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In molti credono che se ci si impegna per fare Personaggi forti (loro direbbero build Powerplayer), poi non si interpreti e non si giochi di ruolo. E viceversa. Questa fallacia logica è nota col nome di Stormwind Fallacy. Ecco un piccolo approfondimento, spiegazione del nome e opinione in merito. Sorpresa sul finale: una situazione in cui ci può essere davvero attrito (ma non incompatibilità) tra interpretazione e ottimizzazione.

Non so decidermi, secondo voi questo è un PG ottimizzato o Interessante? Uh, ecco la sua scheda in D&D e Pathfinder

Nel 2006 sul forum Wizard un utente di nome Tempest Stormwind scrisse quanto segue:

Quote from Tempest Stormwind » Tempest Stormwind 05-15-06, 03:58 PM I still stand by the argument that this is a fundamental difference between old school (basic D&D: 1 race/class, AD&D: very limted multi-classing) vrs new school (I buy a book and there is a class in their and I want it gimmie gimmie). The trend I see is old school = roleplayers, new school = optomizers. Note to New school people: Don't listen to what you hear, you aren't a dork if you roleplay. It is ok to indulge in what D&D is all about, roleplay. If you try it and have a good DM, I guarantee you'll have a blast and won't care so much about optomizing. Okay, that's it. I'm hereby proposing a new logical fallacy. It's not a new idea, but maybe with a catchy name (like the Oberoni Fallacy) it will catch on. The Stormwind Fallacy, aka the Roleplayer vs Rollplayer Fallacy Just because one optimizes his characters mechanically does not mean that they cannot also roleplay, and vice versa. Corollary: Doing one in a game does not preclude, nor infringe upon, the ability to do the other in the same game. Generalization 1: One is not automatically a worse roleplayer if he optimizes, and vice versa. Generalization 2: A non-optimized character is not automatically roleplayed better than an optimized one, and vice versa. (I admit that there are some diehards on both sides -- the RP fanatics who refuse to optimize as if strong characters were the mark of the Devil and the min/max munchkins who couldn't RP their way out of a paper bag without setting it on fire -- though I see these as extreme examples. The vast majority of people are in between, and thus the generalizations hold. The key word is 'automatically') Proof: These two elements rely on different aspects of a player's gameplay. Optimization factors in to how well one understands the rules and handles synergies to produce a very effective end result. Roleplaying deals with how well a player can act in character and behave as if he was someone else. A person can act while understanding the rules, and can build something powerful while still handling an effective character. There is nothing in the game -- mechanical or otherwise -- restricting one if you participate in the other. Claiming that an optimizer cannot roleplay (or is participating in a playstyle that isn't supportive of roleplaying) because he is an optimizer, or vice versa, is committing the Stormwind Fallacy. How does this impact "builds"? Simple. In one extreme (say, Pun-Pun), they are thought experiments. Optimization tests that are not intended to see actual gameplay. Because they do not see gameplay, they do not commit the fallacy. In the other extreme, you get the drama queens. They could care less about the rules, and are, essentially, playing free-form RP. Because the game is not necessary to this particular character, it doesn't fall into the fallacy. By playing D&D, you opt in to an agreement of sorts -- the rules describe the world you live in, including yourself. To get the most out of those rules, in the same way you would get the most out of yourself, you must optimize in some respect (and don't look at me funny; you do it already, you just don't like to admit it. You don't need multiclassing or splatbooks to optimize). However, because it is a role-playing game, you also agree to play a role. This is dependent completely on you, and is independent of the rules. And no, this isn't dependent on edition, or even what roleplaying game you're doing. If you are playing a roleplaying game with any form of rules or regulation, this fallacy can apply. The only difference is the nature of the optimization (based on the rules of that game; Tri-Stat optimizes differently than d20) or the flavor of the roleplay (based on the setting; Exalted feels different from Cthulu). Conclusion: D&D, like it or not, has elements of both optimization AND roleplay in it. Any game that involves rules has optimization, and any role-playing game has roleplay. These are inherent to the game. They go hand-in-hand in this sort of game. Deal with it. And in the name of all that is good and holy, stop committing the Stormwind Fallacy in the meantime.

Esempi

So che siamo nel 2019, ma per molti questa compatibilità tra ottimizzazione e interpretazione non è ancora pacifica. Visto che ci sono persone che amano dedicarsi solo all'interpretazione e non all'ottimizzazione, mentre viceversa altri si curano solo dell'ottimizzazione e non si interessano all'interpretazione, molti credono che le due passioni siano mutualmente esclusive. Certo, questa posizione è palesemente falsificata da quelle persone che si appassionano a entrambe le sfaccettature del GdR, però forse si capisce meglio con un esempio.

Prendiamo due categorie di serie tv: horror e fantascientifiche. Alcuni preferiscono un genere, alcuni l'altro. Alcuni ovviamente entrambi. Però non vi verrebbe mai da dire che per colpa delle serie tv horror, nessuno segue quelle di fantascienza, vero?

Certo, il tempo nella giornata è limitato e non possiamo guardare tutto, però se le serie di fantascienza non ci appassionano più di tanto, non inizieremmo a guardarle solo perchè ci vietano di guardare quelle horror, no?

Obiezioni

Certo, molti diranno, ma allora come mai se a uno non piace l'interpretazione apprezzerà l'ottimizzazione e viceversa, se non si diverte ottimizzare, allora apprezzerà l'interpretazione? Questo viene preso come argomentazione del fatto che la riduzione di una delle due passioni incrementi l'altra.

Wow, sembra convincente! Peccato che sia un pregiudizio (un bias) basato sul criterio fallace di selezione del campione.

Perchè così come esistono persone a cui piace sia ruolare che buildare, esistono persone che non apprezzano nessuna di queste attività. Però queste persone non entrano nella statistica perchè non saranno mai al tavolo da gioco con noi (oppure se ci sono saranno distratte e annoiate tutto il tempo, magari armeggiando selvaggiamente col cellulare, quindi le loro specifiche passioni passeranno in secondo piano).

Il bias qui citato credo abbia un nome specifico, ma ora ho sonno e non mi viene in mente.

Risultati immagini per stormwind
No, la Stormwind Fallacy non ha niente a che vedere con World of Warcraft. Niente wow.

Postilla

Nonostante la mia apologia e nonostante sia convinto che l'essere buoni ottimizzatori e buoni ruolatori siano casistiche causalmente disgiunte in maniera netta, vi sottopongo una leggera collisione che potrebbe avvenire in circostanze particolari.

  • Poniamo che per voi le classi siano professioni effettive e non solo "pacchetti di abilità" (come sappiamo in D&D 3.5 è opinabile, mentre in Pathfinder sono professioni, scritto nero su bianco).
  • Poniamo che voi abbiate pensato tutta la vostra progressione di livelli e talenti nel dettaglio.
  • Poniamo che veniate in contatto in maniera inaspettata con una possibilità di modificare la vostra carriera (lavorate a stretto contatto con una gilda di ladri, trovate un antico tomo magico e uno che può spiegarvi come usarlo...).
  • Poniamo che il master non utilizzi retrain e pratiche simili.
  • Poniamo che non sia possibile emulare semplicemente le capacità della nuova carriera con un po' di reskin.

Ecco, al verificarsi di queste tre specifiche condizioni, tendenzialmente un ottimizzatore sarà più restio a modificare "al volo" la build, rispetto a qualcuno che non ha alcun tipo di progetto riguardo i livelli futuri.

Sinceramente io non trovo altri attriti fra l'ottimizzazione e l'interpretazione. Voi?
Comunque potete approfondire la questione:
Quegli Odiosi Multiclasse. Perchè si odia così tanto chi costruisce personaggi con varie classi?
Metagamer, Powerplayer, Ottimizzatori, li odio tutti! Piccola analisi dei termini e degli approcci al gioco.
Scegliere l'opzione più forte è una forzatura da Powerplayer? Oppure c'è una certa coerenza logica, dal punto di vista del PG?
Multiclasse per D&D 5e. Piccola carrellata sulle regole e opinioni riguardo i limiti che vengono imposti.

Se non avete sentito abbastanza sproloqui, potreste curiosare la sezione Teorie sul GdR.

In realtà più che essere una variante alle regole si tratta di mescolare il regolamento della prima edizione con quello della seconda edizione di Sine Requie Anno XIII per quel che riguarda la creazione del personaggio, in modo da garantire più possibilità di personalizzazione.

Ho già argomentato abbastanza su cosa è cambiato nella seconda edizione, e sul perchè potrebbe valere la pena mischiare i due metodi. Senza nulla togliere alla seconda edizione, trovo che possa valer la pena fare un tentativo con questa versione. Io ho fatto una prova settimana scorsa e nessuno si è lamentato (forse perchè aveva paura delle mie ripercussioni, chissà).

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Ma quanti bei personaggi si possono creare in Sine Requie Anno XIII, no?

Tarocco Dominante

Ho fatto estrarre direttamente 3 arcani e poi ho lasciato scegliere al giocatore quale utilizzare. Sinceramente trovo che questa possibilità lasci un maggior spazio di personalizzazione e non ho riscontrato abusi possibili.
Certo, è più facile avere una specializzazione particolare (abbastanza forza per le motoseghe, una mira eccezionale, Affinità Occulta sufficiente a usare la magia), ma trovo che in un gioco senza particolari squilibri (tanto alla fine si muore tutti rapidamente) questo non sia un problema

Arcano del Passato

Anche per l'estrazione del tarocco che influenza il Background ho utilizzato il metodo precedente: tre carte estratte contemporaneamente e si sceglie quale utilizzare.

Generazione Caratteristiche

Abbiamo usato pari pari il metodo della prima edizione. Ok, è macchinoso, molto di più di quello della seconda edizione. Però, come avrete capito, mi piace lasciare grandi possibilità ai giocatori.

Difetti e Pregi

Forse avrete già capito: abbiamo usato il metodo della prima edizione. Lo so che apre le via a (per dire) cecchini letali, super competenti nelle armi, ma con problemi di lettura, puzza letale e tanti altri difetti che non impattano in un cacciatore di morti delle terre perdute.
Però i miei giocatori sono persone serie e non hanno abusato, anche perchè li ho minacciati di terribili ripercussioni come morte per smembramento; non dei loro personaggi, si intende, ma proprio la loro morte.

Unico accorgimento: ho diviso per due il totale che si dovrebbe sottrarre o aggiungere alle abilità iniziali.
Al vostro buon cuore se dividere per difetto o eccesso.

Professioni e Abilità

Ecco, a questo punto ci siamo spostati di nuovo alla seconda edizione, per non abbandonarla più. Quindi lista delle professioni della seconda edizione e il suo metodo di acquisizione delle abilità.

In questo modo si può usufruire della maggior linearità dei punti abilità e il miglior equilibrio nel loro ottenimento.

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Le immagini a colori per Sine Requie mi convincono sempre meno. Sono solo io?

Conclusione

Ora dovremmo giocare tout court con la seconda edizione. Vi tengo aggiornati sui risultati.

Intanto, come vi sembra questo sistema? Trovate difetti? Come lo cambiereste?

Se volete guardare altre cose di Sine Requie, ecco il link.

Ora che è uscito Frozen 2, seguito del famosissimo film Disney di cui Elsa è la protagonista, ho deciso di rimettere mano alla build, facendo anche la versione Pathfinder e non solo quella D&D 3.5.


Punti salienti: Signora del freddo, può controllare il ghiaccio in ogni forma, costruisce anche un gigante di ghiaccio come guardiano.Valutazione livello: A conti fatti fa cose incredibili, lvl 15.

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Scheda

Suggerimento build:
Razza: Umana.
Classi: Stregone 6 Elemental Bloodline.
Abbiamo una vastità di incantesimi (ice Storm, Ice Slick...) e una specializzazione in quelli del freddo. Il lancio spontaneo e Escludere Materiali dovrebbero risolverci i problemi di flavour.
Caratteristiche: Teniamo il Carisma alto, la Destrezza non bassa, poi giochiamocela come vogliamo.
Talenti: Cold Celerity ci rende adatte a vivere nel gelo, Cold Focus migliora i nostri incantesimi, Elemental Spell ce li fa diventare tutti di tipo freddo, Chilling Amplification gli dona la capacità di rallentare e Rime Spell intrappola. Ciliegina sulla torta, io prenderei Autorità per avere un gregario elementale del gelo o simile.
Equipaggiamento: Non ci serve nulla, a parte una corona.

Varianti e considerazioni: Il Mago è meno attinente, perchè deve avere un libro e studiare gli incantesimi, però non è vietato (Elemental Arcane School - Ice). Stesso discorso per l'Arcanista (elemental Master, nel caso). Invece a sorpresa l'Oracolo fa la sua figura. Come mistero Winter e come curse Reclusive; la sua lista incantesimi è un filo peggiore per riprodurre Elsa, ma tutto sommato fa la sua figura.

Ogni personaggio è replicabile in Pathfinder?

Altrimenti vi prendete il palazzo di ghiaccio e vi consolate:

Hasbro Disney Frozen Disney Frozen Palazzo di Ghiaccio di Elsa, B5197Apre in una nuova finestra

Continua la serie di personaggi di League of Legend ricreati in D&D 3.5. Questo non è stato creato da me, ma da Luigi di Perno. Se volete partecipare anche voi all'operazione, dovete solo inviare il materiale e sarà pubblicato.
Comunque potere dare un'occhiata agli altri PG di LOL: Talon , Darius, Thresh, Rengar.

Punti Salienti: Brand è un mago assetato di vendetta e, come questa vendetta ha bruciato il suo essere, lui si diverte a bruciare il resto del mondo.

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Scheda

Valutazione Livello: Come ogni mago la potenza si vede con l'avanzare dei livelli e, non essendo questa una guida per fare il pg più ottimizzato possibile, ma solo la replica di un pg di un altro mondo andremo ad elencare solo i punti salienti. comunque intorno al livello 5/6 dovreste avere tutto o quasi.

Razza: Brand era un umano per cui direi che siamo già a posto. (se si hanno a disposizione gli arcani rivelati ci sono le varianti per le razze del fuoco) in alternativa i Genasi del fuoco su ambientazione di Forgotten Realms rispecchiano pienamente l'anima corrosa di Brand (essendo i Genasi degli esterni)
Classi: beh anche qui c'è poco spazio alla fantasia sicuramente un caster. I migliori sono i maghi specialisti in particolare la variante dell'invocatore su arcani rivelati o altrimenti, se preferite una classe divina, il Shujenja [Perfetto Sacerdote] rispecchia perfettamente Brand; per cui consiglierei quest'ultima.
Classi di prestigio: qui ormai siamo molto avanti coi livelli e il vostro personaggio si dovrebbe ormai esser caratterizzato, ma se volete impersonarlo meglio senza perdere di efficacia allora vi consiglio di prendere il Sapiente Elementale [Perfetto Arcanista]: oltre ad essere strettamente collegato con un elemento al decimo livello vi trasformate in un elementale dell'elemento scelto, per cui incarnerete ancora meglio il personaggio.

Talenti: Blistery Spell [Player's Handbook II] e Fiery Spell [Sandstorm] aggiungono danni delle magie con il descrittore fuoco che replica la passiva di brand; Incantesimi Concatenati [Perfetto Arcanista] serve per replicare la ulti di brand

Incantesimi: Abbiamo una miriade di incantesimi basati sul fuoco, possiamo stare sul semplice e scegliere questi:
attacchi base: Mani Brucianti
Q: Produrre Fiamma
W: Colpo Infuocato
E: Combustione [Magia di Faerun]
R: la tanto attesa ed immancabile PALLA DI FUOCO

Oggetti Magici: non vi serve molto ma se volete replicare in modo ancora più dettagliato brand potete creare (se il master lo accetta) un oggetto che permette di far esplodere le vostre spell di fuoco se il bersaglio è stato colpito da un'altra vostra spell.