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La Prima Legge, Abercrombie, Recensione senza Spoiler

Se la prima legge, la seconda scrive? Abercrombie ha iniziato a scrivere dopo un passato nell’abbigliamento? Ok, ho fatto le mie due battute stupide e quindi ora posso concentrarmi sulla recensione di questa trilogia di romanzi fantasy grim dark la cui pubblicazione iniziò nel 2006. Vi dico subito che ho letto la saga l’anno scorso e mi è piaciuta molto, tanto che ora sto leggendomi i romanzetti spin off stand alone (non so più parlare italiano: i romanzi autoconclusivi che sono un seguito, ma percorrono linee narrative diverse da quella principale). Però come sapete sono anche un criticone, quindi vi dirò alcune cose che non mi sono piaciute di questa trilogia fantasy. Ad ogni modo i personaggi di Abercrombie sono molto interessanti e per questo ne ho riportato uno in D&D: Logen Novedita. Ciancio alle bande, ecco la recensione di romanzi de La Prima Legge.

Questa è l’edizione “piccina piccina” che ho io. La consiglio per bicipiti e tricipiti.

Personaggi

Secondo me sono il punto forte della saga. Sono caratterizzati, non banali (non tutti, almeno), poi presentano evoluzioni e colpi di scena. Una cosa da me molto apprezzata sono i cambi di registro a seconda del punto di vista e dello stato d’animo del personaggio in questione. Ad esempio quando racconta dal punto di vista di Novedita, quando combatte seriamente, Abercrombie ha uno stile che trovo davvero divertente nella sua esagerazione. Mi ricorda un po’ quello di Salgari quando enfatizza le capacità straordinarie di Sandokan durante le sue imprese (ma non lo leggo da decenni, quindi chissà).

Altra peculiarità è il gran numero di personaggi, a volte minori, a volte destinati a ritornare e a non essere così secondari, ma ad ogni modo sono davvero tantissimi. Quindi vi parlo dei principali, almeno finché non mi scoccio.

Il già citato a più riprese Logen Novedita detto Il Sanguinario. Guerriero nordico, veterano di mille battaglie, nelle quali non sempre è stato uno stinco di santo. I fatti lo spingeranno ad allontanarsi dalle sue terre e cercherà di cogliere l’occasione per diventare un uomo migliore. Non è solo un guerriero, però, infatti possiede la capacità mettersi in contatto con gli spiriti.

Sand dan Glokta, forse il mio preferito. Un torturatore dell’Unione (il grande regno intorno a cui ruotano le vicende principali). Il suo corpo lo tradisce in vari modi (dolore anche solo a camminare, denti mancanti che gli rendono impossibile masticare…), tuttavia riesce ad essere eccellente nel suo lavoro. Questo però lo rende la persona migliore per alcuni incarichi che lo faranno finire a capofitto dentro alcuni intrighi e sommovimenti politici.

Abbiamo anche Jezal dan Luthar, un capitano dell’esercito dell’unione. Giocatore d’azzardo di grande abilità, donnaiolo rinomato e probabilmente uno degli individui più superficiali del romanzo. Però è anche un abile spadaccino, per questo si dovrà allenare per la Contesa (il grande duello annuale), sebbene lui preferisca altre occupazioni.

Collem West si occupa del suo addestramento nella spada. Maggiore dell’esercito. ha raggiunto questa posizione di rilievo, nonostante le sue umili origini, proprio per il fatto di aver vinto una Contesa.

Bayaz, Il Primo Mago. Addestrato secoli prima dal leggendario Juvens in persona. Nel Consiglio Ristretto dell’Unione (una sorta di “camera interna”) uno dei seggi rimane dedicato a lui, nel caso sia ancora vivo e decida di tornare.

Ferro Maljinn invece è una donna del sud. Una ex schiava fredda e spietata che vive per la vendetta contro il popolo che le ha rovinato la vita.

Ed ecco, mi sono ufficialmente stancato. Abbiamo un sacco di altri guerrieri nordici, tutta gente dura e spietata (a parte Forley e forse il Mastino). Una manciata di “Pratici” che aiutano Glokta e gli altri inquisitori nei loro compiti. Alcuni altri soldati, graduati e ufficiali. Un discreto numero di politicanti di vario genere che tirano le fila dell’Unione, approfittando delle condizioni di salute precarie del Re e cercando quindi di accaparrarsi più potere possibile. Poi banchieri, rivoltosi, studiosi, campioni, Re, streghe e tanta altra gente.
Però davvero, se volete saperne di più, leggetelo, che merita.

Nota interessante: sono tutti personaggi “sporchi”. Non aspettatevi persone rette, oneste, gentili e generose. Al massimo possono avere una di queste qualità, ma non certo tutte insieme! Però in certe cose “bisogna essere realisti”.

Ambientazione

Nel Mondo Circolare la magia sta pian piano indebolendosi. Chi la pratica è costretto a sforzi maggiori per produrre effetti inferiori a quelli prodotti dagli incantatori dei tempi antichi. Non aspettatevi quindi di trovare magia in ogni angolo. 

Ecco la mappa del mondo de La Prima Legge, i nomi sono in inglese, purtroppo, mentre io l’ho letto in traduzione.

Il regno principale è l’Unione. Regno ampio che oltre a estendersi per tutta la grande isola in cui si trova la sua capitale, Adua, ha possedimenti sia nelle fredde terre nordiche, sia nel desertico sud, sia nelle lacerate terre orientali e nelle abbandonate terre occidentali.

Oltre a questo regno, nella trilogia de La Prima Legge, si parlerà molto dei territori nordici: un ampio spazio, ricco di montagne, valli e foreste. Un tempo erano solo tante tribù separate tra loro, ma il Re Bethod sta unificandole sotto il suo vessillo, seppure non tutti gradiscano la situazione.

Le terre del sud e dell’ovest invece sono meno approfondite nei tre romanzi. Sappiamo che nel sud si trova un grande regno teocratico, mentre l’ovest era occupato un tempo da un immenso impero di cui restano solo poche vestigia. 

Sì, lo so che si sa qualcosina in più, ma non faccio spoiler, ricordate? 

Trama

Difficile raccontarvi la trama senza spoiler.
Partiamo dalle cose ovvie: i romanzi, come accade spesso ultimamente, raccolgono vari punti di vista di vari personaggi diversi, ciascuno con la sua storia personale, i suoi obiettivi, le sue convinzioni e relazioni. 

Ovviamente le varie vicende separate a volte si intrecceranno e mescoleranno in vario modo tra loro. 

Ci saranno tre attività principali: l’intrigo politico (tradimenti, sotterfugi, doppio gioco, inganni e segreti), guerra (scontri, imboscate, massacri, duelli, strategie e tattiche) e il viaggio.
Sì, il classico tema fantasy del viaggio. Però sebbene ricalchi per certi versi le tematiche classiche, ci saranno alcuni aspetti, soprattutto nel finale, che lo rendono particolare. 

Tutto questo avverrà con molti dettagli crudi e sofferenza. Per cui se siete deboli di stomaco o impressionabili, questo non è il romanzo che fa per voi (ma già avevamo detto grimdark all’inizio, quindi lo sapevate già…no?)

Senza fare spoiler dico anche che ci sarà qualche colpo di scena. Magari l’idea che vi eravate fatti non è poi proprio quella che si rivelerà essere corretta, per così dire. Però mi fermo qui, se volete faccio anche la recensione con spoiler per i più curiosi.

Critiche

Eccoci finalmente alle critiche, la parte preferita dei brontoloni come me. Saranno solo 4 punti. Partiamo dal più frivolo.

L’edizione italiana è stampata in un formato illeggibile. Un unico tomo per tutta la trilogia, quindi centinaia e centinaia di pagine. Già questo è un problema per chi come me legge durante i tragitti casa-lavoro oppure a letto. Sollevare quel coso per tutto quel tempo ha fatto raddoppiare la mia massa muscolare (quindi 23 grammi extra!). Inoltre è stampato a due colonne per facciata. So che in questo periodo in cui il diritto internazionale e i diritti umani basilari sono carta straccia, inserire un nuovo codice nella convenzione di Ginevra pare superfluo, però davvero, è proprio criminale.

Come se non bastasse l’inizio è lento. Faticoso. Vengono buttate molte cose che non sono spiegate subito, i vari personaggi ancora non sono stati definiti a fondo, inoltre passare da un punto di vista all’altro (soprattutto quando non ci sono punti di contatto) rende la partenza davvero molto difficoltosa. In aggiunta al formato del libro, questo ha fatto sì che io abbandonassi la lettura dopo non molte pagine. L’ho ripreso solo più tardi e ne sono stato contento. Quindi, stringete i denti se siete in difficoltà all’inizio.

L’intera trilogia di Abercrombie è una gigantesca sagra della salsiccia: i personaggi maschili la fanno da padroni. Nell’intero Nord viene citato un solo personaggio femminile che non sia solo di sfondo. Nell’intero Sud anche (Ferro Maljinn di cui prima). L’unione è un regno evidentemente patriarcale (il Consiglio Ristretto è formato solo da maschi, l’esercito pure, i membri influenti della società anche), quindi le donne che compaiono sono tendenzialmente “sorelle di”, “fidanzate/mogli di” o “figlie di”. Le eccezioni sono davvero poche per non dire nulle.
Dovrei rileggerlo per averne la certezza, ma mi pare che i primi tre libri non superino il test di Bechdel.

Magari per voi non è un problema (se lo dite, sono pronto a scommettere che siete maschi. Perderò qualche volta, ma ne vincerò decisamente di più), ci può stare, per me è una perdita immensa di possibilità.

Ultima critica: la caratterizzazione geografica. Forse vi era già venuto il dubbio leggendo questa recensione, ma lo ribadisco. I popoli del nord sono chiaramente una copia dei popoli del nord Europa. Non solo il clima, ma anche i nomi e i cliché culturali (rudi guerrieri organizzati in tribù che vivono per la guerra). 

Il popolo del sud, i Gurkish…l’ho scoperto per caso solo poco tempo fa, ma mettete una T al posto della G. Ecco, sì, sono ispirati a quello in maniera davvero smaccata. Poi l’antico Impero è più che una strizzata d’occhio all’Impero Romano (cito solo il fatto che i loro ponti sono ancora in piedi dopo secoli). Inoltre nei libri successivi si parlerà intensivamente della Styria che è papale papale un riferimento esplicito all’Italia.
Ok, va bene prendere spunto, ma un pochino in più di sperimentazione da questo punto di vista era secondo me possibile e avrebbe portato potenzialmente a mondi più originali. 

Ultima chiosa: a me non danno fastidio lo splatter e i dettagli macabri (in alcuni ambiti magari sì, ma non era questo il caso). Però sinceramente mi pareva un filo eccessivo, come se gli piacesse un po’ troppo raccontare scene di tortura o come se fosse una versione bizzarra di fanservice.
Questo non lo metto tra i difetti veri e propri, solo io francamente avrei preferito una leggera diminuzione della frequenza di queste scene. Però è un gusto personale, così come ho detto (si parva licet componere magnis) per le scene di sesso in Luna Nuova, di Maikel Maryn.



Questo è tutto, trovate qua altre recensioni di romanzi e libri vari.

Però vi ricordo che qui si parla tendenzialmente di GdR, qua ne trovate un po’.


A proposito…voi che GdR userete per giocare una campagna nel Mondo Circolare di Abercrombie?

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