Goblin Stregone – Background per PF2

Provo la seconda edizione di Pathfinder, ed ecco il mio primo personaggio. Come sempre, nel background non ci sono riferimenti al sistema di gioco, quindi se volete provarlo in D&D o dove volete, non ci sono problemi di adattamento.

Siamo di nuovo in quel periodo dell’anno. Scuoto la testa per scacciare il ricordo, ma con scarsi risultati. La stupida pioggerellina autunnale mi si appiccica addosso, inzuppandomi lentamente e inesorabilmente.
Proprio come quel giorno.

Oggi è una delle prime giornate di pioggia dopo un periodo di sole. Già, anche questo è proprio come l’anno scorso.

Mi gratto la cicatrice sulla nuca e spazzo via un po’ di acqua dalla faccia.
Strano come le stimolazioni sensoriali e le vicinanze stagionali possano stimolare i ricordi.

Non voglio pensarci. Continuo a camminare. Non dovrebbe mancare molto.
Mi guardo intorno. Pure gli stupidi alberi sembrano quelli dell’incidente.
Maledetti alberi.

Tutta colpa di quella pianta. O forse non sarei proprio dovuto andare a passeggiare in quella zona mentre ero di pessimo umore e per di più con quella dannata pioggerellina. Però non riuscivo a dormire. Gli allenamenti al Dojo non stavano andando bene nell’ultimo periodo e aver discusso col Sensei non ha certo aiutato.
Mi rigiravo nello spoglio dormitorio senza riuscire a prendere sonno. Nonostante le nuvole era una notte molto chiara. Decisi di uscire per sfogare la frustrazione e sperare di prendere sonno.

Non ricordo bene perchè presi quella strada. Stavo pensando a tutt’altro, cercando di trovare nella mia immaginazione una conclusione migliore alle discussioni avute di recente. Fatto sta che mi ritrovai sulla collina del Picco Storto. Stanco, nervoso e coperto dalla fetida pioggerellina fine. Non sono sicuro riguardo l’affidabilità dei miei ricordi. Però mi pare che vidi una pianta rara, una Palla di Polline, quelli che usavamo al Dojo per fare i fumogeni. Beh, almeno avrei dato un senso a quell’inutile gita notturna, no? Beh, No.

Mi avvicinai. Sì, ero parecchio vicino al dirupo. Però ho quasi il Keikogi nero, non sono certo uno sprovveduto. Saranno almeno 30 metri di strapiombo, ma mi piaceva sporgermi dalle grandi altezze, il senso di brivido che si prova fissando il vuoto sotto di me è davvero inebriante. Respiro profondamente e torno a concentrarmi sulla pianta. Faccio qualche passo verso di lei. Poi i ricordi si fanno confusi. Forse la pioggia aveva reso il terreno friabile. Forse scivoloso. Forse sono solo un fesso che si è inciampato per la stanchezza e la disattenzione.

Sento il vuoto tutto attorno a me. Agito le mani per afferrare qualcosa. Sento un ramo. Sono salvo! Invece il ramo si spezza. Stupidi alberi.

Di nuovo il vuoto. Il buio.

Non so se sono caduto nel fiume o se ci sono strisciato dopo. Non ho i ricordi molto chiari riguardo al seguito. So che ero fradicio e infreddolito. Un pescatore deve avermi ripescato. Ricordo che non riuscivo a muovermi, probabilmente mi ero rotto pure ossa che non avevo.

Fortunatamente chi mi raccolse oltre ad essere di animo buono, viveva con una guaritrice. Rimasi con loro per una luna. Credo. La maggior parte del tempo ero privo di sensi.

Quando iniziai a riprendermi successero cose strane. Credo iniziò tutto quando sfiorando un ciocco di legno, gli feci prendere fuoco. Per poco non feci divampare un incendio in casa. Non fu l’unico caso di “autocombustione spontanea inspiegabile” mentre, guarda caso, mi trovavo nelle vicinanze. Pian piano capii che era colpa mia e riuscii ad ottenere una sorta di controllo su questi eventi, aiutando i miei salvatori ad accendere il fuoco con semplicità. Tuttavia i seppur radi incidenti in cui le fiamme sfuggivano alla mia volontà, mi convinsero che sarei stato più un rischio che un vantaggio per il pescatore e sua moglie. Dunque me ne andai, promettendo loro che sarei tornato per sdebitarmi.

Fu strano tornare attivi. La caduta non mi ha ucciso, ma mi trovavo appeso tra due vite: la mia vita precedente, come marzialista, verso la quale non mi sentivo più adatto e quella che spero sarà la mia vita futura, come incantatore, per la quale tuttavia non ho ancora le competenze.

Un lampo in lontananza mi riscuote dal mio inutile rivangare. Mi guardo attorno. Ormai ci siamo davvero. Potrò offrirmi come scorta per una carovana verso Absalom, alla ricerca di un maestro che sappia gestire questo tipo di magia.

Spero che il BG vi sia piaciuto. A proposito di cadute, Ecco un articoletto che avevo scritto, a breve lo aggiornerò con le regole di Pathfinder 2ed.

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