Narnia – Libro per bambini inadatto ai bambini- Recensione

Le Cronache di Narnia, non credo che il romanzo abbia bisogno di presentazioni. Comunque parliamo della saga fantasy di C.S. Lewis uscita negli anni 50, qualche anno prima del Signore degli Anelli di Tolkien, per capirci. Viene spesso indicato come uno dei capostipiti e fondatori del Fantasy come genere letterario indipendente. Mi son deciso a leggerlo, e ora vi beccate questa recensione in cui vi spiegherò perchè è un libro in un certo senso adatto ai bambini, ma anche, soprattutto, inadatto ai bambini.

Anagrammi di un certo spessore!

Accenno alla trama e alla composizione dei libri

Non credo di fare spoiler, visto che il libro ha 70 anni ed è uscito già un film 16 anni fa. Però starò comunque sul vago.

Abbiamo comunque questo mondo fantastico con il classico livello tecnologico pseudomedievale (sì, non è davvero il medioevo, come accenno qua), in cui esiste la magia, ci sono gli animali parlanti e via dicendo.

Una serie di bambini, per vari motivi, si ritrova in questo modo e vive avventure fantastiche dal sapore fiabesco: combattere streghe, tiranni malvagi e affrontare situazioni critiche in mezzo ai mari, deserti e ghiacciai.

In tutto questo non mancheranno tradimenti, combattimenti e tanti incantesimi.

Adatto ai bambini

Cerchiamo di capire perchè reputo Narnia un libro particolarmente adatto ai bambini.

Protagonisti bambini

Sì, i nostri eroi sono a malapena dei ragazzi. Questo facilita, ovviamente, l’immedesimazione per chi ne condivida l’età. Sebbene non sia preclusa la lettura anche ad un pubblico più datato, avere i personaggi principali non ancora maturi tendenzialmente risulta essere un valore aggiunto per i più giovani.

Soluzione dei conflitti molto soft

Senza fare spoiler, capita spesso che situazioni apparentemente terribili vengano risolte di colpo in maniera totalmente incruenta. Ora, io non sono un fan a tutti i costi della sofferenza. Non credo che più una storia sia cupa, più sia matura e viceversa. Tuttavia in questo caso a volte si sfiora il ridicolo con quell’approccio candido tipico da fiaba per bambini, appunto.

Sospensione incredulità molto minacciata

Questo ci porta all’ultimo punto. Credo che tendenzialmente l’attenzione alla sospensione dell’incredulità in una storia per adulti debba essere decisamente superiore. Un bambino è, tendenzialmente, si intende, più propenso a sorvolare su certi particolari dissonanti, deus ex machina improvvisi o comportamenti non propriamente lineari.

Le Cronache di Narnia mi pare che richieda un approccio molto fanciullesco alla ricerca di coerenza interna. Come nelle fiabe, ciò che conta è il risultato, o la morale, non la solidità narrativa e la verosimiglianza o credibilità di ogni evento.

Inadatto ai bambini

Tuttavia, come dicevo nel titolo, io non darei MAI da leggere questo romanzo a un bambino e nemmeno mi sognerei di leggerlo io stesso come fiaba della buona notte. Cerchiamo di vedere i motivi.

Blando maschilismo occulto

Non sto dicendo che sia un manifesto maschilista, un’apologia alla prevaricazione dell’uomo sulla donna o cose simili. Anzi, per essere edito negli anni 50, direi che è anche piuttosto avanzato da questo punto di vista.

Abbiamo infatti protagoniste donne che non svolgono solo il ruolo di “damigella in difficoltà”, ma impugnano le armi, regnano, affrontano sfide e via dicendo.

Quindi quando monterete un caso mediatico dicendo che gli SJW vogliono censurare Narnia, sappiate che secondo me, per il suo tempo, Lewis non era un maschilista.

Tuttavia noi non viviamo negli anni ’50. Quindi criticare la discesa in guerra delle donne e regalare altri commentini inutili sparsi sulle differenze di genere non è più una cosa gradita (sì, ormai non si può più dire nulla e ci si offende subito, no?..ne ho già parlato qui, proprio parlando di religione, quindi basta, dai). Per non parlare di Susan. Mini spoiler: alla fine il suo personaggio non si unirà agli altri perchè ormai non crede più a Narnia in quanto è troppo concentrata su trucchi, rossetti e robe simili. Devo commentare?

Ripeto: probabilmente era pure all’avanguardia 70 anni fa, ma ora se lo leggessi ai miei figli vorrei mettere delle note a margine in cui spiego un po’ meglio la parità tra i sessi. Molte note a margine.

Razzismo verso Calormen

Le terre a sud di Narnia non sono il magico regno del leone, anzi, si può dire che qua di magico non vi sia praticamente nulla. Gli abitanti di queste terre sono spietati, vili, senza scrupoli e senza morale. Incontriamo vari nativi (il sovrano, il suo consigliere, il principe, un paio di fanciulle, il padrone del cavallo, il padre adottivo di un protagonista e una discreta collezione di guardie). Di questi solo due sono personaggi positivi (una guardia e una fanciulla), mentre gli altri sono persone malvagie fino al midollo, tranne l’altra fanciulla che è solo superficiale, poco sveglia e senza scrupoli.

A parte il fatto che lo spessore narrativo in un mondo del genere diventa praticamente inesistente: io trovo che i regni malvagi o le razze fantasy puramente malvagie siano un’invenzione piuttosto insensata. Perchè o parliamo di origine biologica dell’etica (discorso inquietante, no?) oppure siamo di fronte ad avvenimenti a dir poco decisamente improbabili.

In aggiunta a questa critica sulla profondità dell’ambientazione, aggiungiamo il fatto che Calormen è palesemente un paese che richiama l’India o il vicino Oriente: la gente si veste coi turbanti, i fenotipi sono quelli caratteristici della zona e via dicendo. Insomma, come è tipico in Lewis direi che l’analogia è piuttosto trasparente e non lascia molto spazio all’immaginazione. Quindi dovrei ben spiegare ai miei figli che anche se questi super cattivoni assomigliano proprio a quelle persone, non significa che quelle persone siano davvero così e che non ha senso parlare di stati canaglia e via dicendo.

Questo direi che anche negli anni ’50 si poteva evitare facilmente, il nostro autore invece ha preferito imboccare una via apertamente critica nei confronti del diverso.

Concezione della Società

Non voglio dilungarmi su questo punto, perchè per affrontarlo in maniera estesa mi sarei dovuto segnare i riferimenti delle pagine. Ad ogni modo anche a un lettore poco attento salteranno all’occhio i vari commenti, specialmente nella storia di Eustachio, in cui si trovano delle perle riguardo il corretto svolgimento della funzione pedagogica della scuola.

Ad esempio le scuole miste sono un abominio. Acciderbolina che tempi, signori miei, mischiano i maschi e le femmine! Poi non si insegna abbastanza religione nelle scuole, ed è uno dei motivi per cui le cose vanno a rotoli (io avrei detto delle due il contrario, pensa un po’!).

Poi se dovessi fare delle illazioni non suffragate da esplicite prese di posizione, direi che era favorevole alle punizioni corporali come metodo educativo. Ci sono un paio di riferimenti ai vecchi metodi, alla necessita di provvedimenti seri, ma non vengono richiamati in maniera diretta, quindi rimane una mia modestissima opinione.

Anche se non fosse, ce ne sarebbe abbastanza per richiedere un numero di note a margine spaventoso prima di propinarne la lettura ai bambini.

Aslan è Gesù

Allora, io parto prevenuto perchè sono anticlericale e per quanto la mia opinione verso il cristianesimo non sia critica come quella di Nietzsche, non nutro grande considerazione al riguardo. Ciò detto l’allegoria tra il Leone e il Cristo è tutt’altro che occulta.

I riferimenti cristiani grondano letteralmente da ogni paragrafo. Le pagine trasudano analogie religiose. I richiami alla cristianità pullulano più delle papere (cit.).

L’unico modo per rendere l’allegoria più smaccata sarebbe stato quello di aggiungere dopo ogni “Aslan” la scritta “(che rappresenta Nostro Signore Gesù Cristo)”. Questo collegamento palese a livelli gargantueschi tende a minare l’immersione nella trama, facendo ricordare in momenti inopportuni che il motivo per cui vengono descritte certe scene è quello di rappresentare un’allegoria con la mitologia cristiana.

Però non è questo il problema principale.

Non so voi, ma io non voglio che i miei figli vengano infarciti subdolamente di religione in questo modo. Penso che lo siano già abbastanza con l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, con l’apparizione di un capo di stato estero (che è anche capo di una religione) in tipo tutti i telegiornali, con l’esposizione di un simbolo religioso in tutte gli edifici pubblici comprese le aule scolastiche e in tutti gli altri riferimenti che si possono trovare su libri, cartoni e via dicendo. Direi che possono anche evitare di avere la loro dose di catechismo perfino nella fiaba della buona notte.

Sinceramente io forse non sarei in gradi di spiegare ai miei figli tutta l’analogia, il significato che vi sta dietro e i motivi per cui è criticabile. Sicuramente non saprei farlo senza annoiarli, trasformando la lettura serale di un romanzo in un polpettone di approfondimento culturale.

Moralismo Asfissiante

Non so se vi ricordate i vecchi cartoni degli anni ’80 e primi anni ’90 in cui c’era sempre il protagonista che tirava le somme con la morale dell’episodio.

Ecco. Probabilmente il romanzo voleva essere educativo, ma risulta solo noiosamente bacchettone. Peggio dei meme “lui è Bill”.

Il Dio di Calormen

Nell’ultima storia abbiamo vari commenti su Tash, una divinità di Calormen. L’opinione che in fondo tutte le religioni possano adorare il medesimo dio e avere quindi solo differenze di modalità è rigettata esplicitamente e catalogata come tremenda menzogna.

Aslan, la divinità di Narnia, è l’unica giusta. Gli altri popoli adorano divinità così maligne da essere praticamente il diavolo.

Ora, io non so come la pensiate voi, magari siete dei nazionalisti suprematisti conservatori convinti. Nel qual caso mi dispiace, non tanto per voi, ma per le persone con cui avete a che fare. Ad ogni modo io credo che i discorsi sulla supremazia culturale e religiosa già negli anni ’50 potessero essere superati.

Purtroppo Lewis ha preferito raccontare un’opposizione dicotomica tra bene e male assoluti, in questo caso incarnati uno in una religione e uno in un’altra (che ricordiamo, è tipica di un paese che richiama pericolosamente nazioni realmente esistenti).

Conclusione

Quindi il libro ha come target tendenzialmente dei bambini. Difficilmente un adulto potrà emozionarsi per la trama e le avventure raccontate nel romanzo. Anche perchè ormai, se uno è patito di fantasy ed è arrivato all’età adulta, può aver già letto varie saga più profonde, mature e interessanti.

Tuttavia un bambino non dovrebbe mai approcciarsi a questa propaganda travestita da fiaba senza la supervisione di un adulto (il che renderebbe la fruizione del romanzo a dir poco difficoltosa e difficilmente gradevole), in quanto non avrà, probabilmente, gli strumenti culturali necessari per una lettura critica che gli consenta di non assorbire passivamente tutte queste prese di posizione “invecchiate male”.

Quindi reputo possa essere adatto a solo ai masochisti determinati a conoscere uno dei primi romanzi catalogati come fantasy, o comunque a chi lo voglia leggere per il suo valore storico o come studio antropologico.


Se fate parte di questo gruppo, fatevi sotto.




Per altre recensioni di libri (ci sono anche cose interessanti, giuro!) provate qua.
Poi potreste volere consigli su fumetti oppure su cartoni.
Altrimenti ricordatevi che di solito parlo di GdR.

Recensione Dune – Film 2021

Mi sono convinto e sono andato a vedere Dune al cinema. Ho preso il coraggio a due mani (ma non era il coraggio e non servivano neanche due mani, come disse Flavio Oreglio). Io sono un fan dell’ultima ora del libro. Lo lessi circa 3 anni fa. Nel mio periodo fantascienza non mi ci imbattei (ero piccolo, senza internet e fissato con Asimov). Nel mio periodo fantasy non avevo più voglia di fantascienza. Poi meno male, perchè io ho letto credo tutti i libri di Darkover della Marion Zimmer Bradley e ci sono varie somiglianze (diciamo che l’autrice ha preso molto spunto dai romanzi di Frak Herbert), per cui non me lo sarei goduto.
Ma non divaghiamo, voi volete sapere se vale la pena andare a vedere il nuovo film di Denis Villeneuve, giusto? Per cui vi beccate questa mia recensione senza spoiler (come faccio di solito).

Volete un anticipo? Il film non mi è dispiaciuto, per cui ne parlerò abbastanza bene (Gesserit).

Mia moglie ha fatto questa battuta (citando Scottecs) durante le prime scene e ho riso tutto il film. Mannaggia a lei!

Scenari, Regia, Fotografia e Dintorni

C’era da aspettarselo. Si fa un adattamento cinematografico di un romanzo abbastanza famoso, già adattato negli anni ’80 e non si vuole sfigurare. Sono stati investiti soldi e si vede. Consiglio la visione al cinema perchè la resa di certi panorami è veramente sorprendente.

Anche solo il passaggio degli Atreides tra Caladan e Arrakis è notevole: il secco e polveroso deserto pieno di Spezia (e di curcuma) prende il posto delle verdeggianti coste che si tuffano nel mare. Ben fatto.

Stesso discorso per la resa degli spazi, delle grandi astronavi e dei vermoni (gli Shai-Hulud). Credo che la loro raffigurazione riesca a trasmettere grosso modo l’idea e gli intenti racchiusi nel romanzo.

Ho apprezzato anche le scelte registiche. Il film ha un ritmo lento, meditativo. I lunghi primi piani con le suggestive colonne sonore danno il tempo di interiorizzare i cambiamenti repentini a livello di contesto, ambiente e personalità che caratterizzano la trama.

La fotografia secondo me era migliorabile: certe scene mi davano un’idea quasi un po’ patinata, come se mancasse profondità, ma non ne capisco davvero molto, ho aggiunto questo capoverso giusto per darmi un tono.

Recitazione

Nel complesso non è mal recitato, anzi. Tuttavia abbiamo un problema che Houston levati proprio. Il protagonista non è convincente.

Per carità, non è un cattivo attore, anzi, direi che è bravino. Tuttavia per questo specifico ruolo in questo specifico film, con queste specifiche scelte registiche, non basta essere bravini. Bisogna essere bravi.

Se abbiamo spesso la telecamera puntata in faccia per vari secondi e dobbiamo trasmettere emozioni grazie alla nostra mimica facciale, serve una prova attoriale sopra la media. Per carità, Timothée Chalamet (l’attore che interpreta Paul Atreides) ci riesce pure a volte. Però non riesce a essere convincente in tutto lo spettro delle emozioni richieste dal suo ruolo. Peccato.

Comunque so di essere un po’ pretenzioso io e a parte quelle scene il resto del film rende bene (Gesserit).

Doppiaggio

Io guardo sempre roba doppiata, non sono un fanatico fissato con la lingua originale “altrimenti fa tutto schifo”. Però ci sono state un paio di situazioni in cui, fossi stato direttore del doppiaggio mi sarei alzato dicendo “sì, bella, bravi. Ben fatta. Però la possiamo rifare un po’ diversa?”.

Il doppiaggio nel complesso non è male, però ci sono due o tre punti nel film in cui mi sarei strappato le orecchie. Evidentemente andavano di fretta e non si sono presi la briga di rifare le scene venute male. Peccato.

Aderenza al Romanzo

Lo so che siete venuti a vedere l’articolo praticamente solo per questo paragrafo. Ora tornate indietro e leggete gli altri prima. Andate con ordine!

Scherzi a parte, partiamo da una premessa seria: io non ricordo benissimo il libro. Non posso dirvi robe tipo “ah, ma nella scena X il personaggio Y si doveva cambiare d’abito prima di andare nella zona Z”. Oltretutto non credo nemmeno che un film debba essere necessariamente così tanto fedele al testo.

Quello che importa, secondo me, è lo spirito del romanzo. In questo caso mi pare sia decisamente rispettato. Si sente il senso di perdita e di incertezza davanti al trasferimento su Arrakis, la tensione derivante dal ruolo delle Bene Gesserit, la durezza della vita nel deserto e via dicendo (mi fermo per evitare spoiler, dai).

Le frasi chiave del romanzo vengono pronunciate esplicitamente e questo è un dettaglio decisamente gradevole dal mio punto di vista.

In aggiunta i personaggi mi sembrano ben riprodotti e azzeccati, senza essere snaturati per motivi commerciali, come accade ogni tanto.

Inoltre, ed era un po’ il mio timore, non hanno trasformato la storia in una “marvelata” in cui si spara tutto il tempo (nonostante l’inutile scena iniziale) e si assiste di continuo a distruzioni da parte dei Vermi.

Ovviamente non sto dicendo nemmeno dicendo che tutte le parti importanti siano rappresentate. Per quanto il film duri 2 ore e 30 e per quanto copra solo una minima parte del romanzo, non si può pensare di raccontare ogni sfumatura. Però nel complesso il risultato è venuto piuttosto bene (Ges…ok, la smetto con questa battuta).

Unico appunto: secondo me gli Harkonnen potevano essere raffigurati con un aspetto un po’ meno mostruoso e chiaramente malvagio. Poi magari anche il romanzo era parecchio esplicito al riguardo, quindi può essere che sbagli io.

Copertura del libro

Qua confesso di esser stato fesso io. Sapevo che non avrebbero finito tutto il romanzo in un solo film, però non mi aspettavo sarebbero rimasti così indietro. Potevo informarmi. Qua ne abbiamo come minimo per altri due film! Bene, ora lo sapete anche voi. Io a questo punto non so se guarderò il secondo, forse aspetterò che escano le versioni complete con le scene tagliata di tutta la trilogia.

Conclusione

Non so perchè continuo a fare queste conclusioni, tipo a scuola. Avete presente quei temini che bisognava fare sui libri letti e finivano invariabilmente con una variazione minima di “tutto sommato alla fine ritengo che…”?

Beh, mi ha traumatizzato quella roba, quindi ve la ripropongo qui. Anche perchè, diciamocelo, ormai nessuno legge più tutto per intero, quindi per i frettolosi e i pigri che saltano i pezzetti è utile un riepilogo.

Quindi, per concludere penso sia un bel film. Probabilmente hanno mirato un filo troppo in alto, considerando i mezzi a disposizione, ma sono riusciti a rendere con efficacia un romanzo articolato e anche parecchio datato (ridendo e scherzando ha più di 50 anni!). Se vi sono sembrato molto critico è solo perchè lo sono di natura ed è difficile vedermi uscire dal cinema pienamente soddisfatto.

Personalmente ora mi è salita la frenesia di provare uno dei giochi da tavolo o giochi di ruolo basati sull’opera.





A proposito, se volete leggere recensioni di GdR, fate un salto qui.

Se volete vedere replicato un personaggio di Dune in D&D 3.5, Pathfinder e D&D 5e, invece cliccate su uno dei tre link e scrivetemi il nome nei commenti!

Ogni personaggio è replicabile in D&D 3.5

Di seguito saranno presentati una serie di personaggi provenienti da film, anime, serie tv, fumetti, videogiochi, manga, cartoni e chi più ne ha più ne metta, assieme al metodo per ricreare la loro scheda (o build) in D&D 3.5. Se invece cercate l’omonima rubrica per Pathfinder, cliccate QUI. ATTENZIONE: sto iniziando a fare la rubrica anche per D&D 5e!

Questa non è una guida all’ottimizzazione, quindi non ci occuperemo di come distribuire le risorse che non servono a ricreare il personaggio di cui parliamo. Il punto è solo quello di trovare le caratteristiche più rappresentative di ogni personaggio e capire come riprodurle usando talenti, oggetti magici, classi o altri parametri di gioco.

SECONDO ME OGNI PERSONAGGIO SI RIESCE A REPLICARE IN D&D 3.5! Sfida accettata.

Risultati immagini per build character rpg

Quindi se volete vedere uno dei vostri beniamini (o anche un PG assurdo, con capacità bizzarre) venir trasformato e riprodotto in D&D 3.5, proponetelo pure senza remore. Con calma proverò ad evadere tutti gli ordini. Se una qualche classe, classe di prestigio (da qui in avanti CdP), talento, ecc, proviene da una fonte diversa dal Manuale del Giocatore o del Master, verrà indicato il manuale di provenienza tra parentesi quadre.

Schede

Batman
Robin Hood
Shinichi Akiyama
FitzChevalier Lungavista
Gatsu
MacGyver
Super Mario
Zorro
Cutter
Nonno Laser
Beep Beep & Wile E. Coyote
Collant Taro
Gilgamesh (Fate)
Giulio Cesare
Ultimate Kid
Saitama (One Punch Man)
Il Gatto con gli Stivali
Paolo Brosio 
Fantozzi
Voldemort
Riddick
Alladin – Alibaba – Morgiana (The Labyrinth Of Magic)
Durza (Eragon)
Sailor Saturn
Team RWBY
Break (di Pandora’s Heart)
Atlante (Il Titano)
Shinji Ikari (Evangelion)
Ainz Ooal Gown (Overlord)
Bud Spencer
Eleven – Undici (Stranger Things)
Shpalman
Supergiovane
Butcher (The Boys)
Esca – Bite (il Principe dei Draghi)
Harambe
Ape Maia
Katara – Avatar, l’Ultimo Dominatore dell’Aria –
Roronoa Zoro (one piece)
Sanji Vinsmoke (one piece)
Catra (She-Ra)
Vanya (The Umbrella Academy)
Edvarg, il Vecchio Kita Kita (Guru Guru)
A-Train (The Boys)
Bow (She-Ra)
Kaz Brekker (Tenebre e Ossa)
Gesù Cristo
Garibaldi
Goblin Slayer
Gandalf

Disney

Ursula (la Sirenetta)
Winnie the Pooh (e gli altri amici del Bosco dei 100 Acri)
Gastone Paperone (la build ha un errore, non lo trova nessuno?)
Elsa di Arendelle
Dr. Facilier / Uomo Ombra (La Principessa e Il Ranocchio)
Rafiki (Il Re Leone)

Star Wars

Yoda
Luke Skywalker
Mando (The Mandalorian)

Marvel

Wolverine
The Punisher
Jean Grey
Daredevil

Avengers

Capitan America
Iron man
Hulk
Capitan Marvel
Thor
Wanda Maximof (Scarlet Witch)
Loki
Natasha Romanoff (Vedova Nera)

LOL – League of Legend

Talon di LoL (League of Legend)
Darius (League of Legend)
Thresh (League of Legend)
Rengar (League of Legend)
Brand (League of Legend) – Fornita da Luigi di Perno –

Work in progress: la ciurma di Cappello di Paglia, Duffy Duck, Cavaliere del Teschio di berserk, tutto il gruppo base del Signore degli Anelli, Corvo Attano da Dishonored, Kuvira (la leggenda di Korra), Venticinquesimo Baam, Geralt di Rivia, Bayonetta, Kilua (Hunter x Hunter), Fin Raziel, Gintoki Sakata, Bellorofonte, Spyro, Braccio di Ferro, la bella e la bestia, Joker, Terence Hill, Deadpool,  Ryu (Street Fighters), Tempesta (X-Men), The Mask, l’ape Maia, Jar Jar Binks, Achille, Occhio di Falco, Palpatine, Thor, Andromeda, Rimoru Tempest (più tutto quello che vorrete suggerire!)…

Sto pensando di aprire la medesima rubrica anche per Pathfinder, col quale ho tuttavia una minor dimestichezza, inoltre mi sembra leggermente meno adatto allo scopo. 

Sono passato dalle parole ai fatti: ECCOLA! Ogni personaggio è replicabile anche in Pathfinder e non solo in D&D 3.5? Ai “poster” l’ardua sentenza.