Luna Nuova – di Maikel Maryn – Recensione di un Fantasy disinibito

Ultimamente leggo solo roba di autori emergenti. Comunque trovate questo romanzo breve (o racconto lungo, non so, comunque sono 50/60 pagine) gratis su Amazon. Però devo avvisarvi, se GoT è così crudo da far sembrare Dragonlance una lettura per chierichetti, Luna Nuova è così crudo da far sembrare GoT stesso una lettura per chierichetti. Quindi se vi siete sempre chiesti come mai i personaggi di Tolkien non vadano mai in bagno, come è possibile che Raistlin non abbia mai avuto un’erezione, perchè Fitz-Chevalier Lungavista non venga mai descritto in intimità con Molly o perche i protagonisti di Brooks non abbiano mai le tipiche voglie adolescenziali, pur condividendo altri tratti di quell’età. Poi se perfino il Trono di Spade di Martin vi sembra un filo troppo edulcorato, allora questo è l’autore che fa per voi. Ok, forse detta così sembra che possa essere utile solo per chi desidera un porno fantasy horror/gotico (robe da Book of Erotic Fantasy). Non è così. Secondo me l’autore (questo personaggio misterioso di cui si sa poco) ha un buono stile. Sarei curioso di leggerne anche altri testi.

Ecco la copertina del libro Luna Nuova di Maikel Maryn

Trama

Come sapete io non amo fare spoiler. Quindi starò sul vago. Ad ogni modo vi avverto: la parte “fantasy” non sarà preponderante, anche se sicuramente presente. Però andiamo con ordine.

Nel libro vengono presentate 4 situazioni diverse, salvo poi scoprire un legame tra di esse.

Una donna segnata da un difficile passato attende la visita di un uomo, conosciuto durante il nobile svolgimento di attività poco rispettabili.

Un uomo corpulento visita una casa di piacere a Venezia, alla ricerca di un tipo di intrattenimento pericoloso (soprattutto per gli altri, ma in fondo anche per sé).

Un gruppo di taglialegna russi incontra sulla via del ritorno a casa qualcosa di oscuro e minaccioso.

Una coppia di giovani amanti si incontra clandestinamente, nonostante la loro differente origine e le diverse religioni professate.

Ognuna di queste storie viene raccontata suddivisa in due parti e quindi inframezzata dalle altre. Questo (oltre a essere un metodo diffuso per far salire la tensione, ma io ogni volta darei dei morsi all’autore) ci permette di leggere la parte finale con una consapevolezza maggiore.

Non vi dico altro per non attirare su di me le ire dalla polizia degli spoiler.

Personaggi

Come dicevo, sono poche pagine con le quali vengono raccontate vicende diverse. Quindi i personaggi sono un po’ troppi per ottenere una profonda e dettagliata descrizione.

Tuttavia le poche pennellate sono sufficienti a dare un’idea abbastanza credibile di ciascuno di essi. Il ragazzo non proprio sincero e coraggioso, l’uomo presuntuoso e divorato dalla sua ossessione, la donna confusa e credulona e via dicendo.

Inoltre molti di loro posseggono una buona dose di originalità e non sono solo macchiette inserite per fare numero.

Anche in questo caso, scusate se non faccio un’analisi più approfondita, ma è veramente difficile dare dettagli senza spoilerare nulla.

Stile

Allora, io personalmente non sono una fan della presenza così massiccia di scene di sesso. Sarò all’antica, ma se voglio un certo tipo di intrattenimento, uso la pornografia. Lo so, nessuno ci obbliga a tenere separate le due cose.
Forse dovrei provare un altro romanzo, anzi chiedergli se sono tutti così, visto che ha un profilo Facebook attivo (e interessante, guardateci) ed è facilmente raggiungibile.

Nota di colore: ho raccontato a mio fratello quello che ho letto e lui mi ha consigliato di scrivergli scherzosamente “ah, bello il libro, ma ha poche scene di sesso. Perchè non ne aggiungi una a pagina 38?”.
Però sono andato a controllare e a pagina 38 la scena di sesso c’era già. Chissà se è stato molto sfortunato lui a beccarla o se sarebbe stato strano il contrario.

Battute a parte, apprezzo l’approccio più crudo che sta andando delineandosi all’interno del fantasy in questi ultimissimi decenni e questo testo si colloca in un certo modo in questa corrente, rendendo i personaggi più soggetti alle normali pulsioni degli esseri umani.

Inoltre la prosa dell’autore è decisamente gradevole. Sarei curioso di leggere un suo romanzo di dimensioni “normali” per vedere se anche negli spazi più ampi riesce a tenere vivo il ritmo e a fornire punti di vista interessanti alle scene che delinea.

Conclusioni

Sì, concludo scrivendo “conclusioni”. Mi porto dietro il trauma dalle elementari.

Il libro è gradevole, si legge velocemente, ha un fantastico rapporto qualità/prezzo (tende a infinito, essendo gratuito) e l’ho trovato interessante. Se usavate gli Harmony per facilitare il vostro onanismo e amate i fantasy, poi lo adorerete addirittura.

Tutto sommato mi sento di consigliarvelo.

Comunque vi ricordo che su Amazon si possono leggere le anteprime dei romanzi, se volete farvi un’idea di cosa state per comprare.



Se vi interessano le recensioni di romanzi e racconti, fate un saltino qui.
Però ricordatevi che di solito qua sul blog si parla di Giochi di Ruolo.

Raccontini Malati – 50 punti esperienza se lo conoscete – Recensione

Parliamo di una raccolta di racconti di vario genere (anche se sono uniti dal filo conduttore del disagio) scritto dall’autrice Carlotta OttaTorielli. Se non la conoscete, sappiate che ha un blog (Sogni di Ragni e di Pizza Mannara) e fa la book influencer su instagram. Il libro a me ha ricordato (si parva licet componere magnis) una sorta di Irvine Welsh nostrano, per così dire. Per alcune note lo stile dei racconti mi ha riportato alla mente un po’ Acid House però con meno sesso e droga. Se siete curiosi, sappiate che comunque si compra la versione digitale per 99 centesimi e che su Amazon potete perfino leggere gratis i primi due racconti (la versione cartacea invece costa 10 volte tanto, ma che ci volete fare). Però andiamo con ordine.

Pare che la copertina di Raccontini Malati non abbia senso, ma non è così

Perchè i raccontini sono Malati?

Io l’ho letto in periodo di covid e quindi uno penserebbe subito all’influenza. Battute a parte, non ho la risposta sicura a questa domanda perchè per averla dovrei chiedere all’autrice e sono pigro. Però posso azzardare delle ipotesi: in ogni racconto si percepisce del disagio, della sofferenza, dell’inadeguatezza, del fallimento o comunque qualcosa di simile.

Che si tratti di momenti di paura immotivata, di traumi infantili irrisolti, crisi economiche, diffidenza e senso di accerchiamento, emarginazione, desiderio di vendetta, tradimento, problemi lavorativi, malattie mentali (e tanto altro) non c’è un racconto totalmente positivo, sereno o disteso. Anzi.

Quindi potremmo assistere a omicidi cruenti perpetrati davanti a davanti a bambini innocenti, seguire la nascita o la fine di storie d’amore malate e tossiche, tentare analisi fantasiose sulla Morte e ciò che ci attende dopo, osservare l’umanità durante pandemie letali peggiori del covid,

Oltre a questo, abbiamo diverse circostanze in cui la situazione precedente viene ribaltata o stravolta da un colpo di scena. Però di queste non vi farò esempi perchè non sono così malvagio.

Tuttavia in cambio vi beccate una mini recensione di tre raccontini, uno l’ho scelto perchè si può leggere gratis nell’anteprima, gli altri due per il tema trattato. Quindi potrebbero non essere i miei preferiti.

Terapia – Raccontino compreso nell’anticipazione gratuita

In questo racconto troviamo una maestra d’asilo alle prese con una possibile minaccia per i suoi studenti. Il tema dell’ansia per il pericolo imminente è preponderante.

Poi non mi focalizzerei troppo sul realismo, magari. Per quanto sia ambientata negli USA, alcuni dettagli lasciano delle perplessità. Tipo le armi e i rifugi anti terrorismo. Inoltre la fattibilità di certe azioni e le scelte della protagonista non convincono al 100%.

Ciò che mi ha colpito positivamente è la disinvoltura nel trattare tematiche scabrose difficilmente presenti nelle mie letture. Però mi fermo qui altrimenti entro nello spoiler.

Sbarcare il Lunario – Raccontino Fantasy

Non potevo non citare un racconto fantasy. Magia, lupi mannari, unicorni e tanto altro. Però non pensate alla classica ambientazione, perchè nel qual caso sarete delusi.

Il protagonista deve appunto trovare un sistema per incrementare le sue entrate e non incorrere in uno sfratto. Il sistema che utilizzerà ha di sicuro dell’originale.

Da fanatico del fantasy ho apprezzato molto l’atmosfera e il taglio che è stato dato a questo raccontino.

Inchiesta sul Diluvio Universale – Mitologia e Giurisprudenza

L’autrice purtroppo svolge una delle poche professioni peggiori degli ingegneri: è avvocata (si scherza, non ho una classifica, sono entrambi mali da estirpare). Questo è uno dei pochi casi in cui questo traspare all’interno di un racconto. Infatti in questo caso abbiamo un processo per stabilire quale delle varie divinità sia la responsabile del diluvio universale. Parteciperanno creature divine provenienti da vari panteon (egizio, greco, norreno e non solo).

A ogni deposizione ci sarà un probabile ribaltamento delle opinioni nella metaforica giuria impersonata dai lettori. Inoltre è un simpatico approfondimento per chi fosse appassionato di mitologia antica (e chi non lo è?).

Stile Espositivo

Ora sapete circa di cosa scrive, ma vorrete sapere anche come scrive. Devo dire che a volte mi sono ritrovato un po’ spiazzato, non ho ancora deciso se positivamente o negativamente: si alternano capoversi caratterizzati da una prosa leggera, quasi discorsiva (per dire, i puntini di sospensione fanno capolino più di una volta) a frasi ampollose, ricercate, costellate di termini desueti per non dire arcaici.

Insomma, a volte sembrava un po’ la scena dell’aspra diatriba legale di “Smetto Quando Voglio” (se non lo conoscete, rimediate, la scena comunque si trova sul tubo).
Iperbole a parte, provate a dare uno sguardo e fatemi sapere che ne pensate.

(NB: mi fanno notare che la versione cartacea è stata corretta, mentre quella digitale è rimasta invariata dal 2011)

Critiche

Secondo me i racconti nel complesso sono buoni, con alti e bassi chiaramente. Avrei fatto un po’ di attenzione extra nella selezione. Ci sono infatti un paio di racconti anche ravvicinati tra loro caratterizzati da tematiche decisamente simili. Probabilmente alcuni di questi si potevano scartare senza togliere nulla alla raccolta. anzi. Probabilmente senza quei due o massimo 3 racconti la qualità complessiva sarebbe migliorata. Uno su tutti: Errore di Sistema. Secondo me il peggiore (poi è una questione inevitabile: in ogni insieme di storie esiste la peggiore, non ci si può fare nulla).

Giusto per amore di filologia spicciola, ecco i due temi più presenti nel libro.

Ragazzini violenti e spaventosi

Io ricordo ben 3 racconti su 23 in cui abbiamo degli adolescenti pericolosi e minacciosi. L’autrice è verosimilmente spaventata dai ragazzi troppo cresciuti considerandoli abbastanza grandi per essere una minaccia dal punto di vista fisico, ma con un super-io non abbastanza sviluppato per evitare azioni imprevedibili da parte loro. Forse “Terapia” poteva essere modificato, inserendo un pericolo diverso.

Timore di non essere lucidi e di avere allucinazioni

Anche qua io mi ricordo almeno 3 racconti in cui ci sono situazioni forti e la protagonista (in questi casi direi che è sempre una donna, probabilmente è immedesimazione) deve fare uno sforzo mentale evidente per stabilire di essere lucida e di non essere soggetta ad allucinazioni.

Probabilmente l’autrice non è molto certa riguardo la sua stabilità mentale, ma in fondo in questo mondo bizzarro sono i sani ad essere i veri pazzi, no? O era “stupido è chi stupido fa”? Non ricordo.

Come già detto, di questi tre io avrei tolto del tutto Errore di Sistema. Coi i raccontini sarebbero diventati 22, cioè il numero degli Arcani Maggiori nei Tarocchi.

Conclusione

A parte il fatto che il rapporto qualità-prezzo è ottimo, visto che costa solo 99 centesimi e che aiutare gli scrittori emergenti è sempre una bella cosa, la raccolta secondo me non è male. La maggior parte dei racconti è valida e c’è del potenziale.

Alcune delle storie contengono idee davvero originali e degne di essere sviluppate (Cattività, Koala sulla schiena, la Lotteria…) e altre offrono comunque colpi di scena o situazioni interessanti (il Coniglietto, il Garzone, la fragilità del punto di vista, Gelosia, Vendetta…), oppure trattano temi particolari in maniera godibile (Come l’inchiesta sul Diluvio Universale e sbarcare il lunario già citati o Quello scintillio negli occhi ma anche Fiabe scommesse e omicidi o la bambola voodoo).

Poi il fatto di essere a racconti, appunto, la rende una buona lettura per inframezzare tomi impegnativi, prendersi una piccola pausa o anche da tenere lì e leggere un capitolo ogni tanto quando si ha un attimo. Per quanto il fatto che non ci sia un unico genere o un filo conduttore marcato, renda gradevole l’opzione di leggerseli tutti di fila.



Io quindi farei un pensierino e proverei a leggerli, poi anche se non vi son piaciuti parliamo di un prezzo di 10 goleador e un impiego di tempo minimo. Quindi provate.

Se vi piace leggere recensioni, sappiate che ne ho fatte alte, non solo di romanzi, ma anche fumetti, cartoni e giochi di ruolo.

The Giver – Romanzo Distopico non molto per Ragazzi – Recensione

Parliamo di un romanzo uscito negli anni ’90 dalla penna di Lois Lowry. Dal 1993 ad oggi è stato chiamato in vari modi, per cui potreste conoscerlo con il nome di Il Donatore o Il Mondo di Jonas (che poi è il nome con cui è uscito il film tratto dal libro nel 2014). Però qua sopra ho scritto The Giver che è il titolo con cui l’ho letto io. Ad ogni modo parliamo di un romanzo distopico ambientato in un ipotetico futuro (anche se non c’è un gran dispiego di super tecnologia, anzi!) con qualche leggera nota di sovrannaturale. In teoria dovrebbe essere per ragazzi, tuttavia l’ho trovato piuttosto inquietante e personalmente mi vengono in mente vari libri per adulti che farei leggere prima di questo. Inoltre è il primo di una saga di 4 romanzi, ma gli altri non li ho ancora letti. Però andiamo con ordine. Come sempre cercherò di farvi una recensione sensata senza spoiler.

The Giver. Film Tie-In [Lingua inglese] : Lowry, Lois, Lowry, Lois:  Amazon.it: Libri
Copertina suggestiva e senza spoiler

Ambientazione

La particolarità del romanzo e il suo punto di forza è senza dubbio l’ambientazione. Il villaggio in cui risiede il protagonista è decisamente particolare, anche se le peculiarità verranno alla luce mano a mano che la storia si sviluppa.

Ad ogni modo una serie di dettagli non trascurabili sono ben chiari fin dalle prime pagine. Per esempio il forte e capillare controllo dell’autorità su ogni piccolo dettaglio della vita sociale (attività tipiche durante la cena, posizionamento delle biciclette e via dicendo). Però ciò che probabilmente colpirà maggiormente sarà la gestione rigorosa e strutturata dei bambini i quali fino al loro primo dicembre vivono in ospedale, prima di essere affidati a una famiglia. In seguito la loro vita continuerà ad essere pianificata con cura: verranno ad esempio stabiliti i capi di abbigliamento specifici per ogni fascia d’età.

Inoltre al compimento del 12 anno di età viene assegnato a ogni bambino il lavoro che dovrà svolgere per il resto della vita (accuratamente selezionato in base alle sue predisposizioni). Ovviamente non dovrà iniziare subito a lavorare, ma dopo la scuola inizierà la formazione professionale. Sì, Confindustria apprezzerebbe (giuro che l’ho scritto prima della tragedia del 21 gennaio!).

Pian piano emergeranno anche altri particolari decisamente bizzarri ai nostri occhi e per certi versi inquietanti, ma non voglio rovinarvi la sorpresa.

Trama

Il protagonista, Jonas, ha undici anni e sta per compiere i 12. Durante la cerimonia di passaggio dell’anno riceverà la sua assegnazione, quindi scoprirà quale sarà il lavoro che dovrà svolgere per il resto della sua vita (anzi, finché non sarà abbastanza anziano da andare nella Casa Dei Vecchi in attesa della cerimonia dello Scaricamento). Senza spoilerare nulla posso dire che la sua assegnazione sarà sorprendente e gli fornirà un punto di vista privilegiato per osservare la società in cui è vissuto e tutte le sue stranezze.

Accanto a questo si intreccia la sua vita sociale coi suoi due amici Asher e Fiona e la vita familiare, col padre, la madre, la piccola sorellina Lily e Gabriel, il nuovo arrivato. Questo non è un membro della famiglia in realtà, ma semplicemente un bambino non ancora assegnato a nessuna coppia. Il padre di Jonas, occupandosi della cura dei neonati, ha ottenuto il permesso speciale di portare temporaneamente il piccolo a casa, trattandosi di un caso difficile col sonno non ancora stabilizzato (capisco che sia un problema non trascurabile: i miei si stanno stabilizzando ora che hanno 12 anni in due!). Questo perchè nel caso non si stabilizzasse, verrebbe scaricato.

The Giver - Il Mondo Di Jonas

Per Ragazzi o per Adulti

Il dubbio mi è venuto perchè il libro è a tratti inquietante. A parte l’atmosfera della città che si fa via via più oppressiva mano a mano che si sviluppa la trama, ci sono proprio scene di crudeltà immotivata che potrebbero scuotere gli animi più sensibili. Il finale poi ha dei passaggi un po’ angoscianti.

Sarà che mio figlio è molto suggestionabile, ma non ce lo vedo tra 5 anni a leggere qualcosa del genere, visto che ha problemi con vari cartoni animati per bambini (sì, lo sto svergognando in pubblico, poverino).

Insomma, ci sono molti romanzi per adulti (mi vengono in mente molti classici di avventura, fantasy, gialli, ecc) che secondo me sono più facilmente digeribili rispetto a The Giver.

D’altra parte è vero che siamo di fronte a un piccolo romanzo di comunque 200 pagine circa e il protagonista è un ragazzo. Inoltre per essere un vero romanzo distopico per adulti, probabilmente dovrebbe calcare molto di più la mano ed entrare maggiormente nei dettagli riguardo la gestione atipica della comunità. Mettendo in luce criticità e punti apparentemente positivi, per dire.

Quindi, riassumendo, secondo me è molto gradevole e fruibile anche per gli adulti. Se volete farlo leggere durante le scuole medie, fate attenzione a non propinarlo a soggetti troppo impressionabili.








Se vi interessano le recensioni di libri e romanzi, sappiate che ne ho fatte altre. Ma anche di fumetti e cartoni.
Però l’argomento centrale del blog sono i Giochi di Ruolo.

Narnia – Libro per bambini inadatto ai bambini- Recensione

Le Cronache di Narnia, non credo che il romanzo abbia bisogno di presentazioni. Comunque parliamo della saga fantasy di C.S. Lewis uscita negli anni 50, qualche anno prima del Signore degli Anelli di Tolkien, per capirci. Viene spesso indicato come uno dei capostipiti e fondatori del Fantasy come genere letterario indipendente. Mi son deciso a leggerlo, e ora vi beccate questa recensione in cui vi spiegherò perchè è un libro in un certo senso adatto ai bambini, ma anche, soprattutto, inadatto ai bambini.

Anagrammi di un certo spessore!

Accenno alla trama e alla composizione dei libri

Non credo di fare spoiler, visto che il libro ha 70 anni ed è uscito già un film 16 anni fa. Però starò comunque sul vago.

Abbiamo comunque questo mondo fantastico con il classico livello tecnologico pseudomedievale (sì, non è davvero il medioevo, come accenno qua), in cui esiste la magia, ci sono gli animali parlanti e via dicendo.

Una serie di bambini, per vari motivi, si ritrova in questo modo e vive avventure fantastiche dal sapore fiabesco: combattere streghe, tiranni malvagi e affrontare situazioni critiche in mezzo ai mari, deserti e ghiacciai.

In tutto questo non mancheranno tradimenti, combattimenti e tanti incantesimi.

Adatto ai bambini

Cerchiamo di capire perchè reputo Narnia un libro particolarmente adatto ai bambini.

Protagonisti bambini

Sì, i nostri eroi sono a malapena dei ragazzi. Questo facilita, ovviamente, l’immedesimazione per chi ne condivida l’età. Sebbene non sia preclusa la lettura anche ad un pubblico più datato, avere i personaggi principali non ancora maturi tendenzialmente risulta essere un valore aggiunto per i più giovani.

Soluzione dei conflitti molto soft

Senza fare spoiler, capita spesso che situazioni apparentemente terribili vengano risolte di colpo in maniera totalmente incruenta. Ora, io non sono un fan a tutti i costi della sofferenza. Non credo che più una storia sia cupa, più sia matura e viceversa. Tuttavia in questo caso a volte si sfiora il ridicolo con quell’approccio candido tipico da fiaba per bambini, appunto.

Sospensione incredulità molto minacciata

Questo ci porta all’ultimo punto. Credo che tendenzialmente l’attenzione alla sospensione dell’incredulità in una storia per adulti debba essere decisamente superiore. Un bambino è, tendenzialmente, si intende, più propenso a sorvolare su certi particolari dissonanti, deus ex machina improvvisi o comportamenti non propriamente lineari.

Le Cronache di Narnia mi pare che richieda un approccio molto fanciullesco alla ricerca di coerenza interna. Come nelle fiabe, ciò che conta è il risultato, o la morale, non la solidità narrativa e la verosimiglianza o credibilità di ogni evento.

Inadatto ai bambini

Tuttavia, come dicevo nel titolo, io non darei MAI da leggere questo romanzo a un bambino e nemmeno mi sognerei di leggerlo io stesso come fiaba della buona notte. Cerchiamo di vedere i motivi.

Blando maschilismo occulto

Non sto dicendo che sia un manifesto maschilista, un’apologia alla prevaricazione dell’uomo sulla donna o cose simili. Anzi, per essere edito negli anni 50, direi che è anche piuttosto avanzato da questo punto di vista.

Abbiamo infatti protagoniste donne che non svolgono solo il ruolo di “damigella in difficoltà”, ma impugnano le armi, regnano, affrontano sfide e via dicendo.

Quindi quando monterete un caso mediatico dicendo che gli SJW vogliono censurare Narnia, sappiate che secondo me, per il suo tempo, Lewis non era un maschilista.

Tuttavia noi non viviamo negli anni ’50. Quindi criticare la discesa in guerra delle donne e regalare altri commentini inutili sparsi sulle differenze di genere non è più una cosa gradita (sì, ormai non si può più dire nulla e ci si offende subito, no?..ne ho già parlato qui, proprio parlando di religione, quindi basta, dai). Per non parlare di Susan. Mini spoiler: alla fine il suo personaggio non si unirà agli altri perchè ormai non crede più a Narnia in quanto è troppo concentrata su trucchi, rossetti e robe simili. Devo commentare?

Ripeto: probabilmente era pure all’avanguardia 70 anni fa, ma ora se lo leggessi ai miei figli vorrei mettere delle note a margine in cui spiego un po’ meglio la parità tra i sessi. Molte note a margine.

Razzismo verso Calormen

Le terre a sud di Narnia non sono il magico regno del leone, anzi, si può dire che qua di magico non vi sia praticamente nulla. Gli abitanti di queste terre sono spietati, vili, senza scrupoli e senza morale. Incontriamo vari nativi (il sovrano, il suo consigliere, il principe, un paio di fanciulle, il padrone del cavallo, il padre adottivo di un protagonista e una discreta collezione di guardie). Di questi solo due sono personaggi positivi (una guardia e una fanciulla), mentre gli altri sono persone malvagie fino al midollo, tranne l’altra fanciulla che è solo superficiale, poco sveglia e senza scrupoli.

A parte il fatto che lo spessore narrativo in un mondo del genere diventa praticamente inesistente: io trovo che i regni malvagi o le razze fantasy puramente malvagie siano un’invenzione piuttosto insensata. Perchè o parliamo di origine biologica dell’etica (discorso inquietante, no?) oppure siamo di fronte ad avvenimenti a dir poco decisamente improbabili.

In aggiunta a questa critica sulla profondità dell’ambientazione, aggiungiamo il fatto che Calormen è palesemente un paese che richiama l’India o il vicino Oriente: la gente si veste coi turbanti, i fenotipi sono quelli caratteristici della zona e via dicendo. Insomma, come è tipico in Lewis direi che l’analogia è piuttosto trasparente e non lascia molto spazio all’immaginazione. Quindi dovrei ben spiegare ai miei figli che anche se questi super cattivoni assomigliano proprio a quelle persone, non significa che quelle persone siano davvero così e che non ha senso parlare di stati canaglia e via dicendo.

Questo direi che anche negli anni ’50 si poteva evitare facilmente, il nostro autore invece ha preferito imboccare una via apertamente critica nei confronti del diverso.

Concezione della Società

Non voglio dilungarmi su questo punto, perchè per affrontarlo in maniera estesa mi sarei dovuto segnare i riferimenti delle pagine. Ad ogni modo anche a un lettore poco attento salteranno all’occhio i vari commenti, specialmente nella storia di Eustachio, in cui si trovano delle perle riguardo il corretto svolgimento della funzione pedagogica della scuola.

Ad esempio le scuole miste sono un abominio. Acciderbolina che tempi, signori miei, mischiano i maschi e le femmine! Poi non si insegna abbastanza religione nelle scuole, ed è uno dei motivi per cui le cose vanno a rotoli (io avrei detto delle due il contrario, pensa un po’!).

Poi se dovessi fare delle illazioni non suffragate da esplicite prese di posizione, direi che era favorevole alle punizioni corporali come metodo educativo. Ci sono un paio di riferimenti ai vecchi metodi, alla necessita di provvedimenti seri, ma non vengono richiamati in maniera diretta, quindi rimane una mia modestissima opinione.

Anche se non fosse, ce ne sarebbe abbastanza per richiedere un numero di note a margine spaventoso prima di propinarne la lettura ai bambini.

Aslan è Gesù

Allora, io parto prevenuto perchè sono anticlericale e per quanto la mia opinione verso il cristianesimo non sia critica come quella di Nietzsche, non nutro grande considerazione al riguardo. Ciò detto l’allegoria tra il Leone e il Cristo è tutt’altro che occulta.

I riferimenti cristiani grondano letteralmente da ogni paragrafo. Le pagine trasudano analogie religiose. I richiami alla cristianità pullulano più delle papere (cit.).

L’unico modo per rendere l’allegoria più smaccata sarebbe stato quello di aggiungere dopo ogni “Aslan” la scritta “(che rappresenta Nostro Signore Gesù Cristo)”. Questo collegamento palese a livelli gargantueschi tende a minare l’immersione nella trama, facendo ricordare in momenti inopportuni che il motivo per cui vengono descritte certe scene è quello di rappresentare un’allegoria con la mitologia cristiana.

Però non è questo il problema principale.

Non so voi, ma io non voglio che i miei figli vengano infarciti subdolamente di religione in questo modo. Penso che lo siano già abbastanza con l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, con l’apparizione di un capo di stato estero (che è anche capo di una religione) in tipo tutti i telegiornali, con l’esposizione di un simbolo religioso in tutte gli edifici pubblici comprese le aule scolastiche e in tutti gli altri riferimenti che si possono trovare su libri, cartoni e via dicendo. Direi che possono anche evitare di avere la loro dose di catechismo perfino nella fiaba della buona notte.

Sinceramente io forse non sarei in gradi di spiegare ai miei figli tutta l’analogia, il significato che vi sta dietro e i motivi per cui è criticabile. Sicuramente non saprei farlo senza annoiarli, trasformando la lettura serale di un romanzo in un polpettone di approfondimento culturale.

Moralismo Asfissiante

Non so se vi ricordate i vecchi cartoni degli anni ’80 e primi anni ’90 in cui c’era sempre il protagonista che tirava le somme con la morale dell’episodio.

Ecco. Probabilmente il romanzo voleva essere educativo, ma risulta solo noiosamente bacchettone. Peggio dei meme “lui è Bill”.

Il Dio di Calormen

Nell’ultima storia abbiamo vari commenti su Tash, una divinità di Calormen. L’opinione che in fondo tutte le religioni possano adorare il medesimo dio e avere quindi solo differenze di modalità è rigettata esplicitamente e catalogata come tremenda menzogna.

Aslan, la divinità di Narnia, è l’unica giusta. Gli altri popoli adorano divinità così maligne da essere praticamente il diavolo.

Ora, io non so come la pensiate voi, magari siete dei nazionalisti suprematisti conservatori convinti. Nel qual caso mi dispiace, non tanto per voi, ma per le persone con cui avete a che fare. Ad ogni modo io credo che i discorsi sulla supremazia culturale e religiosa già negli anni ’50 potessero essere superati.

Purtroppo Lewis ha preferito raccontare un’opposizione dicotomica tra bene e male assoluti, in questo caso incarnati uno in una religione e uno in un’altra (che ricordiamo, è tipica di un paese che richiama pericolosamente nazioni realmente esistenti).

Conclusione

Quindi il libro ha come target tendenzialmente dei bambini. Difficilmente un adulto potrà emozionarsi per la trama e le avventure raccontate nel romanzo. Anche perchè ormai, se uno è patito di fantasy ed è arrivato all’età adulta, può aver già letto varie saga più profonde, mature e interessanti.

Tuttavia un bambino non dovrebbe mai approcciarsi a questa propaganda travestita da fiaba senza la supervisione di un adulto (il che renderebbe la fruizione del romanzo a dir poco difficoltosa e difficilmente gradevole), in quanto non avrà, probabilmente, gli strumenti culturali necessari per una lettura critica che gli consenta di non assorbire passivamente tutte queste prese di posizione “invecchiate male”.

Quindi reputo possa essere adatto a solo ai masochisti determinati a conoscere uno dei primi romanzi catalogati come fantasy, o comunque a chi lo voglia leggere per il suo valore storico o come studio antropologico.


Se fate parte di questo gruppo, fatevi sotto.




Per altre recensioni di libri (ci sono anche cose interessanti, giuro!) provate qua.
Poi potreste volere consigli su fumetti oppure su cartoni.
Altrimenti ricordatevi che di solito parlo di GdR.

Recensione Dune – Film 2021

Mi sono convinto e sono andato a vedere Dune al cinema. Ho preso il coraggio a due mani (ma non era il coraggio e non servivano neanche due mani, come disse Flavio Oreglio). Io sono un fan dell’ultima ora del libro. Lo lessi circa 3 anni fa. Nel mio periodo fantascienza non mi ci imbattei (ero piccolo, senza internet e fissato con Asimov). Nel mio periodo fantasy non avevo più voglia di fantascienza. Poi meno male, perchè io ho letto credo tutti i libri di Darkover della Marion Zimmer Bradley e ci sono varie somiglianze (diciamo che l’autrice ha preso molto spunto dai romanzi di Frak Herbert), per cui non me lo sarei goduto.
Ma non divaghiamo, voi volete sapere se vale la pena andare a vedere il nuovo film di Denis Villeneuve, giusto? Per cui vi beccate questa mia recensione senza spoiler (come faccio di solito).

Volete un anticipo? Il film non mi è dispiaciuto, per cui ne parlerò abbastanza bene (Gesserit).

Mia moglie ha fatto questa battuta (citando Scottecs) durante le prime scene e ho riso tutto il film. Mannaggia a lei!

Scenari, Regia, Fotografia e Dintorni

C’era da aspettarselo. Si fa un adattamento cinematografico di un romanzo abbastanza famoso, già adattato negli anni ’80 e non si vuole sfigurare. Sono stati investiti soldi e si vede. Consiglio la visione al cinema perchè la resa di certi panorami è veramente sorprendente.

Anche solo il passaggio degli Atreides tra Caladan e Arrakis è notevole: il secco e polveroso deserto pieno di Spezia (e di curcuma) prende il posto delle verdeggianti coste che si tuffano nel mare. Ben fatto.

Stesso discorso per la resa degli spazi, delle grandi astronavi e dei vermoni (gli Shai-Hulud). Credo che la loro raffigurazione riesca a trasmettere grosso modo l’idea e gli intenti racchiusi nel romanzo.

Ho apprezzato anche le scelte registiche. Il film ha un ritmo lento, meditativo. I lunghi primi piani con le suggestive colonne sonore danno il tempo di interiorizzare i cambiamenti repentini a livello di contesto, ambiente e personalità che caratterizzano la trama.

La fotografia secondo me era migliorabile: certe scene mi davano un’idea quasi un po’ patinata, come se mancasse profondità, ma non ne capisco davvero molto, ho aggiunto questo capoverso giusto per darmi un tono.

Recitazione

Nel complesso non è mal recitato, anzi. Tuttavia abbiamo un problema che Houston levati proprio. Il protagonista non è convincente.

Per carità, non è un cattivo attore, anzi, direi che è bravino. Tuttavia per questo specifico ruolo in questo specifico film, con queste specifiche scelte registiche, non basta essere bravini. Bisogna essere bravi.

Se abbiamo spesso la telecamera puntata in faccia per vari secondi e dobbiamo trasmettere emozioni grazie alla nostra mimica facciale, serve una prova attoriale sopra la media. Per carità, Timothée Chalamet (l’attore che interpreta Paul Atreides) ci riesce pure a volte. Però non riesce a essere convincente in tutto lo spettro delle emozioni richieste dal suo ruolo. Peccato.

Comunque so di essere un po’ pretenzioso io e a parte quelle scene il resto del film rende bene (Gesserit).

Doppiaggio

Io guardo sempre roba doppiata, non sono un fanatico fissato con la lingua originale “altrimenti fa tutto schifo”. Però ci sono state un paio di situazioni in cui, fossi stato direttore del doppiaggio mi sarei alzato dicendo “sì, bella, bravi. Ben fatta. Però la possiamo rifare un po’ diversa?”.

Il doppiaggio nel complesso non è male, però ci sono due o tre punti nel film in cui mi sarei strappato le orecchie. Evidentemente andavano di fretta e non si sono presi la briga di rifare le scene venute male. Peccato.

Aderenza al Romanzo

Lo so che siete venuti a vedere l’articolo praticamente solo per questo paragrafo. Ora tornate indietro e leggete gli altri prima. Andate con ordine!

Scherzi a parte, partiamo da una premessa seria: io non ricordo benissimo il libro. Non posso dirvi robe tipo “ah, ma nella scena X il personaggio Y si doveva cambiare d’abito prima di andare nella zona Z”. Oltretutto non credo nemmeno che un film debba essere necessariamente così tanto fedele al testo.

Quello che importa, secondo me, è lo spirito del romanzo. In questo caso mi pare sia decisamente rispettato. Si sente il senso di perdita e di incertezza davanti al trasferimento su Arrakis, la tensione derivante dal ruolo delle Bene Gesserit, la durezza della vita nel deserto e via dicendo (mi fermo per evitare spoiler, dai).

Le frasi chiave del romanzo vengono pronunciate esplicitamente e questo è un dettaglio decisamente gradevole dal mio punto di vista.

In aggiunta i personaggi mi sembrano ben riprodotti e azzeccati, senza essere snaturati per motivi commerciali, come accade ogni tanto.

Inoltre, ed era un po’ il mio timore, non hanno trasformato la storia in una “marvelata” in cui si spara tutto il tempo (nonostante l’inutile scena iniziale) e si assiste di continuo a distruzioni da parte dei Vermi.

Ovviamente non sto dicendo nemmeno dicendo che tutte le parti importanti siano rappresentate. Per quanto il film duri 2 ore e 30 e per quanto copra solo una minima parte del romanzo, non si può pensare di raccontare ogni sfumatura. Però nel complesso il risultato è venuto piuttosto bene (Ges…ok, la smetto con questa battuta).

Unico appunto: secondo me gli Harkonnen potevano essere raffigurati con un aspetto un po’ meno mostruoso e chiaramente malvagio. Poi magari anche il romanzo era parecchio esplicito al riguardo, quindi può essere che sbagli io.

Copertura del libro

Qua confesso di esser stato fesso io. Sapevo che non avrebbero finito tutto il romanzo in un solo film, però non mi aspettavo sarebbero rimasti così indietro. Potevo informarmi. Qua ne abbiamo come minimo per altri due film! Bene, ora lo sapete anche voi. Io a questo punto non so se guarderò il secondo, forse aspetterò che escano le versioni complete con le scene tagliata di tutta la trilogia.

Conclusione

Non so perchè continuo a fare queste conclusioni, tipo a scuola. Avete presente quei temini che bisognava fare sui libri letti e finivano invariabilmente con una variazione minima di “tutto sommato alla fine ritengo che…”?

Beh, mi ha traumatizzato quella roba, quindi ve la ripropongo qui. Anche perchè, diciamocelo, ormai nessuno legge più tutto per intero, quindi per i frettolosi e i pigri che saltano i pezzetti è utile un riepilogo.

Quindi, per concludere penso sia un bel film. Probabilmente hanno mirato un filo troppo in alto, considerando i mezzi a disposizione, ma sono riusciti a rendere con efficacia un romanzo articolato e anche parecchio datato (ridendo e scherzando ha più di 50 anni!). Se vi sono sembrato molto critico è solo perchè lo sono di natura ed è difficile vedermi uscire dal cinema pienamente soddisfatto.

Personalmente ora mi è salita la frenesia di provare uno dei giochi da tavolo o giochi di ruolo basati sull’opera.





A proposito, se volete leggere recensioni di GdR, fate un salto qui.

Se volete vedere replicato un personaggio di Dune in D&D 3.5, Pathfinder e D&D 5e, invece cliccate su uno dei tre link e scrivetemi il nome nei commenti!

Consiglio libro: American Gods – Neil Gaiman

Non ho ancora visto la serie TV, ma ho letto il libro. L’ho trovato decisamente gradevole, oltre ad essere una sorta di fantasy per nulla classico, ambientato circa nei primissimi anni di questo secolo, quindi ve lo consiglio. La trama ruota attorno a Shadow, partendo dal suo ultimo periodo di galera, proseguendo attraverso una serie di avvenimenti che lo condurranno a mettersi al servizio di una sorta di avatar di Odino.

Senza farvi troppi spoiler, vi dico solo che in questo romanzo il potere delle divinità è direttamente proporzionale alla devozione dei loro seguaci e al loro numero (adoro questa concezione, compare anche in quello che forse è il mio libro preferito: Tartarughe Divine). Avrete già capito che Odino non se la passa benissimo, al pari di altre divinità o creature magiche delle credenze popolari.

Quello a cui invece non si pensa così facilmente è il fatto che nel tempo sono nate nuove divinità, in quanto qualsiasi cosa si ritrovi ad essere oggetto di devozione, produce automaticamente un proprio avatar divino.
Quindi avremo le divinità dei telefoni, delle ferrovie, dei computer, giusto per fare qualche esempio.
A questo punto sarà lecito supporre che esistano per lo meno degli attriti fra le divinità, per accaparrarsi il maggior numero di seguaci. E, in effetti, la situazione è grosso modo questa. Evito di scendere nel dettaglio, così forse non mi odiate troppo. (a proposito di uccidere delle divinità. Casualmente lo scorso #nerdcoledì abbiamo proprio parlato di QUESTO)

Ad ogni modo la trama evolve in maniera solida e coinvolgente, anche se sono costretto a indicare un neo: nella seconda parte si percepisce un calo nella cura e nell’attenzione al dettaglio. Pare che certi avvenimenti accadano così, perchè dovevano accadere, senza alcuna motivazione convincente alla base, lasciando un vago senso di forzatura.
Inoltre alcuni personaggi acquisiscono poteri sovrannaturali senza che di questo venga data una spiegazione valida. Non che i fatti siano totalmente implausibili, intendiamoci. Tuttavia dà l’idea che manchi un’esposizione chiara delle cause di questo incremento di potere, lasciandoci a fare illazioni e facendo balenare il sospetto che queste motivazioni non esistano oppure che la riflessione su di esse, da parte dell’autore sia stata insufficiente.

Lo stile di scrittura è fluido e gradevole. L’utilizzo della punteggiatura è piacevolmente non canonico, rendendo piuttosto bene certe frasi discorsive o flussi di pensiero. Tuttavia in alcuni rari casi alcune virgole mi hanno dato l’idea di essere nella posizione sbagliata, anche se non posso escludere che vi siano anche responsabilità attribuibili al traduttore.

Il maggior punto dolente del romanzo probabilmente riguarda i personaggi. Non tanto perchè siano brutti. Anzi, sono anche gradevoli e un paio addirittura degni di nota. Il problema è che sono troppi. Una miriade infinita di personaggi, destinati a comparire anche solo per poche manciate di pagine. Per questo motivo la loro descrizione sarà spesso insufficiente, rendendoli poco sfaccettati insufficientemente profondi e quasi più delle macchiette. L’unico dotato di una certa permanenza nel corso dello svolgimento è, ovviamente, il protagonista. Purtroppo trovo che non sia particolarmente interessante: si tratta del solito protagonista, senza particolari doti o caratteristiche, in un senso o nell’altro, inoltre trovo che non sia stata sfruttata la possibilità di farlo evolvere, in seguito agli avvenimenti sconvolgenti a cui assiste.

Ecco, forse a questo punto vi starete chiedendo “ma perchè ce lo consiglia? Ne sta parlando male dall’inizio!”. Vero, sono un ipercritico.
Quindi sottolineo: le mie critiche non rappresentano una scontentezza rispetto alla qualità, ma piuttosto si tratta di mettere in luce le criticità.
Ergo, nonostante quanto detto in precedenza, ribadisco il mio apprezzamento verso i personaggi, la trama e lo stile di scrittura.

Ambientazione: 8. Atipica e interessante.

Trama: 8-. Piacevole, seppur con qualche neo.

Stile: 8-. Decisamente gradevole e dal buon ritmo.

Personaggi: 7.5. Carini, ma non sufficientemente sviluppati.

Se vi è piaciuta, sappiate che ho recensito anche altri libri.

Guide agli incantesimi D&D 3.5 – Una guida per ogni classe di personaggio

Guida incantesimi in D&D 3.5 per ogni classe da incantatore seria del manuale del giocatore! Uno strumento (spero) comodo per il vostro personaggio per decidere quali incantesimi scegliere quando avanzate di livello col vostro druido o se dovete fare una scheda di un mago oppure anche solo per cambiare gli incantesimi preparati durante la preghiera del vostro chierico, ma anche selezionare gli incantesimi conosciuti migliori per ogni livello col vostro bardo. Magari invece siete un Dungeon Master in cerca di incantesimi forti per Personaggi Non Giocanti (PNG) . In questo modo potete evitare di dover sfogliare tutti i manuali della terza edizione di D&D per trovare il vostro incantesimo preferito. Ora aggiungo anche il Paladino, ed il Ranger e come prima classe fuori dal manuale del giocatore abbiamo lo Psion.

Come vedrete le guide sono divise per classe, in modo che ogni personaggio possa guardare quella che gli interessa. In ogni classe trovate una suddivisione per manuale (sia 3.5 che 3.0, sia di ambientazione, sia riviste!) e all’interno di esso potrete usufruire di una (spero) comoda classifica per colore. In questo modo i preferiti sono in azzurro, i peggiori sono in rosso e così via. Insomma, spero che vi possa aiutare a costruire i vostri personaggi. Se poi avete più classi di personaggio, vi toccherà sfogliare più guide incantesimi. Sì, parlo con te, Teurgo Mistico.

Se vi interessano questi risvolti, ci sono altri approfondimenti riguardo build e ottimizzazione.

 
Casting a Spell | Here's a handy recipe book for casting spe… | Flickr
Non tutti gli incantesimi sono uguali, bisogna saper scegliere e non è facile.

Link
 

Guida agli incantesimi da Mago e Stregone.

Guida agli incantesimi del Bardo.

Guida agli incantesimi da Druido.

Guida agli incantesimi da Chierico.

Guida agli Incantesimi da Paladino.

Guida agli incantesimi da Ranger.

Guida ai poteri da Psion

Guida agli incantesimi da Wu Jen. [non ancora disponibile]
Guida agli incantesimi da Psion. [La prossima potrebbe essere questa]
Guida agli incantesimi da Erudito (variante Spell to Power). [non ancora disponibile]
Guida agli incantesimi da Archivista. [non ancora disponibile]

Disclaimer:

Ovviamente quando si parla di “Incantesimi Migliori“, si intende semplicemente citare quali siano gli incantesimi più utili a superare delle sfide (di qualsiasi tipo esse siano). Inoltre il tentativo è quello di parlare in termini più generali possibili. Se ad esempio il vostro master fa solo avventure nei ghiacci contro i non morti, alcuni incantesimi giudicati forti, saranno inutili e viceversa.
Oppure se usate varianti alle regole per cui la borsa delle componenti incantesimi si esaurisce e le tortine di Risata Incontenibile di Tasha scadono, allora è tutto da rivedere.

Inoltre ci sono differenze notevoli a seconda di come avete “buildato” (costruito, strutturato) il vostro personaggio. Se siete un necromante che vive di debuff, o un mezzo guerriero, un gish, che si buffa per andare in mischia, oppure un “codzilla”, o magari un mistificatore arcano, o un’altra sorta di ladro magico, che usa gli incantesimi per migliorare la propria furtività…insomma, ci siamo capiti, no? Le tipologie di PG sono parecchie e ciascuna di esse tende a usare scuole di magia e tipologie di incantesimi diverse.

Ovviamente non ritengo di essere il migliore o di conoscere meglio di chiunque altro ogni singolo incantesimo. Quindi le guide non sono concepite con l’intento di dirvi quali incantesimi dovete assolutamente prendere a ogni livello, o quali incantesimi non possono mancare per qualsiasi personaggio, ma più come un consiglio su quali siano i più efficaci secondo me.

Spero troviate le guide utili, nel caso ci fosse qualcosa da aggiungere, errori, sviste o pasticci vari, non esitate a comunicarmelo in modo che possa correggere e revisionare.

Sto pensando di aggiungere anche le guide per gli incantesimi da Paladino, Ranger, Assassino e Guardia nera. Che ne dite?