Duel – Gioco da Tavola – Recensione

O si dice Gioco da Tavolo? Non ho mai capito. GdT, così siamo tutti d’accordo. Comunque 7 Wonders – Duel è un gioco competitivo da due persone. Sì, anche io a questo punto mi sarei disinteressato, ma in realtà si è rivelato decisamente valido: si tratta di costruire una propria città e superare l’avversario o sul piano militare o su quello culturale o civile. In pratica è una partita a Age of Empires (o un altro gestionale del genere) fatta con un mazzo di carte.

Duel, il gioco da tavola, non il film!

Contenuto della Scatola

C’è un piccolo tabellone in cui segnare i progressi militari e le conquiste tecnologiche, poi tutto il resto si gestisce con le carte.

Tre mazzi, uno per ogni era di gioco. Le carte sono suddivise per colore e hanno un disegno rappresentativo.

Quindi nulla di particolarmente elaborato o ricercato, ma parliamo di una confezione piccola, comoda da portarsi dietro e con un costo inferiore ai 25€.

Regolamento

Le carte vengono disposte in una formazione specifica, alcune coperte e altre scoperte. Ogni turno un giocatore pesca una carta a propria scelta e costruisce l’edificio corrispondente, se possiede le risorse necessarie, acquisendone i vari bonus.

Le risorse possono essere le monetine (oro), oppure le produzioni di vetro, carta, argilla, pietra e legna.

A questo punto iniziano le difficoltà: potreste non avere produzioni, quindi dovrete pagare oro per comprarle. Il prezzo è variabile a seconda delle produzioni dell’avversario. Se non avete oro o non volete costruire, potrete vendere la carta e intascare un po’ di monete.

I bonus di ogni costruzione possono essere punti militari (quando si arriva a una certa soglia, si vince la partita), produzione di ulteriori risorse, guadagno immediato di oro, sblocco di tecnologie (anche queste possono portare alla vittoria) oppure semplicemente punti per ottenere la vittoria una volta terminate le carte.

Inoltre alcuni edifici permettono di costruirne gratuitamente altri nelle ere successive. Ad esempio l’acquedotto vi permette di costruire gratis i bagni pubblici.

Poi su certe carte troviamo un simbolo tecnologico: trovandone 5 diversi possiamo vincere la partita e trovandone 2 uguali otteniamo un potenziamento culturale (punti extra, bonus di costruzione, vantaggi militari, ecc).

Per finire abbiamo le meraviglie: 4 edifici speciali e unici che ogni giocatore possiede. Sono piuttosto difficili da costruire, ma quando vi si riesce i bonus sono notevoli (risorse bonus, doppi turni, bonus militari, ecc) e personalizzati per essere in tema con la specifica meraviglia costruita (non vi aspetterete che le piramidi diano lo stesso bonus del Circo Massimo)!

Strategia

Come avete potuto notare non è un gioco immediato. Dopo due o tre partite rimane ancora in dubbio quale sia la scelta migliore da fare (se prendo il potenziamento militare mi avvicino alla vittoria, ma in questo modo lui dopo può prendere la coppia di simboli tecnologici e prendere un super potenziamento, meglio prendere una risorsa extra, così non scopro nessuna carta vantaggiosa, però lui se spende tutti i soldi può costruire la meraviglia, ottenere un doppi turno e pescare anche la carta del…).

Poi so di essere fissato io (i mei amici hanno smesso di giocare con me a Machiavelli, perchè il mio turno dura dalle 7 alle 9 ore), però io a volte resto a fissare la stesa delle carte per pensare alla mossa successiva per decisamente troppo tempo.

Poi ovviamente se siete persone brutte, nessuno vi impedisce di giocare in maniera più spontanea, però di fatto è un gioco strategico che richiede riflessione e pianificazione, se si vuole vincere, inoltre giocare così vi farà ottenere il mio disprezzo.

Pro e Contro

+ Coinvolgente. Vien voglia di giocare una seconda partita anche se si è fatto tardi.
+ Adoro il tipo di ambientazione, se fosse basato sull’epoca contemporanea, mi sarebbe piaciuto meno.
+ Economico e trasportabile. Quando si parla di Giochi da Tavolo, non è mai cosa da poco.
+ Gestionale strategico. Capisco che sia un gusto, ma i miei gusti son giusti i vostri no.

– Solo due persone. Peccato.
– Competitivo. Tendo a preferire i collaborativi, almeno da quando i miei pargoli si sono rivelati melodrammatici di fronte alle sconfitte.
– Preparare la stesa delle carte è noiosissimo, ma so che è un mio problema: alla fine son una ventina di carte ogni volta.




Se vi siete divertiti, sappiate che di solito recensisco GdR. Eccone vari.

Altrimenti, ho anche la recensione di un altro Gioco da Tavola. Cartagena.

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