Punti Ferita – Solo Fatica o Vere Ferite? – Non solo D&D

In D&D e GdR simili (quindi 5e, 3.5, ma anche Pathfinder e altri giochi di ruolo del genere) i sono due grandi correnti di pensiero riguardo i PF: i punti ferita rappresentano veri e propri colpi a segno, con schizzi di sangue, ossa rotte e tutto il resto; oppure in realtà minano solo la resistenza del PG, stancandolo ed esaurendolo, finché non si arriva ai colpi finali, quelli che mandano ko, a zero PF, e solo questi sono veri colpi a segno. Per supportare la seconda, spesso si tira in causa il nome inglese dei punti ferita: Hit Point (HP) e quindi “punti colpo” senza nessun rimando a vere e proprie ferite.
Qual è il modo giusto, più sensato e verosimile di intendere i punti ferita? Cosa rappresentano nel gioco di ruolo? Quali sono le conseguenze di ogni interpretazione?

Sì, avevo ospitato un articolo di Dietro allo Schermo (questo) su un argomento simile, ma dovevo pur dire la mia, no? Cerchiamo quindi di vedere un po’ le due differenti interpretazioni, valutandone i pro e i contro.

Punti Ferita come Vere Ferite

Colpo a segno: la spada lacera le carni del vostro compagno, provocando uno schizzo di sangue che vi investe tutti. Il malvagio spadaccino lecca il rosso liquido dalla sua lama letale sogghignando. Sono 18 danni.
Dai, non neghiamolo: ha un suo fascino immenso fare descrizioni del genere. Però abbiamo una serie di problemi non trascurabili.

Riposo – Una buona notte di sonno e passa tutto

Soprattutto in D&D 5e, dove con una notte di sonno si recuperano tutti i punti ferita, questo approccio mostra i suoi limiti: uno va a letto con il petto squarciato, un braccio rotto, quattro frecce in pancia e il viso ustionato, ma poi si sveglia fresco come una rosellina. Diciamo che la faccenda può creare qualche difficoltà nella narrazione, facendo inarcare più di un sopracciglio negli ascoltatori.

In D&D 3.5 la questione sarebbe un po’ meno impressionante, visto che (a memoria) si recuperano al massimo 3 PF per Dado Vita ogni giornata di riposo completo, senza uso di magia, ma solo con cure normali. Comunque sia, potremmo recuperare facilmente la nostra piena forma fisica in 3-4 giorni. Insomma, non siamo Wolverine, ma abbiamo una velocità di guarigione spontanea davvero impressionante.

Effetto Puntaspilli

Non so voi, ma dopo la ventesima freccia che ci colpisce in pieno petto ((1d8+3)x20 = 150 PF di media. Nulla di impossibile a livelli abbastanza alti, anzi) inizio a visualizzarmi il personaggio come una sorta di cosplayer estremo di un istrice. Cioè, dove stanno tutte quelle frecce? Non ci intralciano il movimento? Non sembriamo terribilmente ridicoli? Poi quando le togliamo facciamo una scena tipo i personaggi dei cartoni animati che cadono nei cactus?

Non so, sarà un’obiezione sterile, ma usa situazione del genere io faticherei a prenderla sul serio. Il che ci porta al prossimo punto.

Sospensione dell’incredulità e Realismo

Molti cercano il realismo. Ok, in un GdR probabilmente è un po’ troppo come pretesa. Anche in GURPS o Rolemaster (sistemi molto dettagliati e verosimiglianti) non si può andare più in là di tanto, altrimenti dovremmo fermarci di continuo ad aprire libri di fisica, fare calcoli astrusi e via dicendo.

Io preferisco parlare di soglia di sospensione dell’incredulità. Ovvero quando succedono cose così assurde che non riesco più a immergermi nel flusso della narrazione perchè mi pare tutto troppo inverosimile. Naturalmente questa soglia è soggettiva.

Tuttavia per molte persone avere un guerriero (per quanto forte e via dicendo) che si prende in pieno volto il colpo di uno spadone brandito da un gigante alto 10 metri e che dopo questo attacco continua a combattere come nulla fosse, beh, per alcuni è un po’ troppo.

Tutto questo senza tirare in ballo i famosi danni da caduta, scoglio in cui si infrangono migliaia di discussioni prima di arenare nella baia della sterilità (ne ho parlato diffusamente qui, se volete).

Insomma, poter reggere tutti quei danni, visto che i PG restano in fondo degli umani (inteso come comuni mortali) è spesso ritenuto causa della rottura della sospensione dell’incredulità. Senza contare che in PF e D&D non ci sono penalità per le ferite, quindi quanto hai un solo punto ferita su 300 combatti esattamente come quando ne hai 299.

Punti Ferita Come Esaurimento

Questa interpretazione va molto di moda ultimamente, specialmente nella fascia di giocatori “di lunga data”. In pratica ogni attacco “a segno” non è andato veramente a segno, ma ha solo ridotto la resistenza (la fortuna, il vigore, la capacità di proteggersi, dite come cacchio volete) del personaggio. Per cui, una volta arrivato in prossimità dei fatidici 0 PF, il successivo colpo sarà una vera e propria ferita. Sembra mettere a posto un po’ tutti i problemi elencati sopra (anche se magari anche recuperare una singola ferita grave in una sola notte può essere comunque troppo, ma non facciamo i fiscali: non siamo scontrini). Però sorgono altre questioni.

Effetti aggiuntivi al colpo

Spesso un colpo a segno comporta solo danni ai PF e fine. Però esistono una serie di attacchi con effetti aggiuntivi strettamente dipendenti dall’aver messo realmente il colpo a segno. Ad esempio i veleni. Oppure gli effetti di spinta, blocco del movimento, caduta e via dicendo (Sentinel, Grosso e al Comando, ecc). Ma anche la possibilità di incanalare incantesimi con il colpo. Oppure varie manovre del Battle Master (o del Tome of Battle, se giocate 3.5), dotate della capacità di infliggere status negativi quando si colpisce il proprio avversario.

Se non si è veramente colpito, come si giustifica la presenza di questi effetti aggiuntivi al colpo? Non dico sia impossibile, eh. Il veleno potrebbe essere messo in circolo tramite una piccola ferita superficiale, la spinta potrebbe derivare dallo spostamento d’aria o da un colpo terribile dato sul terreno e via dicendo. Però non sempre è immediato e talvolta la toppa potrebbe essere perfino peggio del buco (se basta lo spostamento d’aria a spingere, perchè non posso farlo su 5 avversari vicini solo colpendo l’aria sopra di loro? Se basta un graffio superficiale per far entrare il veleno, posso lanciare la bottiglietta tipo gavettone su un nemico già ferito?).

Danni impossibili da Schivare

Sì, non sempre è possibile schivare; e non sto parlando dello scontro tra due bestioni enormi e goffi o tra due guerrieri impaludati in gigantesche armature (in cui sì, in effetti è strano che riescano a schivare così di frequente).

Parlo di cose ancor più insensate: come un PG che voglia nuotare sul fondo di una vasca piena di acido (non sto citando quella schifezza di Vox Machina), di una grande caduta, dell’essere schiacciati in una trappole e via dicendo. Il Personaggio è palesemente esposto al colpo e lo subisce interamente. Raccontare l’immersione nell’acido dicendo che il PG evita di essere bruciato, suonerebbe molto più ridicolo di un’ustione che si rimargina in poco tempo.

Cosa Stiamo Curando?

Come dice Dietro Allo Schermo, se i primi PF sono solo perdita di fortuna, vigore, fiducia e energia, il cura ferite cosa fa? Sente quello di cui hai bisogno e te lo fornisce? Poi però cura solo i PF, veleni, malattie, stanchezza, ecc no.
Non so voi, per me non è il massimo.

Effetto Bellosguardo

Abbiamo creato un elfo ranger arciere. Un classico. Siamo dei cecchini. Infallibili. Tuttavia abbiamo deciso di non descrivere i colpi a segno come ferite, ma solo come colpi di striscio che affaticano il bersaglio. Quindi noi ci ritroviamo a mancare ogni attacco. Da cecchini diventiamo ciechini. Come Bellosguardo, appunto. Questo potrebbe essere tanto frustrante quanto ridicolo.

Quindi che metodo usare?

Lo so, ora siete tutti qua a pendere dalle mia labbra chiedendomi “sommo nerdcoledì! (sommo è la contrazione di sommaro) “dicci tu allora qual è il metodo giusto”. (no, eh?)

Tuttavia io farò come il tizio di Sailor Moon, dicendo che il mio lavoro qua è terminato.

Sul serio: non conosco metodi giusti. Per quanto mi piaccia l’approccio con tanto di HR di Dietro Allo Schermo (che abbiamo ospitato qua proprio per parlare di PF), io vedo delle difficoltà in ogni metodo.
Per cui il mio consiglio è quello di provarli entrambi e usare quello che sembra più adatto al vostro gruppo, magari mescolandoli un po’.



Se non siete stanchi dei miei sproloqui, parlo di teorie e approfondimenti generici sulle regole dei GdR in questi articoli.
Se siete stanchi, potreste guardare la sezione D&D 5e.

Uccidere Vecna a bassi livelli in D&D 5e

Avete visto la nuova stagione (la quarta) di Stranger Things e vi è ritornato l’amore per Vecna? Oppure avete tatuato sul petto “Die Vecna Die” (che comunque è tedesco: il Vecna il; e nessuno che sappia il tedesco può essere cattivo (cit.)). Sappiate che ora è uscita la sua scheda per D&D 5e, quindi è a tutti gli effetti una creatura affrontabile, per quanto piuttosto potente (Livello 26! Uno scontro mortale per un gruppo di 4 avventurieri di lvl 20!). Se volete guardare, per ora è gratis qua. Scopo dell’articoletto è trovare un modo simpatico per sconfiggere quel bestione senza troppi rischi usando il gruppo di livello più basso possibile. Un po’ come ho fatto qua per il Tarrasque e qua per altre creature 3.5.

Vecna non sembra certo un avversario facile: immunità, resistenze, poteri magici, azioni leggendarie e reazioni davvero fastidiosette. Però gli hanno lasciato un paio di punti deboli che possiamo sfruttare.

Disclaimer: mi capita tutte le sante volte. Io mi sento un po’ stupido a ripeterlo sempre, ma a quanto pare non basta, perchè puntualmente qualcuno salta con critiche assurde. Quindi ribadisco:

  • Non propongo di fare queste cose in una vera campagna. Si chiama ottimizzazione teorica. Si fa come esercizio mentale. Poi se volete giocare davvero una campagna iper ottimizzata di scontri lineari, non vi giudico.
  • So che il DM si può inventare poteri strani al volo, cambiare le “tarte in cavola”, barare sui dadi, ecc. Poi che a me non piaccia questo stile è un altro discorso. Però non mi interessa in questo caso. Se per fermare la build che vedrete in seguito il DM è costretto a inventarsi trucchi assurdi io la ritengo una vittoria (tipo per il Tarrasque qualcuno mi disse che poteva lanciare alberi a 180 metri di distanza con precisione chirurgica).
  • Sì, in D&D 5e sono previste le build. Statece. Se non volete ottimizzazione non fatela e non vi giudicherò. Se non volete giocare a un gioco in cui ci siano altri che ottimizzano (e quindi venite a rompere le scatole a me per come gioco io), cambiate gioco e scegliete qualcosa di narrativo (spoiler: D&D 5e non lo è).
Eccolo qui. Anche se con quella mano assomiglia un po’ a Thanos. A proposito: secondo voi il suo piano era sensato?

Retroscena

Nella favolosa città di Azzip era custodito l’artefatto misterioso noto come Aruticraf.Tutto filava liscio, quando Vecna purtroppo ne venne a conoscenza. Fortunatamente le difese magiche poste a guardia dell’oggetto erano troppo anche per il potente lich, il quale decise quindi di minacciare Allerazzom il re di Azzip, per costringerlo a consegnargli l’artefatto.

Gli diede un ultimatum “se domani sera non ti presenterai alla piana di Otsapmi a sud della città per consegnarmi personalmente l’oggetto, io ucciderò tuo figlio Orodomop”.

Il re, disperato, decise di chiamare i gloriosi avventurieri che avevano già numerose volte salvato la città, per non dire il mondo: Talisherinalathos “Vicino agli dei”, l’elfico usufruitore di magia divina. Evdokija “piuma lucente” Beršanskaja, l’arciere alata che incuteva terrore dall’alto. Silvano “Colpo Letale” Lestamano, l’agile creatura simile a un gatto che combatteva con una curiosa scimitarra a due mani. Erdas “pugno della Fede” Rika, la possente Goliath che brandiva una spada sacra.

Purtroppo si presentò solo Silvano. Il re sbigottito e inquieto chiese dove si trovassero gli altri. “eh, sa com’è maesta” Esordì Silvano “Talisherinalathos aveva il concorso per insegnare di ruolo. Ormai con la magia divina non ci si vive più e andare di ruolo per un elfo vuol dire posto fisso a vita e quindi per moltissimi anni!”. Si leccò la zampa posteriore prima di continuare. “Problema inverso per Evdokija. Sa com’è gli aarakocra vivono pochissimo e adesso lei deve covare. Ormai a suo dire era l’ultima occasione e ci teneva molto”. Silvano emise un conato di vomito, sputacchiando una pallina di pelo. Poi si lisciò le vesti per ricomporsi mentalmente prima di proseguire. “Ersad ha avuto una crisi mistica. Ha guardato uno stupido spettacolo in cui una cosa del genere succedeva a un personaggio e l’ha trovato fighissimo. Per me è una fesseria, personalmente, ma chi sono i per giudicare le Fede di Rika?”.

Il re, rimasto a bocca aperta durante tutto il resoconto del Catfolk, sbottò: “Ma quindi siamo spacciati. Vecna è troppo forte per uno solo di voi!…siamo tutti condannati!”.

Silvano stava inclinandosi per avvicinare il muso alle proprie parti intime per lavarsi con cura, ma si fermò giusto in tempo. “Sì, maesta, Vecna è troppo forte per me da solo. Però non si preoccupi. Mi prendo uno studente del terzo anno di Arti Arcane e un Neolaureato. Poi si servirà un sergente. Poi risolvo tutto io”.

Il re era attonito. “Uno del terzo anno e un neolaureato?” Riuscì a finalmente a terminare la frase balbettando “Ma…ma…il primo ha a malapena imparato a lanciare palla di fuoco e il secondo invece è solo una cerchia oltre! Nulla di più! E…e poi un sergente dell’esercito? Cioè qualcuno che sta appena imparando come dirigere le truppe?”

“Oh, precisamente quello che mi serviva” Esclamò Silvano pieno di gioia prima di dedicarsi alla sua attività di tolettatura precedentemente interrotta.

Build

Andiamo con ordine.

Il mago lvl 5 sarà un divinatore e quello lvl 7 un trasmutatore. (Grazie a Federico Tafuni per avermi dato la dritta sul divinatore!)

Il Sergente è un Battle Master di livello 3.

Sono tutti umani esemplari con Skill Expert come talento [Tasha] per avere la doppia competenza a Furtività. Ma non è poi necessario.

Silvano, il ladro strano è Ladro 13 (assassino), Paladino 5 (qualsiasi, ma consiglio Devotion, Conquest o Oathbreaker per alzare colpire o danni), guerriero 2. Tabaxi, ovviamente. Come talento ha preso Mobile, Lucky e Alert. Come stile da combattimento da paladino arma a due mani. La doppia scimitarra è a due mani e possiede la qualità Finesse, quindi possiamo attaccare con destrezza e fare i furtivi. Bene. Come unico oggetto magico, ci serve che l’arma sia +3. (correzioni alla questione dell’arma scritte in fondo)

Io sarò vecchio, ma preferivo di gran lunga la vecchia immagine. Son pazzo io?

Svolgimento

Vecna sarà nella piana in attesa. Il re si presenterà in lontananza fingendo di avvicinarsi per consegnare l’artefatto. Invece ci saranno i nostri simpatici amici acquattati. Cioè, in realtà saranno invisibili (slot lvl 4 può influenzare 3 persone, l’altro mago si renderà invisibile da solo) e parecchio lontani da Vecna. Per la precisione ci basta arrivare a 96 metri di distanza. A questa distanza le capacità di truesight di Vecna sono piuttosto inutili. Inoltre essendo così distanti e invisibili io direi che non ci sono molti rischi di essere percepiti. Per questo secondo me non era fondamentale alzare furtività. Poi volendo il re può far squillare le trombe quando si avvicina, così da coprire ogni altro suono.

Quindi abbiamo il vantaggio della sorpresa.

Un mago prima di partire avrà lanciato sul tabaxi Gift of Alacricity [Explorer’s Guide to Wildemount], l’altro mago lo lancerà al sergente. Inoltre il felino si sarà buffato con Divine Favor.

Comunque quando sarà il momento, il divinatore interromperà invisibilità per lanciare velocità sulla dolce palla di pelo. L’altro invece userà elemental weapon lanciato a lvl 4.

Ora seguirà un po’ di matematica. Ma proprio poca.

Iniziativa

Il Tabaxi avrà un +5 (des) +5(Alert)+ 1d8 (Gift of Alacricity). Contro il +3 di Vecna.

Prima di partire il Sergente userà l’azione di Help per darci vantaggio alla successiva prova di caratteristica. Magari con una pacca sulla spalla o un grattino dietro alle orecchie.

Morale della favola abbiamo il 97.35% di probabilità di vittoria. Se dovesse andarci male, possiamo usare Lucky oppure se vogliamo essere sicuri della vittoria ci basterà ricorrere al divinatore. Potrà usare uno dei suoi tiri alti per noi o bassi per Vecna, a scelta, anzi, a seconda anche di cosa abbiamo tirato noi.

Spostamento

A questo punto il nostro bel gattone userà la velocità raddoppiata di Velocità e la velocità raddoppiata dal Tabaxi e l’azione extra sempre di velocità per arrivare in mischia a Vecna. (12×2 (tabaxi) x2 (velocità) fatto due volte: 96 metri)

Considerate che Mobile ci mette al riparo da problemi legati al terreno difficile.

Colpire

Se il nostro spadone è +3 e abbiamo +5 Des, avremo +14 al colpire. Abbiamo vantaggio e dobbiamo fare 4 o più. Abbiamo il 97.75% di riuscire. Ok, non tantissimo, ma ricordiamoci che se proprio tiriamo basso abbiamo Lucky. Inoltre ci sono sottoclassi del paladino utili allo scopo, tipo Devotion ci regala un bel +2, in modo da mancare solo con un 1.

Danni

Facciamo il furtivo. Sono 7d6 da furtivo. Poi puniamo usando uno slot di livello 2. 4d8 (Vecna è non morto). Poi 2d4 dell’arma +1d4 Divine Favor+2d4 di elemental weapon. La media è 54. Però noi siamo assassini, quindi è critico: 108. Sommiamo i 5 danni da des e 3 da arma magica e arriviamo a 116.

Ok, forse starete pensando “va bene, la media è quella, ma se tiriamo basso?”. Se tiriamo degli 1 o dei 2 possiamo ritirare. Sul serio, rileggete lo stile con arma a due mani: si riferisce a tutti i danni fatti dall’attacco, non solo a quelli dell’arma (sì, lo so che c’è un sage advice che nega questa possibilità, ma noi ce ne freghiamo perchè leggiamo RAW, visto che facciamo ottimizzazione teorica e non campagne vere)

A questo punto abbiamo l’attacco extra. 2d4 di arma, 4d8 di punire+1d4 Divine Favor+2d4 elemental weapon. Sempre critico. Quindi sono 56 danni + 8 = 64 di media (senza contare che ritiriamo gli 1).

Abbiamo finito? No. Manca l’azione bonus di attacco dato dall’arma. 1d4 solo+1d4 Divine Favor+2d4 elemental weapon e solo 3d8 di punire (abbiamo finito gli slot di LVL 2). 50 danni + 8 fanno 50.

A questo punto potremmo anche smettere, ma non ci basta mai. Quindi Action Surge.
Altri due attacchi. Dovrebbero essere 64 danni ciascuno. (2d4 di arma, 3d8 di punire+1d4 Divine Favor+2d4 elemental weapon, tutti da raddoppiare poi +8)

Abbiamo fatto di media 354 danni. Sarebbero sufficienti a vincere, ma se abbiamo tirato basso e ci piace l’interpretazione per cui ritiriamo solo i dadi dell’arma, allora abbiamo poco più del 96% di possibilità di vittoria. Però deve ancora attaccare il sergente, no?

Il guerriero fa per attaccare, magari con un arco, rinuncia al suo attacco e con Commander Strike fa attaccare il dolce gattone.

Silvano il ladro strano ora è fuori dal turno e fa quindi un altro furtivo.

7d6+2d4+1d4+2d4 (senza punire perchè li ha finiti). +8. Diciamo che basta a metterci ben al di sopra della soglia di sicurezza, avendo praticamente il 100% di possibilità di riuscira a inflieggere i nostri 275 danni. Poi considerate che se il sergente ha vinto l’iniziativa contro Vecna, questo attacco sarà anche critico!

Ding dong, la strega è morta. IL VECNA IL.

Festa in tutta la città, erba gatta per tutti e un tiragraffi a forma di divano per il Tabaxi.

Varianti e Considerazioni

Mi hanno fatto notare un errore: l’arma per essere usata con la des ha bisogno di un talento apposito che è selezionabile solo da elfi. Mannaggia a me che mi informo su siti a caso e non sui manuali.

Ma non disperiamo. Prendiamo un elfo dei boschi (11.5 metri di velocità) ci lanciamo longstrider (+3 metri di velocità) +3 metri della pietra creata dal trasmutatore e con mobile e l’incantesimo velocità siamo già a 19.5×4 cioè 76 metri. Meno di 96, ma sicuramente adatti alla procedura.

Se non vi sembra abbastanza, ci sono gli stivali della velocità che raddoppiano in movimento, per cui possiamo metterci a 156 metri. Ok, oggetto raro, ma siamo al 20, non mi pare una richiesta esosa, visto che i rari da manuale iniziano ad arrivare a lvl 13.

Ormai comunque non cambio la versione col Tabaxi perché vedere un elfo che si lecca i peli è un po’ inquietante e imbarazzante insieme. Senza contare la parte dell’erba gatta e delle pulizie intime! (Creepy e cringe. Serve una crasi, tipo creepge. O crinpy)

Come vedete i punti deboli erano CA e Punti Ferita. Probabilmente si poteva fare anche qualcosa di interessante sfruttando i suoi tiri salvezza bassi. Avete idee?

Volendo si può togliere un mago (il trasmutatore lvl 7, ma poi dobbiamo mettere il divinatore al 7). Il nostro output di danni scenderà un po’, avremo 3 metri di velocità in meno, ma non vedo criticità in questo.

Inoltre i 20 livelli del ladro sono solo per folklore. Volendo potremmo farlo di livello 17, Con 12 livelli da ladro e 5 da paladino o 10 ladro, 5 paladino e 2 guerriero. Scendere sotto questa soglia oltre a toglierci dei danni da furtivo ci cala il colpire e il numero dei talenti. Quindi attenzione!

Senza l’arma +3 abbiamo bisogno di un buff tipo elemental weapon (oppure un altro tizio a caso ci lancia arma magica prima di partire). Avremo un colpire un po’ più basso, ma grazie ai reroll di Lucky dovremmo essere tranquilli.

Se il vantaggio dato da Help non vi convince, ci servirà un secondo oggetto magico (Sentinel Shield, niente di troppo raro). Oppure dobbiamo fare in modo che ci lancino Enhance Ability.

Ovviamente la scenetta del re e dell’artefatto è scritta per ridere e contiene una forzatura: che Vecna si presenti senza essere buffato da alleati o cose simili. Fatto sta che questa build funziona tutte le volte in cui riusciamo ad avvicinarci a 96 metri (o quelli che sono) da Vecna senza essere scoperti. Quindi sì, non può funzionare sempre, ma le richieste non sono poi così assurde e soprattutto non potevamo metterci a elencare tutte le possibili precauzioni di Vecna. No?

A questo punto direi che ho concluso. Fatemi sapere se avete trovato errori, se si poteva fare meglio e cose simili.

Se vi piace l’approccio, come dicevo, ho fatto cose simili anche per altre creature importanti.

Altrimenti ho tanti altri articoletti riguardo d&d 5e su argomenti molto diversi.

Punti Ferita in D&D – Realismo e House Rules

Questo articolo è stato scritto da Bille.Boo, autore e curatore del blog Dietro lo Schermo. Come starete immaginando, si parlerà di PF in D&D ( che si parli di AD&D, D&D 3.5 o D&D 5e, ma il discorso ha senso anche in Pathfinder e in GdR diversi). Cosa sono questi Punti Ferita? Meglio chiamarli HP? Sono realistici (e nel caso, ci interessa?)? Come si possono cambiare le regole per farli funzionare meglio? La risposta a queste domande è dentro di voi, però è sbagliata (cit.). Quindi leggete l’articolo. Ricordate che se è bello è merito mio che l’ho invitato a scrivere e se è brutto è colpa sua che l’ha scritto.

Level Up letterpress | Some "level up" cards I made, picture… | Flickr
Ogni lvl up i PF aumentano un sacco. Molto più di quanto non aumentino i danni. (fonte img)

C’è un filone di vignette che è ormai un grande classico della rete. Sono diverse, ma hanno in comune gli stessi elementi: un nemico crivellato di colpi, in vario modo mutilato, o addirittura decapitato, che però si regge ancora in piedi; e l’eroe che si lamenta dicendo: “Questo dovrebbe essere morto! Non m’importa se gli restano dei punti ferita!” (o il master che si scusa per questo fatto, o simili).

Quando Nerdcoledì mi ha offerto l’onore di scrivere un articolo sul suo sito, e ho scelto come argomento i punti ferita, non ho potuto non pensare a quelle vignette. Incarnano alla perfezione il rapporto di amore-odio che noi giocatori di D&D e affini abbiamo con quella buffa variabile.

Di cosa parliamo

Quelli che in lingua italiana chiamiamo punti ferita, nell’originale inglese di D&D sono gli hit points, termine che potremmo tradurre un po’ volgarmente con “punti colpo”. Da notare che altri giochi usano lo stesso acronimo, HP, per indicare health points, punti salute, ma D&D non ha mai abbracciato questo termine, preferendone uno più astratto; è un peccato, quindi, che la traduzione italiana introduca quel concetto di “ferita”, così fuorviante. [1]

Le origini

Come forse sapete, D&D deriva dai wargame, giochi di simulazione militare in cui si controllavano intere armate. Lì non si poneva il problema dei punti ferita, ovviamente: chi si curava dello stato di un singolo soldato? O era vivo o era morto, stop.

Quando Gygax e Arneson iniziarono a tratteggiare un regolamento in cui, al contrario, ognuno impersonava un singolo combattente, si resero conto che era molto insoddisfacente che bastasse un solo colpo a “buttarlo giù”. Eppure, attenzione: tra tutte le soluzioni semplici, sarebbe stata probabilmente la più realistica! Nel mondo reale, infatti, è ben difficile che un uomo riesca ancora a combattere efficacemente dopo aver ricevuto in corpo anche una sola freccia o un solo fendente di spada. Due veri schermidori in duello parano e schivano decine di volte, finché uno non viene toccato e zac, il duello finisce. Non c’entra il realismo, quindi: la cosa era insoddisfacente da un punto di vista squisitamente ludico, “giochista”.

Così, ispirandosi ad un altro tipo di wargame (quelli di battaglie navali), introdussero un sistema di punteggi che permettesse a un personaggio, o un mostro, di assorbire un certo numero di colpi (hits, appunto) prima di cadere, da cui il termine hit points. [3]

L’evoluzione

Nel corso delle edizioni di D&D ci sono stati vari cambiamenti [2] [7], sia nel modo di determinarli sia nell’ammontare, ma il principio è rimasto il medesimo: hai una certa quantità di pf, che aumenta con il livello; ogni volta che subisci danni li detrai dai tuoi pf; quando i pf arrivano a zero sei fuori gioco (morto, moribondo, privo di sensi o altro).

Nelle edizioni più “vecchie” la crescita dei pf rallentava molto una volta raggiunto il 9° o 10° livello. [4] Recuperare i pf persi era penoso e difficile, specie in assenza di ausili magici. Arrivare a 0 pf significava morte istantanea, salvo regole opzionali.

Dalla terza edizione, invece, l’aumento dei punti ferita con il livello tende ad essere molto marcato: si può avere facilmente un fattore 10 o 15 (anche di più) nel corso dei 20 livelli. Inoltre diventa default una “zona cuscinetto” di pf negativi in cui stai morendo ma non sei ancora morto.

Le edizioni più recenti (la quarta e la quinta) hanno reso molto facile recuperare i pf in breve tempo, anche in totale autonomia, quindi è sempre più probabile che i personaggi inizino ogni incontro con la loro brava scorta di pf portata al massimo.

Che c’è di buono

Il sistema dei punti ferita è ormai un grande classico dei giochi da tavolo e dei videogiochi: è semplice, veloce, intuitivo. I suoi molti vantaggi, in effetti, sono legati proprio alla sua mancanza di realismo.

Progressività senza spirali

Immaginiamo uno scontro di 5 round. Ci piacerebbe un sistema in cui i contendenti passano 4 round a scambiarsi colpi schivati, mancati, parati o deviati, senza farsi niente, finché al quinto uno di loro ha fortuna, trapassa il nemico e lo stende?

Ammettiamolo, sarebbe piuttosto noioso. I primi 4 round ci sembrerebbero inutili, sprecati, oltre che ripetitivi; al 4° round la situazione non è diversa da quella che si aveva al 1°. Se invece, a parità di durata, quei primi 4 round vengono usati per farsi dei danni a vicenda, ognuno è un passo avanti verso la vittoria: è questo il senso di progressività di cui abbiamo parlato.

Vale anche all’inverso, per la sconfitta: se accumulo pian piano dei danni ho la sensazione di quanto mi sto avvicinando alla fine e posso prendere delle contromisure, come curarmi, bere una pozione, battere in ritirata. Se invece si tratta solo di aspettare il tiro sfortunato che in un colpo solo mi manderà all’altro mondo, è come una roulette russa: non posso fare niente se non incrociare le dita e sperare.

A questo punto in molti si chiedono: non potremmo fare che quei danni, man mano che li accumulo, hanno già un effetto, rendendomi via via più debole, dandomi penalità o simili? Non sarebbe più realistico? Lo sarebbe, ma avrebbe un problema: la cosiddetta spirale verso la morte. Più vengo danneggiato, più è probabile che io venga danneggiato di nuovo (e/o improbabile che io riesca a danneggiare te di rimando); quindi, dopo i primi colpi andati a segno, si sa già come andrà a finire. Quei primi colpi diventerebbero un surrogato dell’insta-kill che abbiamo criticato all’inizio, con l’aggravante che dopo siamo obbligati pure a giocare ulteriori round noiosi dall’esito prevedibile.

Il fatto che perdere punti ferita non comprometta le capacità di combattimento è un pregio del sistema, non un difetto: dà un senso di progressività senza causare questa spirale negativa.

Riduzione del danno, ma più facile

Un’altra cosa irrealistica dei punti ferita è il loro aumento vertiginoso con il livello. Che senso logico ha che un personaggio esperto abbia così tanta “salute” in più rispetto a un uomo comune? È un’obiezione sensata. Pensateci: non sarebbe meglio se i punti ferita fossero sempre gli stessi, e ad aumentare col livello fosse semmai una qualche “capacità difensiva”, rappresentata magari da una riduzione del danno?

Il fatto è che, come sottolineato in un brillante articolo di DM David [5], l’aumento dei pf fa esattamente questo.

Mettiamo che una recluta abbia 10 pf, e che un suo colpo di spada infligga 6 danni. Se due reclute si scontrano, ognuna dovrà mettere a segno due colpi per stendere l’altra: ogni colpo azzeccato dà un progresso di 6 su 10 verso la vittoria.

Ora facciamo scontrare una recluta con un veterano. Se i punti ferita fossero una misura della salute e dell’integrità fisica non dovrebbe averne più della recluta. La cosa più realistica sarebbe che fosse, invece, molto più difficile per la recluta colpirlo. Ma in questo modo si ricadrebbe nel noioso combattimento tipo “roulette russa” che abbiamo contestato prima: la recluta non farebbe che inanellare colpi mancati senza alcun senso di progressività, a meno che non abbia un colpo di fortuna, piazzi un bel critico e stenda il veterano di botto.

Facciamo, allora, che la probabilità di colpire rimane decente (minore rispetto a quella di colpire un’altra recluta, certo, ma decente), ma le maggiori capacità difensive del veterano gli permettono di ridurre i danni di 4 punti, oppure di ridurli a un terzo.

(Parentesi. Una riduzione relativa, per divisione, è più “pulita” di una per sottrazione: con la sottrazione un danno piccolo viene completamente azzerato e un danno molto grosso rimane praticamente intatto, per cui è più difficile bilanciare tra loro i diversi livelli. D’altro canto le divisioni sono più onerose da fare a mente rispetto alle sottrazioni, quindi i giochi da tavolo tendono purtroppo a ripiegare su queste ultime.)

Insomma, anziché 6 danni per colpo, il veterano ne subisce dalla recluta solo 2 per colpo. Così torna la progressività: ogni colpo azzeccato dà un progresso di 2 su 10 verso la vittoria; meno del 6 su 10 che si avrebbe contro un’altra recluta, certo, ma meglio di niente. Un gran numero di reclute potrebbe impensierire il veterano.

Ebbene, si ottiene lo stesso risultato, ma in modo matematicamente molto più semplice, se si lasciano i danni come sono e si aumentano direttamente i pf totali del veterano: diciamo a 30. Un progresso di 6 su 30 per colpo è uguale a uno di 2 su 10, con la differenza che non devo stare a fare sottrazioni o divisioni su ogni istanza di danno, quindi si va più spediti.

Flessibilità di interpretazione

Un altro aspetto spesso criticato dei punti ferita è che sono dannatamente astratti. Cosa rappresentano veramente? Sono salute, energia, fortuna, integrità fisica, combattività, determinazione? Quando un personaggio perde pf che cosa gli è successo, concretamente, nel mondo immaginario? Nessuna regola lo dice con precisione. Nel corso delle edizioni la definizione dei pf è passata attraverso varie supercazzole, ma tutte più o meno concordi nel dire che sono un mix di tutte le cose che ho elencato.

Anche questo, in realtà, è più un vantaggio che uno svantaggio: lascia liberi di narrare le conseguenze di un colpo nel modo che si preferisce, come è più adeguato per la fiction. [6] Basterebbe fate attenzione a due punti fondamentali.

Primo, non contraddire le meccaniche, il che significa che non si deve narrare l’insorgenza di gravi debilitazioni (emorragie, mutilazioni, ossa rotte…) quando la meccanica di gioco non le supporta.

Secondo, relativizzare. Come abbiamo detto sopra, i pf non sono un ammontare assoluto ma incorporano in sé una sorta di riduzione del danno implicita. Questo significa che “10 danni” non hanno sempre lo stesso significato: la descrizione andrebbe invece adattata (grossomodo) al rapporto tra il danno e i pf totali di chi lo riceve. Se vengono inferti a un goblin di 1° livello con 4 pf, posso tranquillamente descriverlo come un colpo devastante che lo spezza in due. Se invece è un ranger di basso livello con 18 pf, posso descriverlo come un brutto colpo che lo mette in seria difficoltà. Se si tratta di un gigante con 80 pf lo descriverò come una modesta ammaccatura che fa comunque male. Infine, se parliamo di un guerriero epico che tra potenziamenti alla Cos e tutto arriva a 200 pf e più, lo descriverò come un graffietto da niente.

Una buona prassi per le descrizioni è iniziare a parlare di vere e proprie ferite solo quando i pf attuali di un personaggio si avvicinano a zero; in generale, quando scende sotto al 15% o 10% del totale. A quel punto, dire al giocatore che il PG è “ferito”, anche se non in modo debilitante, può far scattare un campanello di allarme per farlo riflettere sul rischio che corre. Ma se gli resta ancora una buona parte dei pf parlare di ferite è sconsigliabile.

Le principali magagne

D’altra parte, non mancano le critiche al sistema dei punti ferita: è senz’altro molto astratto e irrealistico, uno degli aspetti più platealmente irrealistici di D&D. Al punto da cozzare, secondo qualcuno, con la sospensione dell’incredulità.

Si fa presto a dire flessibilità

Torniamo subito sulla flessibilità di interpretazione del significato dei danni. Ho detto che è soprattutto un vantaggio e ne sono convinto. Tuttavia, non si può negare che ci siano situazioni in cui, nella fiction, fa molta differenza se un personaggio è ferito, è contuso, o ha solo scansato un colpo per un soffio e ha perso un po’ di determinazione. Se narro la cosa in uno di questi modi, credendo che sia indifferente, ma nella scena successiva mi trovo di colpo in una situazione imprevista in cui non è indifferente per nulla, potrei trovarmi in imbarazzo.

Si fa presto a dire riduzione del danno

Ok, l’inflazione enorme dei pf con l’aumentare del livello è un modo di rappresentare la maggiore capacità di difendersi, e questo è molto pratico: lo abbiamo detto. I danni, quindi, vanno intesi come quantità relative e non assolute: e va bene. Però ci sono circostanze in cui, a logica, la capacità di difendersi del veterano di alto livello non dovrebbe contare nulla.

Le cadute, per esempio: ha senso che un eroe di alto livello possa sopravvivere cadendo da 10 volte o 15 volte più in alto di un novellino? Non molto, ammettiamolo.

Oppure tutti i casi in cui c’è una minorata difesa. Se ti attacco frontalmente e duelliamo, mi torna che la tua grande bravura ti permetta di ammortizzare e neutralizzare i miei colpi, ma se ti attacco alle spalle, o da invisibile, o ti pianto un pugnale nel petto mentre stai dormendo, perché il tuo livello dovrebbe contare? Per ragioni “giochistiche”, indubbiamente. Ma trovare un escamotage logico per giustificare la cosa nell’immaginario è un po’ un arrampicarsi sugli specchi. Qualcuno tira in ballo la fortuna come spiegazione, ma regge solo entro certi limiti, e le edizioni più recenti di D&D li superano di molto.

E le guarigioni?

Soprattutto: perché una guarigione dovrebbe avere effetto relativo? Cioè, perché quando la mia superiore bravura, abilità e fortuna di veterano mi permettono di ridurre i colpi della recluta a graffietti, anche gli incantesimi di cura che mi rimettevano in sesto quando ero recluta ora dovrebbero limitarsi a curarmi un graffietto?

In questo faceva bene, duole dirlo, la bistrattata quarta edizione, in cui le principali guarigioni avevano un effetto proporzionale ai pf totali di chi le riceveva.

Ma poi, più in generale: che cos’è una guarigione? Se i punti ferita rappresentano un insieme così variegato di cose, gli incantesimi curativi che cosa fanno nel concreto? Devono essere davvero prodigiosi se sono in grado, a seconda dei casi, di rattoppare le ferite oppure di conferire fortuna oppure di ridare la combattività e la fiducia in sé stessi.

Non così in fretta!

Abbiamo spezzato una lancia in favore della quarta edizione, quindi spezziamone una contro, per par condicio: è con lei che viene conferita ai personaggi una capacità di auto-guarigione, con il riposo, veramente rapidissima, tale da sfidare ogni sospensione dell’incredulità. In quinta edizione la cosa viene un po’ attenuata, ma molti la ritengono ancora troppo inverosimile.

Il fatto è che, se immagino il mio PG danneggiato come se fosse semplicemente demoralizzato o stanco, non è troppo strano che dopo aver riposato un’oretta ed essersi rifocillato possa tornare nel pieno delle forze, anche senza l’aiuto di magie. Ma se a danneggiare il mio PG era stato un juggernaut passandogli sopra due o tre volte con i suoi rulli giganti di pietra, descriverlo solo come “demoralizzato e stanco” è un po’… insoddisfacente, diciamo. Però, se lo descrivo come coperto di sangue e dolorante, come faccio a giustificare che in pochi minuti sia più vispo di prima?

Ma l’eccessiva efficacia rigenerante del riposo crea problemi che vanno ben oltre l’aspetto del presunto “realismo”. Nelle edizioni più vecchie, infatti, D&D era fortemente caratterizzato come un gioco in cui contava il consumo progressivo delle risorse (resource attrition); in questo i pf funzionavano benissimo. Ne avevi parecchi (ai medio-alti livelli), ma erano molto difficili da recuperare, quindi dovevi “gestirteli” bene: il problema non era tanto sfangare il singolo combattimento, quanto farseli bastare per l’intero dungeon.

Adesso, invece, è praticamente normale che all’inizio di ogni scontro i pf siano tornati al massimo. Sono passati dall’essere una risorsa di lungo periodo, da giostrare su diversi incontri, all’essere una risorsa limitata all’incontro singolo. Il che, paradossalmente, spinge verso incontri sempre più letali, perché se nemmeno un PG va “in terra” nel corso di un combattimento esso diventa quasi irrilevante. Quasi, eh, perché per fortuna ci sono altre risorse (es. gli slot incantesimi) che sono rimaste di lungo periodo. Ma la perdita, credetemi, si sente.

Sistemi alternativi

Nelle mie home rules casalinghe (ormai così diverse da quelle dei manuali da costituire un coacervo mutante a sé), blandamente eredi di D&D 3.5, ho usato per molti e molti anni un approccio alternativo, in cui:

  • i pf avevano una crescita parecchio lenta con il livello (nei 20 livelli potevano raddoppiare o al massimo triplicare), mentre il livello andava a incidere sulla CA;
  • dopo aver perso tre quarti dei suoi pf un personaggio iniziava a essere “davvero” ferito, e aveva delle penalità (un’azione in meno per turno).

Funzionava bene, non ho mai avuto di che lamentarmi. Molte di quelle che ho indicato come magagne risultavano attenuate, anche se non sparivano del tutto.

Siccome sono un eterno insoddisfatto, però, di recente ho iniziato a sperimentare un altro sistema. Uno in cui ogni PG e ogni nemico importante ha sempre, esattamente 10 pf; e in cui perdere “troppi” pf fa accumulare delle ferite vere e proprie, delle fonti di penalità e di rotture di scatole che rimangono appiccicate al disgraziato per molto tempo. Solo che: (a) ho appena iniziato il playtest, (b) questo articolo è già troppo lungo.

Tornerò a parlarvene in futuro, se Nerdcoledì sarà ancora così gentile da ospitarmi. Intanto, lo ringrazio e vi saluto.

Bibliografia

  1. https://www.pcgamer.com/the-history-of-hit-points/
  2. https://dungeonsdragons.fandom.com/wiki/Hit_points
  3. https://dmdavid.com/tag/the-tangled-origins-of-dds-armor-class-hit-points-and-twenty-sided-die-rolls-to-hit/
  4. https://dmdavid.com/tag/would-dungeons-dragons-play-better-if-it-stayed-loyal-to-how-gary-gygax-awarded-hit-points/
  5. https://dmdavid.com/tag/the-brilliance-of-unrealistic-hit-points/
  6. https://blog.d4caltrops.com/2015/01/ablative-armor-or-how-i-stopped.html
  7. https://www.dragonslair.it/index.html/articles/i-dadi-vita-nella-storia-di-dungeons-dragons-r1581/




Inserirò l’articolo nel paragrafo Teorie sui GdR. Se non ne avete avuto abbastanza di pipponi, là ne trovate a volontà!
Poi vi consiglio nuovamente di guardare il suo Blog. Inoltre se volete approfondire, ho intervistato l’autore e potete leggere le sue risposte qua.

Link utili per Build – Ottimizzazione e MinMax – non solo D&D

Confessatelo: anche voi amate costruire schede di personaggi forti, pur non essendo powerplayer. Qua trovate consigli e guide per perfezionare ogni dettaglio del vostro PG. Non vi annoierò ora con una disamina della Stormwind Fallacy, quindi vediamo i migliori siti e pagine in cui trovare consigli su come creare un personaggio funzionale e magari ottimizzato, che si tratti di D&D 5e, Pathfinder o D&D 5e.

D&D 5e

Forse non sarei dovuto partire dalla quinta edizione. Io per ora mi spulcio le cose per conto mio (usando questi link per avere sistemi di ricerca comodi), per il resto controllo ogni tanto Giantitp e poco altro.

L’unica cosa è questa guida alle sottoclassi. Molto comoda, anche se a volte sono in disaccordo.

D&D 3.5

Se dovete scegliere gli incantesimi o poteri psionici in D&D 3.5, io guarderei QUI.  Per le manovre del Tome of Battle, invece qua.

Add X to Y: come sommare la Des ai danni, l’Int alla CA, il Car al colpire… e tanto altro.
Valido sia per D&D 3.5 che per Pathfinder. Direttamente dal forum Giantitp.

List of Necessary Magic Item: I migliori oggetti magici, gli effetti più utili da ricercare e il modo più economico di averli. Sempre da Giantitp.

Lists of Stuff: Tutti o quasi i privilegi di classe, i poteri, le capacità speciali che si possono ottenere in D&D e i vari metodi di acquisizione a confronto. C’è di tutto: compagno animale, scurovisione, immunità, dominio bonus, attacco furtivo…

Oggetti non magici: C’è un mondo sommerso di oggetti alchemici, veleni, attrezzi, strumenti e tanto altro. Io lo adoro.

Alzare le caratteristiche. Chi non vorrebbe il punteggio massimo in Forza, Destrezza, Costituzione, Intelligenza e Carisma?

Per gli archetipi c’è un po’ da sudare: QUI trovate la descrizione di tutti, ma senza indice ragionato.
QUI un indice ragionato su basi che non ritengo molto utile. QUESTO infine ha descrizione e buona sistematizzazione, ma a volte ho trovato piccoli errori in queste pagine, quinti controllate.

Polymoprh Guide: Avete Metamorfosi? Volete delle forme interessanti? Ecco qui un ottimo confronto tra le varie possibilità.

Per calcolare i Gradi di sfida abbiamo sulla pagina ufficiale dell’SRD un bellissimo Encounter Calculator.

Se invece preferite MinMaxForum, QUI potete trovare le loro guide per l’ottimizzazione.
(a me la loro formattazione grafica mette a disagio, ma immagino sia un problema mio)

Pathfinder

A parte alcune risorse sopracitate per la 3.5 che vanno bene per entrambi, abbiamo Zenith Games: un’ottima raccolta di varie guide sull’ottimizzazione!






Se cercate altri link utili, magari semplicemente motori di ricerca per filtrare talenti, incantesimi eccetera, o sistemi per mappe e dadi online, potete trovarli qua.

Danni da Caduta – Cadute di Stile – Mortalità, Coerenza e Realismo in D&D 3.5, Pathfinder, D&D 5e e altri GdR

Se uno cade da 100 metri subisce solo 20d6 di danni, quindi se ha 91 punti ferita non muore! Accidenti, questa cosa non è assolutamente realistica. Ora devo fare assolutamente una variante per cui se cadi da molto in alto muori sul colpo, senza tiri, dadi, calcoli e altre amenità. Perchè è incredibile che uno sopravviva a una caduta del genere, andiamo. Rovina tutta l’esperienza di D&D (o Pathfinder, o di qualsiasi GdR si stia parlando in quel momento) una cosa del genere! …no? No.

Ecco, se anche voi siete esasperati da frasi del genere mettete like e condividete, sappiate che siete in buona compagnia: io in particolare ho motivi personali per odiare questo approccio, ma ve li racconto dopo.

Regole per calcolare i danni da caduta

In D&D 3.5, Pathfinder, D&D 5e la regola è grosso modo identica: 1d6 danni da caduta ogni 3 metri. Massimo 20d6.
In D&D 4e i danni sono superiori, ma mi pare che anche i personaggi abbiano più Punti Ferita.
Rolemaster farebbe in apparenza la gioia dei seguaci del realismo, in quanto vi è una tabella sulla quale tirare, con un bonus a seconda della distanza di caduta e…per farla breve con un tiro sfortunato si può morire anche cadendo da pochi metri. Tuttavia è vero l’opposto: una caduta da 100 metri potrebbe risolversi con un quantitativo di danni insufficiente a uccidere un personaggio di livello basso.

Quindi in un gran numero di giochi le cadute non sono necessariamente letali.

Quanto è Irrealistico Sopravvivere a una Caduta

Secondo me, a quelli che sbraitano sul realismo e sulla necessità di morire in seguito a cadute da dislivelli considerevoli, dovreste porre una domanda molto semplice:
come fate a stabilire che è impossibile sopravvivere in questi casi?
Si sono documentati? Hanno fatto delle prove? Complicati calcoli fisici? Oppure semplicemente si basano sul loro istinto?

Ecco, io ora non vorrei subissarvi di episodi in cui qualcuno è sopravvissuto a una grande caduta…ma chi prendo in giro? Certo che voglio!

(non ho voglia di controllare le fonti di tutti questi fatti, confido nel numero)

Holmes. Moreno. Reyes. Wethington. Aikins.

Per restare in Italia abbiamo un caso molto recente.

QUESTO INVECE LO DOVETE LEGGERE ASSOLUTAMENTE. Record mondiale!

Ecco, come vedete è decisamente possibile sopravvivere a cadute da altezze spropositate, senza riportare grandi traumi. Il tutto senza essere guerrieri di ventesimo livello che sopravvivono a combattimenti incredibili… ma andiamo con ordine.

Realismo nei GdR Fantasy

Ora faremo tutti un respiro profondo e non staremo a sindacare sul fatto che, in un gioco in cui alcuni tizi creano dal nulla energia sufficiente per distruggere palazzi, in cui sono draghi che producono temperature da centrale termoelettrica senza mangiarsi 1000 litri di benzina al giorno, in cui le divinità intervengono nelle questioni dei mortali, ma non troppo, se non è eccessivamente semplice, beh, in tutto questo c’è chi ha problemi con la sospensione dell’incredulità per via dei danni da caduta. D’accordo.

Parliamo invece di dati e numeri, così ci si capisce bene.
(calculemus!)
Cadere da 60 metri provoca 20d6. Per avere ottime possibilità di sopravvivere bisognerebbe avere circa 91 punti ferita.

Magari sembrano pochi, in un’ottica in cui si arriva serenamente ai 200 PF. Però proviamo a riflettere su cosa significano.

Una freccia scoccata da una guardia cittadina fa circa 4-5 danni. Quindi il nostro amico con 91 punti ferita potrebbe serenamente incassare 20 frecce in corpo e continuare ad agire.

Altrimenti, consideriamo che un muro di pietra di quasi 8 centimetri possiede 90 punti ferita (in 5e), stessi punti ferita per un muro di ferro (in 3.5).
Quindi il nostro simpatico amico può resistere a un attacco che avrebbe aperto una breccia nel suddetto muro.
Ecco. Vorrei che faceste un respirone e immaginaste la scena. Un colpo abbatte il muro, ma se rivolto al personaggio, non riesce nemmeno a farlo svenire.

Un personaggio del genere perchè mai dovrebbe morire per una caduta da 60 metri? Mi aspetto che si rialzi e che riprovi a risalire.

Insomma, non riesco proprio a capire perchè la caduta dovrebbe causare morte istantanea, mentre invece il colpo di spada di un grosso orco (o il soffio di un drago, o quel che volete) invece no.

Perchè si pensa di dover cambiare la regola?

Perchè mi dà così fastidio?

A parte il fatto che sono snob, supponente, radical chic, presuntuoso, ma che ho anche dei difetti, il mio astio per queste pretese di realismo è dovuto a un mio recente trascorso.

Fondamentalmente ho fatto un volo di 32 metri, finendo in un fiume quasi in secca. Da regolamento non c’era abbastanza acqua per ridurre i danni, quindi parliamo di 10d6. Però volendo anche 9d6 e 1d6 di danni non letali andrebbero bene.

Non sono evidentemente morto, sono riuscito a risalire fino a una posizione stabile e visibile e non ho riportato danni seri permanenti. A parte il fatto che ora mi piace il metal.

E, andiamo, non sono sicuramente oltre il terzo livello!



Se vi interessa questo tipo di approccio ai GdR, andate a dare un’occhiata QUI.

Altrimenti potreste essere curiosi di provare Giochi di Ruolo diversi. Eccone un po’, con tanto di recensioni.

Guide Ottimizzazione & Build – D&D 3.5

D&D 3.x Potete trovare guide, che poi sono linee guida, per scegliere i migliori incantesimi e una serie di build ottimizzate per sconfiggere avversari potenti a livelli bassi. Se volete fare un personaggio forte, trovare una combo sgrava, scegliere opzioni OP, date uno sguardo ai consigli qui sotto. Però spero non siate powerplayer

Uccidere Avversari Famosi: Potete trovare la scheda di personaggi in grado di sconfiggere mostri dal GS alto o addirittura divinità, il tutto a livelli bassi. Sono build un po’ ottimizzate, solo per stomaci forti.

Guide agli Incantesimi D&D 3.5 Le guide agli incantesimi che sto provando a fare. Per ora abbiamo Mago/Stregone, Bardo, Chierico, Druido, Paladino, Ranger e Psion.

Guida alle manovre del Tome of Battle. Ci sono anche le stances, ovviamente.

Guida al Binder e alle migliori Vestigia. Classe un po’ di nicchia, ma davvero interessante, sia come flavour, sia meccanicamente.

Un mago di lvl 20 può battere un guerriero di lvl 60? Piccolo confronto nato a mo di sfida tra le capacità di una build da incantatore contrapposta con una da combattente. Si cercano ancora volontari.

Voto di povertà. Quali limiti impone esattamente? Come talento è forte? Vale la pena prenderlo su un monaco? Visto che la risposta è no, come si fa a usarlo senza che sia uno spreco?

Talenti di gruppo (Teamwork Feats). Cosa sono? Quali sono i migliori?

Guide agli incantesimi D&D 3.5 – Una guida per ogni classe di personaggio

Guida incantesimi in D&D 3.5 per ogni classe da incantatore seria del manuale del giocatore! Uno strumento (spero) comodo per il vostro personaggio per decidere quali incantesimi scegliere quando avanzate di livello col vostro druido o se dovete fare una scheda di un mago oppure anche solo per cambiare gli incantesimi preparati durante la preghiera del vostro chierico, ma anche selezionare gli incantesimi conosciuti migliori per ogni livello col vostro bardo. Magari invece siete un Dungeon Master in cerca di incantesimi forti per Personaggi Non Giocanti (PNG) . In questo modo potete evitare di dover sfogliare tutti i manuali della terza edizione di D&D per trovare il vostro incantesimo preferito. Ora aggiungo anche il Paladino, ed il Ranger e come prima classe fuori dal manuale del giocatore abbiamo lo Psion.

Come vedrete le guide sono divise per classe, in modo che ogni personaggio possa guardare quella che gli interessa. In ogni classe trovate una suddivisione per manuale (sia 3.5 che 3.0, sia di ambientazione, sia riviste!) e all’interno di esso potrete usufruire di una (spero) comoda classifica per colore. In questo modo i preferiti sono in azzurro, i peggiori sono in rosso e così via. Insomma, spero che vi possa aiutare a costruire i vostri personaggi. Se poi avete più classi di personaggio, vi toccherà sfogliare più guide incantesimi. Sì, parlo con te, Teurgo Mistico.

Se vi interessano questi risvolti, ci sono altri approfondimenti riguardo build e ottimizzazione.

 
Casting a Spell | Here's a handy recipe book for casting spe… | Flickr
Non tutti gli incantesimi sono uguali, bisogna saper scegliere e non è facile.

Link
 

Guida agli incantesimi da Mago e Stregone.

Guida agli incantesimi del Bardo.

Guida agli incantesimi da Druido.

Guida agli incantesimi da Chierico.

Guida agli Incantesimi da Paladino.

Guida agli incantesimi da Ranger.

Guida ai poteri da Psion

Guida agli incantesimi da Wu Jen. [non ancora disponibile]
Guida agli incantesimi da Psion. [La prossima potrebbe essere questa]
Guida agli incantesimi da Erudito (variante Spell to Power). [non ancora disponibile]
Guida agli incantesimi da Archivista. [non ancora disponibile]

Disclaimer:

Ovviamente quando si parla di “Incantesimi Migliori“, si intende semplicemente citare quali siano gli incantesimi più utili a superare delle sfide (di qualsiasi tipo esse siano). Inoltre il tentativo è quello di parlare in termini più generali possibili. Se ad esempio il vostro master fa solo avventure nei ghiacci contro i non morti, alcuni incantesimi giudicati forti, saranno inutili e viceversa.
Oppure se usate varianti alle regole per cui la borsa delle componenti incantesimi si esaurisce e le tortine di Risata Incontenibile di Tasha scadono, allora è tutto da rivedere.

Inoltre ci sono differenze notevoli a seconda di come avete “buildato” (costruito, strutturato) il vostro personaggio. Se siete un necromante che vive di debuff, o un mezzo guerriero, un gish, che si buffa per andare in mischia, oppure un “codzilla”, o magari un mistificatore arcano, o un’altra sorta di ladro magico, che usa gli incantesimi per migliorare la propria furtività…insomma, ci siamo capiti, no? Le tipologie di PG sono parecchie e ciascuna di esse tende a usare scuole di magia e tipologie di incantesimi diverse.

Ovviamente non ritengo di essere il migliore o di conoscere meglio di chiunque altro ogni singolo incantesimo. Quindi le guide non sono concepite con l’intento di dirvi quali incantesimi dovete assolutamente prendere a ogni livello, o quali incantesimi non possono mancare per qualsiasi personaggio, ma più come un consiglio su quali siano i più efficaci secondo me.

Spero troviate le guide utili, nel caso ci fosse qualcosa da aggiungere, errori, sviste o pasticci vari, non esitate a comunicarmelo in modo che possa correggere e revisionare.

Sto pensando di aggiungere anche le guide per gli incantesimi da Paladino, Ranger, Assassino e Guardia nera. Che ne dite?