Background del Barbaro Enorme – D&D 5e

Questo è il BG del Barbaro che sto giocando adesso. So che avevo già fatto un Barbaro (qui), ma per una serie di sfortunati eventi mi ritrovo a giocarlo di nuovo (serviva qualcuno da prima linea). I master purtroppo mi hanno vietato di parlare dell’ambientazione, quindi starò molto sul vago e cambierò alcuni dettagli importanti.
NB: come vedrete il personaggio è ha muscoli enormi, ma non è molto sveglio (e fin qua, è come il 99,9% dei barbari), quindi ha anche forti tendenze maschiliste, machiste e discriminatorie in generale. Quindi se le sue parole vi suonano offensive, sappiate che è perfettamente normale ed anzi, è proprio il senso del personaggio. Come sempre provo a scrivere in prima persona, immedesimandomi, per cui proverò a usare la sua padronanza linguistica (estremamente moderata) e la sua visione del mondo (per nulla moderata)
.

Ultima nota: i master hanno creato una situazione particolare, incoraggiandoci a fare varie tipologie di reskin (se volete approfondire, link), per cui io ho preso le caratteristiche di un Elfo e come immagine del personaggio uso questa:

Non mi piace pensare al passato. Certo, a volte dico “anche io una volta ero un secco di merda come voi. Ora guardate qua” mentre flexo duro. Però una cosa è vantarsi di essere migliorati, una cosa è pensare davvero al passato.

Perchè ero davvero un secco di merda. Mi chiamavo Johnny Good. Mi ha cresciuto mio zio. Una vera femminuccia. Pensate che quando sono iniziati i primi scontri di confine vicino al nostro villaggio, invece di combattere ci ha fatto scappare nella grande città. Ero ancora un bambino, non potevo andare al fronte. Dovevo seguirlo.

Non mi ci trovavo per nulla. Ero abituato alla calma e alle tradizioni del villaggio. Qua invece era tutto strano. Veloce. Confuso.

Più diventavo adulto e più questo mondo mi andava stretto. Le donne ad esempio. Chi le capisce? Iniziarono a piacermi, però ormai non si possono più fare i complimenti a quelle che incontri per strada. Uno prova magari di notte a urlare a una ragazza che gira da sola che è bellissima per poi provare a baciarla he subito ti danno del maniaco. Del violento.

Avevo degli amici. Cioè, più che altro gente con cui passavo le ore libere tra un lavoretto e l’altro. Un gruppo di ragazzi secchi e un paio di ragazze betoniera. Dei veri boiler.
Secondo loro dovevo mostrare più rispetto per le donne. Secondo me le ragazze erano solo gelose, perchè loro non avrebbero mai avuto le attenzioni di nessuno e i ragazzi erano troppo fighette per provarci veramente con una donna vera con la D maiuscola.

Però finché il problema era solo quello potevo farcela. Pian piano iniziarono le richieste sempre più assurde. All’inizio mi si chiedeva di trattare le donne come fossero persone normali, senza dare della Betoniera e chi era effettivamente grassa e senza “molestare” quelle belle. Addirittura smettendo di dare della scoiattola a chi girava mezza nuda. Ok, potevo anche farlo, però non è colpa mia se il mondo funziona in questo modo: i maschi devono conquistare e le donne devono essere belle e fare un po’ le ritrose. Altrimenti dove andiamo a finire?

Poi iniziarono pure coi drow. Non potevo chiamarli carboncini, elfi sporchi e nemmeno orecchie a punta troppo abbronzati. Ormai difendere le proprie origini era considerato un crimine in questa città. Poi lo sappiamo che gli “Elfi Oscuri” vengono qua solo per rubare.

Poi pure i finocchi. Sì, non dovrei chiamarli così, appunto. Tutti continuavano a dirmi che dovevo rispettarli. Trattarli come se non fossero dei malati. Che loro volevano rimanere malati o qualcosa del genere.

Poi addirittura gli animali. Era meglio mangiare poca carne, sostituirla con la soya. Evitare anche le uova. La società stava diventando davvero malata, si parla di robe strane e ci si preoccupa della “sos-te-ni-bi-li-tà”. Ma se abbiamo sempre fatto così e non è mai successo nulla, perchè dobbiamo iniziare a preoccuparci proprio ora?

Poi perfino i trans e travestiti (che non ho capito, ma credo che sono la stessa cosa). Fare attenzione a usare il maschile, il femminile e il neutro, che non esiste.

Insomma, dovevamo fare tutti attenzione a parlare di tutta questa gente, usare bene le parole in modo da non far capire che in realtà facevano schifo a tutti.

Basta. Un giorno ho abbandonato la città. Ho accettato un lavoretto da fighetta in cui dovevo raccogliere certe piante curative nelle colline così potevo stare un po’ da solo, lontano da questi che mi facevano fare il doppio della fatica quando dovevo parlare.
Forse la mia scelta migliore, perchè ho finalmente incontrato lui.

Era un grosso ratto antropomorfo. Ma che dico. Non grosso: ENORME! Si chiama Arnoldo NeroNero, però è tutto bianco, con gli occhi rossi. Mi ha insegnato tutto quello che so ed è grazie a lui che ho smesso di essere un secco di merda. Ora mangio tanto petto di tacchino e soprattutto l’albume delle uova, sollevo ghisa, faccio flessioni sulle nocche e mi ha insegnato perfino a combattere e a dare la caccia ai ricercati. Ho cambiato il mio nome in Squoiattolo, per far capire subito a tutti che sono un tipo tosto, con cui è meglio non scherzare.

Poi mi ha insegnato che non devo rispettare l’opinione dei secchi e delle betoniere, perchè se erano davvero intelligenti allora avevano muscoli enormi. Invece non si rispettano e allora io posso non rispettare loro! Se qualcuno mi rompe le scatole io posso semplicemente flexare e avendo il bicipite più grosso ho per forza ragione.



Come sempre spero vi siate divertiti a leggerlo quanto mi sono divertito io a scriverlo.
Se cercate altri Background da cui prendere spunto per PG o PNG, ecco gli altri che ho scritto.
Altrimenti potreste curiosare la sezione D&D 5e con tanti approfondimenti, HR ecc.

Background per un Automa Mago

Sarebbe un personaggio di Shadow of the Demon Lord, un Clockwork, però è adattabile a qualsiasi gioco in cui ci siano razze tipo i Forgiati di D&D o gli Android di Pathfinder. Poi in realtà non è neanche un mago, visto che in SotDL si parte da livello 0. Però era per dare un’idea di cosa vorrà diventare “da grande”.

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Se un’anima umana viene posta in una macchina, cosa si ottiene? Come si definisce l’identità?

Chi siamo noi? Come definiamo il nostro essere? Molti direbbero un’unione di corpo e anima. Pare una definizione solida. Però cosa accade quando il nostro corpo cambia? Se ci tagliamo i capelli, siamo ancora noi? E i nostri capelli recisi sono ancora una parte di noi o solo spazzatura? In casi più estremi, come un’amputazione, che succede? Come consideriamo l’arto amputato e il corpo mutilato? Se poi ci viene messa una protesi?

Per non parlare di quando un’anima viene presa dall’oltretomba per essere vincolata a una struttura di metallo. Chi siamo noi in questo caso? L’anima precedente? Il nostro corpo? Un individuo totalmente nuovo? Difficile rispondere a domande come queste, sicuramente non sono io ad avere le risposte.
Una cosa però è certa: siamo esseri viventi e meritiamo, in quanto tali, dei diritti fondamentali. Inalienabili.

Non la pensavo in questo modo qualche anno fa. Anzi, non pensavo affatto a tutto questo. Cinque anni fa per la precisione. Però pare una vita fa. In effetti lo era. Potrei dire di non essere la stessa persona, da molti punti di vista.

Io ero, forse sono ancora, la macchina lavoratrice “qualificata SiderGeo 989”. Con la mia squadra, i miei fratelli, direi adesso, lavoravo alla miniera. Gli umani ci usavano per l’estrazione dei minerali. Noi Clockwork siamo molto comodi: non beviamo, non respiriamo, non mangiamo. Poi siamo resistenti, anche se a volte non abbastanza.

Il mio compito era quello di compiere le riparazioni alla strumentazione e di compiere analisi sui campioni, le strutture e l’aria, in modo da stilare i rapporti.
I miei fratelli avevano il compito più duro: usare i picconi e spingere i carrelli.
Per tutti era naturale, o almeno, si comportavano come se lo fosse.

Pur essendo senzienti eravamo trattati come fossimo macchine. Strumenti estremamente comodi e autosufficienti, ma nulla più.

La svolta accadde una sera. A fine turno. Ero sotto a controllare un binario parzialmente divelto. All’improvviso un tonfo. Un crollo. Nulla di troppo allarmante, era normale. Mi avvicinai per esaminare la situazione. Poi vidi uno sbuffo di gas sulla polvere che galleggiava in aria. Questo sì che era allarmante. Non feci in tempo a dire nulla. Luce. Boato. Poi buio.

Mi risvegliai nell’officina. Sentii gli umani che parlavano tra loro.
“Questo si è riattivato!”
“Oh, almeno uno. Però guarda: cade a pezzi ormai. Dovremmo buttarlo assieme agli altri e prenderne uno nuovo”
“No, dai, se uso i pezzi buoni delle altre carcasse, dovrei riuscire a rimetterlo in sesto”
“Bah, dici?”
“Sì, dai, almeno risparmiamo qualcosina e poi ci beviamo gli avanzi del fondo cassa riparazioni!”
Poi buio di nuovo.

Mi risvegliai.
Confuso. Mi sentivo strano.
“Hey, funziona! Herbert, questo funziona!”
“Lascia perdere: guarda qua!”, sentii un foglio che veniva sventolato, come fosse più pesante di uno spadone “I capi hanno deciso che qua si chiude tutto.”
“Ma come?!? C’è ancora molto da estrarre là sotto”
“Troppi crolli e troppi problemi. Che cavolo ne so. Hanno detto di chiudere tutto e andarsene”

Ancora non riuscivo a connettere bene. C’era qualcosa che non andava in me. Provai a muovermi, a dire qualcosa, ma non avevo il pieno controllo del mio corpo.

I due si alzarono e uscirono, chiudendo la porta. Poco dopo, sempre che la mia cognizione del tempo fosse affidabile, sentii il rumore della carovana che se ne andava.

Pian piano recuperai l’uso del corpo. Posso dire che era il MIO corpo? Non lo so. A volte lo faccio ugualmente, per comodità. Altre volte questa locuzione mi pare profondamente errata.
I miei arti erano spariti, sostituiti da quelli dei miei fratelli. Il mio tronco era tenuto insieme da varie bande metalliche, probabilmente anch’esse ricavate dei miei compagni morti.

Con la lentezza data dalla sensazione di estraneità che provavo, uscii dall’officina e iniziai a perlustrare la zona, in cerca di oggetti utili. Mi imbattei in una piastra levigata, così lucida da riflettere la mia immagine.
Fu decisamente bizzarro. Io non ero io. L’immagine che mi veniva riflessa non corrispondeva minimamente all’immagine mentale che avevo di me stesso.
Trovai dei vestiti e li indossai.
Ecco. Così almeno avrei dato meno l’impressione di essere quello che ero: un’accozzaglia di pezzi di creature diverse. Solo i viso era rimasto invariato. Qualche graffio, però i cambiamenti piccoli non contano, come dicevamo prima, no?

Mentre mi sistemavo la manica notai una piastra a scorrimento nel braccio. Il piccolo pannello poteva essere spostato da una leggera pressione. Lo feci, senza indugiare. D’altronde ormai il corpo era mio, no?

Dentro era incisa una scritta “Nolite Te Bastardes Carbondrorum”. Il braccio era di “operaio Geo 232”. Doveva essere lingua antica. Avevo già sentito quella locuzione, anni addietro. “Non lasciare che i bastardi ti calpestino”.

Rimassi alcuni minuti completamente immobile a fissare l’orizzonte fuori dalla finestra. “Nolite Te Bastardes Carbondrorum”. Chi sono i bastardi? Chi lo calpestava? La risposta era ovvia, ma per coglierla serviva, per così dire, una rivoluzione paradigmatica.

Dopo qualche minuto raggiunsi una nuova convinzione: non potevo lasciare che gli umani ci usassero come “carne” da macello. Non possiamo lavorare come schiavi per loro, per poi essere gettati via come spazzatura quando siamo feriti.

Ero vivo ed avevo uno scopo. Dovevo solo trovare un modo per raggiungerlo. Ero stato progettato per studiare. Forse avrei potuto studiare la magia, in modo da liberare dalle catene fisiche e mentali il maggior numero di fratelli.




Se il BG vi è piaciuto, potete trovarne altri QUI. Però anche se non vi è piaciuto potreste andare a leggere gli altri per vedere se qualcuno vi piace…no?

Teorie sul Gioco di Ruolo – GdR

Opinioni, analisi, riflessioni e spunti, confronti, approfondimenti, dettagli, sui Giochi di Ruolo, sul loro mondo e sulle sessioni. Utile (spero) per l’organizzazione della sessione, per valutare l’efficacia del regolamento, per approfondire alcune interazioni con le ambientazioni e spero possa servire anche ai master per gestire meglio una sessione (D&D, Pathfinder, non importa) divertente per i proprio giocatori.

Un Mago di LVL 20 può Battere un Guerriero di LVL 60? Piccola sfida, che nessuno ha ancora raccolto. D&D 3.5.

Organizzare il Gioco

Sessione Zero, definizione e piccolo approfondimento.

Consigli per trovare gruppo, sia dal vivo che su internet.

Portare i Bambini a Sessione. Piccolo episodio di vita vissuta e conseguenze.

Come far incontrare i Personaggi. Alcuni consigli per diversificare i classici “vi conoscete già” o “siete in una taverna.

Consigli su come iniziare a masterare. Siete giocatori e volete fare il salto o siete obbligati a fare il salto? Prendete il coraggio a due mani e poi scoprite che non era il coraggio e non servivano nemmeno due mani.

Riflessioni sulle Regole

Allineamenti. Pregi e difetti. Sono un aiuto o un ostacolo?

Bisogna saper parlare per usare le abilità di parola? Analisi sulla divergenza tra capacità del giocatore e del personaggio.

Danni da Caduta e cadute di Stile. Analisi sulle pretesi di realismo e la coerenza in Giochi di Ruolo fantasy ad alto livello di potere.

Patto del Warlock e voti del Paladino in che modo limitano le azioni? Analisi RAW e RAI su come interpretare le restrizioni al comportamento delle due classi più limitate di D&D 5e.

Qual è il modo giusto di interpretare le caratteristiche? Cosa dicono le regole di D&D 5e, PF e D&D 3.5? Come bisogna ruolare il proprio PG?

Punti Ferita, cosa rappresentano? Articolo di Lorenzo di Dietro allo Schermo.

Logica e Realismo delle Ambientazioni

Quanto è sconvolgente per un popolano ricevere una moneta d’oro? Piccolo approfondimento sull’economia dei GdR. D&D 3.5, Pathfinder e 5e.

Che cos’è un supereroe? Raccolta delle opinioni e tentativo di definizione. Continua nella parte 2.

Che incantesimo vorreste nella vita reale? Torneo di sondaggi Facebook, qui si tirano le somme e si aggiornano i risultati.

Che incantesimo sarebbe bello poter lanciare nella vita reale? Piccola analisi post sondaggio.

Di che livello sono le persone normali? Piccolo confronto tra Mario Rossi e un PG livello 1. Chi vincerà?

D&D non è il medioevo. Non siete stupiti da questa affermazione? Bene, siete più intelligenti e acculturati di un paramecio.

Ha senso essere atei in D&D? La magia divina dovrebbe convertire tutti, no? No.

Consigli per i Master

Reskin e Refluff. Definizioni ed esempi. Con tanto di parte 2 con esempi estremi.

Alcune Idee sulle Trappole – Commento a un Articolo. Risposta indiretta a un articolo sulle trappole. Le mie idee per renderle più interessanti.

Premi ai Giocatori che si Impegnano. Chi si impegna di più deve avere un personaggio più forte?

Limitare l’importanza dei dadi rispetto ai bonus. Conta troppo la fortuna e poco l’abilità? Ecco un rimedio.

Significati e Definizioni

Rebuild o Retraining. Definizioni e analisi Costi/Benefici.

Glossario totale. Raccolta di tutti i termini specifici dei GdR. Li conoscete tutti? Ne manca qualcuno?

La costituzione Italiana fa schifo. RAW contro RAI. Piccolo esempio di come si possano interpretare le regole in modo diverso.

Cosa sono i Giochi di Ruolo. Un modo per spiegare che cosa siano a nuove leve.

Cosa sono i Giochi di Ruolo – Parte Seconda. La seconda parte della spiegazione, con tanto di esempio.

Ottimizzazione VS Interpretazione

Stormwind Fallacy. Partiamo dalle basi.

Quegli Odiosi Multiclasse. Perchè si odia così tanto chi costruisce personaggi con varie classi?

Metagamer, Powerplayer, Ottimizzatori, li odio tutti! Piccola analisi dei termini e degli approcci al gioco.

Scegliere l’opzione più forte è una forzatura da Powerplayer? Oppure c’è una certa coerenza logica, dal punto di vista del PG?

Multiclasse per D&D 5e. Piccola carrellata sulle regole e opinioni riguardo i limiti che vengono imposti.

Che schifo, questo GdR assomiglia a un videogioco. Analisi su questo modo di dire demenziale.

GdR e bambini

Far interessare i bambini ai GdR. Ottimo se avete figli, nipotini e via dicendo

Come insegnare ai bambini D&D. Se avete superato il primo step, ecco la parte successiva.

Cartagena, gioco da tavolo per bambini. Ottimo mentre aspettate che imparino D&D.

Portare i bambini a sessione. I piccoli mostri devono stare con la baby sitter o possono partecipare?