatti, si scopre che queste opinioni non corrispondono a realtà e che ad alimentare le faide e le ostilità nazionali sono principalmente l’ignoranza dei molti e la sete di potere dei pochi.

Disabilità

Oltre alla Generale sordomuta (sì, secondo me è molto difficile gestire un esercito parlando la lingua dei segni, però è un fantasy: puoi incontrare un drago facendo una passeggiata, le persone lanciano incantesimi e via dicendo…chiudiamo un orecchio…ehm, pardon, un occhio), abbiamo anche un pirata cieco, con la benda su ambo gli occhi. Forse il personaggio migliore della serie.

LGBT o Teoria Gender

Sì, ho scritto “teoria gender”, come se fosse una cosa vera. Però giusto per capirsi, no? Ad ogni modo, sebbene non ci siano tanti accenni lungo lo svolgimento del cartone, possiamo notare qualche apparizione qua e là.
Ad esempio la giovanissima regina di un regno vicino a Katolis è figlia di due madri. Sì, quando litigavano aveva torto automaticamente il primo maschio a loro vicino, d’altronde sono regine, mica possono sbagliare!

Ecco, dopo la battuta di dubbio gusto obbligatoria (così non dovete farla voi), concluderei ricordando che non dovreste aver paura di impressionare nessuno con la trattazione di questi temi, visto che il modo in cui sono approcciati è estremamente delicato e leggero.

Personaggi

Callum: Uno dei protagonisti, giovane impacciato, che non ha ancora trovato la propria strada. Gli piacerebbe gettare via tutto lo studio di scherma e equitazione per dedicarsi alla magia, ma l’unica tipologia di incantesimi accessibile agli umani è la Magia Oscura

Ezran: Un bimbo goloso di crostatine alla marmellata, accompagnato da un rospo luminescente come animale da compagnia, noto col nome di Esca. Possiede una forte determinazione e una saggezza inusuale per la sua età, ma è anche dotato di un potere segreto…

Rayla: Giovane apprendista assassina elfa che rifiuta la violenza gratuita. Questo le creerà dei contrasti con la sua gente.

Viren: Consigliere di corte e amico di vecchia data del Re. Utilizza senza remore la Magia Oscura, per il bene del regno.

Claudia: Figlia d Viren. Callum ha una cotta per lei e adora vederla praticare le arti magiche. Personaggio ironico e perspicace, anche se il suo spirito critico è offuscato dalla totale devozione al padre.

Soren: Figlio di Viren, Guardia Reale e istruttore di scherma di Callum. Sembra essere solo un grande e forte tontolone, ma rivelerà capacità di discernimento, quando sarà necessario.

Pro e Contro

+ Etiche sfumate e non monolitiche e semplicistiche
+ Disegni gradevoli, anche se non sconvolgenti
+ Scene divertenti o comiche ben calibrate
+ Ottimo per tutta la famiglia
+ Personaggi interessanti e ragionevolmente sfaccettati
+ Sistema magico interessante
+ Temi importanti trattati con garbo

– Trama di base non particolarmente originale, anche se alcune soluzioni specifiche sono interessanti, specie considerando il target
– Un paio di forzature e semplificazioni di troppo, per un adulto rompiscatole (come me)
– Alcune critiche alla Magia Oscura le trovo pretestuose



Se volete dare un’occhiata, ho recensito anche qualche altro cartone.

She-Ra e le Principesse Guerriere – Recensione

Chi non ricorda la sorella gemella di He-Man (protagonista di uno storico cartone del 1983)? Quella che brandendo la Spada del Potere e gridando “Per l’onore di Grayskull!” si trasforma da Adora in She-Ra, la mitica principessa guerriera. Nel 2017 è uscito un nuovo cartone basato su di lei, con la scusa dei bimbi piccoli me lo sto guardando decisamente volentieri, quindi eccomi a consigliarlo.

Trama

Adora è stata addestrata ed è cresciuta nell’esercito del malvagio Hordak, assieme a Catra. Tuttavia comincia a ricevere premonizioni, delle specie di cortocircuiti fra realtà diverse, che la porteranno a trovare la Spada del Potere e le Principesse Guerriere che guidano la Resistenza.

Questo suo cambio di fazione la porta da una parte alla contrapposizione diretta con Catra, con la quale aveva un profondo legame di amicizia, mentre dall’altra ad avvicinarsi alle Principesse e ai più grandi eroi della Resistenza.

Dunque accanto ai temi di lotta contro il male, aspettatevi di veder sviluppati i rapporti tra i vari personaggi. Alcuni legano e sviluppano una bella armonia, altri vedono il loro rapporto deteriorarsi e magari finiscono per osteggiarsi.

Personaggi

Ed eccoci ai motivi per cui guardo volentieri questo cartone (sì, ok, anche perchè sono un bambinone, perchè adoravo He-Man quando ero piccolo e perchè mi gaso con la sigla).

  1. I personaggi malvagi sono interessanti. Non è assolutamente scontato, infatti capita spesso di trovare (specialmente in un prodotto per bambini (ma non solo!)) antagonisti completamente amorali e schiavi della propria sete di potere/sangue.
    Non dico che non esistano personaggi del genere in She-Ra, tuttavia possiamo reperire ulteriori sfumature di malvagità, in cui le motivazioni alla base delle scelte morali del personaggio sono decisamente comprensibili. Inoltre (allerta SPOILER) proprio per questo motivo il posizionamento in uno schieramento o nell’altro non è sempre definitivo per tutti i personaggi, preda, spesso, di dubbi sulle proprie intenzioni e su quanto giusto o sbagliato sia relativo.
    Possiamo notare infatti vari cambi di fazione del corso delle 4 stagioni.
  2. Il cartone è caratterizzato da una forte impronta femminista e LGBT. Quindi, come ho detto per la recensione delle Cronache della Giungla della Pioggia, “se siete maschilisti e omofobi, questo potrebbe darvi fastidio. Al più, prendetelo come un avvertimento”.

    Ovviamente è un cartone per bambini, quindi non aspettatevi nulla di esplicito. Però a un occhio attento, un po’ come accadeva in Sailor Moon, si noteranno chiaramente coppie lesbiche, personaggi gender fluid, famiglie arcobaleno e tante altre situazioni “non tradizionali“.

    Inoltre abbiamo quasi esclusivamente personaggi femminili (He-Man non è neanche citato, per esempio), in questo modo c’è tutto lo spazio per mostrare come la femminilità si possa manifestare in infinite modalità diverse e come le donne possano ricoprire tranquillamente un qualsiasi tipo di ruolo. Inoltre le differenze non sono puramente caratteriali, infatti le principesse coprono un ventaglio decisamente ampio di fisicità diversificate, molto di più di quanto si sia abituati a vedere in un cartone animato (ma non solo. Nella stragrande maggioranza di opere visive, i personaggi femminili positivi sembrano usciti tutti dallo stesso stampino, un rigido canone da cui è dura discostarsi). Io spero che questo aiuti le persone a capire che ciascuno di noi è libero di manifestare la propria femminilità nel modo più consono alle proprie corde.

    Ovviamente questi temi sono trattati con la una grazia adatta al pubblico, tuttavia trovo che mostrare fin da bambini queste prospettive possa aiutare le nuove generazioni a sussumere più facilmente come ovvie queste situazioni, liberandosi (si spera) dai pregiudizi.

Carrellata dei Personaggi

Adora: La protagonista della serie, è lei che può trasformarsi in She-Ra. Oltre a sconfiggere il male, vuole comprendere la vera natura e funzionalità del proprio potere.

Catra: Amica di She-Ra, per quanto schierata sul fronte opposto. Personaggio tormentato dalle difficoltà relazionali e dal bisogno di ricevere riconoscimenti affettivi. Tuttavia la sua indole rende difficile per gli altri avvicinarsi a lei.

Bow: L’unico maschio tra i protagonisti (e uno dei pochissimi maschi in generale), maestro nell’uso dell’arco e della tecnologia. Serve devotamente Glimmer.

Glimmer: Principessa dotata di poteri magici, tra cui spicca il teletrasporto. Figlia della Regina Angella, ricopre un ruolo di spicco nell’organizzazione della Ribellione.

Si stava meglio quando si stava peggio, vero?

Valutazione

Disegno: 6,5/10. Io sono un vecchio dinosauro e preferivo la versione del 1985. Però non sono brutti, dai.
Animazione: 7,5/10. Trovo che ci siano alcuni dettagli ben curati, come i movimenti delle orecchie e della coda di Catra. Decisamente gradevole.
Personaggi: 8.5/10. Sfaccettati e interessanti, per essere un prodotto pensato per dei bambini.
Trama: 7/10. Niente di particolarmente originale, però con alcuni “colpi di scena” interessanti.
Doppiaggio: 7,5/10. Buon lavoro gradevole. Ho sentito dire che per il doppiaggio originale erano stati scelti interpreti appartenenti al mondo LGBT, ma non trovo riscontro di questo.
Stile: 9/10. Femminismo e “gender” mostrati con grazia, ma con decisione.

Conclusione

Se siete sensibili alle problematiche di emarginazione e discriminazione di genere, vi consiglio fortemente di guardare o di far vedere questo cartone ai vostri figli.
Se siete dei vecchi fan di He-Man e She-Ra, vale decisamente la pena guardare questo reboot.

In caso contrario (oltre al fatto che siete persone orribili) rimane comunque un programma gradevole e fruibile, quindi potreste guardarlo e magari cambiate idea!


Se volete guardare altre recensioni di cartoni, le trovate QUA.

Magari invece preferite i fumetti

Cronache delle Giungle della Pioggia – Robin Hobb – Recensione

Immagino conosciate Robin Hobb, una delle migliori autrici di fantasy di sempre, la creatrice di quella che per me è la più coinvolgente ambientazione di romanzi fantasy (con buona pace dei fan di Tolkien). Probabilmente è più nota per la trilogia dell’assassino: FitzChevalier Lungavista (trovate qui la sua scheda in 3.5). Però ho appena finito la saga sul risveglio dei draghi nella Giungla della Pioggia, quindi vi beccate la recensione di questa, anche perchè mi sono sposato allestendo un matrimonio a tema fantasy, venendo ispirati proprio dalla Robin Hobb (qui il link Instagram, se vi interessano foto).

Come sempre cercherò di trattenere gli spoiler. Però questo è il quarto gruppo di romanzi ambientato nel medesimo mondo e gli eventi si intrecciano, quindi qualsiasi cosa io possa dire risulterà come un’anticipazione per chi non avesse letto nulla di nulla. Quindi se proprio siete digiuni di Robin Hobb, potreste pensare di chiudere qui e andare a prendere i libri. (costano veramente poco: L’apprendista assassino (Fanucci Narrativa)).

Cronache Giungle della Pioggia - Robin Hobb - Recensione Nerdcoledì
Eccolo. Copertina non pazzesca, ma non importa, no?

Allora proseguo, eh? Poi non brontolate se vi beccate dei mini spoiler.

Premessa

Borgomago è la più grande città commerciale dell’ambientazione. I Mercanti, grazie ai loro Velieri Viventi, riescono a fare affari con mezzo mondo. La loro ricchezza deriva inoltre dalla vicinanza con le Giungle Della Pioggia, una sorta di gigantesca palude, semi sommersa in un fiume acido, piena di pericoli di vario genere. Tuttavia qui si trovano reperti antichissimi e di grande valore, non solo storico, poiché molti di essi sono dotati della magia degli Antichi, vale a dire un popolo scomparso che intratteneva strette relazioni coi draghi. Malauguratamente la vita in questo luogo deturpa e debilita le persone, generando creature parzialmente mutate.

Veniamo appunto ai draghi. Come dovreste sapere, erano scomparsi, ora nel mondo abbiamo Tintaglia e Ardighiaccio. Inoltre una serie di “bozzoli” si dovrebbero schiudere di lì a poco, portando la prima nuova generazione di draghi nel mondo.

Ed eccoci al dunque.

Trama

I draghi nascono nelle Giungle della Pioggia, ma non sono in grado di badare a loro stessi. Dunque i Mercanti inviano un gruppo di giovani “mutati” sacrificabili a fare da guida per condurli a una locazione sicura e soprattutto in cui non possano causare danni agli umani.

Il viaggio coinvolgerà uno dei più antichi velieri viventi, il Tarman, capitanato da un uomo posto in una condizione ricattabile e una studiosa schiva e bizzarra di Borgomago, desiderosa di mostrare il suo talento almeno in questo campo.

Credo di aver detto abbastanza sugli avvenimenti, inoltre è inutile anticiparvi la presenza di pericoli, situazioni di tensione, conflitti interpersonali o anche interni. Però mi sento di segnalarvi come i draghi, anche nelle condizioni in cui sono usciti dai bozzoli, siano una merce fortemente ambita. Basti pensare al potente e spietato Duca di Chalced, nazione nemica di Borgomago, desideroso di ottenere una parte del loro corpo per ottenere un medicinale in grado di curare la propria malattia.

Personaggi

Quando recensisco di solito mi piace fare una carrellata dei vari personaggi, descrivendoli. Tuttavia in questo caso non è consigliabile, in quanto ciascuno di essi presenta un’evoluzione notevole e costante, fin dalle prime pagine in cui compare e, non volendo fare spoiler, mi ritroverei a balbettare frasi confuse e nebulose, oppure a fornire dati che diventerebbero obsoleti nel giro di un paio di capitoli.

Mi riservo solo di precisare il gran numero di personaggi e le loro varie sfaccettature. Inoltre mi preme sottolineare come vengano trattati con chiarezza e serietà temi come il femminismo o l’omosessualità. In questa saga fantasy, più che in qualsiasi altra di mia conoscenza, infatti, i personaggi si interrogano varie volte sul ruolo della donna e sulla legittimità di un rapporto omosessuale, il tutto in maniera spontanea, senza trasformare il romanzo in una conferenza.

Certo, se siete maschilisti e omofobi, questo potrebbe darvi fastidio. Al più, prendetelo come un avvertimento.

Se invece riconoscete pari diritti e dignità all’essere umano in quanto tale, vi segnalo di sfuggita un fantastico Fantasy, sempre scritto da una donna, edito nel lontano 1997: L’arciere di Kerry, di Lynn Flewelling. Già in quell’epoca remota, troviamo aperture a temi spesso ignorati dal fantasy.

Ultimo dettaglio sui personaggi: la personalità dei draghi, totalmente diversa da quella umana, viene sviluppata e indagata, mostrandone le differenze a seconda dell’individuo, inoltre anche queste antiche creature, dotate dei ricordi di tutti i loro antenati, non sono immuni a sviluppi e cambiamenti, dovuti anche al contatto con gli umani.

Alcune Critiche

Per quanto io mi senta di consigliarvi caldamente di leggere i romanzi, non posso trascurare il fatto che vi siano due pecche terribili in questa saga.
Punto primo, la traduzione in italiano. Soprattutto per quanto riguarda il quarto romanzo, siamo di fronte a qualcosa di oscenamente brutto: personaggi che cambiano nome a seconda del capitolo (Ardighiaccio, diamine, non ci vuole molto a ricordarselo!), gli Antichi che a volte invece sono Anziani; parentesi e virgolette che si aprono e mai si chiudono, come fossero decorazioni buttate sopra le pagine; inoltre abbiamo alcune frasi tradotte in modo non lineare, o quantomeno non elegante.
Speriamo ardentemente in una riedizione!

Inoltre, nelle prime 100 pagine di ogni romanzo successivo al primo, abbiamo uno spreco enorme di frasi atte a riallacciare le fila con quanto successo precedentemente. Capisco, potrebbero essere utilissime nel caso siano trascorsi anni tra la lettura di un libro e il successivo, ma se li state divorando uno di seguito all’altro, probabilmente non gradirete.
Per quanto riguarda l’ultimo della saga, Il Sangue dei Draghi, posso capire, essendo trascorsi sei anni dalla pubblicazione del terzo, la Città dei Draghi, ma negli altri casi parliamo di un intervallo di appena un anno. Sinceramente non ne capisco il motivo.

Valutazioni


Trama 8. Buona trama, solida, interessante. Il finale è un filo abbozzato, poteva essere curato meglio, ma a parte questo, nulla da eccepire. Ottimo ritmo, seppur con approccio molto descrittivo e minuzioso.

Personaggi 8.5. Dettagliati, sfaccettati e mutevoli. Sono le tre caratteristiche che secondo me fanno un buon personaggio. Mancano degli exploit di originalità come nel caso del Matto e cercando la pagliuzza nell’occhio potrei dire che si notano alcune similitudini sparse con personaggi già utilizzati. Ma parliamo di minuzie.

Stile 9. Io di solito apprezzo stili più schietti e diretti, ma nel suo caso sono disposto a fare un’eccezione. Vorrei far notare come in ogni capitolo ci sia un cambio di modalità espressiva, seguendo il cambio di personaggio centrale.

Ambientazione: 9.5. Questo perchè faccio fatica a dare 10, ma siamo nel meraviglioso. Culture diverse, tipologie differenziate di magia, relazioni verosimili tra gli stati, misteri ancora da scoprire…

Se non vi siete annoiati troppo, potreste buttare uno sguardo alle altre recensioni.