Garibaldi in D&D 3.5

Sì, Giuseppe Garibaldi (lo so, pensavate che di cognome si chiamasse Fufferito). L’eroe dei due mondi (spoiler: non era un astronauta). Non faccio spesso personaggi storici o esistenti, anche se in effetti potreste trovare Paolo Brosio, Gesù Cristo e Giulio Cesare. Fatto sta che mia moglie sta impazzendo con i podcast di Barbero e li ascolta anche mentre dorme, quindi mi ha convinto a replicare il famosissimo generale italiano in D&D. Famoso soprattutto come generale, perchè è tipo l’unico italiano ad aver vinto qualche battaglia.
Il taglio che invece voglio dare qui si basa sulla sua ecletticità. Però andiamo con ordine.
Questa è la versione 3.X, se cercate Pathfinder, eccolo, se cercate D&D 5e invece è qua

Punti salienti: Fu abile navigatore, soldato, generale, politico, imprenditore, insegnante e perfino coltivatore. Non so, secondo me affilava anche le forbici e riparava le tende. Un po’ come Bovinelli Tuttofare di Stefano Benni (se non lo conoscete leggete Bar Sport e ringraziatemi dopo).
Valutazione livello: Essendo un essere umano, non dovrebbe essere sopra il livello 4, al massimo (di che livello sono le persone normali? Ecco un approfondimento). Però la mia consorte ha detto che se l’avessi messo sotto il livello 10, lo spirito di Barbero in persona ci avrebbe tormentato a vita. Quindi 12 sia.

Scheda

Suggerimento build:
Razza: Umano. Diamine, per forza.

Classi: Umano Esemplare 1 [Arcani Rivelati], Marinaio 1 [Era dei Mortali], Maresciallo 2 [Manuale delle Miniature], Nobile 1 [Dragonlance], Ranger 1, Tattico Leggendario 3 [Dragonlance], Legendary Leade [Heroes of Battle 3].

In questo modo avremo tutte le abilità sociali necessarie, tutte le conoscenze in ingegneria per poter insegnare, sapremo muoverci sulle navi, avremo attitudine a muoverci in territori non urbani e soprattutto saremo maestri supremi nella guida degli eserciti. Inoltre il Nobile ci rende ottimi candidati per la copertura di incarichi politici.

Caratteristiche: Sicuramente grande Carisma. Non trascuriamo le fisiche, comunque!

Talenti: Su Heroes of Battle ci sono svariati talenti pensati appositamente per migliorare le capacità come Generale. Prendete un paio di quei talenti di autorità e gioite. Volendo potreste pensare anche a Combattere in sella, perchè quando vi feriranno ad una gamba il cavallo sarà fondamentale.

Equipaggiamento: Una camicia rossa, un cavallo.

Varianti e considerazioni:

Se cercate una versione più aderente alle regole di D&D e quindi di livello normale, io farei livello 3. 1 da Umano Esemplare e 2 da Maresciallo.

Poi certo, c’è sempre il Factotum [Dungeonscape], se il vostro master ha litigato con Arcani Rivelati.

Il Ranger non è assolutamente obbligatorio, anzi. Serviva per dare un tocco marziale basato sulla componente di conoscenza dei territori, ma è una scelta di flavour.
Potreste benissimo prendere un livello da Warblade [Tome of Battle] puntando alle manovre White Raven.

Come classi di prestigio da comandante c’è anche il Signore della Guerra [Il Pugno e la Spada], o il Cavaliere della Rosa di Knightly Order of Ansalon (visto che quella versione non punta sugli incantesimi).

Alla fine volendo si può sempre prendere in considerazione il Bardo e usare l’arte oratoria per ispirare le truppe con la musica bardica.

Non importa quanto sia strano o potente, in D&D 3.5 ogni personaggio è replicabile.

Garibaldi in Pathfinder

Sì, Giuseppe Garibaldi (lo so, pensavate che di cognome si chiamasse Fufferito). L’eroe dei due mondi (spoiler: non era un astronauta). Non faccio spesso personaggi storici o esistenti, anche se in effetti potreste trovare Paolo Brosio, Gesù Cristo e Giulio Cesare. Fatto sta che mia moglie sta impazzendo con i podcast di Barbero e li ascolta anche mentre dorme, quindi mi ha convinto a replicare il famosissimo generale italiano in D&D. Famoso soprattutto come generale, perchè è tipo l’unico italiano ad aver vinto qualche battaglia.
Il taglio che invece voglio dare qui si basa sulla sua ecletticità. Però andiamo con ordine.
Questa è la versione PF, se cercate 3.5, eccolo, se cercate D&D 5e invece è qua

Punti salienti: Fu abile navigatore, soldato, generale, politico, imprenditore, insegnante e perfino coltivatore. Non so, secondo me affilava anche le forbici e riparava le tende. Un po’ come Bovinelli Tuttofare di Stefano Benni (se non lo conoscete leggete Bar Sport e ringraziatemi dopo).
Valutazione livello: Essendo un essere umano, non dovrebbe essere sopra il livello 4, al massimo (di che livello sono le persone normali? Ecco un approfondimento). Però la mia consorte ha detto che se l’avessi messo sotto il livello 10, lo spirito di Barbero in persona ci avrebbe tormentato a vita. Quindi 12 sia.

Scheda

Suggerimento build:
Razza: Umano. Diamine, per forza.

Classi: Cavaliere 5.
Come Ordini io suggerisco: Monument, Guard, Land e Lion. Forse sceglierei Guard, ma dipende da quale sfaccettatura volete favorire.
Come Archetipo io andrei banalmente di Strategist.
Bardo 1. Sea Singer, in fondo è nato come marinaio e capitano, no?
Ranger 2, Horse Lord. Come flavour, per il movimento rapido e lo stile di battaglia basato sulla conoscenza del territorio. Il bonus coi cavalli è utile, visto che dovrà salirci spesso, essendo ferito a una gamba.
Battle Herald 4. La classe di prestigio da generali. Come non prenderla?

In questo modo avremo tutte le abilità sociali necessarie, tutte le conoscenze in ingegneria per poter insegnare, sapremo muoverci sulle navi, avremo attitudine a muoverci in territori non urbani e soprattutto saremo maestri supremi nella guida degli eserciti.

Caratteristiche: Sicuramente grande Carisma. Non trascuriamo le fisiche, comunque!

Talenti: Autorità e dintorni.

Equipaggiamento: Una camicia rossa, un cavallo.

Varianti e considerazioni:

Se il master è permissivo potremmo usare il Path of War e fare un Warlord specializzato nella scuola Golden Lion. Però non essendo ufficiale andiamoci piano.

Il Ranger non è assolutamente obbligatorio, anzi. Serviva per dare un tocco marziale basato sulla componente di conoscenza dei territori, ma è una scelta di flavour.


Vediamo se anche in Pathfinder ogni personaggio è replicabile.

Garibaldi in D&D 5e

Sì, Giuseppe Garibaldi (lo so, pensavate che di cognome si chiamasse Fufferito). L’eroe dei due mondi (spoiler: non era un astronauta). Non faccio spesso personaggi storici o esistenti, anche se in effetti potreste trovare Paolo Brosio, Gesù Cristo e Giulio Cesare. Fatto sta che mia moglie sta impazzendo con i podcast di Barbero e li ascolta anche mentre dorme, quindi mi ha convinto a replicare il famosissimo generale italiano in D&D. Famoso soprattutto come generale, perchè è tipo l’unico italiano ad aver vinto qualche battaglia.
Il taglio che invece voglio dare qui si basa sulla sua ecletticità. Però andiamo con ordine.
Questa è la versione in quinta edizione, se cercate Pathfinder, eccolo, se cercate D&D 3.5 invece è qua

Punti salienti: Fu abile navigatore, soldato, generale, politico, imprenditore, insegnante e perfino coltivatore. Non so, secondo me affilava anche le forbici e riparava le tende. Un po’ come Bovinelli Tuttofare di Stefano Benni (se non lo conoscete leggete Bar Sport e ringraziatemi dopo).
Valutazione livello: Essendo un essere umano, non dovrebbe essere sopra il livello 4, al massimo (di che livello sono le persone normali? Ecco un approfondimento). Però la mia consorte ha detto che se l’avessi messo sotto il livello 10, lo spirito di Barbero in persona ci avrebbe tormentato a vita. Quindi 12 sia.

Scheda

Suggerimento build:
Razza: Umano. Diamine, per forza.

Classi: Rogue 3 (Scout). Andare in giro ad esplorare tipo tutto il mondo, muoversi agilmente con piccoli eserciti basandosi sulla conoscenza del territorio. Eccoci. Inoltre la ricca scelta di abilità e le maestrie sono molto interessanti. Paladin 3 (crown). Un bonus di gruppo? Come rinunciarvi? Inoltre è una classe estremamente leale e possiamo dire “obbedisco”. Fighter 3 (Battlemaster). Hey, possiamo prendere Commanding Strike e Commander’s Presence! La terza manovra è a scelta. Bard 3 (Valor). Ispiriamo gli alleati e possiamo renderli più letali in battaglia. Perfetto.

Background: Sailor (Marinaio). In questo modo rendiamo la sua competenza marittima.

Tiriamo un attimo le somme. Abbiamo la competenze in 2 abilità per il BG (oltre alle navi, strumenti di navigazione e un attrezzo datoci dal guerriero). 4 per il ladro. Una per il bardo. Una per l’umano e 2 per la sottoclasse del ladro. Ottimo.
Sono 10 (dieci!). In 4 di queste abbiamo l’expertise (la maestria) e comunque in tutte le abilità che ci mancano sommiamo un +2 per via del bardo.

Possiamo prendere: Atletica, Storia (ci servirebbe matematica, ma pazienza), addestrare animali, intuizione, percezione, sopravvivenza, inganno, intimidire, intrattenere e persuasione. In grassetto ho messo i miei suggerimenti di maestria.

Caratteristiche: Sicuramente grande Carisma. Non trascuriamo le fisiche, comunque!

Talenti: Abbiamo solo quello da umano (chi sarebbe così pazzo da non fare il variante?) quindi io prenderei Inspiring Leader.

Equipaggiamento: Una camicia rossa, un cavallo.

Varianti e considerazioni:

Non servono davvero tutte quelle classi. Potreste pensare di eliminare il Guerriero e distribuire i suoi livelli tra le altre 3 classi, in questo modo avreste 3 bei talenti in più con i quali aumentare probabilmente le caratteristiche visto che non possiamo averne nessuna bassa. Oppure potreste prendere talenti sensati, come Lucky (andiamo, un italiano che eccelle in guerra deve essere per forza fortunato) o Mounted Combatat (se vi feriscono a una gamba, vi servirà un cavallo, no?).

Se poi volete qualcosa di giocabile o togliete anche il paladino e vi fate uno skill monkey, o togliete il ladro e vi viene fuori una versione scarsa di un sorcadin.





Andiamo, non ogni personaggio è replicabile in D&D 5e, ma noi ci proviamo lo stesso, vero?
Lasciate un commento per dirmi chi altri vorreste replicare!

Rapax – Ladro Folle – Background

Ecco il BG fatto per un ladro umano in D&D 3.5. Questo è forse il PG a cui ero più affezionato. Purtroppo ora è deceduto, anzi, è ridotto a un vegetale e io sto giocando un simpatico nano mago. Ad ogni modo è adattabile a qualsiasi personaggio che ami il sotterfugio, l’avventura e sia molto curioso, halfilng e kender sono candidati ottimali. ATTENZIONE: Background senza parti tragiche!

Ti aspetta un luminoso futuro. Così mi dissero i miei genitori, quando mi spedirono in convento. Ero molto piccolo, avrò avuto 8-9 anni, e non capii appieno quello che intendevano.

Fatto sta che mi recai nel monastero che si trovava nei pressi della città, e nel quale avrei dovuto trascorrere i successivi dieci anni, “dieci!”, uscendone solo una volta al mese, per recarmi a “rendere omaggio alla mia famiglia”.

Non che fosse sgradevole, intendiamoci, anzi, non mi dispiaceva studiare, anche se odiavo le lezioni impartite dai tutori, mi piaceva esplorare i tomi in autonomia, spesso trovandovi scoperte assai curiose. D’altro canto, il solo pensiero di rimaner chinato sui libri per 5 giorni la settimana (in quanto gli altri due erano dedicati, uno alla partecipazione alla giornata di preghiera, e l’altro a compiere lavoretti per la cura e il mantenimento del tempio), mi spingeva in uno stato di tristezza sconfinata. No, decisamente non faceva per me. Tre giorni di studio sarebbero stati più che sufficienti, pensai. Quindi decisi di autogestire i miei tempi, evadendo con discreta regolarità dalle mura del cenobio, per recarmi in città. A pensarci ora era grande, a confrontarla con le altre che ho incontrato nei miei spostamenti, anche se allora mi sembrava normale, era solo la mia città, Nerlash.

Il ritorno dalla mia prima fuga non fu gradevole: ero stato scoperto. Non fu tanto la ramanzina, e nemmeno il dover camminare inginocchiati sui ceci recitando le preghiere, per tutte le sere di una settimana intera. No, la cose peggiore furono i due mesi di stretta sorveglianza che seguirono. Non mi fu possibile deviare nemmeno per un istante dalle attività che erano state programmate, figuriamoci fare una capatina a Nerlash. Mentre io bramavo di poter tornare a calcare le sue strade, annusare i suoi odori, scoprire i suoi segreti, insomma: muovermi libero da costrizioni costanti. Tuttavia usai questo periodo per imparare, per scoprire chi era stato a riferire dei miei spostamenti al superiore, e per pianificare una nuova evasione. Nartil, era questo il nome dello spione. L’avrei tenuto a mente.

Allo scadere del termine fissato per la mia sorveglianza, venni condotto nuovamente dall’abate, e dovetti convincerlo che, sì, avevo colto la gravità del mio gesto, e che no, non avrei mai ripetuto più una simile infrazione, e di nuovo sì, avevo imparato la lezione ed ero cambiato. La condizione più facile per un bugiardo è quando la propria vittima desidera disperatamente credergli.

Feci passare ancora qualche settimana, durante le quali cercai di rigare il più dritto possibile, dopodiché decisi che era infine giunto il momento. Mi intrufolai nella camera di un fratello anziano, frugai un po’ tra le sue cose e rubai una catenella d’oro, impreziosita da un pendente ricco di gemme. A questo punto entrai di soppiatto nella cella di Nartil e nascosi la refurtiva nel suo letto. Ma non mi bastava farlo accusare, oh no. Attesi, e dopo poche ore il fratello anziano iniziò a sbraitare che gli era stato sottratto un oggetto. Dopo la furia e le minacce, subentrò la preoccupazione: infatti arrivò a promettere una lauta ricompensa a chiunque l’avesse trovato. Non persi tempo, la sera stessa, con leggerezza, accennai a un altro novizio di come fosse strano Nartil in questi giorni. Fingendomi totalmente ingenuo, lasciai cadere vari indizi che lasciassero supporre un suo coinvolgimento nella sottrazione del pendaglio: discorsi strani, nuovi acquisti, comportamenti furtivi. Il modo migliore di convincere qualcuno è far sì che si senta intelligente, inoltre bisbigliare è uno dei modi più efficaci per essere creduti.

Quasi non finì nemmeno di mangiare. Nel giro di pochi istanti era già andato dalla vittima, a raccontarle che possedeva informazioni preziose sul furto e su come recuperare la refurtiva. La sera stessa la questione era davanti all’abate, che ordinò una perquisizione della stanza di Nartil. Il quale fu bandito dall’ordine e consegnato alla giustizia. Fortunatamente il mio collega, preoccupato di dover dividere la ricompensa con qualcun altro, evitò di coinvolgermi nella vicenda, e fu una fortuna, poiché sarebbe sembrato sospetto che io accusassi l’uomo che poco tempo prima aveva accusato me. Fortuna o no, andò a buon fine. Non mi restò che mettere in giro la voce che, casualmente, dopo che Nartil si era comportato da spia, era stato incastrato proprio da una soffiata. Questo mi assicurò un lungo periodo di calma, durante il quale ne approfittai per abbandonare il tempio un paio di volte a settimana, proprio come avevo intenzione di fare fin dall’inizio. Durante una delle tante escursioni, mi capitò di imbattermi in un gruppo di ragazzi di strada, forse furono gli abiti poveri che usavo durante le mie uscite clandestine, forse il mio vagabondare solitario, o chissà cos’altro. Fatto sta che mi presero in simpatia, e incominciammo a frequentarci abitualmente. Scoprii tutti i passatempi che ogni persona dovrebbe conoscere: alleggerire i passanti delle proprie borse, imbrogliare osti e mercanti, lanciare fango o uova alle guardie. La bella vita, insomma.

Non che mi servisse a qualcosa rubare questi oggetti, la mia famiglia era ricca e se avessi avuto bisogno di qualcosa, mi sarebbe bastato chiederlo. No, era il gusto dell’avventura che cercavo, quel fremito nella cassa toracica, il gusto di sfidare la sorte. Inoltre in queste avventure guadagnai un soprannome: Rapace. Divertente. L’avesse saputo mio padre, il capostipite della famiglia Aquilei; un rapace, un degno figlio per un’aquila.

Ciononostante non trascurai completamente i miei impegni al tempio, tutto sommato avevo scoperto che anche lì si trattava di possedere lingua svelta, mani rapide e mente acuta.

Sarebbe potuto continuare per sempre. Senonché, in una delle mie visite periodiche alla famiglia, sentii mio padre avere una strana discussione con mio fratello. Questi era da poco tornato dal fronte, dove aveva appena ricevuto una promozione come colonnello. Mio padre gongolava. E disse qualcosa come: ora ho un figlio a un passo dal diventare generale, e il secondogenito sarà presto vescovo. Rimasi interdetto. “oh, ti ringrazio per la fiducia, padre”, risposi dubbioso. “Fiducia?” Esclamò sorpreso, “Ma quale fiducia? Tuo zio, il cardinal Ferdenis Aquilei intercederà per farti avere la nomina, questione di un paio di anni, il tempo che tu diventi adulto”. Bofonchiai una risposta qualunque e smisi di interagire. Ero stordito. Passai l’intera serata, e poi tutta la notte a pensare. Mi aspettava un destino prefissato, una strada spianata dal potere della mia famiglia, in cui ogni ostacolo sarebbe stato rimosso, in cui non ci sarebbe stato il posto per il rischio, la sfida, l’azzardo. Bastava aspettare e ogni cosa sarebbe stata condotta me. Senza contare che, ricoprendo una carica del genere, mi sarebbe stata precluso qualunque tipo di svago nella città bassa. No, non faceva per me.

Il giorno dopo recandomi al tempio mi fermai lungo la strada, in un luogo appartato, lasciai impronte come a simulare una colluttazione, mi travestii, mi tagliai i capelli, che gettai all’ingresso del tempio, lasciando un biglietto in cui dicevo che avevo rapito Darval Aquilei, vale a dire me stesso. Provarono a inseguirmi, ma i monaci non sono rinomati per la loro abilità nella caccia. Mi tolsi il costume da rapitore e presi la prima diligenza diretta verso un luogo lontano. Abbandonai il mio vecchio nome, pensai inoltre che anche il mio soprannome poteva essere indicativo della mia identità, per cui lo tradussi alla bene e meglio nella lingua antica, di cui avevo appreso i rudimenti. Finalmente ripresi a fare ciò che preferivo: cacciarmi nei guai.