Imparare e Insegnare la Storia con le Canzoni

La musica è un ottimo sistema di apprendimento. Quindi perchè non cercare canzoni che parlino di eventi storici per aiutarci a memorizzarli meglio (o aiutare i nostri studenti a imparare più velocemente e felicemente). Per fare finta che si parli di GdR e quindi usare questo articolo come contributo per il Vecchio Carnevale Blogghereccio, vi dico che potreste usare anche roll20.
Ok, il tema era la guerra, ma alla fine quando si studia Storia si studiano anche le guerre, no? Quindi ecco una collezione di canzoni, musiche e brani che si riferiscono a eventi storici realmente accaduti. Ho provato a suddividere tutto per periodo storico. Ovviamente se vi viene in mente altro, suggeritemelo e io vi ringrazierò molto.

Certo, per il tema guerra avrei potuto scrivere altro, ma ho già fatto un regolamento di guerra per D&D 3.5, un regolamento per battaglie campali in D&D 5e, un regolamento per gestire lo spionaggio e uno anche per la gestione del feudo con relativi duelli e possibili rivolte. Insomma, ora anche basta.
Inoltre avevo promesso a mia moglie questa lista, in modo che potesse propinare canzoni ai propri studenti per attirare la loro attenzione e poi stordirli con la spiegazione storica.
Quindi eccoci qua.

Canzoni a Tema Storico

Giusto per dare un limite alla faccenda, altrimenti farebbe prima la Lega a restituire i 49 milioni, ho deciso di mettere solo canzoni che raccontano fatti storici. Quindi non canzoni che caratterizzano un periodo storico (tipo Faccetta Nera, per dire) e nemmeno canzoni di guerra generiche (La guerra di Piero non ci sarà, per esempio) e niente canzoni su tematiche storicamente interessanti come mitologia e dintorni, ma non propriamente storiche.

Ho messo anche canzoni che non mi piacciono, quindi non è che vi sto davvero consigliando tutta questa roba (a parte i Sabaton e Guccini, lì andate sul sicuro). Questo è solo un raccoglitore e poi vedete voi cosa vi piace, cosa vi interessa e cosa vi serve.

Ovviamente non penso di essere onnisciente (e neanche omnivedente, per chi segue le nuove traduzioni di D&D), quindi se vi sembra che manchi qualcosa, scrivetemelo che lo aggiungo al volo (‘s guide to monsters).

Comunque ribadisco: per spiegare battaglie e guerre, usare Roll20 può essere comodo perché potere spostare le truppe sul momento, mettere simboli e flag su di esse e fare disegnetti al volo.

ho scelto un’immagine in cui è presente la parola guerra, così sono in tema

Storia Greca

Iron Maiden – Alexander the Great: Alessandro Magno. Morto nel 323 AC.

Sabaton – Sparta : Battaglia delle Termopili 279 AC

Storia Romana

Almanegretta – Annibale: Canzone sul generale cartaginese.

Classic Shee – Gaio Cracco – Liberi: La battaglia politica di Gaio Gracco.

Classic Sheee – Catone Censore – Carthago: Il famoso discorso “Carthago Delenda Est”. (157 AC)

Classic -Shee – Scipione Emiliano – Sale Grosso: La distruzione di Cartagine del 146 AC.

Classic Shee – Cicerone – Fvck Yov: Insultare Cicerone è sempre cosa buona e giusta.

Classic Shee – Catilina – Cannibale: Le Catilinarie dal punto di vista di Catilina.

Classic Shee – Marco Antonio – Vita da Basileo: La vita di Marco Antonio.

Classic Sheee – Giulio Cesare – Idi Di Marzo: La morte di Caio Giulio Cesare. 44 AC.

Classic Shee – Orazio Flacco – Carme Secolare: La Vita del poeta Orazio Flacco.

Classic Shee – Seneca – Lettera A Lucilio: Come dice il titolo.

Classic Shee – Ovidio – Relegatio Love: Vita e opere di Ovidio.

Ex Deo – Teutoburg: La disfatta di Teutoburgo. 9 DC

Ex Deo – Caligvla: L’imperatore Caligola.

Classic Sheee – Seiano – La Vita Del Princeps: La vita del politico e militare alleato di Tiberio.

Classic Sheee – Claudio – Non Ho Più Paura: La vita di Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico. Regno: 41-54 DC.

Classic Sheee – Nerone – Istrionico Demagogo: La vita di Nerone

Classic Sheee – Vespasiano – Candide Vesti: La vita dell’imperatore Vespasiano.

Classic Sheee – Tito – Amore E Delizia: L’imperatore Tito.

Classic Sheee – Plinio Il Vecchio – Per La Scienza: La morte di Plinio il Vecchio. 79 Dc.

Classic Sheee – Domiziano – Dominvs Et Devs: L’imperatore Domiziano.

Medioevo

Charles Martel – Folkearth lyrics: Carlo Martello e la battaglia di Ambleve. 716

De André – Carlo Martello Ritorna dalla Battaglia di Poitiers: Non molto storica, ma almeno un riferimento c’è. 732

Sabaton – Blood of Bannockburn: Battaglia di Bannockburn. Lotta degli scozzesi per l’indipendenza dall’Inghilterra. 

Grave Digger – Rebellion: Sulle rivolte di Wallace.

Civil War – Braveheart: Sempre Wallace.

Arcade Fire – Joan of Arc: Giovanna d’arco, figura emblematica della Guerra dei 100 anni.

Caparezza – Sono il tuo Sogno Eretico: Canzone su tre personaggi, tra cui Giovanna d’Arco e Savonarola.

Savatage – The Wake of Magellan: Intero album su Magellano con parallelismi tra lui e alcuni episodi contemporanei.

Luc Plamondon – Il Tempo delle Cattedrali: Introduzione del musical Notre-Dame de Paris (traduzione in italiano dall’originale francese (che è più bella)). Panoramica storica sugli eventi significativi precedenti e immediatamente futuri.

Età Moderna 

Iron Maiden – Run to the Hills: La colonizzazione delle americhe dal punto di vista dei nativi.

Sabaton – The Last Stand: La Guardia Svizzera protegge il vaticano durante il Sacco di Roma. 1527.

Sabaton – The Lion From the north: Gustavus Adolphus, Re Svedese del XVII secolo.

Caparezza – Sono il tuo Sogno Eretico: Canzone su tre personaggi, tra cui Giordano Bruno.

Sabaton – A Lifetime of War: Inizio della guerra dei 30 anni. 1618.

Sabaton – Got Mit Uns: Battaglia di Breitenfeld. 1631.

Sabaton – 1648: Assalto svedese a Praga. Ultimo atto della guerra dei 30 anni. 1648

Sabaton – Carolus Rex: Carlo XII di Svezia. 

Sabaton – Winged Hussars: L’assedio di Vienna del 1683, sventato anche grazie all’intervento dei Polacchi e dei loro Ussari Alati. 

Sabaton – Killing Ground: La battaglia di Fraustadt tra svedesi e Sassonia-Polonia 1706.

Sabaton – Poltava: Re Carlo XII di Svezia viene sconfitto nella battaglia di Poltava nel 1709 per mano dei russi.

Sabaton – Long Live the King: Carlo XII di Svezia muore nell’assedio di Fredriksten.

Rush – Bastille Day: La presa della Bastiglia del 1789.

Età Contemporanea

Dropkick Murphys – Fields of Athenry: La grande carestia irlandese e la dura risposta penitenziaria.

Iron Maiden – The Trooper- Battaglia di Balaclava 1854.

Sabaton – Shiroyama: La battaglia di Shiroyama, l’ultima battaglia in cui parteciparono dei samurai. 1877

Sabaton – Rorke’s Drift: Resistenza dei britannici all’astalto degli zulu in Sud-Africa. 1879.

Guccini – La Locomotiva: Un Attentato-suicidio di probabile matrice anarchica. 1893.

Prima Guerra Mondiale

E. A. Mario – La Leggenda del Piave: La prima guerra mondiale dal punto di vista del fiume Piave.

Sabaton – Sarajevo: L’atto iniziale della guerra con l’attentato a Francesco Ferdinando.

Sabaton – The Last Dying Breath: La disastrosa invasione della Serbia da parte dell’impero Austro-ungarico.

Sabaton – Race to the Sea: Battaglia fluviale di Yser in cui i belgi frenano i tedeschi. 16 ottobre 1914.

Sabaton – Christmas Truce: Una tregua per Natale del 1914.

Sabaton – Lady of the Dark: Milunka Savić, una sorta di Mulan serba pluridecorata.

Sabaton – The Red Baron: Il Barone Rosso. 

Sabaton – Hellfighters: Il reggimento 369 composto principalmente da afroamericani e portoricani e la loro discriminazione.

Sabaton – Angels Calling: Durante la prima guerra mondiale si va delineando un nuovo modello di conflitto, basato sulle trincee e noto come guerra di posizione.

Sabaton – The Unkillable soldier: Sir Adrian Carton de Wiart, generale belga, naturalizzato tedesco.

Sabaton – Great War: Una canzone sulla prima guerra mondiale.

Sabaton – The Attack of Dead Man: I tedeschi ricorrono a gas tossici durante una battaglia contro i russi. 6 agosto 1915.

Sabaton – Fields of Verdun: La cruenta battaglia di Verdun. 21 febbraio 1916.

Motorhead – 1916: Sulle giovani reclute (utile parallelismo coi nostri ragazzi del ’99 dell’anno successivo).

Sabaton – Soldier og Heaven: Battaglia di Col di Lana sulle alpi italiane. 17 aprile 1916.

Lee Kernaghan – Spirit of the Anzacs: Truppe australiane e neozelandesi in Europa.

Sabaton – Dreadnought: Battaglia dello Jutland, tra Regno Unito e Germania, combattuta nel Mare del Nord. 31 maggio 1916.

Sabaton – The Future of Warfare: L’introduzione dei carri armati come mezzo bellico. Battaglia di Flers-Courcelette. 15 settembre 1916.

Sabaton – Seven Pillars of Wisdom: Lawrence d’Arabia e il suo supporto alla Rivolta Araba.

Sabaton – In Flanders Fields: Poesia di John McCrae. Poeta, medico militare e ufficiale di artiglieria. 

Sabaton – Gallipoli: tra il 1916 e 1917 la battaglia di Gallipoli fu il tentativo di conquista di istanbul (Gallipoli è anche una città Turca, spoiler)

Lee Kernaghan – We’ll Take Beersheba: 1917, battaglia di Beersheba.

Sabaton – The Price of a Mile: Battaglia di Passchendaele nelle Fiadre. Tedeschi contro Francia, Belgio e Inghilterra. 1917

Sabaton – The Battle of Death: Battaglia di Doiran, in cui i bulgari frenano l’avanzata inglese. 22 aprile 1917.

Sabaton – The Lost Battallion: Nell’Argonne un battaglione di americani si trova isolato. 1918.

Sabaton – Devil Dogs: Assalto dei marines contro i tedeschi nei boschi di Belleau.

Sabaton – 82nd All the Way: Scontro tra gli americani e i tedeschi. 

Sabaton – Steels Commander: Una delle più clamorose disfatte dell’esercito tedesco durante la prima guerra mondiale. 8 agosto 1918.

Sabaton – Ghost in the Trenches: Francis Pegahmagabow. Uno dei più famosi cecchini della prima guerra mondiale.

Sabaton – Versailles: Trattato di Versailles del 28 giugno del 1919. Conclusione della guerra.

Tra le due Guerre

Hail of Bullets – The Mukden Incident: L’attentato organizzato dai giapponesi contro loro stessi per poter incolpare i cinesi e attaccarli. 1931.

Sabaton – Rise of Evil: la crescita e il consolidamento del partito nazista nel 1933.

Sabaton – Wehrmacht: Riforma dell’esercito tedesco del 1935.

Sabaton – The Final Solution: Notte dei Cristalli 1938.

Seconda Guerra Mondiale

Hail of Bullets – [The Rommel Chronicles]: Un intero album sulle gesta di Rommel.

Sabaton – 40:1 : la resistenza polacca all’invasione tedesca nel 1939

Sabaton – Talvisota: Scontro tra Finlandia e Russia nell’inverno del 1939

Sabaton – Withe Death: La morte bianca, incredibile cecchino finlandese della guerra dell’inverno del ’39

Sabaton – Ghost Division: La settima divisione di panzer tedeschi, nota per la sua letale agilità durante l’invasione belga e francese del 1940.

Sabaton – Coat of Arms: il tentativo di invasione della Grecia da parte dell’Italia nel 1940.

Sabaton – Aces In Exile: Molti piloti non britannici (tra cui vari esiliati tedeschi) si arruolano nella RAF contro gli attacchi nazisti.

Sabaton – Resist and Bite: Resistenza Belga all’invasione nazista.

Sabaton – Night Witches: Un reggimento russo di bombardiere notturne esclusivamente femminile che combatte contro i nazisti (fondato nel 1941).

Hail of Bullets – Nachthexen: Lo stesso reggimento di cui sopra.

Sabaton – Bismark: Nave tedesca affondata durante una battaglia contro i britannici il 7 maggio 1941.

Sabaton – Defence of Moscow: La difesa di Mosca dall’assalto nazista. 2 ottobre 1941.

Sabaton – Stalingrad: Battaglia di Stalingrado del 1942.

Hail of Bullets – The Crucial Offensive: La battaglia di Stalingrado del 19 novembre 1942.

Hail of Bullets – Stalingrad: la rotta dopo la battaglia di Stalingrado.

Sabaton – Wolfpack: 1942 degli ubot nazisti su un convoglio britannico.

Sabaton – Midway : La battaglia di Midway  tra USA e Giappone nel pacifico. 1942.

Stormi Six – Stalingrado/La Fabbrica: Parallelismo tra la battaglia si Stalingrado e gli scioperi italiani sotto il fascismo.

Sabaton – Primo victoria: Canzone sullo sbarco in Normandia (6 giugno 1943).

Iron Maiden – The Longest Day: Anche questa sullo sbarco in Normandia.

Sabaton – Saboteur: Gruppo di sabotatori blocca la produzione di un’atomica da parte dei nazisti

Sabaton – Firestorm: Operazione Gomorra. Il bombardamento di Amburgo da parte degli alleati

Sabaton – Panzerkampf: Un’enorme scontro tra carri armati russi e tedeschi, risoltosi con una sconfitta di questi ultimi. 

Sabaton – No Bullets Fly: Episodio di generosità tra piloti nella seconda guerra mondiale.

Guccini – Auschwitz: Sulle atrocità dei campi di concentramento.

Guccini – Lager: Come sopra.

Sabaton – Innmate 4859: Soldato polacco si fa imprigionare a Auschwitz per portare avanti operazione di intelligence. 

I Gufi – La Badoglieide: Critica al governo Badoglio.

Sabaton – Union [Slopes Of St. Benedict]: Battaglia di Monte Cassino, gli alleati attaccano avamposti tedeschi in Italia. 1944

Sabaton – Uprising: La rivolta di Varsavia nel 1944 contro gli occupanti nazisti.

Sabaton – Screaming Eagles: Una divisione aerea USA combatte contro i nazisti nell’assedio di Bastogne.

Pink Floyd – When the Tigers Broke Free: sulla morte del padre del cantante ad Anzio nel 1944.

Modena City Ramblers – L’Unica Superstite: Una rappresaglia tedesca in seguito a un attacco partigiano.

Sabaton – Smoking Snakes: Montese (MO), un contingente di brasiliani si scontra contro una forza nazista di gran lunga superiore in numero. 1945.

Sabaton – Attero Dominatus: La presa di Berlino da parte dei sovietici (1945).

Sabaton – The Last Battle: Recupero ostaggi francesi verso la fine della seconda guerra mondiale. 5 maggio 1945.

Sabaton – Nuclear Attack: La bomba atomica viene sganciata su Hiroshima.

Sabaton – Hearts of Iron: Battaglia di Berlino 1945.

Seconda metà del XX secolo

Iron Maiden – 2 Minutes to Midnight: Il cosiddetto Orologio dell’Apocalisse, metafora del pericolo di disastro atomico.

Modena City Ramblers – Per I Morti di Reggio Emilia: La polizia massacra manifestanti inermi durante una manifestazione. 7 luglio 1960.

Civil War – Bay of Pigs: Invasione della Baia dei Porci. 1961.

Sabaton – To Hell and Back: La storia di Audie Murphy, soldato americano pluridecorato e la sua lotta contro la sindrome da stress post traumatico.

Black Sabbath – War Pigs: Gli interessi politici nella guerra del Vietnam.

Gianni Morandi – C’era un Ragazzo: Critica della guerra in Vietnam.

Guccini – L’Atomica Cinese: La prima bomba atomica fatta esplodere dalla Repubblica popolare cinese.

Sabaton – Camuflage: La guerra in Vietnam.  1965.

Sabaton – Counterstrike: Guerra dei sei giorni 1967

Guccini – Stagioni: Sulla morte di Ernesto “Che” Guevara.

Guccini – La Primavera di Praga: Insurrezione della Cecoslovacchia verso il governo sovietico.

Paolo Pietrangeli – Contessa: Non che ci siano proprio riferimenti specifici, ma è un inno del ’68 e delle rivolte di quegli anni.

Joe Fallisi – Ballata per l’anarchico Pinelli: Un anarchico sospettato della strage di Piazza Fontana, muore in circostanze poco chiare durante un duro interrogatorio della polizia. Dicembre 1969.

Modena City Ramblers – Quarant’anni: Critica a varie magagne italiane, da Piazza Fontana alla P2.

Sabaton – Into The Fire: Uso del Napalm durante la guerra del Vietnam (verosimilmente quindi il decennio conclusivo: 1965-1975).

Sabaton – Back in Control: L’argentina invade le Falkland per reclamarne il possesso. 1982.

Modena City Ramblers – I Funerali di Berlinguer: La morte del Segretario del Partito Comunista Italiano nel 1984.

The Levellers – Another Mans Cause: Sempre guerra delle Falkland.

Sabaton – Hill 3234: I sovietici combattono in Afghanistan. 

Sabaton – Reign Of Terror: Guerra del Golfo 1990.

Sabaton – We Burn: Genocidio perpetrato tra il 1992 e 1995 da  Radovan Karadzic durante la guerra in Bosnia

Il Teatro degli Orrori – A Sangue Freddo: Sulla morte dell’attivista nigeriano Ken Saro Wiwa.

Storia recente 2000+

Guccini – Piazza Alimonda: Le proteste per il G8 di Genova e i tragici epiloghi.

Sabaton – In the name of god: 11 settembre 2001

Sabaton – Panzer Battalion: 2003, gli Usa attaccano l’Iraq.






Per ora è tutto, però davvero, se vi vengono in mente altre canzoni con cu si possa insegnare o imparare la Storia, non esitate e segnalatemele! Come vedete i punti deboli sono la Storia Greca, Storia Romana, un pochino il Medioevo, l’Europa (e l’Italia) dopo la seconda guerra mondiale e l’attuale millennio.

Se vi piace leggere articoletti che non riguardano strettamente i Giochi di Ruolo, c’è una bellissima sezione apposita.

Ricordatevi di partecipare al Vecchio Carnevale Blogghereccio (qua le indicazioni per partecipare e la descrizione del tema del mese) magari rimanendo più in tema di me!

I Racconti Fantasy nei mondi Fantasy

Oggi al posto dell’articolo vi beccate un racconto. No, non scappate, prometto che poi vi faccio anche delle guide!
Beh, mi chiedevo se nei mondi fantasy (non solo quelli di D&D e dei GdR) ci fossero dei racconti che dal loro punto di vista fossero fantasy. Insomma, nel nostro mondo parliamo di fatine e magia, invece i piccoli elfi, con che fiabe crescono? Saranno super high fantasy? Iper tecnologiche? Quindi mi è venuto in mente un raccontino in cui viene letta una fiaba “fantasy” a dei bambini. Boh, smetto di parlarne, tanto sta qui sotto e potete leggervelo direttamente.

Torri di Vetro Arcano aggrappate sull’escrescenza nodosa del mastodontico Albero della Vita. Le descrizioni di chi aveva visto da lontano Eshirdalein, l’antica città elfica, erano variazioni sul tema della frase precedente.

Quando invece vi foste ritrovati a parlare con un umano (o un altro membro di una razza senza magia innata) che avesse passato almeno qualche ora all’interno della città, vi sareste imbattuti in una moltitudine di descrizioni differenti, in quanto ogni visitatore si sarebbe lasciato impressionare da un particolare diverso.

I parchi ricolmi di piante esotiche e misteriose dagli odori travolgenti, i piccoli folletti di ogni genere e sorta che vivono in armonia con gli elfi e sfrecciano trillando per la città, le vesti quasi ieratiche indossate dalla maggior parte della popolazione, l’uso della magia per risolvere le incombenze quotidiane, dall’illuminazione al trasporto degli oggetti. I motivi per restare profondamente colpiti non mancavano.

Diversa era la considerazione che avevano della città i suoi abitanti, specialmente quelli più giovani, mai usciti a visitare il resto del mondo. Per loro era semplicemente casa.
Casa. Con tutti i pro e i contro. Casa come sicurezza, conforto familiare, luogo di ritrovo con gli amici. Ma anche casa come consuetudine, perfino banalità o addirittura noia.

È con queste convinzioni ben radicate nel preconscio che un gruppo di elfi a malapena adolescenti si ritrova in una fresca mattina autunnale nei vicoli che si intrecciano alle spalle del tempio.
Testa china, passo affrettato, bisbigli che si trasformano in gridolini strozzati per l’emozione, sguardi frenetici e sospettosi verso i passanti.
Una breve conta per verificare la presenza di tutte le persone e di tutti i dolci necessari e poi via di corsa.

Dopo pochi minuti arrivano alla vecchia biblioteca. In altre città sembrerebbe un edificio splendente, ma il confronto con le costruzioni vicine fa subito intuire la scarsa considerazione riservata a questo luogo.

I ragazzi entrano, finalmente al sicuro alzano il tono di voce.
“Ciao R, siamo qua!”. Una cacofonia di frasi simili rimbomba nella sala, finché una figura non si palesa, spuntando da dietro uno scaffale. Un Tielfo. A volte nascono nelle famiglie elfiche, se un antenato apparteneva alla stirpe dei Tiefling. In questo caso il genotipo era palesato fenotipicamente da una lunga coda diavolina e da canini un po’ più pronunciati della media.
Un Tielfo anziano, per la precisione. Leggermente curvo e appesantito dagli anni e dal viso rugoso.

“Eccovi qua, banda di scalcagnati. Non vi siete ancora trovati un passatempo degno di questo nome?” La sua voce bassa e leggermente roca contrastava con gli squittii dei ragazzi.

“Dai, R, noi vogliamo che tu ci legga ancora una delle fiabe dei tuoi libri!” le parole di Vianestir, la più grande del gruppo, riescono a sovrastare il chiacchiericcio dei compagni.

R sbuffa esibendo una smorfia scocciata non molto credibile, a causa del luccichio allegro degli occhi. “Lo sapete che non dovreste più ascoltare queste storielle da bambini. Che ne direbbero i vostri genitori?”

I giovani colti in fallo iniziarono titubanti a balbettare, mostrando improvviso interesse per le punte delle loro scarpe, finché uno dei piccoli non prende l’iniziativa “Ma non c’è bisogno che lo sanno, no?”.

“‘Che lo sappiano’, Aldelin. Si dice ‘che lo sappiano'” l’anziano bibliotecario torna a sbuffare mentre inizia a dirigersi con passo leggermente malfermo verso il bancone.
“Va bene, tanto lo so che rimarreste qui tutto il giorno se io non iniziassi a leggervi una fiaba”. Con mano sicura prende da un ripiano interno un volume leggermente impolverato e lo appoggia sul bancone, iniziando poi ad frugare alla ricerca di qualcosa.
“Flix, hai visto gli occhiali?”

A quelle parole un piccolo folletto alato dal genere difficilmente valutabile inizia a fare capolino da dietro un libro, per poi gettarsi in una borsa e riemergerne pochi istanti più tardi trillando trionfalmente con gli occhiali tra le braccia.

“Ah, grazie, veniamo a noi…” R alza lo sguardo sui ragazzi che nel mentre avevano trovato una sistemazione sedendosi su bassi ripiani, casse o perfino per terra. “Oggi vi leggerò una storia nuova e…” le sue parole furono interrotte da un fitto brusio di disappunto.

“Ma noi vogliamo una storia fantasy!” L’esclamazione proviene da un ragazzetto coi capelli sorprendentemente corti, ma viene seguita a ruota da grida di protesta di tutto il gruppo: “sì, quella della posta!”, “io voglio sentire di quello che aveva problemi col computer!”, “ma perchè non leggiamo più quella del bimbo che si perde nel supermercato?”.

“Calmi, calmi! Ma chi me lo fa fare, sono troppo vecchio per gestire dei discolacci come voi!” Con queste parole trova faticosamente collocazione su una sedia, appoggiandosi col braccio per sedersi. “Sarà fantasy, solo che sarà diversa. Ora mi fate raccontare o continuate a fare le gnole?” Quel termine straniero che significava all’incirca “piagnistei” ogni tanto faceva capolino nel suo lessico attivo, quando si distraeva, ma ormai i ragazzi ne conoscevano il significato, quindi potendo concentrarsi sull’implicito ultimatum e si rassegnano ad affrontare la novità.

Con misurata lentezza l’anziano apre il libro e appena la piccola folla di ascoltatori si decide a zittirsi, inizia finalmente a leggere.

C’era una volta, tanti anni fa, un giovane uomo di nome Franfranco. Veniva da un piccolo paesino di nome Bottomarza e si era trasferito da poco nella grande città. Ormai aveva 30 anni e non voleva più vivere in casa coi suoi genitori.

Gli ascoltatori iniziano a confabulare rapidamente per calcolare a quanto equivalgono 30 anni umani, una volta stabilita una stima accettabile si calmano e il bibliotecario può continuare a leggere.

Franfranco purtroppo non era molto ricco, anzi. Guadagnava abbastanza solo per permettersi una piccola stanza in una casa con altri ragazzi come lui. Per non parlare del denaro consumato dal suo catorcio. La sua vecchia auto consumava un sacco e ormai erano più i giorni che passava dal meccanico che quelli per strada.

“Cos’è un’auto?” Felisialin si era unito da poco al gruppo e non era ancora ferrato sull’argomento.
Vianestir lo fulmina con uno sguardo per poi rispondergli seccamente “Auto. Una macchina. Tipo una carrozza magica, ma che funziona senza magia”.
L’anziano sorride prima di riprendere.

Oggi era uno dei giorni in cui funzionava e la stava proprio guidando per andare al lavoro. Però era in ritardo. Con il suo vecchio macinino stava percorrendo a zig zag la strada, nel frenetico tentativo di ridurre il tempo di viaggio e arrivare puntuale. Sbatté le mani più volte sul volante, come se questo potesse convincere le altre auto a spostarsi.

Quasi un’ora di tragitto tutti i giorni in mezzo al traffico e un’altra ora poi per tornare. Franfranco era molto stanco, ma ormai lo era spesso in questo periodo, tra i viaggi, gli straordinari quasi obbligati in ufficio e il caos dei coinquilini, non aveva molto tempo per dormire. Ma il problema principale era lo stress. Non tanto per i lavori da consegnare, ma perchè il suo stage stava per terminare e non sapeva se sarebbe stato rinnovato.

R Si ferma, guardando di sfuggita i ragazzi quali non si fanno scappare quell’occasione per interrompere chiedendo spiegazioni, levando un coro di domande:
“Cos’è uno stage e perchè scade?”
“Cosa sono gli straordinari quasi obbligati?”
“Ma perchè è sempre stanco? In questo mondo non hanno la magia, ma c’è tutta la tecnologia, possono comunque lavorare poco!”

Sul viso del bibliotecario si dipinge un’espressione bizzarra. Per immaginarla bisogna aver chiesto almeno una volta nella vita ad un giocatore di ruolo accanito di descrivere la sua ambientazione preferita. Dire che appare soddisfatto sarebbe riduttivo e forse fuorviante.

Il Tielfo si schiarisce la voce pregustando il monologo che potrà tenere. “Allora, visto che non siete più dei neofiti di questa roba, ho scelto di leggervi questa fiaba, sempre adatta a un pubblico giovane, ma in cui si iniziano a introdurre alcune tematiche tipiche di questo genere di ambientazione.” Fa una pausa giusto un istante per raccogliere le idee.
“In questo mondo esiste sì la tecnologia, per cui molti lavori si possono fare sbrigativamente, ma c’è una distribuzione delle ricchezze veramente sproporzionata. Diciamo che è come se il nostro Antico Arcimago Reggente fosse 1000 volte più ricco e allo stesso tempo ci fosse metà della popolazione senza i mezzi necessari per vivere decentemente.” Si ferma un secondo inclinando la testa di lato e fissando un punto sul soffitto per ricordare meglio.
“Se non mi sbaglio si parlava di persone che in un minuto guadagnano quanto un lavoratore medio in 10 anni, o qualcosa di simile, dovrei cercare la pergamena in cui ne parlavano.” Scuote la testa. Il bancone è troppo lontano e non vale la pena alzarsi davvero. “Quindi molte persone non hanno i soldi per comprarsi le tecnologie utili, oppure se lo fanno si devono accontentare della versione scadente. Quindi devono fare molti lavori a mano. Inoltre per molte persone il lavoro viene pagato poco, in modo che i più ricchi possano continuare ad arricchirsi. Così i poveri dipendenti devono lavorare di base parecchie ore al giorno.” Si gratta la base della nuca pensieroso prima di riprendere.

“Che dicevo, ah, sì. Lo stage. Chi fa uno stage è quasi come un dipendente. Però anche se lavora come tutti gli altri, prende circa metà dello stipendio“, scandisce bene l’ultima parola, soffermandosi per vedere se tutti la ricordano.
“Inoltre ha un paio di altre penalizzazioni, ma non vi annoio coi dettagli. Il punto è che dopo qualche mese il datore di lavoro deve decidere se farlo rimanere lì a lavorare oppure no. Per questo deve fare delle ore in più di lavoro gratis, gli straordinari, per dimostrare di essere bravo e che è meglio farlo diventare un lavoratore assunto piuttosto che prendere un altro stagista, anche se sarebbe molto più economico”.
Dopo la tirata si riappoggia soddisfatto sullo schienale, contemplando gli ascoltatori per verificare le loro reazioni.

I ragazzi stavano annuendo pensierosi, provando a digerire la mole di informazioni. Felisialin ad un tratto viene colto da un pensiero improvviso: “Ma non è un po’ inverosimile tutto questo? Se ci sono abbastanza ricchezze per far stare tutti bene, perchè lasciare la gente in difficoltà solo per avere una quantità di soldi che…”, viene preso da un attimo di incertezza, ma si riprende “…beh, mille volte tanto l’Antico Arcimago Reggente? Non servono a niente tutti quei soldi!”

Il bibliotecario annuisce. “Beh, sì. Vista da questo punto di vista non ha molto senso. Però sapete che vi dico? Non sempre chi fa parte di una società riesce a guardarla con abbastanza senso critico da trovarne le incongruenze. Anzi, il più delle volte a uno sembrerà normale, perchè è l’unica cosa che ha visto fin dalla nascita. Mi viene in mente un famoso libro, scritto da un nano. Il Barone del Monte Skiè. Lettere Trovaiane. Parla di un orco che va a visitare il regno dei nani e descrive tutte le cose dal suo punto di vista di straniero, evidenziando tutte le stranezze. Ma non divaghiamo!” Agita freneticamente le mani come a scacciare un nuovo groviglio di pensieri.
“Quel che conta è che secondo me è credibile che in una società i potenti siano così radicati da aver fatto credere a tutti che il loro dominio sugli altri sia una cosa inevitabile e forse anche giusta.”

Prende aria respirando profondamente. quindi accenna un mezzo colpo di tosse prima di riprendere.

La macchina non era in grado di reggere queste velocità in maniera dignitosa e vibrava come fosse un aeroplano in fase di decollo. Franfranco aveva paura di squagliare il motore, ma invece, non si sa come, l’auto non esplose e lui riuscì ad arrivare in tempo in ufficio.

L’aver evitato il ritardo, tuttavia, non lo mise al riparo dalle ire del suo capo. Infatti pochi minuti dopo aver acceso il computer venne assalito da una sfuriata del suo responsabile. “sei un incompetente, tutto il materiale che mi hai inviato lunedì era pieni di errori!”
Franfranco sbiancò a queste parole, poi si ricordò di un particolare importante. “Ma io lunedì non c’ero, si ricorda? Ero dal dentista. Quei file non li ho salvati io lunedì”.
Se il nostro eroe sperava di evitarsi la lavata di capo in questo modo, era destinato a rimanere deluso. “Mi stai dicendo che gli errori sono nelle procedure che ho compilato io?!? Quindi secondo te tu sai fare un lavoro migliore del mio?!?”. Franfranco si sentì mancare mentre le lacrime iniziavano minacciosamente a pizzicargli il fondo degli occhi. Riuscì a malapena ad articolare qualche monosillabo sconnesso e chinò il capo davanti alla valanga di improperi.

“Ma perchè si fa trattare così?” la voce di Aldelin interrompe il racconto.
“L’ha detto prima: il capo deve decidere se tenerlo o no e lui non può rispondere agli insulti!” Vianestir dopo aver risposto incrocia lo sguardo di R, alla ricerca di un cenno di approvazione, che puntualmente arriva a confortarla.

Franfranco lavorò tristemente per tutto il resto della giornata, riflettendo sulla sua vita. Perchè doveva essere tutto così difficile? Lavorare così tanto in queste condizioni assurde, non avere mai abbastanza soldi per stare tranquillo, 800 euro al mese, non riuscire mai a ritagliarsi abbastanza tempo per riposarsi e vedere gli amici. Era disilluso. Come fare per uscire da questa situazione.
La giornata passò lentamente e dolorosamente. Franfranco ormai stremato accolse con tiepida gioia l’arrivo dell’orario di fine lavoro. Poi rimase un’altra mezz’ora, per mostrare che era ligio al dovere e infine uscì, rassegnato.

Sulla via del ritorno si fermò in tabaccheria a comprare un biglietto dell’autobus che avrebbe usato nel fine settimana.

Di fronte all’espressione di vuoto metafisico dipinta sul volto di Felisialin la voce di Insirivien si fa sentire in maniera distinta per la prima volta. “La tabaccheria è un posto strano in cui vendono le cose per fumare, caramelle, biglietti e via dicendo. Un autobus è tipo una macchina, ma più grande, ci possono salire tutti quelli col biglietto e il fine settimana sono i due giorni su sette in cui di solito non si lavora.” con il volto rosso per l’imbarazzo per aver parlato in pubblico, la giovane elfa si blocca, evitando freneticamente il contatto visivo con chiunque.

L’anziano non riesce a trattenere un sorriso prima di continuare.

Non c’era molta fila, quindi dopo pochi minuti di attesa Franfranco arrivò alla cassa e chiese il suo biglietto. Poi guardò gli schermi e fu preso da un’idea improvvisa. “Prendo anche questa schedina del Superenalotto”. Inserì qualche numero a caso e pagò, salutando, prima di ripartire verso casa.

Il vociare dei ragazzi rendeva davvero difficile la lettura. R alzò la testa con uno sguardo perplesso verso gli astanti. “Volete chiedere qualcosa?”
“Sì, che cos’è il Superenalotto?” chiesero quasi tutti praticamente all’unisono.
“Ah! Allora” preparandosi a un nuovo momento di approfondimento l’anziano solleva la schiena dalla sedia sporgendosi in avanti. “Allora, è una specie di scommessa. Si pagano dei soldi per un biglietto e se indovini tutti e sei i numeri usciti vinci e prendi un sacco di soldi.”
“E da dove vengono questi soldi?” La domanda di Aldelin usciva da un viso preoccupato di star ponendo un quesito stupido.
“Vedi, la gente paga i soldi per i biglietti e tutti questi soldi vanno a formare il premio finale. Poi in tutti questi giochi di soldi c’è un problema. Che è lo stesso del gioco d’azzardo, che è praticamente la stessa cosa, ma con più denaro in ballo per ogni giocata…poi non vi parlo di chi gioca in borsa, lasciamo stare!” Scuote la testa rapidamente prima di riprendere. “Il senso è che facendo un po’ di calcoli delle probabilità, si scopre che in media dedicarsi a queste attività fa perdere dei soldi.” La mano dell’anziano scatta avanti con l’indice alzato “Ti anticipo. Perchè la gente gioca se tendenzialmente perde? Volevi chiedere questo vero?”. La testa del piccolo inizia a oscillare verticalmente in maniera affermativa, imitata da quella di alcuni compagni. “Beh, perchè tu non stai comprando soldi, ma la speranza. Se sei disperato, vuoi cambiare vita, ma la società blocca qualsiasi tuo tentativo, non vedi altra via d’uscita se non un grandioso colpo di fortuna che ti possa dare abbastanza soldi da cambiare vita.” L’anziano respira profondamente quindi domanda “Posso continuare?”. Le risposte affermative gli danno il via.

Era già sera quando Franfranco arrivò a casa. Iniziò a smangiucchiare qualcosa di freddo, poi gli venne in mente la schedina. Armeggiò col telefono per cercare, senza molta convinzione, la pagina in cui verificare l’esito dell’estrazione. Il primo numero era uno di quelli giocati, ma questo non lo scosse. Anche il secondo. Panico. 3 numeri corretti su 3 controllati. Quarto numero: 46. Ok, aveva giocato pure quello. Sudore. Il telefono scivolò, ma cadde sul divano. Franfranco lo raccolse freneticamente. Quinto numero 12. Giusto anche quello. La vista si annebbiò, la testa iniziò a girare. Crollò sul divano. Prese fiato e guardò l’ultimo numero. Lo schermo del telefono si era attenuato. Imprecò. Riaccese lo schermo, inserì la password. Le mani tremarono. Il telefono rispose “password errata”. Imprecò di nuovo. Riprese fiato, respirando con calma tre volte. Non riusciva a pensare lucidamente. Anche 5 numeri porterebbero a una vincita consistente. Rimise la password. Corretta. Mordendosi involontariamente la lingua lesse il sesto numero. 42. La risposta a tutto. Giusto anche quello.

La mente di Franfranco come dissociata dal suo corpo osservò sé stesso oscillare verso il frigo, bere un bicchiere da una bottiglia aperta e ritornare a sedersi. Vino. Serviva. Ricontrollò. Sì, sono giusti. Aveva vinto il Jackpot. 12 milioni di euro e spiccioli.
Non sapeva bene cosa fare come prima cosa, poi si decise. Riprese il telefono e scrisse una mail al suo capo “Buonasera, con la presente sono a informarla che sì, gli errori li aveva fatti effettivamente lei e che sì, evidentemente sono in grado di fare il suo lavoro in maniera migliore. Per questo motivo non sono più interessato a proseguire in questo rapporto lavorativo e la informo che dovrà trovarsi un altro sfruttato per sfogare le sue frustrazioni. Cordiali saluti. Franfranco”.

Era libero.

R chiude il libro. I ragazzi iniziano ad alzarsi in piedi discutendo animatamente mentre il bibliotecario si alza con difficoltà e inizia a camminare verso il bancone per riporre il volume.

Proprio mentre i giovani elfi iniziano a chiedere una seconda storia, entra dalla finestra un piccolo folletto blu. “I vostri genitori hanno finito e stanno per tornare a casa!”.
“Oh, grazie Sblirp! Presto, presto che non dobbiamo farci scoprire!” con un trambusto notevole iniziano a scalpicciare avanti e indietro, salutandosi, ringraziando per la lettura e recuperando le loro cose.
Quindi si affrettano a correre fuori per tornare alle loro case.

Il bibliotecario rimane a guardare fuori per qualche istante prima di riscuotersi e tornare al suo lavoro di archivio brontolando su quanto ancora oggi si consideri il fantasy una cosa per bambini. Come se non si potessero utilizzare i mondi diversi per descrivere il nostro. Come se la fantasia fosse un accessorio futile. Che tempi.






Ok, finito. Se vi è piaciuto, ho scritto qualche altro raccontino da usare come Background per alcuni dei miei personaggi. Eccoli.
Se non vi è piaciuto invece sappiate che di solito sul blog scrivo cose più pratiche: guide, recensioni, approfondimenti, ecc. Vi lascio il link alla sezione 5e e quella ai Gdr Generici.
Che vi sia piaciuto o meno, lasciate un commento qua sotto per dirmi cosa ne pensate. Altrimenti potete contattarmi in uno qualsiasi dei canali qua riportati.

Duel – Gioco da Tavola – Recensione

O si dice Gioco da Tavolo? Non ho mai capito. GdT, così siamo tutti d’accordo. Comunque 7 Wonders – Duel è un gioco competitivo da due persone. Sì, anche io a questo punto mi sarei disinteressato, ma in realtà si è rivelato decisamente valido: si tratta di costruire una propria città e superare l’avversario o sul piano militare o su quello culturale o civile. In pratica è una partita a Age of Empires (o un altro gestionale del genere) fatta con un mazzo di carte.

Duel, il gioco da tavola, non il film!

Contenuto della Scatola

C’è un piccolo tabellone in cui segnare i progressi militari e le conquiste tecnologiche, poi tutto il resto si gestisce con le carte.

Tre mazzi, uno per ogni era di gioco. Le carte sono suddivise per colore e hanno un disegno rappresentativo.

Quindi nulla di particolarmente elaborato o ricercato, ma parliamo di una confezione piccola, comoda da portarsi dietro e con un costo inferiore ai 25€.

Regolamento

Le carte vengono disposte in una formazione specifica, alcune coperte e altre scoperte. Ogni turno un giocatore pesca una carta a propria scelta e costruisce l’edificio corrispondente, se possiede le risorse necessarie, acquisendone i vari bonus.

Le risorse possono essere le monetine (oro), oppure le produzioni di vetro, carta, argilla, pietra e legna.

A questo punto iniziano le difficoltà: potreste non avere produzioni, quindi dovrete pagare oro per comprarle. Il prezzo è variabile a seconda delle produzioni dell’avversario. Se non avete oro o non volete costruire, potrete vendere la carta e intascare un po’ di monete.

I bonus di ogni costruzione possono essere punti militari (quando si arriva a una certa soglia, si vince la partita), produzione di ulteriori risorse, guadagno immediato di oro, sblocco di tecnologie (anche queste possono portare alla vittoria) oppure semplicemente punti per ottenere la vittoria una volta terminate le carte.

Inoltre alcuni edifici permettono di costruirne gratuitamente altri nelle ere successive. Ad esempio l’acquedotto vi permette di costruire gratis i bagni pubblici.

Poi su certe carte troviamo un simbolo tecnologico: trovandone 5 diversi possiamo vincere la partita e trovandone 2 uguali otteniamo un potenziamento culturale (punti extra, bonus di costruzione, vantaggi militari, ecc).

Per finire abbiamo le meraviglie: 4 edifici speciali e unici che ogni giocatore possiede. Sono piuttosto difficili da costruire, ma quando vi si riesce i bonus sono notevoli (risorse bonus, doppi turni, bonus militari, ecc) e personalizzati per essere in tema con la specifica meraviglia costruita (non vi aspetterete che le piramidi diano lo stesso bonus del Circo Massimo)!

Strategia

Come avete potuto notare non è un gioco immediato. Dopo due o tre partite rimane ancora in dubbio quale sia la scelta migliore da fare (se prendo il potenziamento militare mi avvicino alla vittoria, ma in questo modo lui dopo può prendere la coppia di simboli tecnologici e prendere un super potenziamento, meglio prendere una risorsa extra, così non scopro nessuna carta vantaggiosa, però lui se spende tutti i soldi può costruire la meraviglia, ottenere un doppi turno e pescare anche la carta del…).

Poi so di essere fissato io (i mei amici hanno smesso di giocare con me a Machiavelli, perchè il mio turno dura dalle 7 alle 9 ore), però io a volte resto a fissare la stesa delle carte per pensare alla mossa successiva per decisamente troppo tempo.

Poi ovviamente se siete persone brutte, nessuno vi impedisce di giocare in maniera più spontanea, però di fatto è un gioco strategico che richiede riflessione e pianificazione, se si vuole vincere, inoltre giocare così vi farà ottenere il mio disprezzo.

Pro e Contro

+ Coinvolgente. Vien voglia di giocare una seconda partita anche se si è fatto tardi.
+ Adoro il tipo di ambientazione, se fosse basato sull’epoca contemporanea, mi sarebbe piaciuto meno.
+ Economico e trasportabile. Quando si parla di Giochi da Tavolo, non è mai cosa da poco.
+ Gestionale strategico. Capisco che sia un gusto, ma i miei gusti son giusti i vostri no.

– Solo due persone. Peccato.
– Competitivo. Tendo a preferire i collaborativi, almeno da quando i miei pargoli si sono rivelati melodrammatici di fronte alle sconfitte.
– Preparare la stesa delle carte è noiosissimo, ma so che è un mio problema: alla fine son una ventina di carte ogni volta.




Se vi siete divertiti, sappiate che di solito recensisco GdR. Eccone vari.

Altrimenti, ho anche la recensione di un altro Gioco da Tavola. Cartagena.

D&D non è il Medioevo

Sembra assurdo doverlo ripetere, però in molte discussioni (tipo quella sulle sedie a rotelle e D&D) mi trovo frasi come “eh, ma non ha senso la cosa X in D&D perchè nel medioevo c’era Y”. Obiettivo di questo articoletto è fermare questi individui prima che facciano venire un infarto a Massimo Montanari (se non avete mai letto niente di suo, rimediate) e Alessandro Barbero.

Quindi eccomi qua, col nobile scopo di salvare una vita umana a presentare argomentazioni talmente banali da risultare lapalissiane a un qualsiasi essere umano che abbia superato i 7 anni di età e con un QI superiore a pigreco.

Quale D&D?

Lo so, first reaction: shock. D&D non è solo i Forgotten. Ci sono migliaia di ambientazioni tutte diverse tra loro (come ho detto anche parlando di ateismo). Quindi quando diciamo che D&D è come il medioevo cerchiamo almeno di restringere un po’ il campo definendo almeno l’ambientazione, poi magari il periodo e la regione del mondo da noi scelto.

Magia e Creature

Devo davvero scriverlo? Nel medioevo pare non ci fossero draghi, elfi e compagnia bella. Poi ok, facciamo finta che l’affermazione sia “D&D è il medioevo con la magia

Quale medioevo?

Insomma, si parla del medioevo come fosse una cosa unica (un po’ come quando si dice che un GdR sembra un videogioco), ma ovviamente non lo è, giusto? La vostra prof di Storia è morta, giusto? Quindi ecco un ripassino.

Quanto dura il medioevo?

Esistono varie correnti, ma la più affermata fa cominciare il medioevo nel 476 ( deposizione di Romolo Augustolo) e dura fino al 1492 (sbarco di Colombo nel continente americano). Se non è morta anche la vostra prof di matematica, potrete notare che parliamo di mille anni (Ing. Cane intensifies).

Mi spiegate che somiglianze ci dovrebbe essere tra una campagna ambientata nell’attuale Grecia nel 490 (che assomiglierebbe a una campagna di Lex Arcana) e una sempre in Grecia nel 1480? (in piena lotta tra veneziani e ottomani per il dominio della zona, con Costantinopoli già perduta, ecc)

Il Medioevo, Dove?

So che vi sconvolgerò: l’Europa è grande. Anche fissando una data a scelta nel medioevo “centrale”, tipo 1000/1100, le differenze tra Spagna (durante la Reconquista, lotte tra Cristiani e Musulmani, inoltre sta nascendo il Portogallo), Italia (se parliamo del papato siamo in piena lotta per le investiture. Dissidi tra Imperatore e Papa, roba affascinante per un’ambientazione, se parliamo del sud abbiamo un crogiuolo di varie culture diverse che si stanno incontrando e scontrando), Romania (slavi e ungari nel medesimo territorio, senza una guida centrale o una struttura governativa organizzata) o Islanda (stato parlamentare indipendente, dopo la morte di Eric il Rosso inizia la conversione dal paganesimo al cristianesimo) sono considerevoli.

Inoltre, sedetevi, perfino durante il medioevo esistevano luoghi fuori dall’Europa. Incredibile! Quindi anche mantenendo il periodo approssimativo indicato precedentemente, le differenze sono innumerevoli.

Abbiamo il medioevo giapponese, con tanto di samurai. Abbiamo il medioevo Egiziano, momento di grande crescita culturale e il successivo distacco da realtà islamiche sunnite. Abbiamo l’America Centrale col periodo classico di Maya e Toltechi. Abbiamo la Mongolia di Gengis Khan. Abbiamo grandi imperi in Turchia e in Africa. Abbiamo una pletora di diverse civiltà e culture di cui sappiamo poco o niente perchè gli europei sono arrivati dopo, devastando tutto.

Insomma, parliamo di un periodo mostruosamente ampio e sfaccettato sia dal punto di vista geografico sia da quello cronologico. Quindi, anche ammesso che D&D fosse una sorta di medioevo magico, quale di questi sarebbe? Quali inferenze potremmo trarre?

Assomiglia davvero a un qualche medioevo?

Poniamo che noi, ma soprattutto gli americani, associamo alla parola medioevo un tempo e un luogo grosso modo circoscritto. Se così fosse, io sarei propenso a propendere per l’Inghilterra dei Plantageneti.

Tuttavia, siamo sicuri che le partite di D&D vi assomiglino? Anche in questo caso potremmo dilungarci sulle differenze (Eberron? Dark Sun? Dragonlance?), ma evitiamo e, anzi, faremo finta di credere all’esistenza di un’entità astratta come “campagna di D&D media”.

Tuttavia, se davvero fosse reperibile una correlazione, probabilmente le partite di D&D sarebbero decisamente diverse.

Ad esempio la condizione delle donne era leggermente diversa. Di norma nelle campagne troviamo un livello di equità paragonabile a quello attuale (possono fare un sacco di cose, quasi tutte, difficilmente raggiungono ruoli di potere, ricevono una paga inferiore a parità di mansioni, ecc), mentre nel medioevo…beh, ci sono corsi interi dedicati a questo argomento, ma diciamo che non vigeva una grande parità.
Inoltre i canoni estetici erano un po’ diversi. Voi usate quelli attuali o quelli medievali?

Abbiamo anche la questione della religione, ma volendo possiamo fare finta di relegare il tutto alla questione “magia”. In fondo il fatto che gli dei esistano cambia leggermente l’approccio alla teologia.

Poi non dimentichiamo il livello culturale. Io vi vedo e lo so che nelle vostre sessioni quasi tutte le persone, dalla media borghesia in su, sanno leggere e magari perfino scrivere! Insomma, percentuali degne del 1700 (qualche secolo dopo la diffusione della stampa a caratteri mobili e via dicendo).

Devo citare anche la schiavitù? Viene inserita solo in campagne particolarmente dark, mentre invece era pratica tendenzialmente diffusa anche se non sempre permessa.

Altre brutte notizie: esistevano armi da fuoco già all’inizio del medioevo, per quanto la polvere da sparo in Europa sia comparsa dopo il 1200 (che è ancora medioevo, eh), i cannoni a base di polvere pirica venivano utilizzati dal 500. Se giocate a Pathfinder magari usate il pistolero, se siete in Eberron magari avete armi simili, ma altrimenti diciamo che il livello culturale bellico assomiglia più a un Impero Romano con le balestre.

Per concludere abbiamo una grande differenza, sicuramente non considerata dal 99% della campagne. Parlo della salute e igiene personale. Le persone puzzavano. Lavarsi era un’attività non proprio quotidiana, per non parlare del cambio di vestiti. Inoltre le possibilità di avere una dentatura perfetta a 20 anni erano veramente esigue. Poi, secondo voi quante persone avevano voglia, tempo e modo di depilarsi? Non parlo solo delle gambe, ma anche dei peli facciali. Siete sicuri di voler essere coerenti ora?

Conclusione

Allora, dopo le condoglianze d’obbligo per la scomparsa della vostra insegnante, devo ricapitolare ribadendo che, per quanto esistano alcune somiglianze tra le ambientazioni più diffuse di D&D e il periodo dei Plantageneti (tipo il livello tecnologico vagamente simile e alcuni dettagli dell’ordinamento governativo), non possiamo usare il medioevo per produrre inferenze riguardo D&D e nemmeno viceversa! Soprattutto non viceversa (a meno che non vogliate uccidere Massimo Montanari e Alessandro Barbero in un unico colpo).

Poi in tutto questo abbiamo amenamente sorvolato sull’impatto che la magica e le razze bizzarre potrebbero avere sulla società, ma tanto questo viene bellamente ignorato anche nella maggior parte della campagne, quindi non vedo il problema.




Se non vi siete stancati di sentirmi sproloquiare, potreste venire a curiosare nella sezione in cui raccolgo le mie argomentazioni riguardo le teorie e i metodi in D&D e dintorni.

Altrimenti potreste essere finiti qua cercando informazioni sulle battaglie campali e gestione dei feudi in D&D.

Background del Barbaro Enorme – D&D 5e

Questo è il BG del Barbaro che sto giocando adesso. So che avevo già fatto un Barbaro (qui), ma per una serie di sfortunati eventi mi ritrovo a giocarlo di nuovo (serviva qualcuno da prima linea). I master purtroppo mi hanno vietato di parlare dell’ambientazione, quindi starò molto sul vago e cambierò alcuni dettagli importanti.
NB: come vedrete il personaggio è ha muscoli enormi, ma non è molto sveglio (e fin qua, è come il 99,9% dei barbari), quindi ha anche forti tendenze maschiliste, machiste e discriminatorie in generale. Quindi se le sue parole vi suonano offensive, sappiate che è perfettamente normale ed anzi, è proprio il senso del personaggio. Come sempre provo a scrivere in prima persona, immedesimandomi, per cui proverò a usare la sua padronanza linguistica (estremamente moderata) e la sua visione del mondo (per nulla moderata)
.

Ultima nota: i master hanno creato una situazione particolare, incoraggiandoci a fare varie tipologie di reskin (se volete approfondire, link), per cui io ho preso le caratteristiche di un Elfo e come immagine del personaggio uso questa:

Non mi piace pensare al passato. Certo, a volte dico “anche io una volta ero un secco di merda come voi. Ora guardate qua” mentre flexo duro. Però una cosa è vantarsi di essere migliorati, una cosa è pensare davvero al passato.

Perchè ero davvero un secco di merda. Mi chiamavo Johnny Good. Mi ha cresciuto mio zio. Una vera femminuccia. Pensate che quando sono iniziati i primi scontri di confine vicino al nostro villaggio, invece di combattere ci ha fatto scappare nella grande città. Ero ancora un bambino, non potevo andare al fronte. Dovevo seguirlo.

Non mi ci trovavo per nulla. Ero abituato alla calma e alle tradizioni del villaggio. Qua invece era tutto strano. Veloce. Confuso.

Più diventavo adulto e più questo mondo mi andava stretto. Le donne ad esempio. Chi le capisce? Iniziarono a piacermi, però ormai non si possono più fare i complimenti a quelle che incontri per strada. Uno prova magari di notte a urlare a una ragazza che gira da sola che è bellissima per poi provare a baciarla he subito ti danno del maniaco. Del violento.

Avevo degli amici. Cioè, più che altro gente con cui passavo le ore libere tra un lavoretto e l’altro. Un gruppo di ragazzi secchi e un paio di ragazze betoniera. Dei veri boiler.
Secondo loro dovevo mostrare più rispetto per le donne. Secondo me le ragazze erano solo gelose, perchè loro non avrebbero mai avuto le attenzioni di nessuno e i ragazzi erano troppo fighette per provarci veramente con una donna vera con la D maiuscola.

Però finché il problema era solo quello potevo farcela. Pian piano iniziarono le richieste sempre più assurde. All’inizio mi si chiedeva di trattare le donne come fossero persone normali, senza dare della Betoniera e chi era effettivamente grassa e senza “molestare” quelle belle. Addirittura smettendo di dare della scoiattola a chi girava mezza nuda. Ok, potevo anche farlo, però non è colpa mia se il mondo funziona in questo modo: i maschi devono conquistare e le donne devono essere belle e fare un po’ le ritrose. Altrimenti dove andiamo a finire?

Poi iniziarono pure coi drow. Non potevo chiamarli carboncini, elfi sporchi e nemmeno orecchie a punta troppo abbronzati. Ormai difendere le proprie origini era considerato un crimine in questa città. Poi lo sappiamo che gli “Elfi Oscuri” vengono qua solo per rubare.

Poi pure i finocchi. Sì, non dovrei chiamarli così, appunto. Tutti continuavano a dirmi che dovevo rispettarli. Trattarli come se non fossero dei malati. Che loro volevano rimanere malati o qualcosa del genere.

Poi addirittura gli animali. Era meglio mangiare poca carne, sostituirla con la soya. Evitare anche le uova. La società stava diventando davvero malata, si parla di robe strane e ci si preoccupa della “sos-te-ni-bi-li-tà”. Ma se abbiamo sempre fatto così e non è mai successo nulla, perchè dobbiamo iniziare a preoccuparci proprio ora?

Poi perfino i trans e travestiti (che non ho capito, ma credo che sono la stessa cosa). Fare attenzione a usare il maschile, il femminile e il neutro, che non esiste.

Insomma, dovevamo fare tutti attenzione a parlare di tutta questa gente, usare bene le parole in modo da non far capire che in realtà facevano schifo a tutti.

Basta. Un giorno ho abbandonato la città. Ho accettato un lavoretto da fighetta in cui dovevo raccogliere certe piante curative nelle colline così potevo stare un po’ da solo, lontano da questi che mi facevano fare il doppio della fatica quando dovevo parlare.
Forse la mia scelta migliore, perchè ho finalmente incontrato lui.

Era un grosso ratto antropomorfo. Ma che dico. Non grosso: ENORME! Si chiama Arnoldo NeroNero, però è tutto bianco, con gli occhi rossi. Mi ha insegnato tutto quello che so ed è grazie a lui che ho smesso di essere un secco di merda. Ora mangio tanto petto di tacchino e soprattutto l’albume delle uova, sollevo ghisa, faccio flessioni sulle nocche e mi ha insegnato perfino a combattere e a dare la caccia ai ricercati. Ho cambiato il mio nome in Squoiattolo, per far capire subito a tutti che sono un tipo tosto, con cui è meglio non scherzare.

Poi mi ha insegnato che non devo rispettare l’opinione dei secchi e delle betoniere, perchè se erano davvero intelligenti allora avevano muscoli enormi. Invece non si rispettano e allora io posso non rispettare loro! Se qualcuno mi rompe le scatole io posso semplicemente flexare e avendo il bicipite più grosso ho per forza ragione.



Come sempre spero vi siate divertiti a leggerlo quanto mi sono divertito io a scriverlo.
Se cercate altri Background da cui prendere spunto per PG o PNG, ecco gli altri che ho scritto.
Altrimenti potreste curiosare la sezione D&D 5e con tanti approfondimenti, HR ecc.

Goblin Stregone – Background per PF2

Provo la seconda edizione di Pathfinder, ed ecco il mio primo personaggio. Come sempre, nel background non ci sono riferimenti al sistema di gioco, quindi se volete provarlo in D&D o dove volete, non ci sono problemi di adattamento.

Siamo di nuovo in quel periodo dell’anno. Scuoto la testa per scacciare il ricordo, ma con scarsi risultati. La stupida pioggerellina autunnale mi si appiccica addosso, inzuppandomi lentamente e inesorabilmente.
Proprio come quel giorno.

Oggi è una delle prime giornate di pioggia dopo un periodo di sole. Già, anche questo è proprio come l’anno scorso.

Mi gratto la cicatrice sulla nuca e spazzo via un po’ di acqua dalla faccia.
Strano come le stimolazioni sensoriali e le vicinanze stagionali possano stimolare i ricordi.

Non voglio pensarci. Continuo a camminare. Non dovrebbe mancare molto.
Mi guardo intorno. Pure gli stupidi alberi sembrano quelli dell’incidente.
Maledetti alberi.

Tutta colpa di quella pianta. O forse non sarei proprio dovuto andare a passeggiare in quella zona mentre ero di pessimo umore e per di più con quella dannata pioggerellina. Però non riuscivo a dormire. Gli allenamenti al Dojo non stavano andando bene nell’ultimo periodo e aver discusso col Sensei non ha certo aiutato.
Mi rigiravo nello spoglio dormitorio senza riuscire a prendere sonno. Nonostante le nuvole era una notte molto chiara. Decisi di uscire per sfogare la frustrazione e sperare di prendere sonno.

Non ricordo bene perchè presi quella strada. Stavo pensando a tutt’altro, cercando di trovare nella mia immaginazione una conclusione migliore alle discussioni avute di recente. Fatto sta che mi ritrovai sulla collina del Picco Storto. Stanco, nervoso e coperto dalla fetida pioggerellina fine. Non sono sicuro riguardo l’affidabilità dei miei ricordi. Però mi pare che vidi una pianta rara, una Palla di Polline, quelli che usavamo al Dojo per fare i fumogeni. Beh, almeno avrei dato un senso a quell’inutile gita notturna, no? Beh, No.

Mi avvicinai. Sì, ero parecchio vicino al dirupo. Però ho quasi il Keikogi nero, non sono certo uno sprovveduto. Saranno almeno 30 metri di strapiombo, ma mi piaceva sporgermi dalle grandi altezze, il senso di brivido che si prova fissando il vuoto sotto di me è davvero inebriante. Respiro profondamente e torno a concentrarmi sulla pianta. Faccio qualche passo verso di lei. Poi i ricordi si fanno confusi. Forse la pioggia aveva reso il terreno friabile. Forse scivoloso. Forse sono solo un fesso che si è inciampato per la stanchezza e la disattenzione.

Sento il vuoto tutto attorno a me. Agito le mani per afferrare qualcosa. Sento un ramo. Sono salvo! Invece il ramo si spezza. Stupidi alberi.

Di nuovo il vuoto. Il buio.

Non so se sono caduto nel fiume o se ci sono strisciato dopo. Non ho i ricordi molto chiari riguardo al seguito. So che ero fradicio e infreddolito. Un pescatore deve avermi ripescato. Ricordo che non riuscivo a muovermi, probabilmente mi ero rotto pure ossa che non avevo.

Fortunatamente chi mi raccolse oltre ad essere di animo buono, viveva con una guaritrice. Rimasi con loro per una luna. Credo. La maggior parte del tempo ero privo di sensi.

Quando iniziai a riprendermi successero cose strane. Credo iniziò tutto quando sfiorando un ciocco di legno, gli feci prendere fuoco. Per poco non feci divampare un incendio in casa. Non fu l’unico caso di “autocombustione spontanea inspiegabile” mentre, guarda caso, mi trovavo nelle vicinanze. Pian piano capii che era colpa mia e riuscii ad ottenere una sorta di controllo su questi eventi, aiutando i miei salvatori ad accendere il fuoco con semplicità. Tuttavia i seppur radi incidenti in cui le fiamme sfuggivano alla mia volontà, mi convinsero che sarei stato più un rischio che un vantaggio per il pescatore e sua moglie. Dunque me ne andai, promettendo loro che sarei tornato per sdebitarmi.

Fu strano tornare attivi. La caduta non mi ha ucciso, ma mi trovavo appeso tra due vite: la mia vita precedente, come marzialista, verso la quale non mi sentivo più adatto e quella che spero sarà la mia vita futura, come incantatore, per la quale tuttavia non ho ancora le competenze.

Un lampo in lontananza mi riscuote dal mio inutile rivangare. Mi guardo attorno. Ormai ci siamo davvero. Potrò offrirmi come scorta per una carovana verso Absalom, alla ricerca di un maestro che sappia gestire questo tipo di magia.

Spero che il BG vi sia piaciuto. A proposito di cadute, Ecco un articoletto che avevo scritto, a breve lo aggiornerò con le regole di Pathfinder 2ed.

Background GdR – Spunti e Idee per NPC e Interpretazione

A volte quando scrivo un Background per un PG mi lascio prendere la mano e invece di fare un BG accennato di qualche riga, mi ritrovo a scrivere dei racconti brevi. Se siete in cerca di spunti per un personaggio e avete voglia di dare uno sguardo, magari può servirvi anche per un PNG. Alla fine essendo caratterizzazioni di personaggi, vanno bene per ogni Gioco di Ruolo, che sia D&D, Pathfinder, poco importa!

Background per un nano cavaliere. Un nano leale, retto e disciplinato. Nato per D&D 3.5, ma facilmente adattabile ad altri giochi di ruolo.

Background per un necromante particolare. Attenzione, potrebbe essere vietato ai minori. Nato per D&D 3.5, giocato di nuovo in 5e (perchè la campagna era naufragata subito).

Background Femminile: Sgomina la Barbara. Donna rude e ignorante come una capretta. Attenzione, è un po’ lungo. Nato per D&D 3.5, ma adattabilissimo a tutti i giochi di ruolo.

Background per  una Warlock mezz’elfa. Dolce, delicata e timida, però in grado di scagliare maledizioni e energia oscura. Nato per D&D 5e, ma non è troppo complesso da riprodurre in altri giochi di ruolo.

Background per un Artefice Forgiato. Abile creatore di oggetti magici, non sarebbe un avventuriero, ma le circostanze hanno deciso diversamente. Nato per D&D 3.5, questo è un po’ più difficile da adattare, perchè richiede un gioco di ruolo con ambientazioni un po’ più tecnologiche rispetto al fantasy “classico”.

Background per un Mago Bianco Esangue. In pratica usa magie di luce e cura, pur essendo un mezzo non morto. Il contrario della Warlock. Seguendo il link troverete anche approfondimenti regolistici su razza e classe.

Background per un Goblin Stregone. Il mio primo PG di Pathfinder 2ed. Speriamo di riuscire a giocarlo, perchè mi sono già affezionato al piccolo Flogisto.

Background per un Popolano! Esatto, anche loro possono avere un BG, soprattutto quando devi giocarne uno di livello 20 in un torneo! Il piccolo Ciompi era fortissimo!

Background Chierico divinatore. Un incantatore tormentato dalle divinazioni. Spera di riuscire ad acquisirne il controllo, ma ancora non riesce.

Background per ladro curioso e scapestrato. Attenzione: Questo PG possiede un BG non tragico! Entrambi i genitori sono vivi e il suo villaggio non è stato distrutto.

Background per un Automa Mago: Pensato per Shadow of the Demon Lord. Un costrutto che lotta per l’emancipazione della sua razza.

Background per un Barbaro Enorme. Grosso, macho, virile. Peccato sia uno scoiattolo.

Un Bardo Senza Musica. Una carrellata di spunti per bardi che non vogliano suonare o cantare!

Com’è il fantasy nei mondi fantasy? Ok, non è un BG, ma un racconto. Però descrivo anche dei personaggi…e non sapevo dove cavolo metterlo.