Sto parlando di Un Piccolo Odio, Il Problema Della Pace e La Saggezza Del Folle, i tre romanzi che compongono la seconda trilogia de La Prima Legge di Abercrombie, nota col nome di Età della Follia (o Age of Madness). Ho già parlato della prima trilogia qui. Ho già parlato invece qui dei tre romanzi “spinoff” che fanno da legante. Ora invece parleremo della seconda trilogia, ambientata negli stessi luoghi (principalmente Angland, Nord e Mitterland (praticamente solo Adua, in realtà) e una breve capatina a Westport), ma una trentina di anni dopo. Se non l’avete letta, vi consiglio di fermarvi. Questa volta farò degli SPOILER e darò per scontato che l’abbiate finita. Anche perchè se no diventava troppo complicato. Quindi iniziate a leggere i romanzi dell’Età della Follia, forza, poi leggetevi questa recensione. Oppure leggetela subito se non vi danno fastidio gli SPOILER. Ed eccomi di nuovo qui, dopo la pausa estiva a inquinare il web con articoletti, almeno fino a dicembre (pausa invernale).

Personaggi Principali
Principe Orso: Uno dei protagonisti della storia. Il figlio di Jezal, chiamato come il nonno (Il Duca Orso) per volontà di sua madre. Pigro, indolente e avvezzo all’uso di qualsiasi tipo di sostanza. Vedrà un piccolo arco di redenzione. Anche se non porterà a nessun risultato concreto degno di nota (a parte la sconfitta sul campo di battaglia di Leo dan Brock) e lo porterà a lamentarsi di più del suo ruolo di Re. Giusto per far capire che non importa la tua posizione, se sei un lagnone ti lagnerai.
Giovane Leone: Leo dan Brock, figlio di Finree. Probabilmente il più maltrattato della trilogia. Non che non se lo meriti, perchè fin da subito ha fatto mostra di essere supponente, non molto sveglio e troppo ambizioso. Poi quando si trova a subire una pesante sconfitta militare, la perdita dei suoi amici, oltre che di una gamba e un braccio, diventa anche (comprensibilmente) musone, rancoroso e spietato. Giusto per togliervi il dubbio che passare periodi difficili possa renderci migliori.
Rikke: Figlia di Mastino (solo amore per il Mastino) e bene/maledetta dalla Vista Profonda. Un personaggio con un arco incredibilmente positivo (certo, perde un occhio, perde il padre, affronta mille avversità e asperità…però rispetto agli altri…), tra le altre cose tiene testa sia a Calder il Nero sia a Bayaz. Sveglia, spiritosa, certo, non sempre la migliore amica leale su cui contare (ad esempio quando dovrebbe portarti degli uomini per una guerra contro l’Unione), ma non si può avere tutto dalla vita. No? Il suo arco evolutivo la porterà a essere meno tenera e meno spensierata, ma non la renderanno troppo spietata e calcolatrice. Quindi direi che è il personaggio più positivo della trilogia.
Savine: Figlia di Glockta, ufficialmente. Poi chiaramente è la figlia di Jezal. Spietata affarista senza scrupoli. Inizia il suo arco evolutivo dopo esser rimasta coinvolta in una rivolta, vivendo di stenti per qualche periodo e dopo aver scoperto che il Principe Orso, con cui ha una relazione, è suo fratello (inserire suoni da telenovela sudamericana). Inizia a vestire più sobriamente, a fare opere di bene. Però quanto di questo è calcolo e quanto è davvero cambiamento? Dibattibile, anzi, conoscendo il frizzante ottimismo di Abercrombie io direi che possiamo propendere per la prima opzione.
Vick: Una giovane inquisitrice senza scrupoli e risoluta. Almeno all’apparenza. In realtà si porta dietro un enorme carico di dubbi e rimpianti. Personaggio bizzarro. Nel senso che al contrario dei miei idoli dal punto di vista lavorativo (Tunny e Trifoglio) lei fa sempre tutto quello che ritiene essere il suo compito, servendo fedelmente Glokta e Pike. Anche quando c’è da rischiare la vita o da danneggiare persone a cui è legata o andare contro inclinazioni etiche. Finché alla fine non decide di mollare tutto e andare nelle terre dell’ovest, rinunciando a una promozione, ispirata dai romanzi di Dab Miele (nella trilogia dicono Dab La Dolce, ma credo sia in realtà lo stesso personaggio e sia un errore di traduzione. Correggetemi se lo sapete). Ok, abbastanza bizzarro.
Crepuscolo il Possente: Figlio di Calder e destinato ad essere il Re del Nord. Potevo metterlo nell’elenco seguente, ma volevo sottolineare come di solito i personaggi di Abercrombie siano ambivalenti, sfaccettati, moralmente grigi…invece Crepuscolo è una persona orribile, con l’unico pregio di essere un combattente straordinario. Per il resto sembra nato da una combinazione degli aspetti peggiori di Dow il Nero e Toro. E giusto per gradire finirà prima leggermente azzoppato, poi definitivamente azzoppato, poi sgozzato.
E poi ci sono un sacco di altri personaggi sia nuovi sia conosciuti, come Bremer dan Gorst (adoro), Grosso (il nostro monito a promettere solo ciò che possiamo mantenere e che se non manteniamo le promesse almeno dovremmo mantenere la calma), Trifoglio (mio maestro di vita), Tunny (come non lasciarsi ispirare dalla sua etica del lavoro?), Sand dan Glokta (che ogni tanto fa capolino), Isern e Brivido (che accompagnano Rikke), Pike, Finree dan Brock, Bayaz e Sulfur…
Ambientazione
Il mondo è sempre lo stesso, quindi non ci sarebbe molto da dire, se non fosse che alcuni dei semi gettati durante i tre libri autoconclusivi hanno iniziato a germogliare molto velocemente. Ad esempio i cannoni iniziano ad essere discretamente affidabili e funzionali, per cui utilizzati su vasta scala (nell’Unione, per lo meno).
Inoltre il carbone inizia ad essere una risorsa importante e il mondo si trova catapultato in una sorta di rivoluzione industriale, con operai sfruttati, enclosures, inquinamento, alienazione e tutto il pacchetto completo.
Poi il sud è crollato nel caos e quindi non entra mai nel vivo della trama, se non in maniera estremamente marginale.
Trama
Rikke prova prima a sopravvivere e poi a trovare un suo posto e poi a unificare il Nord.
Nel mentre Leo vuole prima provare il suo valore, poi attuare un colpo di stato nell’Unione.
In questo si innesta una rivolta di lavoratori che devasta il paese.
Alla fine l’Unione si ritrova devastata ma all’alba di una sorta di nuovo inizio (seppur un po’ gattopardesco), Rikke è soddisfatta anche se percepisce che Bayaz è sconfitto solo temporaneamente.
Che vi dovevo fare? Un riassunto dettagliato? Mi serviva giusto come richiamino per la parte successiva.
Commento
La trilogia dell’età della follia è gradevole. L’ho letta volentieri e secondo me, pur essendo chiaramente un sequel è molto meglio di tanta altra roba che si vede in giro. Però secondo me Abercrombie non è al livello della prima trilogia.
Quindi da bravo vecchio brontolone (grognard, per quelli che dicono “garage” al posto di “buco per auto”), andrò a dire tutte le cose che mi hanno fatto storce il naso. Almeno quelle che mi ricordo, dai.
Però prima cito un cambiamento secondo me migliorativo: questa trilogia non è più la sagra della salsiccia che era la trilogia della Prima Legge. Abbiamo personaggi femminili, superiamo il Test di Bechdel, inoltre si affrontano con un buon approccio questioni femminili come gravidanza e ciclo mestruale. Ora però torniamo al mio brontolio.
Tanto per cominciare, il finale. Sì inizio dalla fine.
Parlo della visione di Rikke in cui Bayaz sta addestrando l’ex galoppina di Orso e il figlio illegittimo di Calder con l’aiuto di Trifoglio. Ok, va bene voler lasciare aperto lo spiraglio per una terza trilogia (che non mi risulta ancora annunciata), però qua mi pare che ci sia fatti un po’ prendere la mano.
Poi le cose ovvie: essendo una seconda trilogia, non si può più avere la sorpresa della prima quando si scopre che il vecchio saggio mago è in realtà il cattivo. Inoltre a me personalmente dispiace veder sparire la magia dal mondo. Sì, anche se questa è principalmente derivante da contatti coi demoni o con pasti a base di carne umana.
La trilogia è un sequel ambientato 30 anni dopo. Tutti ci aspettiamo che ci sia un po’ “il figlio di” e “la figlia di” che fanno cose. Però quasi tutti i personaggi principali sono figli di altri personaggi già visti e spesso anche già decisamente rilevanti. Insomma, è tutto un po’ troppo un “seconda generazione“. Non dico che sia stucchevole come la seconda generazione di Dragonlance o quella di Shannara, sia chiaro. Però è un filo troppo in quella direzione, per i miei gusti.
Poi la visione è un po’ ristretta. Come accennavo la Styria è solo vista di sfuggita, il Sud (i Gurkish) e le terre dell’Ovest solo citate. Non so se si stava tenendo aperte possibilità per spin-off o cosa, ma secondo me alcuni scorci su altre zone sarebbero stati decisamente interessanti.
Alcune situazioni secondo me son state un po’ tirate. La battaglia tra il Giovane Leone e il Principe Orso per esempio. Leo ha fatto tutti gli errori possibili immaginabili (ha tardato ad attaccare, facendo arrivare i rinforzi, ha dimenticato di far controllare i ponti, ha mandato ad aprire lo scontro quei pagliacci dei nobili dell’Unione, ha lasciato Crepuscolo per ultimo, ha guidato una carica di cavalleria dentro i vicoli della cittadina), riuscendo a perdere una battaglia in una situazione di incredibile vantaggio.
Oppure anche Calder. Una delle menti più brillanti di tutto il Nord, in teoria. Non si accorge che la sua spia è stata scoperta e sta venendo ingannata. Guida una marcia in un momento estremamente sfavorevole. Non controlla il campo di battaglia prima di lanciarsi all’assedio di Rikke e si fa beccare metaforicamente con le braghe calate. Proprio una pessima figura che uno si aspetterebbe da un classico generale dell’Unione e non dal figlio intelligente di Bethod.
Inoltre tutte le battaglie sono descritte con questo espediente narrativo di narrarle dal punto di vista di vari elementi a dir poco secondari che riportano un piccolo scorcio del loro punto di vista. Bello, se fatto una volta. Assolutamente interessante. Però in ogni singola battaglia è un po’ ripetitivo.
Poi una cosa che personalmente mi ha sempre fatto uscire di testa in ogni medium in cui l’abbia vista succedere. Prendono la banca, ma non hanno le chiavi. Provano a bucare il portellone metallico, ma chiaramente fanno progressi trascurabili.
Ok.
Nessuno che abbia pensato, che so…di passare dal muro? Per quando possa essere fatto da grossi sassi, con un paio di giorni di picconate un varco si riesce a produrre, santo cielo! Invece questi stanno settimane a (non) bucare una porta.
Scusate, ex-muratore, deformazione professionale.
Per finire, la situazione politica nell’Unione. Non fraintendetemi, mi piacciono le cose gattopardesche in cui tutto deve cambiare perchè tutto resti uguale. Però, anche in questo caso, credo che Abercrombie si sia fatto prendere un po’ dall’entusiasmo. Con Jazel e il Consiglio Chiuso corrotto sotto il giogo di Bayaz le cose vanno male. Ok. Poi arriva la rivoluzione comandata dall’ala diciamo moderata. Le cose vanno malissimo. A questo punto va al comando l’ala estremista e le cose vanno ancora peggio. Per finire prende il potere Savine, ci si libera dal controllo di Bayaz e…le cose continuano ad andare male! Io capisco il pessimismo, capisco che “non esistono poteri buoni”, ma Abercrombie ci sguazza proprio!
Se anche voi avete letto la trilogia e volete lasciare un commento, potete farlo qui o su uno qualsiasi dei social che uso.
Se vi piacciono le recensioni di romanzi, ne ho fatte un po’ qui.
Se volete provo a fare un personaggio in versione D&D come ho fatto con Novedita.